Alessandro Berteotti
- Benvenuti nel mio blog
- Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
venerdì 15 maggio 2009
Incidenti e lutti
lunedì 9 febbraio 2009
Le strade groviera: una proposta
martedì 3 febbraio 2009
La neve non è più una novità
giovedì 8 gennaio 2009
Busto chiude le scuole per neve
martedì 30 dicembre 2008
Il terrore corre sul (telefono) cellulare
Oggi invece volevo concetrarmi sulle contravvenzioni non fatte. Non mi capita spesso di circolare in città durante il giorno, vivendo la mia vita diuturna nella splendida metropoli di Milano (la quale, per la verità, non è nè splendida nè metropoli). Ma devo dire che ciò che vedo a Milano non è molto diverso da ciò che osservo nella mia Busto Arsizio.
La cosa che mi dà più fastidio e che mi fa venire spesso i brividi lungo la schiena è la quantità di gente che guida mentre parla tranquillamente al cellulare, senza alcun ritegno, senza alcun tentativo di mascherare la conversazione ad un eventuale tutore dell'ordine la propria flagranza in una di quelle che considero tra le recenti infrazioni al codice della strada, la più odiosa.
Fino ad una decina di anni fa, infatti, questo era uno spettacolo abbastanza raro, ma oggi è praticamente all'ordine del giorno.
La modernità, tra l'altro, ha anche permesso di veder nascere nuovi stili di converasione: coloro che cercano una mitigazione all'infrazione pura, infatti, sfruttando tutta la più moderna tecnologia, non poggiano più il cellulare all'orecchio, ma lo sollevano nell'abitacolo quasi fosse la coppa del mondo di calcio, sembrando descriverne le caratteristiche più intime e nascoste al passante che, ignaro di queste possibilità, pensa all'ennesima follia dell'uomo moderno.
Mia madre ultrasettantacinquenne, infatti, ogni tanto mi racconta di vedere gente che parla da sola in auto, e gesticola, si arrabbia, mostra chiaramente i propri sentimenti, eppure non si ha traccia dell'interlocutore. Allora le spiego che forse quelle persone rispettano, in realtà il codice, in quanto hanno a bordo un vero impianto vivavoce che permette loro di guidare e parlare, tenendo le mani libere.
"Si, ma dimmi: se questi si stanno arrabbiando per motivi di lavoro o per la badante che accudisce il padre novantenne, la quale sta rassegnando le dimissioni e lascia la famiglia nella palta nera, oppure se le questioni sono più profonde e personali, coinvolgono l'emotività della persona, come potrà essa guidare in coscienza senza rischiare l'incidente, senza essere turbata, al punto da non distinguere bene la realtà?" Cosa rispondere a mia madre? Che la sua saggezza supera di gran lunga l'idiozia dei moderni figli e nipoti?
Ed in effetti, come dice anche una celebre pubblicità, questi benedetti cellulari ci hanno proprio cambiato la vita. Pensate solo a quando ci squilla mentre siamo nel "sancta sanctorum", l'unico posto dove nessuno avrebbe prima provato a disturbarci: la toilette (o, per gli amanti del rozzo, il cesso). Ho avuto colleghi che per la foga di rispondere, trovandosi nei bagni aziendali, hanno fatto cadere il cellulare nel water, oppure si assiste involontariamente a comicissime conversazioni, nel medesimo luogo, di compìti colloqui tra altolocate personalità del mondo imprenditoriale o consulenziale, che non vogliono mancare un appuntamento telefonico importantissimo. A quel punto la situazione diventa un invito a nozze per il collega che si trova nell'atrio a fianco, il quale si ricorda di avere mangiato una quantità industriale di fagioli la sera precedente...
In realtà, però, sulla strada non vi è nulla da ridere. Non si può negare che una quantità sempre crescente di incidenti ha come causa innescante il cellulare, per i motivi prima riportati. E la sicurezza sulle strade deve essere il nostro primo impegno, trasformando ogni intervento delle Forze dell'Ordine da repressivo a preventivo. Una multa in meno ed una vita in più.
lunedì 29 dicembre 2008
Sanzionare, non educare
Sicuramente ci verrà spiegato anche questo mistero.
Ma al di là di questo, i cittadini che ho incontrato in questi giorni si sono molto lamentati del particolare accanimento che la Polizia Urbana ha tenuto nei giorni precedenti le festività per quanto riguarda le multe (ed in particolare un forte intolleranza ai divieti di sosta). Ad onor del vero, dire che di solito si percepisce questa intolleranza se la contestazione avviene nei nostri confronti, mentre abbiamo la sgradevole sensazione che agli altri vada sempre bene.
Questo pensiero mi dà modo di fare un'altra riflessione su questo argomento: recentemente il Governo ha proposto di portare a 0,2 il limite del tasso alcolemico contenuto nel sangue di chi guida. Personalmente ritengo questo una pura follia. E cerco di spiegare il perchè.
0,2 è un livello talmente basso che basta una birra media bevuta accanto ad un pizza per portare l'occasionale avventore verso la contestazione di una multa quasi sicura; più o meno la stessa cosa con un bicchiere di vino. Ciò significa che una cena in casa di amici, un ultimo dell'anno passato in compagnia o qualsiasi occasione conviviale che comporti un moderato utilizzo di bevande alcooliche comporta un serio rischio per chi si mette al volante di trovarsi di fronte a contestazioni pesanti da parte delle Forze dell'Ordine.
Si rischia seriamente di andare a punire chi ubriaco fradicio di certo non è, ma nemmeno "allegro". Nessuna sanzione aggiuntiva invece per guida sotto l'effetto di droghe (come successo due giorni fa ai cinque giovani di Civitavecchia). Perchè?
Credo che l'effetto crisi unito a questo provvedimento possa creare seri problemi alla ristorazione e al consumo fuori casa. Si rende criminale chi beve anche solo una più che modica quantità di alcool, che sia vino, birra o altro.
Si conferma la linea repressiva del governo di centrodestra. Avevano iniziato con il precedente quando hanno tolto il fumo dai locali pubblici (e su questo sono personalmente d'accordo, ma non lo sono molti altri), appena rieletti hanno eliminato le signore dalle strade, ora si accaniscono contro chi consuma alcolici.
Diventeremo tutti migliori senza bacco, tabacco e Venere? O è solo un modo di cammuffare ben altri problemi che sono in questo momento inarginabili? Si combatte la causa o l'effetto?
Certo, educare e correggere atteggiamenti sbagliati è molto più oneroso e lungo come processo che non incutere paura con sanzioni esemplari... rischia di non produrre effetti immediatamente valutabili, riscontrabili in termini di consenso, dopo che la gente è stata terrorizzata a dovere.
lunedì 24 novembre 2008
Ancora sangue sulle nostre strade
domenica 23 novembre 2008
Sicurezza stradale e piano urbano del traffico
Posso garantire che questa non sarà nè l'unica nè l'ultima interrogazione che porrò su questo tema; già lo scorso anno avevo posto questa interrogazione all'Assessore, insieme ad un'altra mezza dozzina dove indicavo i luoghi della città dove erano presenti problemi, e chiedevo di sapere come si sarebbe comportata l'amministrazione. La risposta, quanto meno evasiva, rimandava sempre e comunque al Piano Urbano del Traffico.
Lo scorso mese di giugno il PUT è stato presentato per la parte di analisi dei flussi, ci è stato consegnato un documento da cui non si riescono ad avere indicazioni vere circa il modo in cui sarà gestito il traffico nella nostra città nei prossimi anni.
Purtroppo continuano gli incidenti, anche gravi e mortali, entro il territorio della nostra città. Già nell'ultimo consiglio abbiamo effettuato una concreta discussione sulla mia interrogazione circa il traffico pesante lungo l'asse di via Cadore - Trentino e sono uscite proposte interessanti. Ho preso come impegno specifico quello di arrivare al più presto ad affrontare seriamente questo problema per trovare concretamente delle soluzioni praticabili e funzionali.
E' anche mia intenzione proporre di creare in sede locale l'Associazione delle Vittime della Strada, e per questo sto prendendo contatto con l'associazione a livello nazionale. Nel frattempo chi fosse interessato ad aderirvi, non esiti a prendere contatto con me. Nei prossimi giorni conto di dare maggiori dettagli.
martedì 4 novembre 2008
Dimostrata l'inutilità delle ronde padane
venerdì 31 ottobre 2008
Fioccano le multe per i parcheggi
mercoledì 29 ottobre 2008
La barbarie delle strade che uccidono
sabato 23 agosto 2008
Gardaland? No, Busto Arsizio, via Lonate
Il tormentone dei ragazzi questa estate è stato: papà, ci porti a Gardaland? Bene, i cittadini di Busto Arsizio hanno la possibilità di risparmiare almeno su questo. Certo, non ci sono tutte le attrazioni del famoso centro di divertimenti, ma un po' di montagne russe se le possono godere quasi gratis.Non si paga il biglietto e l'unica avvertenza è di rispettare il limite di velocità. D'altra parte, superarlo potrebbe essere pericoloso e non solo per la possibilità di prendersi una multa salata.
Una sorta di Camel Trophy dei bei tempi andati, su e giù dalle dune cittadine create dagli avvallamenti stradali dopo la sistemazione del tratto fognario, che tornano al livello originale in vicinanza del tombino.
Scherzi a parte, questo fondo stradale è estremamente pericoloso, soprattutto in condizioni di pioggia; quindi attenzione alla sua percorrenza, procedete con prudenza.
La sistemazione di questo tratto stradale doveva essere fatta un anno fa, ma ancora non è dato sapere quando ciò avverrà. Il quartiere di Madonna Regina attende da tempo la sistemazione del tratto di via Lonate e la definizione dell'asse di quartiere: le strade del quartiere che fronteggia l'entrata del Cimitero centrale sono un groviglio di strade talora prive di un senso, con vie che si interrompono e riprendono nella numerazione senza una logica e senza una geometria.
Viste dall'alto sembrano uno scarabocchio di un bambino, ma finora l'Amministrazione comunale, oltre che raccogliere un consenso spropositato per l'attenzione effettivamente riservata al quartiere, non ha fatto molto di più. Ma si vede che va bene così.
venerdì 11 luglio 2008
Presentate le prime analisi del Piano Urbano del Traffico
Il PUT è uno dei documenti per i quali mi batto con più convinzione. La legge prevede che questo piano venga rivisto ogni due anni per adattarsi alle necessità di mobilità che la città presenta. Dal 1996 siamo in attesa di avere la nuova stesura e, di ritardo in ritardo, siamo arrivati all'evento di ieri. Ma non facciamoci illusioni: ci vorranno ancora mesi per vederne i risultati e forse anni per completare gli interventi.
Limitandoci quindi a quanto presentato, i rilievi dimostrano che in città entrano oltre 13.000 auto al giorno (il 15% in più rispetto a 4 anni fa), che i parcheggi sono aumentati (soprattutto quelli a pagamento), ma che non bastano per le necessità, in particolare al mattino (scuole e pendolarismo pesano notevolmente).
Gi incidenti sono apparentemente stabili come numero, ma la sensazione è che questa rilevazione sia parziale e priva di molti riferimenti (rilievi della sola polizia urbana, mancano Polizia e Carabinieri e non ci sono i tanti piccoli incidenti che non vengono rilevati). Caso emblematico il Sempione, passato da 4 a 18 incidenti nel giro di 4 anni; inoltre manca un'analisi della gravità degli incidenti.
Un aspetto di critica da parte dei consiglieri presenti è stata la viabilità intorno all'Ospedale, piazza Solaro e Via Formazza in testa, sia per la pericolosità degli attraversamenti pedonali, che per la sosta dei bus di città. Legato a questo aspetto, è mancato un riferimento al peso e alla dimensione della circolazione dei mezzi pubblici in città, visto anche la necessità di coordinare l'attività del PUT a quello del piano della mobilità dei mezzi pubblici predisposto dalla provincia di Varese.
Sempre su questo tema, è stato sollevato il problema della viabilità in relazione alle città nostre vicine, tema da me ampiamente toccato nei post dei giorni precedenti, e che le rilevazioni presentate in linea di massima confermano e, in qualche modo, amplificano.
Ora partiranno le osservazioni: singoli cittadini, associazioni, sindacati, enti, privati e politici potranno dire la loro per contribuire a rendere migliore la viabilità e la sicurezza delle nostre strade.
martedì 1 luglio 2008
venerdì 27 giugno 2008
Ancora un grave incidente stradale coinvolge una bicicletta
Al di là della dinamica dei fatti, è chiaro che il mezzo ciclabile sia esposto, nel traffico odierno della nostra città, a rischi gravissimi. Quando parliamo di qualità della vita, ed oggi se ne parla davvero poco rispetto al passato, bisogna pensare ad una città, ad una mobilità, con al centro la persona.
Può sembrare un'affermazione banale, ma se osserviamo bene, oggi il caos regna in una società che ha perso i propri valori di riferimento, tra cui la persona. Ce ne ricordiamo soltanto in occasioni particolari, quando il dramma si affaccia nella nostra vita, ma poi ci riteniamo vittime di un destino immutabile e quindi abdichiamo al nostro dovere civico ed intellettuale.
Credo sia davero giunto il momento di fare i conti con la nostra dignità.
venerdì 20 giugno 2008
sabato 14 giugno 2008
Ennesimo morto della strada a Busto Arsizio
Domani ricorderò con la mia famiglia il primo anniversario della morte di mia suocera, avvenuta in un tremendo incidente stradale che aveva coinvolto anche mia moglie e mio figlio.
Oggi però piango e mi sento vicino ai familiari di Pierina Valenti, la ciclista deceduta a seguito dell'incidente che l'ha vista travolta sulla strada da una betoniera.
Un anno di distanza e duecento metri di strada dividono queste due tragedie.
La via è sempre quel Viale Togliatti che insieme a Viale Trentino e Via Cadore crea un tratto di via che congiunge L'Ospedale o, più precisamente, la Casa Mortuaria, con il Cimitero.
Una via costellata di incidenti mortali, quasi sempre però con il coinvolgimento di mezzi pesanti, come quello dell'11 novembre 2004, con un ciclista travolto alla rotonda di Viale Rimembranze. Stessa sorte toccata, qualche anno prima, ad un altro ciclista in Via Quintino Sella, all'angolo con viale Trentino, schiacciato da un camion; ora, per iniziativa dell'Ulivo, quel semaforo è regolato da un sistema particolare che permette il passaggio di pedoni e biciclette in tempi separati dalle auto e da altri mezzi.
Ma ancora, lungo viale Trentino, appena realizzata la pista ciclabile, avvennero a breve distanza di tempo, due incidenti che videro la morte prima di una bimba appena tredicenne e poi di una signora, entrambe in bicicletta.
Sembra una ironia del destino dover rilevare come tutte questi morti siano avvenute lungo l'unico asse viario dotato di una vera pista ciclabile.
E questa strada è, a sensazione di chi ci vive, la più trafficata dai mezzi pesanti. Chi sta studiando, per l'ennesima volta, il piano urbano del traffico, raccolga questo appello: fate presto! Personalmente sono stufo di dover contare i morti, soprattutto dover sottolineare che la bicicletta è statisticamente il mezzo stradale più pericoloso, almeno a Busto Arsizio.
martedì 10 giugno 2008
La casa in mezzo alla strada
La vicenda nota da moltissimo tempo ha del grottesco.
La casa dovrebbe essere abbattuta, ma causa un contenzioso tra i proprietari e l'amministrazione comunale essa resta lì. Una cosa che non dovrebbe succedere in un paese civile: qualsiasi sia la natura del contenzioso, e tra l'altro qui è nota e qualche tempo fa sembrava ormai in via di definizione, non è possibile che si continui a far rischiare l'osso del collo a pedoni, ciclisti e automobilisti che transitano lungo la strada e, chi sopraggiunge dalla periferia verso il centro, deve inevitabilmente spostarsi verso il lato opposto.
Ogni giorno si rischiano incidenti, anche per chi esce dalla laterale via Benedetto Marcello, cosa già successa in molte occasioni. I residenti sono al limite della sopportazione.
Sono state fatte interrogazioni, il problema è stato portato in consiglio comunale, ma finora siamo allo stesso punto di venti e più anni fa.
Come è possibile ciò? Se l'amministrazione comunale non è in grado di risolvere la questione, a chi ci si deve rivolgere? Alla magistratura?
Il senso civico e di responsabilità vorrebbe che ci si interessasse di tutti i punti della città che hanno problemi, non solo quelli che stanno nelle vicinanze del centro cittadino.
Le periferie meritano maggiore interesse e rispetto, anche da una amministrazione che può permettersi di ignorare le istanze delle minoranze consiliari.
venerdì 23 maggio 2008
L'insostenibile manutenzione del verde
Ogni anno, si sa, arriva la primavera e con le piogge e la ripresa della vitalità vegetale. Questo significa verde da mantenere, sia per quanto riguarda le piante, che l'erba e quelle formazioni vegetali che stanno alla base di molti alberi e che tecnicamente vengo chiamati "polloni".Essi hanno il grosso difetto, in un ambito urbano, di occultare la visuale alle auto che si trovano ad uscire da una strada laterale ad una principale alberata, per cui aumenta il pericolo di incidenti anche gravi, per cui vanno rimossi con cura e per tempo, prima che creino questi disagi.
Ebbene, pare che questo eterno susseguirsi di stagioni sia poco noto ai tecnici ed agli amministratori della nostra città, dal momento che immagini come quella che vedete qui a fianco e scattata i primi giorni di maggio 2008 in via Rossini sono all’ordine del giorno (vedi a proposito articolo su Altomilaneseinrete: http://www.altomilaneseinrete.it/notizie/2008/05/04_3.htm ).
La buona volontà di alcuni cittadini porta allo sfalcio volontario di queste minacce alla sicurezza stradale, ma il problema di fondo resta l’azione del Comune, spesso inefficace o poco incisiva.
Chi controlla che i lavori vengano fatti nei tempi e nei modi previsti dai contratti?
Quali sono le sanzioni concordate in questi casi?
I cittadini che ricevono un danno da queste “disinvolte” gestioni hanno diritto ad un risarcimento ed eventualmente di che tipo?
Provate a riflettere su questi argomenti insieme a noi.
sabato 17 maggio 2008
Piste ciclabili, sconosciute a Busto Arsizio
In periferia sono i mezzi pesanti a infondere paura, sia per la stazza che per la velocità con cui percorrono alcuni tratti di strada, ormai divenuti tristemente famosi, come ad esempio la strada verso il cimitero di Sacconago.
Basta vedere le statistiche degli incidenti per rendersi conto che le biciclette sono spesso vittime (ahimè) negli incidenti più gravi: uno degli ultimi è avvenuto alla piazza della Rotonda a Sacconago, dove un automezzo pesante ha tamponato violentemente un ciclista, uccidendolo.
E' naturale allora chiedersi chi e come stia aiutando i ciclisti; che fine ha fatto il piano delle piste ciclabili della signora Paola Reguzzoni, storico ed altolocato esponente leghista.
In realtà, tutte quelle che sono state realizzate finora sono state una enorme delusione: la ciclabile sul marciapiede di viale Boccaccio, dove le biciclette rischiavano di investire le persone che uscivano di casa; la ciclabile di viale Stelvio, un autentico sconcio progettuale, che ancora adesso lascia costernati nel vedere i problemi che provoca al traffico.
Ultima, ma forse anche la più scandalosa, la ciclabile per eccellenza dall'obitorio al cimitero centrale. Realizzata con fondi FRISL, quindi pubblici, non è mai stata completata (un tratto di una cinquantina di metri di fronte al civico 11 di viale Trentino non fu mai completato ed ora è semplicemente asfaltato). Lungo il suo percorso vi sono negozi commerciali che espongono merce o tavolini; diversi palazzi hanno l'entrata del passo carrabile sulla stessa e, avendo uscite cieche dietro a muri pieni, rischiano ogni volta di travolgere chi passa con la bicicletta.
Inoltre, il tratto della ciclabile è spesso usato come parcheggio anche di giorno da chi risiede lungo i viali costeggiati. E per finire, buona parte del fondo ciclabile è pieno di buche e di corrugamenti creati dalle radici degli alberi che ne hanno spaccato il delicato tappeto.
Vista la crisi del petrolio, molti stanno pensando di tornare a rispolverare vecchie biciclette, ma nello stesso tempo si chiedono con quale spirito andare per le vie della città, con quale sicurezza.
Tornerò sull'argomento per parlare di altre situazioni che coinvolgono il mezzo a due ruote, ma nel frattempo, se avete qualche cosa da dire su questo tema, sentitevi liberi di mandare i vostri commenti!









