Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!

giovedì 2 luglio 2009

Chi ha visto il nuovo Liceo Artistico?

Oggi mia figlia ha sostenuto l'esame di maturità artistica e praticamente ha terminato il suo corso di studi superiori. Passavo stamani accanto all'area ex-Pensotti che avrebbe dovuto vedere nascere la nuova struttura del Liceo Artistico.
E' stato allora che mi sono ricordato della profezia fatta ai miei figli: finirete il vostro ciclo scolastico e non vedrete neanche un mattone messo al suo posto. Eppure non sono un profeta.
Qualsiasi persona di comune senso pratico avrebbe capito che il cartello esposto ancora nell'area, ormai sommersa da piante di ogni genere che crescono indisturbate, e recante la data di termine dei lavori nel 26 gennaio 2009 costituisce già di suo una colossale baggianata.
Allora andiamo ancora una volta a ricostruire la storia di questa bufala.
Alla fine di febbraio del 2007, durante la campagna elettorale per l'elezione di Presidente della Provincia di Varese (candidato Marco Reguzzoni, già Presidente in carica, della Lega), e con la presenza del sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli (PdL), avveniva la posa della "prima pietra" del nuovo istituto.
Dicono le cronache di allora: "Reguzzoni, orgoglioso, ha dichiarato che la nuova costruzione sarà «la più bella scuola della provincia» (provocando qualche boato di bonario scetticismo fra gli studenti)". Che dire: avevano ragione loro, gli studenti.
Poi il tempo è passato e qualcuno ha cominciato ad accorgersi che in quel luogo dove era stata posta la prima pietra, si aveva qualche difficoltà a trovarne una seconda. Così, quasi nascostamente, si è arrivati a dichiarare che l'azienda a cui era stato affidato il lavoro era fallita. Furono costruiti, un anno dopo il primo annuncio, dei prefabbricati che sostituivano una parte della "villa" fatiscente e poi abbattuta: dovevano durare un paio d'anni, dureranno molto di più.
Gianfranco Bottini, diventato vicepresidente della Provincia, si premurò allora di dare le più ampie rassicurazioni in merito al fatto che entro poco tempo si sarebbe provveduto ad assegnare i lavori ad una nuova impresa, e arrivò a sbilanciarsi: "abbiamo proceduto ad unificare i due lotti dei lavori in un progetto unico, che la Provincia ora riassegnerà entro l'estate (del 2008, ndr)". Poco tempo dopo, nel giugno del 2008, ecco il nuovo annuncio: entro due anni aprirà i battenti il nuovo liceo artistico di Busto Arsizio.
A dare la notizia in conferenza stampa erano, a questo punto, il presidente della provincia Galli, (Lega Nord) il vice Bottini (PdL), il sindaco Farioli (PdL) ed il povero Preside Montenduro, che in mezzo a tanti vasi di ferro faceva proprio la figura del vaso di ciccio destinato ad essere frantumato dall'efficienza lombarda.
Ed ecco i tempi: 20 mesi dalla data della conferenza stampa (17.6.2008) per la consegna dello stabile. Di mesi ne sono già passati 13, senza che si sia mossa foglia.
Evito di riportare l'interezza della dichiarazione, semplicemente vi rimando ai link di questa pietosa storia per verificarne la cronologia. E la verità delle affermazioni.
Ed ora però mi chiedo: quanti cittadini si sentono scandalizzati per questa miserrima storia? Chi pensa che Busto possa ambire ad un ruolo di leadership, per dirla in dialetto, se si ritrova in mezzo a queste secche senza sapere neanche come uscirne, se non inventarsi domani l'ennesima storia che potrebbe solo fare arrossire i concittadini per la vergogna?
Ne ho sentite di tutti i colori in questo periodo: dalla proprietà dell'area non regolata adeguatamente prima dell'inizio dei lavori, a problemi di rischio ambientale. Adesso diranno che gli indiani Sioux la reclamano come parte della loro riserva o qualcosa di simile.
Qui non si tratta di fare marketing, di blaterare che "C'è più Busto", perchè ce n'è meno, molto meno di qualche decennio fa.
Parliamo di un'area a duecento metri da piazza Garibaldi, nella quale corrono i topi e chi si affaccia al balcone delle case prospicenti gode di uno spettacolo ora anche peggiore di quando il fabbricato della Pensotti era ancora edificato. Di fronte si trova la lussuosa struttura di Villa Manara, costata alle casse cittadine come uno jacht di lusso, e di fianco alla splendida e costosissima piscina omonima.
Non c'è due senza tre, ma se possibile questa volta non spendiamo parole prive di senso e vediamo di dare una sede degna ad un istituto fra i migliori della provincia di Varese e di tutta la Lombardia.

Rassegna stampa da VareseNews:

Un'estate di cantieri nelle scuole della Provincia (30.9.2008)
Il nuovo liceo artistico pronto entro due anni (17.6.2008)
Liceo Artistico, lavori a singhiozzo (25.2.2008)
Nuovo Liceo Artistico: "a che punto siamo"? (18.2.2008)
Ampliamento del Liceo Artistico, partono i lavori (28.2.2007)

mercoledì 1 luglio 2009

Il declino del Consiglio Comunale

Domani sera, ovvero tra poche ore, ci sarà consiglio comunale. A Busto Arsizio ormai esso è cosa rara, quasi un evento. In media, poco più di uno al mese.
Vi sono città vicine, anche più piccole della nostra, che come ho già detto in passato effettuano almeno un consiglio la settimana, segno di una vivacità e di una attenzione ai problemi dei cittadini che fa esprimere le parti politiche di rappresentanza nella loro sede istituzionale.
Cosa che non succede a Busto, ed il perchè lo avvertiamo anche da alcuni segnali che si ripetono con incredibile precisione ogni volta che c'è da prendere una decisione importante.
Il primo segnale lo possiamo identificare nelle urgenze: vi sono provvedimenti (classicamente il Bilancio) che arrivano in aula in modo completo solo nell'immediata vigilia del dibattito; e questo vale per tutti i provvedimenti che in qualche modo vedano qualche possibilità da parte della maggioranza di dare evidenza di un contrasto o di una diversità di vedute.
Cosa di cui non ci si dovrebbe spaventare più di tanto in una città che vede assegnare al centrodestra una maggioranza che definire "Bulgara" è quasi eufemistico.
Il secondo segnale è che tutti i punti che non sono urgenti, per decenza diciamo quasi tutti, vengono spesso discussi in commissione, sulla stampa, e poi vengono ritirati in aula o addirittura poco prima del loro dibattito consiliare.
Oggi è il caso della delibera sul revamping di ACCAM , cui si oppone la soluzione Vedelago, il caso per cammuffare da palmizio le antenne per telefonia dell'architetto Riva e, se vogliamo, perfino la questione amletica fra lo stadio e la sistemazione delle vie cittadine.
La presidenza Speroni ha sempre lasciato qualche dubbio sia sulla volontà di affrontare tutti i punti all'ordine del giorno, sia sulla disponibilità del Presidente stesso a convocare il Consiglio: infatti, vi sono punti vecchi di oltre un anno ancora presenti in ordine del giorno.
Cosa fare? Una cosa è certa: la minoranza ha la possibilità di richiedere la convocazione fino a 4 consigli comunali l'anno e credo sia ora di applicare questa norma. Poi sarà necessario rivedere ancora qualche sbavatura nel regolamento, ponendo ad esempio un limite di tempo ai Question Time, onde permettere di avventurarsi anche in qualche mozione, istituto di sindacato che pare essere quasi dimenticato, da quanto tempo non se ne discute.
Allora vedremo domani sera cosa succederà, sperando che ancora vi sia una possibilità di parlare di argomenti che possano davvero interessare alla città e non solo i proponenti.

venerdì 26 giugno 2009

E pensare che Bennato l'aveva detto

Torno ancora una volta sul fenomeno Berlusconi non per morbosa curiosità, ma per mettere in luce lo stridente contrasto tra lui e la realtà e tra lui e i leader veri della politica.
«Io non cambio, gli italiani mi vogliono così. Ho un gradimento del 61%. Mi vogliono così perchè sentono che sono buono, sincero, generoso, leale, che mantengo le promesse».
E' evidente che la gente queste cose non le dice e, soprattutto, non le pensa. Sono pochi coloro che amano veramente e disinteressatamente Berlusconi per la sua persona; chi lo vota lo fa per altre ragioni, in massima parte legate ad interessi di tipo personalistico o economico.
La cosa che mi lascia stupefatto nelle affermazioni del Premier è l'assoluta mancanza di analisi politica, della situazione del Paese, della crisi economica, della situazione dell'imprenditoria, dell'industria, del mondo del lavoro e, non da ultimo, della situazione politica internazionale con casi come quello dell'Iran e della Corea del Nord che preoccupano il mondo. Nemmeno una parola.
Va a preparare un G8 che potrebbe essere difficile col sorriso sulle labbra e rilasciando interviste sul proprio recente passato da supposto mandrillo, con una veemenza nella difesa che richiama il vecchio detto latino: "Escusatio non petita, accusatio manifesta".
Eppure tutti gli indicatori sociali ed economici continuano a dare segnali inquietanti, ma su questi si stende (da parte di tutto il Governo) un pietoso velo di silenzio.
Il deficit che si incrementa dell'1% al mese, il PIL in calo tra il 3 ed il 5% su base annua ci dovrebbero fare intravvedere una situazione da Terzo Mondo. Prosegue il calo dell’occupazione ad aprile. L’indice generale nelle grandi imprese è sceso dello 0,4% su base congiunturale al netto della cassa integrazione guadagni mentre è diminuito del 4,1% su base tendenziale, la flessione maggiore almeno da gennaio 2001, quando inizia la serie storica. Lo comunica l’Istat. Al lordo della cig si registra invece una flessione dello 0,1% si base mensile e dell’1,3% su base annua. Da gennaio ad aprile 2009, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, la variazione è stata negativa del 3,3% al netto della cig e dell’1,1% al lordo.
Questi sono dati, non parole vane, non atteggiamenti o vagheggiamenti.
C'è una canzone di Edoardo Bennato che si intitola E-A-A, appartiene alla sua prima produzione e sta nell'album "Io che non sono l'imperatore"; concludo riportandone le parole, per una riflessione che vorrei seria da parte di tutti gli italiani.
EAA ma come andiamo forte
eaa ormai nessuno ci può fermar
EAA giù per la discesa
eaa ormai nessuno ci può fermar
EAA dritti verso il burrone
eaa ormai nessuno ci può fermar
EAA ho parlato col conducentee mi ha detto in un orecchio
che ha i freni rotti e che non vanno più
EAA mi hanno detto che non è sua la colpa
ma che lui farà il suo dovere fino in fondo
e poi si vedrà
EAA giù per la discesa, dritti verso il burrone
ormai nessuno ci può fermar
EAA mi sono distratto per un momento
e il conducente ha premuto un bottone
e si è catapultato giù.
EAA ma chi se lo aspettava
che era un pullman così attrezzato
che quello si catapultava giù
EAA gli altri continuano a intonare cori
non si sono ancora accorti di niente
e continuano a cantar
EAA vorrei prendere io in mano il volante
però poi ripensandoci bene
ma chi me lo fa far
EAA qui le cose si mettono male
quasi quasi premo anch'io quel bottone
e mi catapulto giù
EAA ma come vanno forte
non si sono ancora accorti di niente
e continuano a cantar
(quelli che cantano adesso siamo noi....)

giovedì 25 giugno 2009

Paghiamo continuamente multe all'Europa

La Commissione europea ha deciso di aprire una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia per non essersi adeguata alla sentenza della Corte di Giustizia Ue che prevede l'equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico (Fonte: Sole24Ore).
Ecco una dimostrazione che L'Unione Europea non è una cosa tanto pellegrina. L'Italia paga milioni di euro ogni giorno all'UE per le frequentissime infrazioni a cui siamo andati incontro in questi ultimi anni in tema di politiche agraria, giustizia, sicurezza, ambiente...
Abbiamo affrontato le ultime elezioni europee come se fossero un fatto interno, ed invece sono basilari per definire le politiche a livello comunitario, che rappresenta ormai la nostra "casa comune".
Paesi che non hanno firmato la Costituzione Europea hanno comunque un atteggiamento meno banale nei confronti di questa istituzione di quanto non abbia l'Italia, e credo che la resposnabilità di tutto questo sia in capo al Governo di Centrodestra che dal 2001, con una breve pausa di 19 mesi, guida la nostra nazione. Tra l'altro, proprio quei 19 mesi hanno rappresentato una felice parentesi europea, essendo calato il debito pubblico ed avendo assunto iniziative che, se fossero state portate a conclusione, avrebbero portato un notevole beneficio proprio in questo momento di crisi.
Purtroppo così non è stato...

mercoledì 24 giugno 2009

Libertà di stampa minata, a rischio la democrazia

Cosa succede alla libertà di stampa? Qualcosa succede, ed anche di grave.
Da qualche tempo si è iniziato a "giocare" con l'informazione, facendo in modo che piano piano agli italiani passasse un certo messaggio: non è necessario dire proprio tutto, non è necessario dire la verità, meglio puntare sul gossip, sul vagamente perverso, sul trash anche dal punto di vista delle notizie, piuttosto di una seria informazione.
Da qualche decennio Emilio Fede rappresenta la volontà del Premier attuale di avere una rete televisiva serva e scudiera, dove la parte avversa (ora maggioranza di governo, ora opposizione), non è mai riuscita, a seguito dei vari contorcimenti degli interessi incrociati, a denunciare e a liberare l'Italia da un fardello che giornalisticamente ci mette nel ridicolo nel confronto con gli altri paesi occidentali.
Non a caso nei paesi dove dall'età moderna vige il sistema maggioritario, in America ed Inghilerra ad esempio, nessuno può avere proprietà o interessi diretti o indiretti nei media se vuole diventare politico. Noi, unico paese del genere, ancora più che alcune nazioni del terzo o del quarto mondo, permettiamo al nostro capo del governo di avere addirittura tre (ufficiali) reti di proprietà di famiglia, senza che da 15 anni nessuno abbia la forza ed il coraggio di porre la questione in modo perentorio e definitivo.
Ma adesso succedono fatti davvero gravi, come quello del TG1 il cui direttore viene duramente contestato da TUTTE le redazioni dei TG Rai in merito al silenzio che ha tenuto sul caso D'Addario-Berlusconi. Per altre cose, molto più gossippare, non si è mancato di trasmettere per giorni, settimane o addirittura mesi immagini, notizie, commenti che hanno sfinito gli italiani con i "si dice".
Ora che i fatti riportati sono di per se gravi (non voglio esagerare con i commenti personali), che la stampa estera ci tartassa tutti i giorni (certo, Murdock ha i suoi interessi e Berlusconi è diventato il suo nemico personale grazie all'IVA, De Benedetti è un altro che condivide le antipatie per il Premier ed è il Presidente del gruppo editoriale l'Espresso, proprietario di Repubblica) con commenti al vetriolo su di lui, il direttore del TG1, fresco di nomina, Minzolini, riesce a far passare tutto questo nel più perfetto silenzio di rete, come se fosse (voglia il cielo non lo sia) un diktat politico, una consegna del silenzio per non mortificare il capo.
Questo colorerebbe di nero tutta l'informazione pubblica. Le mancate risposte del Premier a Repubblica ed ai 10 quesiti suonano assordanti nel loro silenzio, una vera ammissione di colpa che si cerca in tutti i modi di anestetizzare.
Il caos sulle nomine RAI, sempre più simile ad un bancetto nel quale spartirsi poltrone, mette a repentaglio la credibilità dell'istituto e, in qualche modo, rafforza la posizione di Murdock che ha un'offerta privata di prim'ordine con SKY. Peccato costi parecchio, e le vecchiette preferiscano le reti commerciali, quelle che passano tronisti e veline, cantanti bambini (un vero scandalo!), gossip e telenovelas. D'altra parte la società invecchia, i soldi sono pochi, se togliamo l'intrattenimento cosa possono fare i nostri vecchietti? Decidere le sorti del paese, no?
Riempiamo i cervelli di nulla ed avremo l'elettorato perfetto per una democrazia di delega.

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