Alessandro Berteotti

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lunedì 10 settembre 2018

Ridotto all'osso...

Sono passati i fatidici 40 giorni dal mio ultimo post. Ne sono passati ben più di 100 dall'inizio delle attività di Governo. Una pausa dettata dalle ferie e dalla voglia di capire cosa si voglia fare, in realtà. in questo Governo. Le cose di maggior impatto però sono state le disgrazie: prima Bologna, con l'esplosione della cisterna e blocco autostradale che ha paralizzato l'Italia nel periodo più delicato per la stagione estiva, e il terribile schianto del ponte Morandi a Genova. Per queste cose ricorderemo l'estate 2018.
In questi episodi e in tutti gli altri che si sono succeduti sarebbe meglio stendere un pietoso velo, come sulla faccenda vaccini: dico e smentisco in meno di 24 ore, lasciando milioni di persone nell'incertezza e migliaia di presidi, docenti e personale amministrativo della scuola nel più completo imbarazzo di fronte alle richieste di chiarimenti delle famiglie.
Per carità, non è che cose di questo tipo non siano mai successe in Italia, ma da chi voleva cambiare tutto ci si sarebbe aspettato che questioni di questo tenore fossero già state discusse e affrontate a livello di quel benedetto "contratto" che dovrebbe caratterizzare l'azione di un esecutivo altrimenti privo di ogni autorevolezza.
Adesso verrà il periodo cruciale, quello dei conti da sistemare con la legge di bilancio. Nel frattempo, come tutti coloro che li hanno preceduti, anche in questa tornata si cominciano a vedere le azioni di spoileraggio, licenziamenti di manager al di là delle competenze e delle capacità, solo per mettere uomini della corte dei miracoli....
A proposito, perfino il Presidente del Consiglio si è accorto che i due vicepresidenti lo hanno di fatto esautorato e si contendono la palma del vero Capo dell'Esecutivo.
Forse per questo si è rimesso a studiare l'inglese e dà gli esami, pensando che forse sia meglio una cattedra universitaria per proseguire la sua carriera, piuttosto che pensare tra qualche mese di scrivere le memorie di un ex-Presidente del Consiglio: potrebbe essere un libro di pochissime pagine, per lo più bianche!

martedì 31 luglio 2018

Ora visibile a tutti...

Non era difficile da immaginare, se soltanto si conoscesse qualche cosa di politica. Quando mancano i voti per governare da soli, escono accordi di basso profilo e di mediocrità inaccettabile. A farne le spese, poi, sono sempre i cittadini.
Così questa avventura tra M5S (che sta per Movimento 5 Stelle) e Lega dà ogni giorno di più l'impressione non solo di frantumarsi, ma di frantumare l'intera economia e, in generale, la società italiana.
Continui battibecchi, retromarce, revisioni di dichiarazioni, smentite e "non volevo dire questo"... Ma soprattutto un clima che diventa sempre più cupo e dove affiorano quelle folate di neofascismo che finora, governi ancora nell'area della democrazia partecipativa, avevano evitato o permesso di estinguere al loro apparire.
Oggi invece le tensioni sociali fanno sì che questo clima di "dalli al negher", al migrante, all'arabo e al diverso stia prendendo sempre più piede. Intolleranza, perfino razzismo. Cose che accadevano anche prima, si dirà, ma che non venivano giustificate dai ministri della Repubblica.
Il popolo è sovrano, ma mi chiedo fino a che punto siamo riusciti a demolire l'idea democratica di partecipazione attiva, di Costituzione, di libertà. Certamente molta gente lavora per questo obiettivo, e quello che mi dà dolore non è tanto che ci siano degli stupidi che lo facciano (succede da quando c'è il mondo), ma che ci siano persone che permettano che succeda, che lascino fare.
Quasi a lavarsi le coscienze, dimenticando la storia quello che la storia ci ricorda e ci insegna.
Proprio quest'anno ricorrono gli ottanta anni dalle leggi razziali, che il Presidente Mattarella ha ricordato essere state una delle pagine più buie del secolo scorso. Non minimizziamo atti come quelli di ieri per cui una ragazza, atleta italiana di colore, felice di essere italiana più di altri "veri" italiani, è stata fatta oggetto di una aggressione a sfondo razzista, checchè se ne dica.
E poi, oltre alla pagina sociale, dicevo, abbiamo la pagina economica. Se Confindustria attacca direttamente e duramente il Governo per la sua politica economica, una ragione ci sarà. Se il presidente di INPS viene criticato, il presidente di FS rimosso, il Presidente della RAI indicato dal Governo non si sa se verrà eletto, se impera lo spoil system al di là delle qualità delle persone, se vogliamo togliere le domeniche al Museo gratis, se il PD si trova spesso d'accordo con quanto dice Forza Italia, viene da chiedersi che valore politico vero abbia questo Governo.
E se vogliamo dirla tutta, chiediamo a Forza Italia quanto sforzi stiano facendo i suoi rappresentanti politici per mordere la lingua di fronte alla sfrontatezza della Lega e di Salvini, nel tentativo di recuperare in futuro un possibile alleato, al quale però adesso stanno giocando contro e non solo per forma.
A Salvini poi dico: lasciare stare Saviano. Se Saviano ti ha detto apertamente quel che pensa, e che pensano milioni di persone, tu come politico non puoi permetterti di querelare chi dissente dal tuo operato. Per quanto diretto sia stato l'attacco. La politica è fatta anche di queste cose.
E per chiudere, sempre citando la storia e i 50 anni dalla morte di Guareschi, ricordo che lo scrittore fece nove mesi di carcere per la denuncia avuta da De Gasperi per diffamazione. Uno dei pochi errori fatti da De Gasperi in politica.

martedì 17 luglio 2018

L'illusionista

L'illusionista è il nostro attuale Governo. L'unico Governo al mondo il cui Premier si nasconde e non fa dichiarazioni in solitario. Il perché è abbastanza semplice da capire: il tutto si regge su di un filo estremamente debole, che ha come condizione essenziale e non sufficiente per sopravvivere che i due partiti che lo sostengono continuino a mantenere un interesse più elevato a restare insieme piuttosto che a lasciarsi.
Questo lo ha capito benissimo il mondo economico e imprenditoriale internazionale, ma gli italiani no. Si fidano ancora di questo pericoloso esercizio di equilibrio perché convinti che il ritorno ai partiti convenzionali sia peggio di questa situazione. Fanno il ragionamento del buon padre di famiglia, ma in questo caso esso non funziona. Infatti manca la famiglia.
La complessa rete degli equilibri internazionali, non meno rischiosi, ma forse meno evidenti di quelli nostrani, impedisce di avere un sistema Paese come il nostro in continuo rischio avaria.
Abbiamo bisogno di attirare capitali, ma facciamo di tutto per farli scappare.
Abbiamo bisogno di credibilità, ma facciamo di tutto per diventare incredibili.
Abbiamo bisogno di stabilità, e facciamo di tutto per aumentare il precariato.
Deve intervenire il Presidente della Repubblica per sanare una questione umanitaria che solo il buon senso sarebbe bastato a risolvere.
Continuiamo con l'illusione di essere un grande e libero Paese, ci troveremo con il sedere per terra...

venerdì 6 luglio 2018

Spero di non dovermi vergognare di essere italiano

Dico subito che di quello che fanno in realtà le ONG, i soldi che prendono e da chi, ne so davvero poco. Non sono in grado di valutare se i soldi che vengono spesi lo siano solo per operazioni umanitarie o invece coperture per mafie, criminalità, terrorismo e malaffare in genere.
Non so se le persone che operano siano tutte titolate per farlo nel rispetto di standard e procedure internazionali, e se le loro azioni siano tutte condivise o frutto di iniziative personali estemporanee.
Non so se i soldi spesi dal Governo italiano per salvaguardare le nostre coste, il nostro turismo e le nostre risorse militari siano impegnati in modo sufficientemente corretto, lo siano state nel passato e lo potranno essere nel futuro.
Non lo so, ma nemmeno mi interessa più di tanto. Nemmeno prendere i rimborsi dall'Europa, che se è vero quanto viene affermato, alla fine andrebbero anche loro a contribuire ad ingrassare ed ingrossare il canale della criminalità, pagare organizzazioni straniere molto al confine tra terrorismo e milizie locali.
Mi interessano invece i motivi e le persone che decidono di affrontare un viaggio che comporta il rischio più grande per un uomo, quella della propria vita, per arrivare da qualche parte diversa da dove sono partiti. Che poi per molti è anche il luogo dove sono nati e cresciuti fino al momento della partenza.
C'è chi si gioca tutto quello che ha per affrontare questo viaggio. Attenzione: dico viaggio e non avventura, perché l'avventura se la può permettere solo chi lo può fare per curiosità, spirito libero o voglia di conoscere, non chi lo fa per sopravvivenza.
Come detto più volte, noi italiani siamo stati conquistatori per mille anni, avendo costruito l'impero più grande di sempre del mondo occidentale, poi più recentemente siamo stati dei migranti miseri e pidocchiosi. Altri paesi ci hanno accolto come oggi l'Italia e l'Europa intera accolgono questi migranti che arrivano dai paesi poveri dell'Africa e dell'Asia. Ma adesso vorremmo chiudere quel rubinetto, o meglio, vorremmo decidere noi quando e quanto aprirlo, dove mandare la gente e quanta gente mandare.
Questo è nuovo schiavismo.
Altra cosa già detta, ma che qui vorrei riprendere, è che non scegliamo dove nascere. La vita può essere una corsa ad handicap per i popoli se noi umani permettiamo che sia così. La vita si limita a dare qualche premio e qualche difetto distribuendoli a caso tra la popolazione. Ma noi facciamo scelte deliberate e decidiamo che la povertà di molti popoli possa essere la ricchezza di pochi altri.
Ma quando non basterà più un mare o una catena montuosa a dividerci da questi popoli, che faremo? Torneremo alle parole di un tale vergognoso tuttora neorieletto senatore della Repubblica (ditemi se questa è democrazia) che proponeva di bombardare i barconi?
Come se qualcuno fosse condannato a morte solo per essere nato in un determinato luogo piuttosto che in un altro... Io piango ogni volta che vedo una macchia rossa al telegiornale portata con leggerezza da qualche soccorritore perché vedo un bambino, una risorsa, un fiore che non potrà dare il suo frutto e io mi sento responsabile per questo. Dal momento che so, non fare nulla mi condanna.
E non c'è divinità in questo, solo la cultura distorta e vile del denaro e della protezione dei propri beni ed averi, del potere, di un futuro di pochi e non per tutti.
Io mi auguro che questa vergogna finisca, e presto. Spero di non vergognarmi di essere un padre italiano che riesce solo a contribuire ad un pensiero di puro egoismo regionale.

martedì 26 giugno 2018

Quale futuro per il PD

Sinceramente non riesco a dare una valutazione agli atti di questo Governo anche perché ormai da un mese si parla solo di migranti e nuove votazioni, senza riuscire a capire quale linea esso intende tenere su tutti gli altri più importanti punti programmatici e di continuità funzionale dello Stato.
Ma una cosa abbiamo capito tutti: manca una vera opposizione. Sì, ci sono dichiarazioni ufficiali, prese di posizioni, indignazioni, ma dov'è che l'opposizione (almeno quella che una volta era d'area di sinistra e fino a pochi mesi fa faceva capo al PD) dimostra una propria anima, una iniziativa che non ricalchi cliché ormai privi di veri contenuti?
Una volta almeno c'era l'ideologia che aiutava a tenere insieme i partiti e dava una spinta all'azione politica, indipendentemente da chi fosse il segretario di partito. Adesso è diverso, anzi il contrario.
I leader costituiscono il fondamento del partito al di là dell'ideologia e se perdono una elezione, ammesso che riescano ad avere l'umiltà di riconoscerlo, lasciano la guida e magari anche il partito e il partito si spacca, implode e nei casi peggiori svanisce.
Ho vissuto per dieci anni l'attesa di un partito unico della sinistra, passando dall'esperienza dell'Ulivo a quella arcobaleno, ma quando pensavo a questo contenitore avevo in mente qualcosa di diverso. Pensavo a uno strumento politico in grado di attrarre, di essere evolutivo, di cogliere le idee della base per tradurle in azione di alto profilo politico, senza mediazioni verso il basso. E' successo il contrario.
Il partito passando attraverso diverse fasi piuttosto veloci, ha trovato modo di disfarsi di personaggi importanti, bruciando i vari Veltroni, Bersani, Letta... per finire targato Renzi. A quel punto il forte personalismo ha spostato di nuovo sulla figura del leader il carico ed il valore aggiunto dato da un personaggio giovane, politicamente preparato, ma anche troppo ambizioso e poco propenso a dare spazio alle idee altrui.
Al suo insuccesso ha fatto seguito uno sbandamento dal quale ancora adesso si fatica ad uscire. La figura di Martina, per quanto privo di vera autorità, sembra più che altro priva di autorevolezza per fare qualsiasi cosa e in questo momento potrebbe levarsi la voce di chiunque per dire la propria e candidarsi per la prossima carica di segretario.
Ma senza idee, senza una spinta forte dalla e per la base, tutto rischia di nuovo di entrare in quella fase che ben sperimentiamo e hanno sperimentato anche altri partiti: quella del cambio non solo di leadership, ma di nome e natura del partito.
Allora, piuttosto, ridate un minimo di ideologia, di contenuti, di regole e di valori a quello che volete fare. Non andate per tentativi inutili e futili, create una nuova finalizzazione alla vostra azione politica, parlate italiano agli italiani, fate in modo di essere comunicativi ma anche estremamente chiari, altrimenti la Lega ci mangerà in testa per i prossimi vent'anni.
Abbiate umiltà e coraggio. Pensate al popolo italiano e non alle poltrone.
Buon lavoro, se vi riesce.

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