Alessandro Berteotti

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giovedì 17 dicembre 2009

Dodici anni in consiglio

Oggi è il mio compleanno da consigliere: il 17 dicembre 1997 facevo il mio esordio in Consiglio Comunale. Non so quale contributo sia riuscito a portare alla città, quanto abbia personalmente inciso in questo percorso difficile che hanno rappresentato questi anni.
Io so solo che ho fatto del mio meglio, ho combattuto battaglie per il bene della città e nell'interesse di tutti, non solo di coloro che sono della mia parte politica o di qualche cittadino in particolare.
Non mi sono voluto soffermare sul singolo tombino, sul ramo dell'albero o sulla buca nella tal via: per queste cose ho scelto altre strade, più dirette, senza coinvolgere per ore l'intero consiglio, che avrebbe cose ben più importanti da discutere.
Ma non nego che questa strada paga di più, offre maggiore visibilità e se lo avessi fatto oggi sarei più famoso e la gente avrebbe un'altra percezione del mio agire. Ma io non sono così, non penso che questo sia il ruolo del politico e della politica in una città come Busto Arsizio.
Ogni tentativo di volare alto, mi rendo conto, ti rende invisibile, ma lo preferisco di gran lunga allo starnazzare inutile e stucchevole di tanti consiglie e consiglieri.
Non sono il consigliere anziano, anzi... e non lo diventerò. Non sarò come Pellegatta che vanta 40 e più anni ininterrotti di consiglio, io il prossimo mandato non ci sarò, l'ho già detto, per una scelta precisa di alternanza e di crescita: se non si lascia posto ad altri, non potremo mai far crescere la politica.
Il cui livello, per il vero, è quanto mai basso, soprattutto nella nostra città. Ed in questa giornata il mio pensiero è proprio alla mia cara Busto Arsizio: ti ho dedicato questi anni rubandoli alla mia famiglia, agli affetti, alla mia crescita professionale. In cambio non ho ricevuto gloria e favori, ma l'affetto vero di tante persone, soprattutto nei momenti di dolore, ed un calore che mi permette di essere ancora al mio posto, con soddisfazione. Mi ha fatto crescere umanamente, come uomo e come persona, mi ha fatto capire quale sia il senso della responsabilità ed il peso che ne deriva, ma anche che senza queste cose non si vive veramente.
Per questo mi sento di dire grazie a tutti, ma soprattutto a mia moglie e ai miei figli, a cui dedico questa ricorrenza.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Questa volta non mi firmerò, ma tanto mi riconoscerai. Buon Natale, di cuore, a te e famiglia. "Fai quel che devi, accada quel che può" questo è il principio che ha orientato tutta la mia vita e che ritengo condivisibile da credenti e non credenti se animati da buona fede e giusto sentire. Gli attuali sono tempi da basso impero ma la coerenza e la schiena dritta sono e restano virtù. La nottata della ragione passerà e il tempo, anche se talvolta non sembra, è sempre galantuomo.

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