Alessandro Berteotti

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lunedì 3 agosto 2009

Un'estate calda e rossa di vergogna

Questo primo fine settimana di vacanze ci lascia un po' perplessi, per diverse ragioni.
La prima è che, nonostante la crisi annunciata, prevista, incipiente (trovate voi l'aggettivo gisuto), quest'anno tutti se ne vanno al mare o ai monti, alla faccia di chi pensa non sia il caso di trastullarsi. L'autunno ci dirà forse come stanno davvero le cose.
La seconda è figlia diretta della prima: visto che nessuno ha voglia di restarsene a casa, allora via sulle strade italiane. Ed allora, ecco che vengono a galla gli eterni problemi infrastrutturali della nostra penisola, dovuti un po' anche alla sua conformazione morfologica e geografica: lunga lunga, stretta stretta e con un grande cappello in testa (le Alpi e la pianura Padana).
Ma questo non basta a spiegare i 32 chilometri di coda al passante di Mestre, non serve a dipanare gli eterni problemi sulla Salerno-Reggio Calabria. A Mestre la situazione ha del paradossale: il passante serviva proprio per non andare ad imbottigliarsi sulla tangenziale, che col traffico pesante diventa una trappola mortale. Ma se non si cambia il modo di gestire i passaggi ai caselli autostradali, i veri generatori di code non appena si alza il livello di traffico, potremo costruire autostrade ad 8 corsie, sul modello americano, ma continueremo ad avere questo pessimo risultato.
Infatti, l'unico strumento in grado di eliminare questo problema si chiama Telepass, l'hanno inventato molti anni fa, ma ancora relativamente in pochi lo usano.
A mio parere, ogni entrata (e conseguente uscita) autostradale andrebbe dotata di telepass, e l'accesso impedito a chi non ce l'ha. Le nuove auto dovrebbero averlo già a bordo come la ruota di scorta o l'air-bag. Se questo avvenisse, ognuno pagherebbe il pedaggio autostradale solo ed unicamente in base ad una tariffa chilometrica stabilita uguale per tutti, e pagherebbe solo per i chilometri percorsi in autostrada, evitando di avere tratte a costi esosi (come il tratto Varese-Milano), mentre altri tratti sono praticamente gratuiti. Un'agenzia unica ridistribuirebbe poi gli incassi ai gestori autostradali, sulla base dei chilometri effettivamente percorsi sulle loro tratte.
Adesso, se qualche onorevole leghista della zona volesse prendersi anche questa idea, gliela lascio volentieri, come quella del Car-Pooling: l'importante è che si faccia qualcosa di concreto e di buono.
C'è poi un altro discorso che vorrei fare sull'efficienza di questo Governo di Centrodestra, che la maggioranza degli elettori italiani hanno voluto, tirandosi la zappa sui piedi. Già, perchè se al precedente Governo Prodi non ne veniva perdonata una e doveva fare tutto e subito, al nostro caro Berlusconi viene perdonato tutto e di più. Forse gli amici italiani dimenticano che dall'aprile 2001 al oggi (vale a dire in 8 anni e mezzo) l'Italia è stata governata per 7 anni (sette) da Berlusconi, eppure c'è qualche ministro (nella fattispecie Tremonti), che fa addirittura pagare al breve periodo di governo Prodi il fatto che non cali la pressione fiscale. Siamo oltre il ridicolo.
Ma soprattutto, la vera vergogna di questa estate vacanziera si chiama CAI-Alitalia. Venerdì sera 31 luglio 2009, durante il telegiornale delle 20.00 è stato trasmesso un servizio dove veniva intervistato l'Amminstratore Delegato di CAI Rocco Sabelli, il quale parlava di conti in pareggio e di efficienza e puntualità della nuova compagnia. Uno spot televisivo enorme, smentito immediatamente dai fatti: sabato e domenica (1 e 2 agosto) sono stati due giorni di tragedia per la compagnia aerea. Con sublime silenzio della prima rete nazionale.
Nel gennaio 2009 Adusbef affermava che il vero comandante di Alitalia era Berlusconi: aveva ragione. Ora il Premier non esita di far leva sulla comunicazione di massa per convincere gli italiani a volare con la vecchia "compagnia di bandiera", per fare in modo che i suoi soci d'affari non restino delusi.
La verità, purtroppo, è che malgrado tutti lo sappiano, a pagare continua ad essere solo Pantalone...

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