Alessandro Berteotti

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lunedì 13 luglio 2009

La sindrome di ACCAM

Il caso è scottante. Non a caso. Parliamo di del termovalizzatore di ACCAM.
Leggo alcuni commenti sulla questione, ed una volta di più mi chiedo cosa faccia la maggioranza politica di questa città per guadagnarsi la pagnotta. La Lega afferma che ha chiesto al PdL sulla questione un documento (politico) mesi fa, senza ricevere risposte o proposte. Il PdL ha lavorato su di un documento interno che però era noto a tutti, perfino alla stampa.
Come riescono a dialogare due forze di governo della città così estranee a loro stesse?
Il presidente di ACCAM minaccia: questa impasse potrebbe nuocere ai conti della società, di conseguenza aumento dei costi di gestione, a medio termine aumento della tassa rifiuti per i cittadini. Pensare che in molti altri consorzi non si parla di costi, ma di ricavi...
Poi ci sono gli altri amministratori locali.
Già, perchè ogni tanto ci si dimentica che ACCAM è un consorzio di 27 comuni, di cui Busto Arsizio è solo il più grande in termini di abitanti, ma che nella realtà delle cose si configura come poco più del 20% della popolazione del consorzio. Quindi bisogna coinvolgere e sentire anche il restante 80%, ed essere in accordo con loro.
A questo punto mi viene naturale una riflessione: a livello politico esiste almeno una forza che abbia forza e capacità rappresentativa sul territorio, omogenea (quindi non lista civica), in grado di confrontarsi sul tema e in grado di proporre una azione comune, almeno dal punto di vista dell'interpretazione di una questione che non ha e non può avere unicamente un valore assoluto per una singola città.
La risposta che mi sono dato è sì e questa forza può essere solo il PD.
Quindi chiedo che il PD possa trovarsi con tutte le sue componenti politiche di rappresentanza nei 27 comuni del territorio che compongono ACCAM, prima della riunione di settembre, e dimostri una capacità di confronto ed un'analisi interna in grado di assicurare la miglior risposta possibile ad una inazione della maggioranza della città di Busto Arsizio e delle forze politiche di centrodestra che, nella gran parte dei comuni, governano il territorio.
Solo con la spinta politica di una grande forza democratica unita si potrà fare in modo che una delle vere ricchezze di questo territorio non vada dispersa come tante altre che, in questo momento, una maggioranza in preda alla sindrome di "panico da governo", rischia di mandare a carte e quarantotto...

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