Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
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mercoledì 6 maggio 2009

Non tutte le buche vengono per nuocere

Mi permetto una segnalazione: da una buca apparsa in fondo a piazza Manzoni, quasi di fronte alla farmacia, si può osservare che il vecchio selciato della piazza fatto di cubetti di porfido rosso esiste ancora.
Della cosa dovrebbe essere conservata notizia, insieme ad una eventuale mappatura di tutti i tratti stradali che, in precedenza fatti di quel materiale, possano un giorno essere riportati, a fronte di una diversa interpretazione urbanistica, ad antico splendore.
A mio modesto parere, la città avrebbe tutt'altro valore ed eleganza se almeno il centro e le zone pedonali o a traffico limitato potessero essere tutte contraddistinte da una pavimentazione in porfido. Non trovate?

lunedì 9 febbraio 2009

Le strade groviera: una proposta

In Svizzera hanno l'Emmenthal, il formaggio con i buchi; noi in Lombardia abbiamo i buchi e li abbiamo appoggiati un po' dovunque lungo le nostre strade. Certe volte mi chiedo perchè dovremmo essere meglio di altre regioni, dal momento che non riusciamo a coordinarci e ad organizzarci per gestire fatti, come quello della rete di viabilità ordinaria, che permettano di viaggiare in sicurezza.
I nostri amministratori ci dicono che gestire le strade costa una cifra, che loro non hanno. Io però mi faccio qualche domanda, e credo anche voi con me:
1. Paghiamo ogni anno il bollo auto, che è emesso dalla regione. Una volta era chiamato "Tassa di circolazione" ed aveva una sua logica, oggi è una tassa di proprietà e di logica non ne ha più. Di fatto, la sua funzione dovrebbe essere di concorrere proprio al mantenimento del manto stradale e degli accessori alla circolazione, migliorare la sicurezza stradale e la segnaletica, sia orizzontale che verticale, che ogni comune e provincia dovrebbe poter gestire sulle tratte di propria competenza;
2. I proventi della vendita dei carburanti gravano di diverse tasse, tra cui una è destinata alle province; non ne esiste una però che aiuti i comuni. In un'ottica di federalismo fiscale, dovrebbe essere consentito ai comuni di accedere ad un fondo provinciale, sulla base dello sviluppo della propia rete comunale, per trovare fondi per la manutenzione stradale ordinaria;
3. I comuni dovrebbero poter intervenire in maniera più mirata nelle loro contabilità, facendo destinare alla manutenzione stradale una quota anche per i mezzi di servizio (ad esempio, AGESP per la raccolta dei rifiuti solidi, STIE per il servizio di trasporto pubblico), in quanto i mezzi pesanti usurano molto di più le strade che le normali auto. Una tassa dovrebbe essere pagata anche per le costruzioni edilizie, dove vi sono mezzi pesanti che operano, ed anche per le aziende che fanno transitare camion all'interno della città. Non grandi cifre, ovviamente, ma qualcosa che poi possa essere un contributo significativo alla risistemazione del manto stradale.
Non mi sembrano grandi cose...

martedì 13 gennaio 2009

Neve e ghiaccio ancora padroni di strade e parcheggi

Potevo fare un'interrogazione, mi avrebbero risposto quanto meno a marzo, quando nessuno si sarebbe ricordato del gelo di queste ore. Avrei potuto scrivere al Sindaco, ma devo ancora ricevere risposte di mesi fa.
Ho quindi scritto un articolo su AltoMilaneseinRete sulla situazione delle strade e dei parcheggi, in particolare quelli presso l'ospedale e la situazione al Cimitero centrale, che alcuni di voi mi ha definito "imbarazzante" <clicca qui e leggi articolo>.

mercoledì 7 gennaio 2009

Immagini da una nevicata annunciata

L'aspettavamo ed è arrivata. Tanta, perfino troppa. Oggi scuole chiuse, quasi impossibile muoversi con l'auto, ed i mezzi pubblici viaggiano con orari "casuali", nel senso che passano quando possono. Idem per i treni, che viaggiano con grandi difficoltà.

In questa situazione, ieri pomeriggio mi sono fatto un giretto per la città, cercando di capire quali fossero le condizioni delle strade sotto la neve, anche per dare quel giudizio annunciato lunedì.

Ne è uscito un album fotografico che ho pubblicato su Facebook al mio indirizzo >vedi album< e credo che possa essere suggestivo anche solo per quello che rappresenta.

Ma il mio scopo però era documentare, per essere oggettivo. Dunque, cosa appare in queste foto? Sicuramente la neve è tanta, come non si vedeva da molti anni, però... le foto sono state raccolte tra le ore 15 e le 16 del 6 gennaio. Quindi quando la nevicata, iniziata verso la mezzanotte dello stesso giorno, era già in atto da altrettante ore. Ho incrociato almeno 5/6 mezzi, tutti con la pala molto alta, che praticamente sfioravano il livello della neve compressa dal passaggio delle auto.

Il traffico veicolare (praticamente inesistente) insisteva lungo alcune strade, e questo è ben visibile (ad esempio, nella foto in Corso Europa), dal colore delle strade, dove le carreggiate trafficate hanno una colorazione marroncina (mescolando la sabbia che alcuni mezzi hanno sparso, con la neve rotta dal passaggio delle auto dotate di catene).

Perchè questa situazione? Ho incrociato un mezzo in via Valle Olona ed ho chiesto al conducente il motivo di quella lama così alta. La risposta diplomatica è stata: "ci hanno detto di girare così", poi nel discorso si è capito che è troppo alto il rischio, mettendo la pala a terra, di incocciare in qualche asperità (tombini, pezze di asfalto, ecc.) che danneggi sia la lama, sia la pavimentazione.

Tecnicamente non so dire di più, dal punto di vista dell'utenza ho sentito però alcune persone lamentarsi, soprattutto in periferia, dei marciapiedi ostruiti e del fatto che per camminare bisognava occupare il centro della carreggiata, solitamente ad uso delle auto.

Anche oggi nevica, e pare che continuerà per diverse ore, fino a domani. In queste ore avrei piacere di conoscere la vostra idea sul servizio offerto dall'amministrazione per lo smaltimento neve!

lunedì 5 gennaio 2009

Allarme neve sulla città

Sta per tornare la neve. Con ogni probabilità, stando alle segnalazione dei servizi meteo, da questa notte e per tutto il giorno di domani, 6 gennaio, vi sarà una precipitazione di almeno 10-12 fino a 15 cm. di coltre bianca sulla città di Busto Arsizio.
Questo significherà spazzamento neve, mezzi all'opera e qualche disagio ulteriore, dovuto alla giornata festiva. Ma sarà anche l'occasione per misurare l'efficienza della nostra amministrazione in tema di rimozione della neve dalle strade. Ho già avuto modo di affermare che non sono per nulla d'accordo sul'imposizione della rimozione della neve dai marciapiedi a cura dei cittadini: è solo una trovata per cercare di ridurre le spese.
Che, se vogliamo, sarebbe operazione lecita qualora annunciata e condivisa con la città, ma totalmente fuori luogo quando ha solamente la funzione di imporre di fatto una volontà unilaterale. Non si amministra una città imponendo regole e norme che non siano parte né del programma di governo della città votato dai cittadini, nè in linea con i principi ispiratori della azione politica della lista che vinse le elezioni.
In questi casi resta il buon senso. Giudicherò nei prossimi giorni quanto eventualmente farà o non farà l'amministrazione sulla base dei riscontri concreti, non dei "si dice"; ma sia certo che se vi saranno problemi con lo smaltimento neve, stante la sitauzione di preavviso di almeno 48 ore, se qualcosa domani non funzionerà sapremo con precisione di chi sono le responsabilità.

giovedì 18 dicembre 2008

Strade come groviera, di chi la colpa?

Uno degli assessorati più inguaiati e criticati di questo ultimo periodo è sicuramente quello dei Lavori Pubblici, alla cui guida siede l'Assessore Girola (Lega Nord).
Franco è una delle persone più serie che si trovino nell'attuale spettacolo della politica locale, ma malgrado questo, alcune sue recenti affermazioni lasciano sinceramente di stucco. Parrebbe quasi che a certe disgrazie non vi sia alcuna possibilità di trovare una soluzione, come le buche nelle strade piuttosto che le tombinature, i tratti fognari, i marciapiedi inesistenti o sgretolati.
Parto da queste sue affermazioni, ma poi torno al discorso in generale.
Classico di Girola è: "non ci sono soldi, occorre pazientare". Già, ma quanto? Occorre pazientare per via Corbetta e via Alberto da Giussano, come riporta oggi VareseNews, ma ci sono almeno trenta vie in città nelle stesse condizioni. Buche grosse come piscine ce ne sono un po' ovunque e la cura finora è stato il rappezzo volante, metodo ereditato da un altro assessore di qualche anno fa, Giampiero Reguzzoni, sempre di casa leghista.
Ma adesso siamo al punto che il rappezzo del rappezzo non basta più. Da una indagine visiva più accurata, infatti, si evidenzia che molti di questi rappezzi sono in realtà figli di altri lavori, di solito tratti dove sono stati posati cavi e tubazioni, poi coperti con la striscia di asfalto, ma che in corrispondenza della giunzione, quando l'acqua cade per giorni e giorni come accaduto ora, diventa naturale che l'erosione da passaggio porti a queste conseguenze.
Ma l'assessore ha avuto un'altra uscita spiazzante: "a demolire il manto stradale contribuiscono i motori a gasolio". Forse intendeva i camion, perchè malgrado abbia spuciato buona parte della letteratura in materia, non trovo una sola ragione ed un testo accreditato che indichi una differenza consistente tra motore diesel e benzina.
Invece, la stessa letteratura mette più volte in risalto l'incidenza del peso del mezzo sul consumo del manto stradale: camion e suv la fanno da padrone. Oltre che abbassare il livello della sicurezza stradale.
Torno al discorso generale. Asfaltare 250 metri di strada a regola d'arte, con le dovute garanzie di mantenimento dei servizi in loco (caditoie, tombinature, accessi carrabili e facilitazioni per disabili) costa in media 100.000 euro. A Busto Arsizio vi sono oltre 300 chilometri di strade comunali asfaltate, di vari calibri e con diverse problematiche soprattutto nei centri storici. Eseguire una completa manutenzione viene a costare, perciò, oltre 100 milioni di euro! E stiamo escludendo i marciapiedi e l'illuminazione oltre alla eventuale manutenzione del verde.
Se dovessimo oggi fare un piano di manutenzione spalmandolo su 10 anni, dovremmo prevedere di manutenere 30 chilometri di strade l'anno, con un costo di almeno 10 milioni di euro, oltre agli accessori, arriveremmo facilmente ad una previsione di 15 milioni. Una cifra ben lontana dagli attuali 500.000 euro a disposizione del servizio per queste manutenzioni. In ogni caso, stiamo parlando di 10 anni (2 mandati da sindaco) per chiudere il ciclo.
Non faremmo nemmeno un metro di strade nuove, ma conserveremmo l'esistente; eppure il costo sarebbe in questo moment0 insostenibile. Come siamo giunti a questa situazione?
Proprio grazie alla politica del "badilante", del riempibuche. Una volta il manto stradale era buono, o almeno discreto, ma poi senza una manutenzione continuativa e a furia di interventi di "taglia e rattoppa" siamo arrivati ad una situazione come quella di oggi, dove poche strade si salvano dal completo disastro. Allora fioccano le richieste di danni, che il legale si trova ad affrontare ad ogni pioggia continua, oltre alla insoddisfazione dei cittadini che non ne possono più di trovarsi l'acqua alle caviglie per uscire di casa, o la buca al primo stop che rompe le sospensioni.
Girola dovrebbe ricordarsi, perchè anche allora era assessore ai lavori pubblici, che nel 1998 aveva a disposizione 1.400.000.000 lire per le manutenzioni stradali, che fatti i dovuti conti e rivalutazioni, dovrebbero valere oggi almeno 1 milione di euro, Ne ha a disposizione la metà: si faccia un po' i suoi conti e poi valuti se vale la pena di continuare (perchè la storia continuerà) a prendersi i rimproveri da parte dei cittadini.
Vedi anche gli altri articoli su questo tema:

sabato 11 ottobre 2008

C'è del marcio a Busto Arsizio

Shakespeare faceva dire ad Amleto: "C'è del marcio in Danimarca". Qui a Busto c'è un assessore ai lavori pubblici che, qualsiasi sia l'intervento, afferma, allargando le braccia: "Non ci sono soldi".
Con questa sorta di formula magica si pensa di esorcizzare ogni male, facendo passare le responsabilità oggettive del suo ufficio, ritenuto da molti in città non in grado di rispondere in modo adeguato alle necessità della città - una delle più grandi della Lombadia - come una normale pratica amministrativa dipendente dalle risorse economiche.
Per chi non avesse chiara la faccenda, dobbiamo dire che la capacità politica di un assessore è anche, in sede di formulazione di Bilancio preventivo, quella di ottenere maggiori risorse per il proprio dipartimento, cosa che evidentemente non riesce al nostro Franco Girola.
Il fatto è che a pagare questo stato di cose è tutta la città: ho dedicato alla denuncia dello stato di negligenza dell'apparato pubblico diversi post: quello sulle strade del quartiere Redentore, quello delle difficoltà di un cittadino pedone o disabile in sedia a rotelle o mamma con carrozzina a passare in molti angoli della nostra città, quello delle "gobbe di cammello" stradali (definizione di Speroni) lungo via Lonate, fino al recentissimo caso degli spogliatoi delle scuole De Amicis, ma sono sicuro che molte altre palestre e strutture pubbliche sono nelle medesime condizioni ed invito i cittadini a farmi conoscere quali siano le situazioni non ancora rilevate.
Per tutto questo non basta dire: "non ho i soldi". Per cose molto meno importanti, ma politicamente rilevanti, i soldi sono magicamente saltati fuori dalla sera alla mattina, mentre per questi interventi si allarga le braccia in segno di resa.
Chi non si arrende, in questi casi, è il cittadino contribuente che le tasse le paga - ora anche l'IRPEF comunale - senza vedere un ritorno in linea a queste sue naturali aspettative.

venerdì 4 luglio 2008

Vivere a Busto con il ricordo del passato

Ieri per la prima volta da quando ho aperto questo blog non ho potuto pubblicare il mio commento, ma ero via per lavoro. Oggi voglio ricordare la ricorrenza della festa nazionale americana, quel 4 luglio che da sempre infonde un forte senso di libertà e democrazia.

Qualcosa che noi in Italia percepiamo in modo diverso, forse più marcato su avvenimenti come il 25 aprile o il Primo Maggio.

Prendendo lo spunto dalla storia per ricordare come Busto Arsizio si collochi nella operosa Lombardia come una gemma preziosa per la sua intraprendenza e per la ricchezza che di idee e di intelligenza che anima la sua popolazione.

Per decenni, a cavallo tra la prima metà dell’800 e la seconda metà del novecento, la nostra città è stata simbolo e modello dell’imprenditoria italiana; poi dalla fine degli anni ’70 inizia un lento ed inesorabile declino, la perdita delle grandi industrie e la crescente importanza del terziario avanzato, innescano la tendenza al pendolarismo che coinvolge un grande numero di persone, le quali quotidianamente partono da qui dirette a Milano.

Ma fino al nuovo millennio, almeno strade e marciapiedi erano degni del decoro e della fama della città: verde curato, caditoie stradali libere, strade senza grosse buche. Poi un giorno cominciò ad intravedersi la città groviera, ed un assessore solerte inventò i badilanti, persone di AGESP che armate di badile e catrame andavano a chiudere le buche che si aprivano in città. All’epoca il bilancio preventivo metteva un miliardo e mezzo di lire a disposizione per la cura del manto stradale; ma, ahimè, i tempi cambiano e i soldi calano.

Arrivo così a scoprire che dal 2005 ad oggi sono stati spesi per la manutenzione stradale (strade e marciapiedi) la cifra di 847.100 euro, pari a poco più di 210.000 euro l’anno, ovvero meno di 400 milioni di lire. Circa un quarto di quanto veniva messo a bilancio 10 anni fa.

Ed i risultati sono evidenti: le strade ormai sono piene di buche e rattoppi, ma quelle che vengono asfaltate di nuovo sono pochissime, non più di 4/5 chilometri l’anno. Calcolando i circa 300 chilometri di strade comunali asfaltate, ci vorrebbero 60 anni per fare il giro di tutte…

lunedì 30 giugno 2008

Una città a misura di passeggini


Se anche avessi avuto qualche dubbio sulla validità di aprire un dialogo diretto con i cittadini attraverso questo blog, credo proprio di essermelo tolto del tutto grazie alle vostre sollecitazioni ed osservazioni quasi quotidiane.

Ieri mattina, domenica 29 giugno, ho avuto il piacere di camminare per la città con una persona eccezionale, che mi ha dimostrato come le cose possano essere molto diverse, in funzione del punto di vista da cui le guardiamo.

Essere genitori, aver bambini piccoli da portare in passeggino, oppure essere adulto non autosufficiente e quindi dover vivere la città a bordo di una sedia a rotelle, così come molti anziani nella nostra città, sempre in maggior numero: per un paio d'ore ho provato a vivere questa situazione insieme a Marianna.

Lei ha potuto vedere il mondo anche fuori da Busto, non è nata qui. Per fortuna nostra, può raccontare l'esperienza di altre realtà, dove l'attenzione è alle persone e la politica non si occupa delle buche nelle strade o del taglio del verde.

"Perchè questa è normale amministrazione, la politica è altro". Vero, ma da noi pare proprio che sia il contrario: la politica è occuparsi del quotidiano, rinunciando alla progettualità, a pensare al futuro, ad orientare le risorse vere, non solo economiche ma soprattutto intellettuali, per lo sviluppo della città.

Basterebbe che qualche quotidiano locale la smettesse di rincorrere il parere effimero del politico di turno e si dedicasse di più a comprendere la realtà, facendo qualche intervista "non teleguidata", solo per sostenere una tesi già ben definita, per rendersi conto di dove siano davvero i problemi.

In attesa (temo purtroppo lunga) che si realizzi questo sogno, può succedere che un politico (non di razza, altrimenti sarebbe a pontificare altrove) si prenda la libertà di fare quello che altri potrebbero fare meglio di lui e "se la cacci" per la propria città.
Dico un enorme grazie a Marianna per il tempo che mi ha voluto dedicare e spero di essere all'altezza di raccontare le tante cose che mi ha indicato, per tradurle in azione per il bene della città.

Metto solo un'immagine delle tante raccolte ieri: credo sia il simbolo di una città ormai alla frutta, che non può fare altro che sentirsi obbligata con le spalle al muro...

domenica 8 giugno 2008

Il buongoverno della città

Tempo fa il centrodestra nazionale vantava il diritto del buongoverno della nazione, poi rendendosi conto di come forse stavano davvero le cose, ha abbandonato questo slogan.

Ieri pomeriggio, sabato 7 giugno 2008, sulla città di Busto Arsizio si è abbattuto il primo vero temporale estivo, con un'ora di pioggia scrosciante intensa, cosa di cui i meteorologi ci mettono in guardia e con cui dovremo imparare a convivere vista la tendenza del tempo ad eventi di forte intensità.

Dieci giorni prima, nell'ultimo consiglio comunale tenuto il 27 maggio, avevo posto una interrogazione per chiedere se si avesse intenzione di svolgere una manutenzione straordinaria sulle caditoie dei sottopassi FS di via Tasso e XX Settembre, ottenendo assicurazione che l'intervento era già stato fatto.

Per fortuna, così ieri sera nei sottopassi c'era “solo” mezzo metro d'acqua; diversamente avremmo avuto altre due piscine olimpioniche.

Quei due punti sono cruciali sia per quanto riguarda la viabilità, permettendo l'accesso dalle zone est della città verso il centro cittadino e la stazione ferroviaria FS, ma anche per il traffico locale. Restare bloccati in mezzo metro d'acqua non è piacevole, e basta un mezzo in difficoltà per creare disagio a tutta la circolazione.

Ribadisco il concetto già citato in altre occasioni: prevenzione e programmazione sono alla base di una buona gestione, qualsiasi sia l'oggetto del bene di cui stiamo parlando, da una bicicletta ad una città.

E se l'evento è straordinario, le misure che lo dovrebbero mitigare non possono essere ordinarie, questo chi vuole praticare il “buongoverno” lo dovrebbe sapere.

venerdì 23 maggio 2008

L'insostenibile manutenzione del verde

Ogni anno, si sa, arriva la primavera e con le piogge e la ripresa della vitalità vegetale. Questo significa verde da mantenere, sia per quanto riguarda le piante, che l'erba e quelle formazioni vegetali che stanno alla base di molti alberi e che tecnicamente vengo chiamati "polloni".
Essi hanno il grosso difetto, in un ambito urbano, di occultare la visuale alle auto che si trovano ad uscire da una strada laterale ad una principale alberata, per cui aumenta il pericolo di incidenti anche gravi, per cui vanno rimossi con cura e per tempo, prima che creino questi disagi.
Ebbene, pare che questo eterno susseguirsi di stagioni sia poco noto ai tecnici ed agli amministratori della nostra città, dal momento che immagini come quella che vedete qui a fianco e scattata i primi giorni di maggio 2008 in via Rossini sono all’ordine del giorno (vedi a proposito articolo su Altomilaneseinrete: http://www.altomilaneseinrete.it/notizie/2008/05/04_3.htm ).
La buona volontà di alcuni cittadini porta allo sfalcio volontario di queste minacce alla sicurezza stradale, ma il problema di fondo resta l’azione del Comune, spesso inefficace o poco incisiva.
Chi controlla che i lavori vengano fatti nei tempi e nei modi previsti dai contratti?
Quali sono le sanzioni concordate in questi casi?
I cittadini che ricevono un danno da queste “disinvolte” gestioni hanno diritto ad un risarcimento ed eventualmente di che tipo?
Provate a riflettere su questi argomenti insieme a noi.

METEO