Alessandro Berteotti
- Benvenuti nel mio blog
- Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
mercoledì 6 maggio 2009
Non tutte le buche vengono per nuocere
lunedì 9 febbraio 2009
Le strade groviera: una proposta
martedì 13 gennaio 2009
Neve e ghiaccio ancora padroni di strade e parcheggi
mercoledì 7 gennaio 2009
Immagini da una nevicata annunciata
lunedì 5 gennaio 2009
Allarme neve sulla città
giovedì 18 dicembre 2008
Strade come groviera, di chi la colpa?
sabato 11 ottobre 2008
C'è del marcio a Busto Arsizio
Con questa sorta di formula magica si pensa di esorcizzare ogni male, facendo passare le responsabilità oggettive del suo ufficio, ritenuto da molti in città non in grado di rispondere in modo adeguato alle necessità della città - una delle più grandi della Lombadia - come una normale pratica amministrativa dipendente dalle risorse economiche.
Per chi non avesse chiara la faccenda, dobbiamo dire che la capacità politica di un assessore è anche, in sede di formulazione di Bilancio preventivo, quella di ottenere maggiori risorse per il proprio dipartimento, cosa che evidentemente non riesce al nostro Franco Girola.
Il fatto è che a pagare questo stato di cose è tutta la città: ho dedicato alla denuncia dello stato di negligenza dell'apparato pubblico diversi post: quello sulle strade del quartiere Redentore, quello delle difficoltà di un cittadino pedone o disabile in sedia a rotelle o mamma con carrozzina a passare in molti angoli della nostra città, quello delle "gobbe di cammello" stradali (definizione di Speroni) lungo via Lonate, fino al recentissimo caso degli spogliatoi delle scuole De Amicis, ma sono sicuro che molte altre palestre e strutture pubbliche sono nelle medesime condizioni ed invito i cittadini a farmi conoscere quali siano le situazioni non ancora rilevate.
Per tutto questo non basta dire: "non ho i soldi". Per cose molto meno importanti, ma politicamente rilevanti, i soldi sono magicamente saltati fuori dalla sera alla mattina, mentre per questi interventi si allarga le braccia in segno di resa.
Chi non si arrende, in questi casi, è il cittadino contribuente che le tasse le paga - ora anche l'IRPEF comunale - senza vedere un ritorno in linea a queste sue naturali aspettative.
venerdì 4 luglio 2008
Vivere a Busto con il ricordo del passato
Ieri per la prima volta da quando ho aperto questo blog non ho potuto pubblicare il mio commento, ma ero via per lavoro. Oggi voglio ricordare la ricorrenza della festa nazionale americana, quel 4 luglio che da sempre infonde un forte senso di libertà e democrazia.
Qualcosa che noi in Italia percepiamo in modo diverso, forse più marcato su avvenimenti come il 25 aprile o il Primo Maggio.
Prendendo lo spunto dalla storia per ricordare come Busto Arsizio si collochi nella operosa Lombardia come una gemma preziosa per la sua intraprendenza e per la ricchezza che di idee e di intelligenza che anima la sua popolazione.
Per decenni, a cavallo tra la prima metà dell’800 e la seconda metà del novecento, la nostra città è stata simbolo e modello dell’imprenditoria italiana; poi dalla fine degli anni ’70 inizia un lento ed inesorabile declino, la perdita delle grandi industrie e la crescente importanza del terziario avanzato, innescano la tendenza al pendolarismo che coinvolge un grande numero di persone, le quali quotidianamente partono da qui dirette a Milano.
Ma fino al nuovo millennio, almeno strade e marciapiedi erano degni del decoro e della fama della città: verde curato, caditoie stradali libere, strade senza grosse buche. Poi un giorno cominciò ad intravedersi la città groviera, ed un assessore solerte inventò i badilanti, persone di AGESP che armate di badile e catrame andavano a chiudere le buche che si aprivano in città. All’epoca il bilancio preventivo metteva un miliardo e mezzo di lire a disposizione per la cura del manto stradale; ma, ahimè, i tempi cambiano e i soldi calano.
Arrivo così a scoprire che dal 2005 ad oggi sono stati spesi per la manutenzione stradale (strade e marciapiedi) la cifra di 847.100 euro, pari a poco più di 210.000 euro l’anno, ovvero meno di 400 milioni di lire. Circa un quarto di quanto veniva messo a bilancio 10 anni fa.
Ed i risultati sono evidenti: le strade ormai sono piene di buche e rattoppi, ma quelle che vengono asfaltate di nuovo sono pochissime, non più di 4/5 chilometri l’anno. Calcolando i circa 300 chilometri di strade comunali asfaltate, ci vorrebbero 60 anni per fare il giro di tutte…
martedì 1 luglio 2008
lunedì 30 giugno 2008
Una città a misura di passeggini

venerdì 20 giugno 2008
domenica 8 giugno 2008
Il buongoverno della città
Tempo fa il centrodestra nazionale vantava il diritto del buongoverno della nazione, poi rendendosi conto di come forse stavano davvero le cose, ha abbandonato questo slogan.
Ieri pomeriggio, sabato 7 giugno 2008, sulla città di Busto Arsizio si è abbattuto il primo vero temporale estivo, con un'ora di pioggia scrosciante intensa, cosa di cui i meteorologi ci mettono in guardia e con cui dovremo imparare a convivere vista la tendenza del tempo ad eventi di forte intensità.
Dieci giorni prima, nell'ultimo consiglio comunale tenuto il 27 maggio, avevo posto una interrogazione per chiedere se si avesse intenzione di svolgere una manutenzione straordinaria sulle caditoie dei sottopassi FS di via Tasso e XX Settembre, ottenendo assicurazione che l'intervento era già stato fatto.
Per fortuna, così ieri sera nei sottopassi c'era “solo” mezzo metro d'acqua; diversamente avremmo avuto altre due piscine olimpioniche.
Quei due punti sono cruciali sia per quanto riguarda la viabilità, permettendo l'accesso dalle zone est della città verso il centro cittadino e la stazione ferroviaria FS, ma anche per il traffico locale. Restare bloccati in mezzo metro d'acqua non è piacevole, e basta un mezzo in difficoltà per creare disagio a tutta la circolazione.
Ribadisco il concetto già citato in altre occasioni: prevenzione e programmazione sono alla base di una buona gestione, qualsiasi sia l'oggetto del bene di cui stiamo parlando, da una bicicletta ad una città.
E se l'evento è straordinario, le misure che lo dovrebbero mitigare non possono essere ordinarie, questo chi vuole praticare il “buongoverno” lo dovrebbe sapere.
venerdì 23 maggio 2008
L'insostenibile manutenzione del verde
Ogni anno, si sa, arriva la primavera e con le piogge e la ripresa della vitalità vegetale. Questo significa verde da mantenere, sia per quanto riguarda le piante, che l'erba e quelle formazioni vegetali che stanno alla base di molti alberi e che tecnicamente vengo chiamati "polloni".Essi hanno il grosso difetto, in un ambito urbano, di occultare la visuale alle auto che si trovano ad uscire da una strada laterale ad una principale alberata, per cui aumenta il pericolo di incidenti anche gravi, per cui vanno rimossi con cura e per tempo, prima che creino questi disagi.
Ebbene, pare che questo eterno susseguirsi di stagioni sia poco noto ai tecnici ed agli amministratori della nostra città, dal momento che immagini come quella che vedete qui a fianco e scattata i primi giorni di maggio 2008 in via Rossini sono all’ordine del giorno (vedi a proposito articolo su Altomilaneseinrete: http://www.altomilaneseinrete.it/notizie/2008/05/04_3.htm ).
La buona volontà di alcuni cittadini porta allo sfalcio volontario di queste minacce alla sicurezza stradale, ma il problema di fondo resta l’azione del Comune, spesso inefficace o poco incisiva.
Chi controlla che i lavori vengano fatti nei tempi e nei modi previsti dai contratti?
Quali sono le sanzioni concordate in questi casi?
I cittadini che ricevono un danno da queste “disinvolte” gestioni hanno diritto ad un risarcimento ed eventualmente di che tipo?
Provate a riflettere su questi argomenti insieme a noi.









