Alessandro Berteotti

La mia foto
Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
Visualizzazione post con etichetta comunicazioni sociali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comunicazioni sociali. Mostra tutti i post

lunedì 11 gennaio 2010

Voglio correre il rischio di essere informato

Per fortuna c'è Famiglia Cristiana. Perchè se fosse per altre fonti di informazione, di certe cose ne sapremmo poco, davvero poco. Nel numero di questa settimana ci sono molte cose interessanti, come il dibattito tra un parroco ed un missionario che apre uno scenario sconcertante tra chi vive la realtà qui, comodamente adagiato nella rilassante tranquillità occidentale, e chi vive tutti i giorni lungo il confine più evidente tra la vita e la morte.
Ma è l'articolo di Franca Zambonini che attira la mia attenzione. Dice la giornalista: "Sui giornali e in Tv è apparso l’abituale ripasso delle notizie più notevoli del 2009, una carrellata di storie e immagini utile a rivisitare fatti, personaggi, dolori, delitti, processi, scandali, pettegolezzi. Insomma, tutto ciò che ha segnato l’anno appena concluso. Dalla rassegna mancano, si capisce, le notizie dimenticate. Sono quelle escluse dalle cronache. Non per qualche misterioso complotto o accordi sottobanco dei signori dell’informazione. E neppure per censura, che da noi esiste soltanto come autocensura, una forma di limitazione cui si ricorre per non scontentare il potere o procurarsi nemici. Ma semplicemente perché non provocano scalpore, non mettono ansia e non fanno vendere più copie.
Un esempio di informazione ansiogena è stata quella sull’influenza detta "suina", presentata come una tragicommedia in due atti. Atto primo: un diluvio di paginate e servizi televisivi sull’incubo della prevista pandemia. Atto secondo: una pioggerella di smentite ci ha fatto sapere che l’influenza non era più pandemica e neppure "suina", ma la solita di ogni autunno. Così la grancassa aveva diffuso l’allarme, poche righe l’hanno fatto rientrare, tra le proteste dei lettori, le spiegazioni impacciate dei virologi e i guadagni miliardari delle aziende che producono i vaccini".
Ecco. Inutile dire che sono perfettamente d'accordo, che non è vero che viviamo in un paese libero finchè non potremo avere la possibilità di scegliere anche che tipo di informazione vogliamo.
E proprio nel momento in cui più di ogni altra epoca vengono evocate anche nei nomi dei partiti aspirazioni fondamentali dell'Uomo, come la Libertà e l'Amore, ci ritroviamo schiavi della nostra pigrizia e dell'irrequietezza morale che ci fa sempre agitare per le cose che hanno meno significato per la nostra vita.
Sembra ogni tanto di essere in un teatro dove il burattinaio di turno dica: "Tutti in piedi", oppure "Tutti seduti", e noi lesti a dargli corda e soddisfare la sua lucida follia, convinti però che stiamo solo agendo "liberamente", sulla base del nostro libero arbitrio, che è ciò che consente a tutti, laici e confessionali, di sentirci comunque nel giusto.
Perchè quando cade un aereo all'estero con duecento persone a bordo, senza superstiti, la prima notizia che viene data e che ci fa tirare il fiato è che "non c'erano italiani a bordo"; ma se c'erano duecento persone, ciò significa che ci sono duecento esseri umani morti. Poverini. Ma non erano italiani.
Quanto conta la razza, la nazionalità, il colore nella nostra scala dei valori? Tantissimo.
Consentitemi di pubblicare anche il resto dell'articolo, e di lasciarvi liberi di trarne un vostro parere personale. Ringraziando Famiglia Cristiana di esistere.
"Un altro esempio di notizie dimenticate riguarda ciò che succede fuori del pollaio di casa nostra. Quest’anno l’Africa farà tanto rumore perché ospiterà per la prima volta i Mondiali di calcio. Sapremo tutto sui trionfi o le sconfitte, ma resteranno ancora una volta ignorate le piaghe del continente, come lo sono state nel 2009. Tra le dimenticanze più colpevoli c’è il dramma della Somalia, dove la violenza tra le fazioni islamiste provoca lutti paurosi e la fame colpisce il 40 per cento della popolazione. È uno dei Paesi più travagliati del mondo, però fa notizia solo per i pirati che assaltano le navi nel golfo di Aden e chiedono il riscatto. Il resto è silenzio.
Lo stesso silenzio ha coperto l’anno scorso molte crisi umanitarie. Veniamo a sapere dei milioni di bambini che muoiono di denutrizione e altri flagelli quando c’è un convegno della Fao che comunica le cifre, a malapena riprese dai giornali come è successo a novembre scorso.
Il rapporto annuale di Medici senza frontiere denuncia che i Governi hanno fermato gli aiuti nello Sri Lanka e nello Yemen, dove i conflitti armati sono aumentati nel 2009. Intanto sono diminuiti i fondi per contrastare l’Aids, la tubercolosi, la malaria; nel Sudan meridionale, nel Darfur, in Somalia i malati non hanno accesso alle cure.
A volte è la pubblicità a informarci meglio. Così è successo con l’appello "Magia nera", promosso dall’Associazione Amici dei bambini. Il bravo attore Silvio Orlando è apparso in efficaci spot televisivi a chiedere un aiuto per i bambini africani accusati di stregoneria e perciò abbandonati sulla strada. Di questa orrenda usanza non sapevamo niente, solo Benedetto XVI ne aveva parlato durante il suo viaggio in Angola, a maggio. All’appello di Orlando hanno risposto con un contributo più di 50 mila persone, finalmente informate.
Medici senza frontiere ha lanciato la campagna "Adotta una crisi dimenticata", rivolta ai media italiani affinché si interessino di ciò che succede al di là del nostro pollaio. Per non perdere di vista lo sfondo, che ci appartiene come tutto il resto
".

venerdì 7 agosto 2009

Bustywood: manca solo la collinetta

I giornalisti sono bravi a fiutare le notizie. Prendiamo il Piano di Comunicazione del Comune: era come un faro che splendeva nella notte, quasi a richiamare la loro attenzione di navigatori nel mare delle informazioni. Come non incuriosirsi dopo le nostre osservazioni e gli atti depositati per il consiglio comunale?
Così i numeri hanno cominciato ad assumere anche una sostanza diversa, dei contorni meno generici e "buonisti". Il biscottino della pagina per le opposizioni nasconde la torta, più consistente e sostanziosa, della comunicazione gestita come arma della maggioranza alle spalle dei cittadini contribuenti.
Quello che colpisce di più è proprio la proposta di destinare MalpensaFiere alla cinematografia, traformandolo in Teatro di posa, in "Studios" tipo Hollywood. Il Presidente di MalpensaFiere non ne sapeva niente, eppure il piano di comunicazione data Novembre 2008.
Che in tutto questo periodo non si sia detto nulla alle minoranze, può anche passare, tanto questo è la norma, succede anche per atti ben più importanti: nessuna notizia fino a una settimana prima del Consiglio, quindi di corsa perchè bisogna deliberare e siccome le cose sono economicamente rilevanti occorre non perdere l'occasione.
La fissa del cinema pare essere un pallino della Lega: Bossi in persona ha voluto trasformare la Manifattura Tabacchi di Milano nel centro di produzione di fiction, sceneggiati e film della nuova capitale del Nord. Ora, come al solito, il sole ha bisogno di satelliti e allora trasforma una fiera (che aveva un senso inserita in un determinato contesto storico-industriale) in una sala di produzione cinematografica. Come dire: Bustywood. Manca solo la collinetta dove mettere il marchio.
Ovviamente questo progetto non è quotato nel piano di comunicazione, pur ingente e che a mio giudizio costerebbe tra i 300.000 e i 400.000 euro entro la fine legislatura di Farioli, e vale molto di più di queste cifre. La stessa MalpensaFiere è una struttura pubblica di ingente valore, la Camera di Commercio credo che ne sappia poco di questo progetto (forse ne sa qualcosa adesso).
Cosa possa centrare un progetto di questo tipo con un Piano di Comunicazione dell'Amministrazione davvero non si capisce. Anche il fatto che si faccia riferimento al Piano d'Area Vasta, altra bufala dell'Amministrazione, non chiarisce le finalità di questa onerosa e disgregante operazione. L'unica cosa che appare chiara è che si è passati dalla celebrazione dell'operosità bustocca (Museo del Tessile, Mulini Marzoli), alla celebrazione del Grande Nulla, dell'Illusione fine a se stessa, proprio con iniziative di grande impatto mediatico come Più Busto e questa cattedrale del Cinema, ma di nessuna sostanza e prospettiva per la crescita della città e del suo ruolo di riferimento per il territorio.
E allora? La questione non finisce certo qui, anche perchè nel piano ci sono altre sorprese...

domenica 1 marzo 2009

Tutti pazzi per Facebook - seconda parte

Torno a parlare di Facebook visto che ho ricevuto alcune mail che mi chiedono di approfondire l'argomento, in particolare quando parlo di privacy e ruolo dei genitori, soprattutto quando i ragazzi sono praticolarmente giovani.
Non si tratta di fare allarmismi esagerati, per questo basta il mitico "Ministero della Paura" evocato da Albanese e molto ben interpretato dall'attuale Governo italiano. Ma si tratta comunque di tutelare i più giovani, evitando di prestarsi a terribili equivoci.
Cominciamo allora dalla privacy: una cosa molto comune dei Social Network (categoria a cui Facebook appartiene) è quello di lasciare dare libero sfogo a tutta l'esteriorità che ognuno di noi vorrebbe avere, soprattutto in un'epoca in cui l'apparenza se non è tutto, è almeno buona parte dell'essere di molte persone.
Quindi normale mettere foto proprie o dei propri amici su Facebook, senza porsi troppi problemi del tipo che l'amico di turno possa essere d'accordo o meno. Dobbiamo anche ricordarci che le scelte altrui possono essere diverse dalle nostre, così come dobbiamo pretendere ed ottenere riservatezza per la nostra immagine, perchè esiste un diritto all'immagine e alla riservatezza che spesso dimentichiamo. Inoltre, un'immagine messa su internet o su di un Social Network equivale a perderne il controllo, chiunque può "rubarla" ed usarla non sempre per usi innocui.
Impossibile rincorrere un'immagine una volta che viene pubblicata. Così come è molto difficile cancellare i propri dati una volta che li abbiamo messi o registrati in uno di questi contenitori.
Una cosa che forse non è chiara è che le società che gestiscono questi strumenti sono solitamente all'estero e non sempre le leggi sulla privacy sono uguali in tutti i paesi. Chiedere di essere cancellati da una lista o che ne vengano cancellati i nostri dati potrebbe non significare nulla.
Ecco perchè è bene limitare i dati che mettiamo in rete a quelli che riteniamo assolutamente pubblici e che non danneggino la nostra privacy.
Un altro elemento critico è quello dei genitori che vogliono difendere i propri figli da attacchi o molestie informatiche. Qui vale la pena di ricordare sempre che la Polizia Postale svolge un'azione di controllo e indagine efficace, per cui i genitori devono segnalare a questo ente ogni eventuale dubbio o evidenza di violazione. Sul sito della Polizia Postale potranno inolte trovare indicazioni per difendere al meglio i figli che restano soli davanti al computer. Vi sono alcuni siti che parlano di come difendere i minori quando stanno utilizzando internet, ve ne propongo un paio solo per stimolare la vostra attenzione:
Internet e la rete sono strumenti eccezionali, sono quella parte di tecnologia che sta cambiando il mondo e le nostre azioni, potranno anche essere la base della nuova economia che nascerà da questa crisi, ma non dobbiamo dimenticare che sono anche agenti nuovi, con i quali dobbiamo fare i conti. Se vogliamo essere genitori attenti all'educazione dei nostri figli, volenti o nolenti dobbiamo informarci sull'uso di questi prodotti e servizi, dobbiamo essere certi che offriamo ai minori occasioni di studio, di svago, di comunicazione lecite e sicure, e per questo occorre attuare poche e semplici regole. Il lupo cattivo ormai arriva anche attraverso la rete!

Leggi Tutti pazzi per Facebook - prima parte

venerdì 16 gennaio 2009

Dolore per l'attacco dei leghisti al Cardinale Tettamanzi

Si voleva far parlare in qualche modo di Varese, è ci si è riusciti. In perfetto stile Lega, sopra le righe, sopra la tolleranza, sopra la ragionevolezza, sopra il dovere di ospitalità nei confronti di un personaggio laico (prima ancora che Vescovo, visto che i contestatori non possono essere considerati solo come credenti).
Non si sono tirati indietro invece gli imbecilli (e non certo nel senso che "imbellono", come direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo), nel lanciare strali contro il Cardinale al suo arrivo a Varese ieri sera per parlare ai politici, nell'annuale incontro che di questi tempi tiene da quando è stato eletto al seggio di Milano.
Lo avevano già contestato in altre sedi, quando ha annunciato il suo impegno concreto (lui sì, ci ha messo un milione di euro e non un milione di parole) nei confronti dei bisognosi e per affrontare la crisi economica. Ora lo contestano per aver permesso ai musulmani di praticare i riti in piazza Duomo.
Ma quante tra le persone che lo contestano sono, in realtà, credenti in Dio e nella fede cristiana, quanti sono realmente praticanti le chiese, gli oratori? Quanti si danno da fare in parrocchia, aiutano nelle iniziative di carità e di solidarietà che non mancano in nessuna delle centinaia di parrocchie della nostra diocesi?
Chi tra loro sa dire quale sia la differenza tra Vescovo e Cardinale? Chi può citare a memoria tutti i sacramenti e i peccati mortali senza consultare Wikipedia? Chi non bestemmia, chi non maledice ciò che non ha e non ha piacere da ciò che ha, condito ogni giorno dal sugo dell'egoismo, l'unico che lo pare esaltare di fronte al mondo? Di questo parlava Tettamanzi quando, all'interno del De Filippi, mentre la gente fuori faceva gazzarra, diceva: "una rinnovata sobrietà nelle parole, nell'esibizione di sé, nell'esercizio del potere e nello stile di vita".
La paura ancora una volta prevale sul buon senso; l'ignoranza sulla sapienza, l'odio sulla tolleranza. Le parole del nostro Arcivescovo non vengono ascoltate senza possibilità di coglierne il senso, il valore anche dottrinale e laico, la forza ispiratrice.
Ma soprattutto mi chiedo con quale coraggio chi oggi siede nei banchi istituzionali con codeste persone, e si dichiara cattolico praticante ed osservante possa, senza sentire nel proprio cuore il gelo della menzogna, arrivare a condividerne un progetto di vita, di società, di appartenenza. Se davvero lo possono fare, lo dovrebbero fare lontano da qualsiasi simbolo religioso cristiano. Voi sedete a fianco e condividete le scelte di chi infanga il nome ed il simbolo del rappresentante di Cristo, che dite di servire e di amare. Abbiate almeno il coraggio di riscattare la vostra fede.

giovedì 8 gennaio 2009

10.000 visite al blog

In questo momento, il blog ha raggiunto le 10.000 visite e le 16.000 pagine viste. Grazie di cuore a tutti coloro che si interessano a quanto posso comunicare da queste pagine.

venerdì 2 gennaio 2009

Una lezione di televisione

Chi ha avuto la fortuna di vedere ieri sera LA7 e lo spettacolo di Marco Paolini, credo non sia rimasto deluso dalla serata, anche se passata davanti al televisore. Il programma in diretta dal vecchio Tribunale di Padova, titolato "Racconto di Capodanno", è stato un momento di pura poesia, di alto teatro, come solo Paolini riesce a fornire.
Uno spettacolo da bere tutto in un sorso, due ore senza pause, senza intermezzi pubblicitari. Un lungo discorso, ma non un monologo, bensì un'interazione con un pubblico complice fatta di sguardi, di applausi, di emozione che diventa fisica. Geniale perfino l'inizio, con il lancio di palle di neve al pubblico, prelevata da appena fuori il palco, per dimostrare il lavoro dell'artista ed il suo rapporto con il pubblico.
Una lezione di televisione autentica, come solo poche altre volte è successo. Sempre su LA7 e con lo stesso Paolini, quando interpretò "Vajont" e "Il sergente nella neve". La RAI ci ha provato una sola volta con Benigni e il suo spettacolo su Dante e la Divina Commedia. In tutte le occasioni si è avuto uno spettacolo qualitativamente eccezionale.
Non le varie Isole o i Fratelli, non le Carrà e le De Filippi con la lacrima facile, non il repertorio infinito di scemenze e frivolezze, fatto da veline e jet set. Pura pornografia, televisione drogata e bestemmia culturale.
Qualcuno obbietta: se si facesse uno spettacolo di Paolini ogni sera, la cosa non sarebbe più così intelligente, diventerebbe anche lui una proposta come le altre. Non credo sia una ragione per rinunciare alla televisione di qualità. Anzi.
Forse questo è il momento giusto di chiedersi cosa vogliamo da questa televisione, se essa sia lo specchio della società. Una società che si sta interrogando sul suo futuro e sulla sua condizione, ha il dovere di pretendere informazione seria, spettacolo ed intrattenimento di qualità e non solo mercificare ogni volta l'offerta culturale. Si guardi, ad esempio, al programma di Fabio Fazio, Che tempo che fa, per rendersi conto di come si possano mirabilmente conciliare mercato e cultura.
Ma oggi l'intelligenza è un dono raro.

martedì 30 dicembre 2008

Il terrore corre sul (telefono) cellulare

Ieri ho parlato dei problemi alla viabilità cittadina e delle contravvenzioni elevate, in questi giorni e non solo, soprattutto per motivo della sosta selvaggia. Non ho accennato alla questione dei parcheggi, che in questi periodi dimostrano tutta la loro inadeguatezza, ma perchè mi prefiggo di trattare prossimamente questo tema.
Oggi invece volevo concetrarmi sulle contravvenzioni non fatte. Non mi capita spesso di circolare in città durante il giorno, vivendo la mia vita diuturna nella splendida metropoli di Milano (la quale, per la verità, non è nè splendida nè metropoli). Ma devo dire che ciò che vedo a Milano non è molto diverso da ciò che osservo nella mia Busto Arsizio.
La cosa che mi dà più fastidio e che mi fa venire spesso i brividi lungo la schiena è la quantità di gente che guida mentre parla tranquillamente al cellulare, senza alcun ritegno, senza alcun tentativo di mascherare la conversazione ad un eventuale tutore dell'ordine la propria flagranza in una di quelle che considero tra le recenti infrazioni al codice della strada, la più odiosa.
Fino ad una decina di anni fa, infatti, questo era uno spettacolo abbastanza raro, ma oggi è praticamente all'ordine del giorno.
La modernità, tra l'altro, ha anche permesso di veder nascere nuovi stili di converasione: coloro che cercano una mitigazione all'infrazione pura, infatti, sfruttando tutta la più moderna tecnologia, non poggiano più il cellulare all'orecchio, ma lo sollevano nell'abitacolo quasi fosse la coppa del mondo di calcio, sembrando descriverne le caratteristiche più intime e nascoste al passante che, ignaro di queste possibilità, pensa all'ennesima follia dell'uomo moderno.
Mia madre ultrasettantacinquenne, infatti, ogni tanto mi racconta di vedere gente che parla da sola in auto, e gesticola, si arrabbia, mostra chiaramente i propri sentimenti, eppure non si ha traccia dell'interlocutore. Allora le spiego che forse quelle persone rispettano, in realtà il codice, in quanto hanno a bordo un vero impianto vivavoce che permette loro di guidare e parlare, tenendo le mani libere.
"Si, ma dimmi: se questi si stanno arrabbiando per motivi di lavoro o per la badante che accudisce il padre novantenne, la quale sta rassegnando le dimissioni e lascia la famiglia nella palta nera, oppure se le questioni sono più profonde e personali, coinvolgono l'emotività della persona, come potrà essa guidare in coscienza senza rischiare l'incidente, senza essere turbata, al punto da non distinguere bene la realtà?" Cosa rispondere a mia madre? Che la sua saggezza supera di gran lunga l'idiozia dei moderni figli e nipoti?
Ed in effetti, come dice anche una celebre pubblicità, questi benedetti cellulari ci hanno proprio cambiato la vita. Pensate solo a quando ci squilla mentre siamo nel "sancta sanctorum", l'unico posto dove nessuno avrebbe prima provato a disturbarci: la toilette (o, per gli amanti del rozzo, il cesso). Ho avuto colleghi che per la foga di rispondere, trovandosi nei bagni aziendali, hanno fatto cadere il cellulare nel water, oppure si assiste involontariamente a comicissime conversazioni, nel medesimo luogo, di compìti colloqui tra altolocate personalità del mondo imprenditoriale o consulenziale, che non vogliono mancare un appuntamento telefonico importantissimo. A quel punto la situazione diventa un invito a nozze per il collega che si trova nell'atrio a fianco, il quale si ricorda di avere mangiato una quantità industriale di fagioli la sera precedente...
In realtà, però, sulla strada non vi è nulla da ridere. Non si può negare che una quantità sempre crescente di incidenti ha come causa innescante il cellulare, per i motivi prima riportati. E la sicurezza sulle strade deve essere il nostro primo impegno, trasformando ogni intervento delle Forze dell'Ordine da repressivo a preventivo. Una multa in meno ed una vita in più.

domenica 14 dicembre 2008

Il popolo delle barche

Stefania Agatea, per gli amici Cochi. Da anni Stefania fa la spola con la Cambogia, come missionaria laica del PIME. Una scelta di vita, una scelta non facile per chi è abituato a pensare alla vita che si svolge nelle nostre contrade. Ma a lei il coraggio non manca, anche se forse non bisognerebbe chiamarlo coraggio. E' la serenità dell'amore immenso che riesce a portare con sè in ogni momento della sua vita.
In questi giorni Stefania è tornata nella nostra città per un periodo di qualche settimana per comunicare la sua esperienza e lanciare un progetto: la carica dei 130. Centotrenta sono i ragazzi che ogni giorno arrivano dal "popolo delle barche" alla loro chiesa, al mattino alle sei, per mangiare un piatto di minestra fatta di pesce, carne e riso. Per molti, questo è l'unico pasto della giornata.
Il popolo delle barche è costituito da vietnamiti emigrati dal tempo della guerra; la storia racconta del profondo odio tra questi due popoli, e del fatto che i cambogiani non permettono a queste persone di mettere letteralmente piede a terra.
Le barche altro non sono che piroghe o canoe, non più larghe di un paio di metri. In alcuni casi, si costruisce una specie di zattera su cui si pone una capanna di foglie. Il risultato è che la maggior parte degli adulti di questa popolazione soffre di gravi malformazioni scheletriche, molte persone anche sulla terraferma camminano in modo goffo e ciondolante.
E' un popolo che vive di pesca, non potendo fare altri lavori sulla terraferma. Lo scopo dell'iniziativa che Stefania conduce insieme ad altre tre fra suore e volontarie, è di riuscire ad insegnare il cambogiano a questi bambini che altrimenti, parlando solo il vietnamita, verranno per forza costretti a restare sulle barche per tutta la loro esistenza.
Il fiume è la loro casa, la loro fonte di lavoro e di cibo. Nel fiume scaricano i loro rifiuti organici, dal fiume prendono l'acqua per mangiare. Non è difficile comprende che i problemi igienici e le malattie intestinali sono all'ordine del giorno.
Stefania vorrebbe che il nostro Natale consumista potesse includere anche un pensiero di civiltà autentica. Qualche euro che per noi non significa granchè, malgrado la crisi, per lei significherebbe attivare la ristrutturazione di un portico dove questi ragazzi potrebbero essere accolti e ricevere l'istruzione di base, che consentirà loro di accedere alla scuola statale cambogiana.
Lo scorso anno sono stati sette i bambini che attraverso questa iniziativa sono stati portati alla scuola elementare.
Chi volesse contribuire potrà rivolgersi alla segreteria della parrocchia del Redentore, oppure direttamente a Stefania (chi la conosce personalmente) o anche a me. Vi metterò in contatto.

lunedì 27 ottobre 2008

La forbice informativa tra maggioranza e minoranza

Pur in mezzo a tutti i drammi che si stanno consumando nel mondo e nella nostra penisola, la città di Busto Arsizio pare essere una sorta di isola felice. Le borse vanno a picco, ma nessuno si danna l'anima; la politica nazionale del muro contro muro torna all'ordine del giorno, ma nessuno si preoccupa più di tanto. D'altra parte, a Busto Arsizio comanda una fragile coalizione che ha come prima regola quella del "sempre e comunque". L'opposizione è avvisata.
Appare dunque più che mai distorta la questione della comunicazione a mezzo stampa dei partiti politici. La stampa quoitidiana ha i suoi spazi e le sue regole, ospita chi ha qualcosa da dire anche se, in qualche modo, cerca di mantenere una certa equidistanza tra le parti. Esiste però un settimanale che da questo punto di vista è, a mio parere, ampiamente indicabile come il vero baricentro dell'opinione politica locale, ed è "L'Informazione".
Se si osserva, i suoi editorialisti sono tutti i principali rappresentanti dei partiti politici all'interno del consiglio comunale: Tosi (Lega), Ruffinelli (Lega), Bottini (FI), D'Adda (PD), Corrado (PRC), a cui si aggiunge l'avvocato Bellazzi, opinionista in quota al PD. Chi poi tra i politici locali voglia far arrivare le sue considerazioni o opinioni, si vdrà pubblicare nelle interviste o nelle lettere il proprio pensiero. Devo riconoscere a Marcora, editore dell'Informazione, che i suoi editoriali sono sempre al netto di avvelenati pareri politici, spesso vicini a quello che è il comune sentire della gente.
Chi invece latita da questo punto di vista è l'informazione (con la "i" minuscola) del nostro comune. Anni fa esisteva una rivista periodica, il "Città di Busto Arsizio", che veniva diffuso in tutte le famiglie della città. Riprotava il parere dell'Amministrazione, ma anche una pagina per ogni partito politico presente in consiglio comunale. Ora questo periodico non esiste più: circa 5 anni fa venne sostituito da un altro foglio, autofinanziato con la pubblicità (quasi tutta di AGESP), che si limtava a dare un quadro della situazione amministrativa senza riportare i pareri politici delle varie componenti presenti in consiglio, e si chiamava "Informando Busto Arsizio". Da oltre 2 anni questo foglione, che veniva distribuito gratuitamente nelle edicole, non è più pubblicato e ben difficilmente ne troveremo di nuovo traccia.
Ora, nella disucssione del Bilancio di Previsione 2007, il Sindaco aveva addirittura offerto spazi televisivi per i gruppi politici su Rete55, ma nessuno ha mai visto queste trasmissioni. Nè le vedrà mai, stante la situazione di crisi che, bufera finaziaria a parte, si trattiene tutte le risorse disponibili.
Però qualcosa si dovrà anche fare per riequilibrare la situazione dell'informativa politica. Qualcuno dirà: se proprio volete, visto che c'è crisi, fatevi da soli il vostro foglio informativo. Ma questo non rispetta le regole democratiche. Di fatto, chi detiene il potere mediatico è anche chi esercita quello politico, ha maggiori disponibilità anche nei momenti di crisi; la voce dell'opposizione è in questo momento ancora più debole.
E visto la velocità con cui la società si ciba di informazioni, per cui i commenti o ci sono o non ci sono, sacrifica troppo spesso l'opinione dell'opposizione, col risultato di generare un ancora maggiore difetto di comunicazione e divaricando la forbice informativa che il cittadino ha sulle azioni politiche e le posizioni di maggioranza e opposizione.

domenica 21 settembre 2008

Il Caso Catania: l'immondizia peggiore non è nelle strade


313.000 abitanti di Catania sono ormai da mesi col fiato sospeso per conoscere il destino della loro città. Mentre Silvio inaugura il rigasificatore di Rovigo (fatto dal centrosinistra) inebriandosi di un'altra opera non sua (come la scuola ricostruita di San Giuliano), il suo ex medico personale e sindaco di Catania, Scapagnini, sta per portare i libri contabili del comune in Tribunale. La città è ormai priva dei principali servizi, visto che ha un “buco” di oltre un miliardo di euro (sì, un miliardo).
Le librerie convenzionate non distribuiscono i libri di testo per le scuole elementari perchè il comune non ha rimborsato nemmeno i buoni dal 2005; tutti i consulenti ed i lavoratori interinali sono stati allontanati, i dipendenti non ricevono lo stipendio, la raccolta dei rifiuti solidi urbani non avviene in modo completo da giorni.
La gente ormai si arrampica sulla spazzatura per arriva alla buca delle lettere. E non è un modo di dire. La dichiarazione di Anna Finocchiaro, siciliana doc e capogruppo PD, non lascia spazi a fraintendimenti: «C'è una responsabilità indubitabile del centrodestra che ha governato Catania in tutti questi anni. È una responsabilità che coinvolge a pieno titolo il Mpa, che ha fatto parte della maggioranza di centrodestra. Voglio ricordare che Raffaele Lombardo era il vicesindaco di Scapagnini».
La vendita del patrimonio pubblico (anche uno stadio nella lista) è stata la scialuppa sulla quale Scapagnini e la giunta di centrodestra avevano tentato di salire per evitare il naufragio. E´ stata costituita una società (Catania Risorse) alla quale sono stati conferiti i beni immobili: tutto il possibile e, qualche volta, anche l´impossibile. Un po' la loro B.A. Global Service, per intenderci.
Un limpido esempio di cattiva amministrazione che però è appena apparso sui media nazionali, anche perchè il contrasto con le immagini della Napoli immacolata e risanata sono stridenti.
In realtà, nemmeno Napoli è così come sembra. Viene quasi da pensare che si sia usato il vecchio sistema del tappeto: alziamo e buttiamo lo sporco lì sotto. A Catania pare non ci siano riusciti.

domenica 14 settembre 2008

Comunicato stampa: delibere sul sito del Comune

Dò pubblicazione del testo inviato alla stampa: "Apprendo con vivo piacere del completamento del progetto che porterà dal prossimo lunedì a poter visionare le delibere prese da Giunta e Consiglio dal sito del comune.
E' questo uno dei passi fondamentali previsti dal progetto da me presentato e approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale nella primavera del 2007, e che ha visto realizzare la cablatura delle postazioni dei consiglieri, l'ammodernamento dell'apparato di registrazione delle sedute, il potenziamento della rete telematica, i nuovi video sul banco della Giunta e la posa del nuovo proiettore in Sala consiliare.
Della stessa iniziativa faceva parte anche la realizzazione della rassegna stampa elettronica e la redazione e distribuzione dell'ordine del giorno del Consiglio in forma digitale, anch'esse realizzate a seguito di una mia mozione.
Altri passi resterebbero da realizzare, ma mi rendo conto che non per tutti i colleghi l'informatica è in grado di facilitare i loro compiti, preferendo sistemi più antiquati ma più graditi.
Più facile invece sarebbe la realizzazione di un sistema che permetta di migliorare l'impianto audio della sala, ormai vecchio di decenni e in alcuni momenti assolutamente insufficiente a garantire un buon ascolto dell'oratore di turno.
Mi sembra doveroso ricordare da dove sia partito tutto questo, per una ragione molto semplice: questa, che ritengo essere senza dubbio la maggiore innovazione portata avanti a livello di struttura amministrativa, è nata da un'idea e dalla sollecitazione dell'opposizione, che ha trovato un terreno fertile in seno all'amministrazione ed in particolare ringrazio l'Assessore Crespi che si è adoperato a fondo per la realizzazione di questa iniziativa.
Personalmente sarebbe per me una grande delusione non trovarlo al suo posto in una futura edizione della Giunta dopo il fantomatico rimpasto".

sabato 13 settembre 2008

Aggiornamento tecnologico del blog

Oggi non vi propongo una riflessione, ma l'aggiornamento del blog, a cui ho cercato di dare ulteriori contenuti attingendo dalle disponibilità della rete.
Eccovi allora la possibilità di avere, oltre alle mie riflessioni, l'aggiornamento di quanto accade in Italia e nel mondo attraverso il servizio video di RAI24, praticamente la nostra CNN. Più sotto trovate le splendide immagini del satellite meteo Eutelstat, che vi permette di osservare l'evoluzione del clima sull'Europa quasi in tempo reale. Mi ha particolarmente colpito il momento di cambio dal giorno alla notte e viceversa, che è possibile osservare con incredibile realismo.
E poi su, oltre le nuvole. L'occhio di Hubble, il telescopio in orbita intorno alla Terra, che da molti anni ci manda spettacolari immagini del cosmo, e per chi ha vissuto gli anni delle missioni Apollo, tutto ciò esercita un fascino incredibile.
Torniamo infine a terra per osservare le straordinarie immagini del National Geografic, che ci permette di osservare la natura del nostro pianeta.
Non troverete le veline sul mio blog, ma spero ugualmente che l'aggiunta di questi contenuti e di altri che ancora sto selezionando, generi un prodotto finale che vi possa interessare ed appassionare sempre più.

mercoledì 20 agosto 2008

Chi determina il prezzo dei carburanti?

Questa ve la devo raccontare. Questa mattina è stato annunciato in aumento di 0,50 dollari al barile il prezzo del petrolio in Asia rispetto a ieri. Il commentatore radiofonico, citando fonti delle agenzie petrolifere, diceva che questo causerà l'arresto della discesa dei prezzi dei carburanti alla pompa, calato di qualche centesimo nelle ultime settimane.
Proprio ieri, sempre sui canali della radio, l'intervista ad un rappresentante dei petrolieri affermava che il prezzo e le partite di petrolio vengono contrattati con mesi di anticipo rispetto alla messa in vendita finale dei carburanti. Insomma, noi adesso stiamo pagando la benzina e il gasolio derivati dal petrolio acquistato a maggio/giugno, quando era vicino ai 150 dollari al barile.
Personalmente non credo a nessuna di queste due teorie.
Di fatto in Italia, ma come nel resto d'Europa, i carburanti sono una delle maggiori voci del gettito per le casse dell'erario, quindi non vi è alcuna intenzione da parte dei governi di agire da freno sui prezzi.
Dall'altra, i petrolieri hanno margini enormi all'interno di queste fluttuazioni, che usano come fisarmonica, sempre agendo a loro favore e a danno dei clienti, i quali non hanno alcuna possibilità di opporsi. Paga, pantalone!

domenica 17 agosto 2008

Famiglia Cristiana, un esempio di stampa libera

In questi giorni di Ferragosto ha tenuto banco la polemica circa la posizione fortemente critica assunta da Famiglia Cristiana nei confronti del Governo. I rilievi mossi dal settimanale sono molto precisi e circostanziati, forse per questo hanno fatto più male ai governanti politici, tanto che sono subito ricorsi alla Curia romana a chiedere di essere tutelati. E così è stato.
Prima di esprimere un parere, ho voluto leggere per intero il numero di questa settimana di Famiglia Cristiana. Devo dire che nei mesi scorsi, quando il governo era di centrosinistra, lo stesso settimanale non aveva risparmiato critiche per le posizioni assunte contro i DICO ed a stimolare provvedimenti seri e innovativi a favore della famiglia che tardavano ad arrivare.
Quali sono allora questi rilievi che vengono sollevati?
Appare forte il sospetto che quando è al potere la Destra i ricchi si rimpinguano e le famiglie impoveriscono. E quanto accaduto durante il precedente governo Berlusconi dal 2001 al 2006 lo dimostra: tutte le misure assunte, nel medio e lungo termine, sono state solo a favore dei ricchi, come ad esempio il cambio delle aliquote che hanno dato somme ingenti solo ai (pochi) redditi molto alti, mentre hanno dato solo spiccioli alle fasce più basse.
FC accusa poi Meloni e Gasparri di irresponsabilità, vista la richiesta fatta agli atleti italiani presenti alle Olimpiadi di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione: saremmo stati l'unico paese al mondo! Ma perchè non lo fanno loro che sono politici, si chiede il settimanale, e me lo chiedo anch'io: perchè le iniziative concrete non le prendono direttamente loro?
Eppure non mancano i rilievi positivi: aver ripulito Napoli, cercare di tenere la prostituzione lontano dalle strade, sono elementi positivi che sono sotto gli occhi di tutti.
Forse è proprio questo che dà fastidio al Governo, un elemento che il Centrodestra non può sopportare: in un quadro di controllo pressocchè totale della stampa nazionale, avere una voce estremamente critica e libera, che si rivolge direttamente al cuore del Paese, che parla a quel "centro moderato" che determina il peso del voto nazionale, è più che una spina nel fianco.
Allora ecco il tentativo di delegittimare la redazione, facendo percepire che questa sia nella linea della Chiesa, a cui don Sciortino, direttore della testata, ha dato a mio giudizio una risposta chiara e senza tentennamenti. Ecco il vero problema: non si riesce a piegare chi ha dalla sua la forza delle proprie idee.
Il Centrodestra plaudiva alle critiche ai DICO, ha cavalcato a lungo questo timore dell'elettorato moderato, non invocava l'intervento della Curia in quel caso.
Allora non si possono usare due pesi e due misure, questo almeno non è l'atteggiamento di un settimanale, a mio parere serio anche nelle critiche, come Famiglia Cristiana. Semmai questo dovrebbe essere l'atteggiamento di tutto il mondo della comunicazione sociale, che invece è troppo spesso prona la potere politico.

venerdì 15 agosto 2008

VIVA Cup: perchè tacere il dissenso?

Era la sera di domenica 27 luglio 2008, rientrati dalla spiaggia intorno alle 19, ci siamo messi a guardare la televisione. Purtroppo la ricezione era scarsa e quindi bisognava accontentarsi dei canali che si riusciva a vedere. In quel momento si vedeva bene RAIDUE e siamo rimasti sintonizzati.
Il servizio era su un evento sportivo particolare, un torneo di calcio in Lapponia, la VIVA world cup, ovvero una sorta di campionato del mondo fra "nazionali" non riconosciute, come la stessa Lapponia, la Provenza, il Kurdistan. E la Padania! Ma da quando la Padania è una nazione ed ha una nazionale?
Per quasi mezz'ora va avanti questa farsa, e rifletto: ci sono degli inviati, la RAI sicuramente ha mandato delle persone per fare questo servizio fondamentale per documentare un campionato mondiale vinto. Inoltre vi erano certamente altri cronisti, di sicuro ho appurato che vi era un inviato del Corriere della Sera. Ora, se i soldi per fare certi servizi ce li mette un privato come l'editore del Corriere, sono fatti suoi; se ce li mette un ente pubblico come la RAI, sono anche soldi miei e sinceramente preferirei che venissero spesi meglio. E si potrebbe andare avanti su questi ragionamenti.
Ma quale non è il mio stupore nello scoprire, qualche tempo dopo, che pure l'amico Marantelli ha avuto parole prima di incoraggiamento e poi di complimenti per "l'impresa" della nazionale di calcio Padana, che tra parentesi si è anche aggiudicata il torneo.
Ritengo l'uscita di Daniele una espressione personale che non condivido. Non ritengo la Padania una nazione, nè una regione. Nell'accezione in cui è stata presentata è solo l'espressione di una parte politica di un'area geografica, della quale non è nemmeno maggioranza.
Hanno partecipato, va bene, ma che si debba anche fare auguri e salamelecchi mi sembra troppo. Anche a costo di essere io la voce che stona, dico che queste cose sono poco più che una sagra paesana e dedicare tutto questo spazio sulla televisione nazionale è un delirio.
Già tutta la televisione è politicizzata e, oltre a Rete4, da dieci anni RAIDUE è espressione della Lega e della lottizzazione politica, quella lottizzazione a cui la Lega si è sempre dichiarata contraria, ma che ormai è diventata ormai parte del DNA anche di questo partito. Ora sì che è un partito "nazionale".

martedì 8 luglio 2008

Cosa possiamo pensare?

Qui a lato trovate i dati del sondaggio sulle attività dell'Amministrazione Comunale di Busto Arsizio. Come mi è stato suggerito anche da alcuni lettori, vi sono almeno tre chiavi di lettura di questo risultato:
PRIMO: il 75% di chi si è espresso critica pesantemente la Giunta. Credo che leggendo la cronaca locale di ieri, in riferimento al gazebo del PdL in città, vi sia la esplicita conferma della disaffezione dei cittadini nei confronti dell'Amministrazione attuale;
SECONDO: hanno votato solo in 8. Il minimo storico (per il nucleare erano ben 52 i votanti nel periodo di 7 giorni in cui tutti i sondaggi si svolgono), segno che la forte localizzazione non ha fatto votare chi eventualmente, solo in transito da questo sito, non ha trovato interesse in questo sondaggio.
TERZO: hanno votato solo in 8 (è una ripetizione voluta). Cittadini che avrebbero voluto manifestare in modo più morbido il loro dissenso (un paio di persone ce l'hanno scritto), ma non hanno trovato la formula che centrava il loro stato d'animo. Una sorta di bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, sul quale non si riesce a trovare una valutazione certa e forse si vorrebbe rimandarla "a settembre", visto che sono stati anche resuscitati gli esami di riparazione.
Sicuramente vi sono diverse letture a questo sondaggio, ma di certo una sola persona, tra le tante che sono transitate nella settimana (circa 150), ha un'idea nettamente positiva dell'azione della Giunta.

METEO