Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
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venerdì 10 luglio 2009

Presentazione del PUT in conferenza stampa: perchè non in Consiglio Comunale?

Era un caldo pomeriggio del giugno dello scorso anno, quando l'Assessore Lista convocò i consiglieri per presentare lo studio del PUT; una presentazione tecnica, con passaggi anche interessanti, ma che lasciava molti aspetti della questione in sospeso.
La promessa fu di sentire di nuovo i commissari entro le vacanze estive, pianificare una serie di incontri ed arrivare ad una stesura "condivisa" del PUT. Promessa vana.
Proprio in questi minuti si sta presentando un PUT in conferenza stampa. Noi consiglieri non abbiamo avuto modo di vederlo, non possiamo quindi commentarlo nè essere consapevoli di quanto, a questo punto assumendosi in proprio tutte le responsabilità, l'Amministrazione andrà a presentare alla città.
Sono 12 anni che la città aspetta, è da un anno che aspettiamo di essere convocati come consiglieri e di portare il nostro contributo che, anche da queste pagine e da innumerevoli interventi in consiglio comunale, non abbiamo mai fatto mancare e che, in termini di confronto, potremmo sicuramente portare ad un livello di approfondimento molto maggiore, a beneficio dell'intera città.
Ciò che sta avvenendo mi lascia senza parole, non tanto per il fatto che non possa parlare, quanto per l'affronto che viene fatto alla città, e questa settimana questa catena si sta dimostrando lunghissima e pessima, per approccio e risultati.
La tesi non potrà che essere tecnicistica, i problemi visti da esperti "pilotati" dalla giunta, lontani dalla sensibilità dei cittadini e dalle idee che essi vogliono portare attraverso i loro rappresentanti.
L'assenza di confronto è di per se una grave perdita per la costruzione della città.
Ma cos'altro potremmo fare se non denuciare questo stato di cose ai cittadini? Badate bene: non stiamo blaterando come spesso fanno i politici romani, stiamo indicando un modo di affrontare i problemi e, possibilmente di risolverli, a cui teniamo in modo particolare partecipare ed essere presenti. Per cui lo saremo anche in conferenza stampa e diremo chiaramente la nostra, da consiglieri che devono ancora una volta apprendere notizie di rilevanza istituzionale da una conferenza stampa, piuttosto che da uno spettacolo pubblico o da un comunicato del comune...
Fulgidi esempi di democrazia partecipativa... ammesso che qualcuno sappia cosa vuole dire!

mercoledì 8 luglio 2009

Ancora allagati i sottopassi ferroviari

A questo punto, a poco serve ricordare che "io l'avevo detto"; anzi, che io sono stato solo il portavoce in consiglio dei tanti appelli lanciati dall'Associazione "Noi" del quartiere Santi Apostoli, riguardo la percorribilità dei sottopassi di via Tasso e XX Settembre in occasione di forti temporali.
Ieri, puntualmente, al primo vero grosso acquazzone estivo, abbiamo avuto la conferma che le assicurazioni fornite dall'Assessore Girola erano purtroppo frutto di un ottimismo (o di un parziale realismo) che si scontra immancabilmente con la situazione che da tempo conosciamo.
Che ci siano difficoltà tecniche, operative e di finanziamento delle opere per un migliore smaltimento delle acque meteoriche quando accadono fenomeni temporaleschi come quelli di ieri, che sempre di più assumono le dimensioni di un monsone, nessuno lo nega.
Il fatto è che certamente nell'arco della stagione estiva almeno un paio di eventi di questo tipo accadranno, con certezza matematica. Ed è quello che è successo ieri.
Anche ieri qualche pericolo per l'incolumità delle persone è stato corso, la città è rimasta per alcune ore tagliata in due, tutto quanto avevamo ipotizzato si è verificato.
Non so se dovremo attendere un esito meno favorevole per attivare qualche contromisura.
Poco più di un mese fa in Consiglio Comunale ebbi modo di esprimere i miei dubbi in proposito durante il breve intervento libero concesso ai consiglieri, ricordando gli impegni che l'amminsitrazione si era assunta in proposito e che non è riuscita a mantenere. E di questo, vorrei ricordare, ritenni responsabile l'intera Giunta e non solo l'assessore Girola.
Quindi ora ripropongo la questione: cosa volete fare? Qual è la vostra politica in merito, signori della maggioranza che non governa la città, anche se vince le elezioni? E i cittadini che vi votano costantemente, cosa pensano di tutto questo, oltre che lamentarsi cordialmente?
L'acqua dal cielo ce la manda il Buon Dio, ma gli amministratori se li scelgono i cittadini...

giovedì 2 luglio 2009

Chi ha visto il nuovo Liceo Artistico?

Oggi mia figlia ha sostenuto l'esame di maturità artistica e praticamente ha terminato il suo corso di studi superiori. Passavo stamani accanto all'area ex-Pensotti che avrebbe dovuto vedere nascere la nuova struttura del Liceo Artistico.
E' stato allora che mi sono ricordato della profezia fatta ai miei figli: finirete il vostro ciclo scolastico e non vedrete neanche un mattone messo al suo posto. Eppure non sono un profeta.
Qualsiasi persona di comune senso pratico avrebbe capito che il cartello esposto ancora nell'area, ormai sommersa da piante di ogni genere che crescono indisturbate, e recante la data di termine dei lavori nel 26 gennaio 2009 costituisce già di suo una colossale baggianata.
Allora andiamo ancora una volta a ricostruire la storia di questa bufala.
Alla fine di febbraio del 2007, durante la campagna elettorale per l'elezione di Presidente della Provincia di Varese (candidato Marco Reguzzoni, già Presidente in carica, della Lega), e con la presenza del sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli (PdL), avveniva la posa della "prima pietra" del nuovo istituto.
Dicono le cronache di allora: "Reguzzoni, orgoglioso, ha dichiarato che la nuova costruzione sarà «la più bella scuola della provincia» (provocando qualche boato di bonario scetticismo fra gli studenti)". Che dire: avevano ragione loro, gli studenti.
Poi il tempo è passato e qualcuno ha cominciato ad accorgersi che in quel luogo dove era stata posta la prima pietra, si aveva qualche difficoltà a trovarne una seconda. Così, quasi nascostamente, si è arrivati a dichiarare che l'azienda a cui era stato affidato il lavoro era fallita. Furono costruiti, un anno dopo il primo annuncio, dei prefabbricati che sostituivano una parte della "villa" fatiscente e poi abbattuta: dovevano durare un paio d'anni, dureranno molto di più.
Gianfranco Bottini, diventato vicepresidente della Provincia, si premurò allora di dare le più ampie rassicurazioni in merito al fatto che entro poco tempo si sarebbe provveduto ad assegnare i lavori ad una nuova impresa, e arrivò a sbilanciarsi: "abbiamo proceduto ad unificare i due lotti dei lavori in un progetto unico, che la Provincia ora riassegnerà entro l'estate (del 2008, ndr)". Poco tempo dopo, nel giugno del 2008, ecco il nuovo annuncio: entro due anni aprirà i battenti il nuovo liceo artistico di Busto Arsizio.
A dare la notizia in conferenza stampa erano, a questo punto, il presidente della provincia Galli, (Lega Nord) il vice Bottini (PdL), il sindaco Farioli (PdL) ed il povero Preside Montenduro, che in mezzo a tanti vasi di ferro faceva proprio la figura del vaso di ciccio destinato ad essere frantumato dall'efficienza lombarda.
Ed ecco i tempi: 20 mesi dalla data della conferenza stampa (17.6.2008) per la consegna dello stabile. Di mesi ne sono già passati 13, senza che si sia mossa foglia.
Evito di riportare l'interezza della dichiarazione, semplicemente vi rimando ai link di questa pietosa storia per verificarne la cronologia. E la verità delle affermazioni.
Ed ora però mi chiedo: quanti cittadini si sentono scandalizzati per questa miserrima storia? Chi pensa che Busto possa ambire ad un ruolo di leadership, per dirla in dialetto, se si ritrova in mezzo a queste secche senza sapere neanche come uscirne, se non inventarsi domani l'ennesima storia che potrebbe solo fare arrossire i concittadini per la vergogna?
Ne ho sentite di tutti i colori in questo periodo: dalla proprietà dell'area non regolata adeguatamente prima dell'inizio dei lavori, a problemi di rischio ambientale. Adesso diranno che gli indiani Sioux la reclamano come parte della loro riserva o qualcosa di simile.
Qui non si tratta di fare marketing, di blaterare che "C'è più Busto", perchè ce n'è meno, molto meno di qualche decennio fa.
Parliamo di un'area a duecento metri da piazza Garibaldi, nella quale corrono i topi e chi si affaccia al balcone delle case prospicenti gode di uno spettacolo ora anche peggiore di quando il fabbricato della Pensotti era ancora edificato. Di fronte si trova la lussuosa struttura di Villa Manara, costata alle casse cittadine come uno jacht di lusso, e di fianco alla splendida e costosissima piscina omonima.
Non c'è due senza tre, ma se possibile questa volta non spendiamo parole prive di senso e vediamo di dare una sede degna ad un istituto fra i migliori della provincia di Varese e di tutta la Lombardia.

Rassegna stampa da VareseNews:

Un'estate di cantieri nelle scuole della Provincia (30.9.2008)
Il nuovo liceo artistico pronto entro due anni (17.6.2008)
Liceo Artistico, lavori a singhiozzo (25.2.2008)
Nuovo Liceo Artistico: "a che punto siamo"? (18.2.2008)
Ampliamento del Liceo Artistico, partono i lavori (28.2.2007)

lunedì 22 giugno 2009

La città ti vuole bene, Sandro

Caro Sandro, sono contento che il Sindaco abbia chiamato Mariella e le abbia detto che mercoledì sarai tra coloro che riceveranno il premio della città di Busto. Te lo dovevamo, e credo che alla fine abbia prevalso solo il buon senso.
Certo, ti scrivo una lettera aperta per dirti una cosa che tu conosci, per quella "vita oltre la morte" che la nostra fede ci promette; ma, in realtà, queste righe sono per qualche altra persona che potrà leggere queste righe e forse sarà felice nell'apprendere che ti è stato dato questo riconoscimento.
La tua famiglia ne sarà orgogliosa, perchè in questo c'è l'amore vero della città, di quei cittadini che in questi anni hanno ricevuto tanto bene da te e che oggi ti sono vicini nello spirito. Farà piacere anche a loro sapere che tu sarai, d'ora in avanti, un modello di vita e di professione.
Si può essere medici "di frontiera" anche qui, nel centro della cultura post industriale, che deve imparare a fare i conti con questa crisi economica e con le ricadute di un lento ma inesorabile declino, prima morale e poi di ricchezza.
Per questo l'Amministrazione ha fatto bene a cogliere questa opportunità, perchè chi amministra non deve pensare solo al riconoscimento di una parte, ma di tutta la città, anche di quella che non si esprime con un voto, ma con la vita.
Adesso posso dire che non sei Cittadino Benemerito solo per alcuni, ma per tutta la città.

martedì 26 maggio 2009

Busto Arsizio su RaiUno, non per merito

L'introduzione alla trasmissione dice: "milioni di euro sprecati, per opere ardite, spesso inutili, a volte perfino curiose, che restano (sempre e comunque) inutilizzate…".
Se non lo avete ancora visto, guardate il filmato cliccando qui

mercoledì 29 aprile 2009

I derivati, questi sconosciuti

Sta facendo un certo clamore la vicenda dei derivati di Milano, dove la magistratura ha dimostrato qualcosa di più di un semplice interessamento, mandando la Guardia di Finanza presso le sedi della Deutesche Bank a verificare se le condizioni di gestione abbiano causato seri danni economici agli enti che li hanno sottoscritti.
Anche Busto Arsizio ha trattato la sua parte di derivati con DB, per cui risulta particolarmente interessata a questa vicenda. La Corte dei Conti ha già denunciato in passato un uso scellerato di questi strumenti finanziari da parte degli enti locali, a cui n0n si può togliere parte delle responsabilità che hanno condotto a questa situazione.
Facendo una battuta, sarebbe stato meglio per qualcuno tentare con quote del superenalotto che avventurarsi in questo vicolo, che ora appare anche cieco. Abbiamo pagato meno per pagare di più, diceva oggi un quotidiano nazionale.
I meccanismi che regolano questi derivati sono apparentemente semplici, in realtà non banali. Non mi fermo ora a descrivere il contesto, chi vuole può facilmente documentarsi, ma semplificando dico che ci sono due limiti, uno superiore ed uno inferiore, corrispondenti al minimo e al massimo di tasso su cui si "scommette". L'importante è stare nella forbice per avere un equilibrio; se i tassi salgono e si supera il limite superiore, i comuni pagano comunque i tassi fino al limite, avendone un vantaggio. Ma se i tassi scendono sotto il limite inferiore i comuni pagano comunque il tasso stabilito da questo limite.
Oggi siamo tre punti abbondanti sotto il limite inferiore, quindi i comuni ci stanno perdendo un mucchio di soldi in interessi maggiori che possono sì ricontrattare, ma pagando subito una penale molto alta.
Gli esperti dicono che la questione può solo migliorare se i tassi risaliranno, cosa improbabile per il 2009 e forse buona parte del 2010.
Vedremo...

venerdì 24 aprile 2009

La criminalità organizzata sotto casa

Le notizie che ci giungono in queste ore confermano quello che temevamo ed avevamo richiesto come spiegazione durante un consiglio comunale qualche mese fa.
I fatti sono principalmente due, apparentemente appartenenti a due filoni di indagine separati, ma che trovano un punto di equilibrio proprio nella nostra città.
Il primo, avvenuto ieri, riguarda l'arresto di una quarantina di persone che tra Legnano e Lonate Pozzolo, passando per Busto, avevano messo in piedi un racket di estorsioni e pizzo legati alla 'ndrangheta calabrese; il secondo, l'arresto a Gela di esponenti mafiosi che imponevano il pizzo a Milano, legati alla famiglia Emmanuello, ben noto nella nostra città.
Entrambe questa azioni criminose trovavano nel settore edile ed in quello immobiliare la loro maggiore collocazione, ed anche questo è un elemento che dovrebbe far riflettere. Il modo di percepire queste azioni criminali al Nord è che esse fossero confinate entro i territori storici di Sicilia, Calabra, Campania e che potevano al massimo aver toccato i centri del potere romano.
La questione ora si presenta in modo drammaticamente diverso: la criminalità dei colletti bianchi, quella legata al riciclo del denaro sporco e dei legami con i grandi interessi finanziari è diventata estersione, usura, minaccia, ricatto, arriva a colpire il singolo esercente, il privato cittadino esattamente come al Sud, ma in modo più lasco, meno visibile anche perchè la cultura al Nord è apparentemente diversa. Ma la paura è la stessa.
L'interrogazione posta in consiglio comunale sui fatti avvenuti la scorsa estate, con due omicidi avvenuti nel Legnanese in pochi mesi e l'arresto in una clinica di Pavia di un noto boss latitante calabrese avevano dato a noi il segnale di qualcosa di grave che stava accadendo.
Non abbiamo elementi di valutazione tecnico-giuridica, non disponiamo degli atti, quindi ogni valutazione è fatta solo ed esclusivamente sulla base dei riscontri di stampa, cioè gli stessi che ogni cittadino può leggere in cronaca, e perciò le domande che ci siamo posti noi se le saranno poste anche il Sindaco ed altri che in sede di dibattimento consiliare avevano dato segnali di serenità verso questi episodi, confinandoli nel mondo della malavita ordinaria, senza particolari accenni di straordinarietà.
Comprendo le ragioni di ordine pubblico, ma con questa mia osservazione vorrei sensibilizzare chi ancora crede che noi possiamo essere estranei a certi fenomeni criminali, che per qualche strano motivo non possiamo essere toccati da questi drammatici eventi e che, al limite, si tratta di "cose loro". In realtà, anche questa è "cosa nostra".

mercoledì 4 febbraio 2009

C'è meno politica nella vasta Busto

"La gente più avanti dei partiti", dice il Sindaco Farioli introducendo la pratica "C'é più Busto", che per lui ha una valenza personale e politica molto pesante. Tanto da far innervosire persino i suoi assessori e i segretari politici della maggioranza.
In effetti questa affermazione sottolinea un distacco tra la politica reale e quella percepita che, nel suo caso, è sicuramente ben identificata; ma ciò che egli implicitamente dichiara è che i cittadini si affidano più alle capacità del sindaco di intercettare un certo tipo di bisogno piuttosto che le organizzazioni politiche.
La cosa non è estranea a qualche verità, ma giocata così può essere un'arma a doppio taglio in casa della maggioranza: non piace certo ai segretari sentirsi dire che non sanno fare il loro lavoro. Simile, ma più diluito, il discorso per la minoranza. Il ritornello quando la maggioranza sbaglia o non raggiunge gli obiettivi è: "E voi dove eravate"? Con questo ci si pulisce la coscienza e si crea la convinzione che si può anche continuare a votare una maggioranza insipida e languida perchè tanto dall'altra parte non vi è nulla di convincente.
Ma non è sempre così. Anche se una certa ingessatura c'è anche in minoranza, e sul piano della comunicazione lo si vede benissimo: i piccoli partiti monocratici di minoranza intervengo in tempi brevissimi, dal momento che non devono coordinarsi con nessuno.
Dunque il Sindaco punta sull'iniziativa di area vasta per rilanciare la sua immagine e quella della sua giunta. Ma l'immagine del direttore d'orchestra che si è dipinta addosso (o gli hanno dipinto i grandi comunicatori che hanno curato la manifestazione) non pare molto in linea con gli obiettivi; infatti una delle critiche maggiori che si sono fatte e che continuiamo a fare al nostro Gigione è proprio quella della fluente prosopopea della sua parlata, purtroppo quasi mai assistita da una sintesi fattiva, da un raggiungimento di risultati, dalla transizione dal dire al fare.
Ho già avuto modo di investigare e di relazionare anche da questo blog quale sia il pensiero di buona parte dei comuni vicini, i diretti interessati dalla questione Area Vasta: addirittura tra i sindaci c'era chi sapeva poco o nulla dell'iniziativa. Come facciamo a parlare di Altomilanese, di area omogenea, di comuni interessi e di gestione del territorio se non ci si relaziona nemmeno tra primi cittadini?
Manca poi una concreta dichiarazione degli obiettivi: quale sarà il risultato che si otterrà da questo confronto pubblico, quale le applicazioni pratiche, quali i tempi per il loro sviluppo e quali i benefici per la città ed il territorio.
In questo periodo storico, l'unica cosa di cui non abbiamo bisogno è di chiacchiere.

giovedì 2 ottobre 2008

Lettera aperta al Sindaco, tra Busto e Roma

"Non lasceremo Busto come Veltroni ha lasciato Roma". Sembra una barzelletta, eppure questa è l'affermazione del nostro Sindaco. Una burla? Pare di no.
Forse il signor Sindaco non si rende conto di quella che è la realtà. Roma è Roma, una città di oltre 4 milioni di abitanti, che ha un bilancio pari a quello di tutta la Liguria. Ospita al suo interno, oltre ai palazzi del potere (presente e passato), un'intero Stato sovrano. E' la Capitale, ha problemi urbanistici che non si sono formati negli ultimi 30 anni, ma forse negli ultimi 30 secoli.
Busto è una delle prime 100 città in Italia in quanto ad abitanti, ma è un cinquantesimo della Città Eterna. Era la capitale dell'industria tessile italiana, ora le sue "industrie" più grandi sono l'Ospedale ed il Municipio. Ha 300 chilometri di strade asfaltate in pessime condizioni da anni, decine e decine dei quali senza marciapiede e male illuminate. Basti vedere le rassegne fotografiche che ho presentato nei mesi scorsi per ripassare la lezione. I Romani dei secoli passati avrebbero saputo fare meglio.
Stiamo portando avanti un progetto di "Area Vasta" e non c'è un Sindaco della zona che sia interessato a proporsi come spalla del progetto, quasi disconosciuto dall'intera cittadinanza. Qual è il suo obiettivo? Io un'idea ce l'avrei, ma non la dico qui. Almeno adesso.
Parliamo del traffico? Roma avrà una circolazione caotica, ma non si capisce perchè Busto ne debba avere una che, proporzionalmente, è anche peggio. Nessuna politica del traffico è stata sviluppata nell'ultimo decennio per essere conseguenza di un progetto di mobilità, dai parcheggi ai sensi unici, dai semafori alle rotonde, dal traffico pesante alle piste ciclabili.
Della cultura coma mi dice? Vuole competere con Roma in quanto a cultura, turismo e spettacolo?
Signor Sindaco, io sono anche un po' stufo di dover fare ogni volta la lista della spesa per farmi capire: lei Busto non la può peggiorare, perchè è difficile fare peggio di così. Basterebbe l'impegno di fare il minimo, ovvero una buona e saggia manutenzione alle parti pubbliche, dalle strade al verde, per vedere già un netto miglioramento della città. Ma lei questo non potrà mai farlo finchè le sue energie e quelle della sua parte politica saranno impegnate unicamente nella spartizione delle poltrone.
E non dica che non è vero, perchè lo dicono anche i suoi alleati.
Siamo già a metà del suo mandato e non abbiamo visto nulla che qualifichi la sua gestione e quella della sua coalizione. Fissare due/tre obiettivi per ogni assessore nei prossimi due anni anni e mezzo? Ma vogliamo scherzare? E con questo lei pretende di mettersi in competizione con Roma?
Complimenti...

venerdì 5 settembre 2008

Busto Arsizio alla deriva

Un amico ieri mi ha scritto dicendo che non mi occupo più di Busto Arsizio come quando iniziai a scrivere questo blog: in parte è vero, ma dalla ripresa di agosto dissi che mi sarei occupato anche di altri temi.
In questo momento, poi, il panorama della politica locale è così povero che mi resta anche diffiicile fare dei commenti che abbiano un senso e quindi un valore. Anche i giornali locali parlano dell'ovvio o poco più. Ogni tanto qualche giornalista, preso da chissà quale illuminazione, inizia a fare delle interviste "spericolate", ma quando si avvicina a qualche cosa di sensibile, di interessante, si ferma tutto.
Mi sono reso conto che leggendo di politica nazionale e di qualche fatto internazionale, si può meglio capire la realtà locale. Ad esempio, lo stretto legame tra Alitalia e Malpensa, il fatto che il Sindaco di Milano Letizia Moratti sia contro la cordata di Alitalia perchè i "suoi" aeroporti di Linate e Malpensa non sono compresi nella trattativa. O l'iniziativa di Berlusconi riguardo la Libia, che segue il corso dello sfruttamento delle risorse energetiche, come fece tempo fa con il suo "amico" Putin. Il quale a sua volta, lo ha messo in grosse difficoltà con la crisi in Georgia, e ben sappiamo quale arma di ricatto nei confronti dell'Europa costituiscano le risorse Siberiane.
Busto Arsizio è parte di una conurbazione, con Gallarate, Legnano, Castellanza e Valle Olona, che fa parte dell'Altomilanese (o basso varesotto), di cui Malpensa rappresenta forse il nodo più famoso nel contesto internazionale. Un territorio potenzialmente ancora ricco, ma anche specchio di una crisi che minaccia la nostra società, un territorio che non riesce ad uscire da una specie di atrofia imprenditoriale, ma soprattutto, svilito da una contrazione della capacità di interazione tra pubblico e privato dovuta alla crisi delle istituzioni locali.
Queste sono ormai diventate i satelliti di una serie di poteri, come scrivevo anche ieri, che non governano la città dei cittadini, ma solo la città degli interessi; il lungo isolamento della città dal contesto territoriale ne ha tagliato non solo le relazioni, ma anche il patrimonio di ricchezza di idee ed iniziative che nasce dal confronto di idee e dalla competizione evolutiva propositiva.
Busto Arsizio è l'unico comune in Lombardia che si fa i Piani di Zona per conto proprio, annullando il concetto di distretto dentro una città; a vantarsi di questo "merito" è proprio il nostro sindaco Farioli, operazione che mise a segno quando era consigliere regionale, obbedendo ad una logica protezionistica propria di questi poteri.
Proporre il BAFF nell'Italia degli oltre 3.000 festival di vario genere, vuol dire solo avere paura di restare ai margini di un sistema presenzialista: se ci sei, conti qualcosa, altrimenti 6-1-0.
E poi B.A.Book, B.A.Jazz, Rumba e Cha-Cha-Cha... soddisfano le voglie di pochi, non sono una presenza continuativa di una azione culturale sul territorio: si va a strapponi. Se un anno non si fa l'iniziativa, nessuno ne sente la mancanza.
Solo flash, per cercare di mettere a fuoco qualcosa che non sono ancora riuscito a cogliere fino in fondo, ma che percepisco come parte di questa realtà, come se fosse una ferita da cui sgorga continuamente un male profondo, culturale, antropologico, non intercettabile con i sensi, ma comunque presente e dirompente.
Ciò che negli anni '50 Giorgio Bocca scrisse di Vigevano: "Fare i soldi, per fare i soldi, per fare i soldi ... e non trovi una libreria a pagarla", oggi non vale più. Abbiamo perso quella spinta, non siamo noi motore, ma siamo traino di un carretto che inesorabilmente rallenta.
Questo blog mi ha costretto a pensare "ad alta voce", prima di tutto devo essere coerente con me stesso. E' anche questo un viaggio, una ricerca, è parte della vita e non è giusto sprecarla.
Vorrei anche ringraziare chi mi ha suggerito di leggere "La Deriva": in qualche modo, parla molto di noi.

giovedì 17 luglio 2008

"C'è + Busto" o ce n'è meno?

Ho sollevato il problema di "C'è + Busto" per le magliette che alcuni ragazzi avevano preparato lo scorso anno per una vacanza a Maiorca, che assomiglia moltissimo al "C'è più gusto ad essere di Busto". Gianluigi Marcora invece ritiene un plagio questo titolo, ricordando una propria rivista col nome pressocchè identico.
Questo però mi ha fatto riflettere: questo è il massimo che la Giunta di Busto Arsizio riesce ad esprimere quanto ad attenzione alla città?
Fino a qualche lustro fa, chi faceva politica ben conosceva la città. Le assemble di sezione di partiti come la DC o il PCI erano partecipate da centinaia di persone, migliaia a livello cittadino. Oggi ci si stupisce (in positivo) quando ad una assemblea di partito partecipano 50 persone.
E' evidente che la conoscenza degli umori della città è andata scemando al punto che ormai non vi è più un serio contatto tra il cittadino e l'istituzione, da cui l'attuale iniziativa.
Che però temo sarà una semplice operazione di marketing politico, di quelle che va molto di moda oggi. Come ad esempio fu lo scorso anno la questione dell'area vasta.
Credo che questa amministrazione non abbia ancora compreso due cose: la prima, che la città ha bisogno di iniziative di breve periodo e di grande impatto per cambiare il volto alla città; la seconda, che uscire ogni tanto con progetti sbocciati dal nulla, senza avere una chiara idea dell'obiettivo, della durata e dei risultati che ci si pone rischia solo di disorientare ulteriormente i cittadini.
Fino ad ora chi ha ascoltato i cittadini? Non certo l'amministrazione, se adesso deve giungere a questo passo.
Busto Arsizio non ha bisogno di colpi di teatro, ma di un teatro; non ha bisogno di un direttore d'orchestra, ma di un vero Sindaco che parli meno e produca di più. Da questo punto di vista ha ragione da vendere Giampiero Reguzzoni.
Costi? Lasciamo perdere... per queste cose i soldi si trovano sempre!
Un'ultima considerazione: ma qual era il programma di questa amministrazione, qual era il programma elettorale del Sindaco? Perchè qualche cosa doveva pur contenere su questo versante. La città non è una soap opera, una telenovela, che si costruisce puntata dopo puntata senza avere un'idea precisa di dove andare a parare. Forse a Farioli questo non l'hanno spiegato.

sabato 24 maggio 2008

Partecipa al progetto "Busto Digitale"

Questa volta parlo del mio blog. Avrete visto che tra le parti di servizio del blog, sulla colonna di destra, ho aggiunto una mappa di Busto Arsizio dove ho identificato i punti di maggiore interesse della città: stazioni ferroviarie, l'ospedale, le chiese storiche, i servizi, il comune, eccetera.
Ma sono tantissimi i luoghi di Busto Arsizio che meritano una segnalazione e hanno una storia più o meno antica, più o meno di pregio, ma sicuramente di interesse per la città.
I nuovi strumenti di internet hanno un fascino speciale e fantastico: permettono di vedere la città dall'alto, nella sua forma reale, come una volta si poteva fare solo con riprese aeree, costose e difficili da ottenere se si era dei privati.
Ora lancio un progetto: raccogliere dati, informazioni, fotografie, documenti utili per identificare luoghi della città, monumenti, case, palazzi, piazze, tutto quanto è nella storia della nostra città, per riuscire a fornire un"libro digitale" della città. Una piccola Wikipedia della città, che costituisca un riferimento per tutti coloro che vogliono costruire in modo moderno l'immagine della città.
Ho l'ambizione di credere che in molti vorranno collaborare. A tutti dico in anticipo il mio GRAZIE. Per contattarmi: alessandro.berteotti@tele2.it

lunedì 19 maggio 2008

Bilancio di maggio, mai visto...


Non era mai successo di approvare un Bilancio Preventivo il 5 di maggio. Un terzo dell'anno è trascorso e quindi, qualsiasi fossero le modifiche che il consiglio avesse voluto proporre, esse avrebbero dovuto tenere conto di quanto già stanziato e speso in questo primo periodo di gestione ordinaria.

Io mi sono posto il problema di cosa significhi in realtà redigere il Bilancio di un Ente pubblico come un'amministrazione comunale di più di 80.000 abitanti, e mi è sembrato illuminante il discorso tenuto da Robert Kennedy all'Università del Kansas il 18 marzo 1968, ovvero più di 40 anni fa, ma che risulta di una modernità incredibile, quasi profetica.

Il testo lo potrete leggere sulla home page del mio sito: http://www.alessandro.berteotti.name/

Parlare di PIL per far capire lo sviluppo, il progresso di una nazione come gli Stati Uniti è stato geniale; ma quanto lontano da questo è l'immagine dell'attuale battaglia politica in quel paese per le primarie... vince chi sa stare in scena, non chi ha gli "attributi" politici!

E quanto stravagante è il bilancio di una città che, pur essendo tra le prime 50 in Italia per grandezza e ricchezza, sicuramente più grande ed importante di almeno la metà dei capoluoghi di provincia italiani, riesce a partorire un bilancio senza coraggio, senza una chiara linea di indirizzo, dimostrando ancora una volta che qui si vincono le elezioni, ma poi non si sa governare. Peccato.

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