Alessandro Berteotti

La mia foto
Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
Visualizzazione post con etichetta verde pubblico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta verde pubblico. Mostra tutti i post

lunedì 8 settembre 2008

Busto al verde, ma non per i soldi

Se si guarda da Google Maps, l'alberatura di via Valle Olona è ancora lì presente; ma da terra, la situazione è ben differente. Con la solita curiosità, sono andato a guardare i ceppi rimasti dei tagli, e con la mia solita ignoranza in materia posso solo osservare che i segni evidenti di qualche danneggiamento o malattia dei tronchi sono scarsi, dato il numero di alberature eliminate.
Mi sono poi spostato su viale Borri, dove ho fatto la medesima ricognizione; ma qui mi sono accorto di una cosa, che forse era già stata notata da altri: le piante su cui si è intervenuti erano nel territorio di Busto Arsizio, che arriva fino a via Verona. Oltre questa via, il viale continua con l'alberatura gemella a quella tagliata. Un signore, vista la mia curiosità, mi faceva notare che le piante erano state piantate nella stessa epoca e che il comune di Castellanza non aveva ritenuto di dover intervenire su quella parte del viale. Forse quell'Amministrazione ha altri agronomi che vedono la cosa in maniera differente.
Ultima tappa del mio piccolo tour alla ricerca del perchè di questi interventi è stato viale Marco Polo. Qui, sul lato della Ferrovia, si sta intervenendo con lavori di posa di canalizzazioni e sistemazione del marciapiede. Di fatto sono stati eliminati tutti i ceppi degli alberi.
L'osservazione è dunque nel merito: non è che forse quegli alberi impedivano questi lavori? Quindi sono stati dichiarati malati solo per essere definitivamente tolti di mezzo? Ma se questa fosse la verità, non sarebbe stato meglio e più opportuno dire banalmente che quegli alberi davano fastidio e che era necessario abbatterli per fare questi lavori?
Questa è solo una ipotesi, ma parlando con la gente si ha questa sensazione: nessuno ci informa, nessuno ci dice la verità. Neanche il consigliere di minoranza che finge di non sapere le cose (sigh!).

mercoledì 27 agosto 2008

Prosegue la distruzione del patrimonio verde

Hanno tagliato altre 130 robinie in via Valle Olona. Prosegue a Busto Arsizio lo sterminio degli alberi lungo i viali alberati che una volta erano una delle caratteristiche della nostra città.
Quando non ci pensano gli uomini con le motoseghe, ci pensa poi il vento ad abbattere gli ultimi alberi "intoccabili", come il cedro centenario al Cinque Ponti, abbattuto dalla tempesta la sera di Ferragosto, insieme a tante decine di piccoli e grandi alberi caduti in quella notte.
La tesi dell'Amministrazione è che gli alberi sono malati ed inadatti, in queste specie, ad essere albertature da viale: peccato lo siano stati per decine di anni. In effetti, gli alberelli che ne hanno preso il posto non hanno niente a che fare con i precedenti, essendo questi molto più piccoli e con una chioma molto ridotta rispetto alle vecchie alberature.
In realtà, andando a curiosare su ciò che resta degli alberi tagliati, solo una piccola parte risulta visibilmente attaccata da parassiti o realmente malata, comunque nella norma. Inoltre, un agronomo che ci aveva già segnalato la cosa tempo fa, ci ricorda che le tipologie di alberature prescelte per la sostituzione, in alcuni casi già presenti lungo le vie, non sono adatte allo scopo.
L'Amministrazione però prosegue imperterrita nella sua operazione.
Io non sono un tecnico agronomo e di piante ne capisco tecnicamente poco, ma se qualche tecnico qualificato ci volesse spiegare come stanno le cose, credo gliene saremmo tutti molto grati.
La mia personale interpretazione è quella del cittadino scettico: hanno tagliato perchè così ci sarà meno fogliame in autunno da raccogliere, meno oscuramento stradale sotto i lampioni, meno manutenzione alle alberature, tutte cose che pesano sulle casse comunali.
Così come pesano i costi per tutte queste operazioni di taglio e rimpiazzo, ma pare essi siano più tollerabili, inutile chiedersi perchè.

lunedì 16 giugno 2008

Il taglio del bosco

Prendo in prestito il titolo da un noto romanzo di Carlo Cassola. La riflessione si origina da un colloquio avuto stamattina in treno con un conoscente che mi chiedeva se sapessi il perché del taglio (a suo parere indiscriminato) del verde alberato dei nostri viali cittadini.
Corso Italia, Via Salvator Rosa, Via Marco Polo, Via Valle Olona, Viale Borri… centinaia di alberi abbattuti e, come diversi cittadini mi hanno fatto notare, moltissimi di questi presentavano una sezione del tutto sana della pianta, e non occorre essere grandi esperti per riconoscere al taglio una pianta sana da una malata.
Infatti, quelle malate evidenziano funghi, venature erose e perfino una sorta di ragnatela dentro il fusto sezionato, al punto che basta spingere con un dito per sbriciolare la polpa dell’albero.
Ma ve ne sono alcuni che sono saldi e sodi, ci si può perfino camminare sopra, saltarci sopra, senza scalfirli minimamente.
La cosa che però mi ha lasciato sorpreso è che questo signore mi ha spiegato che esiste una procedura per il taglio delle piante che pare non sia stata seguita in maniera adeguata e per cui le spore dei tronchi malati possono a questo punto continuare ad “infettare” anche altri alberi sani.
Resta il fatto che il cittadino fa fatica a capire perché tutti questi alberi debbano essere tagliati e rimpiazzati con altri che probabilmente diverranno adulti fra parecchi anni e non saranno mai né nell’aspetto, né nella consistenza come i precedenti.
Forse faranno meno foglie dei precedenti, ma faranno sicuramente anche meno ombra. I viali alberati sono stati una delle caratteristiche di Busto Arsizio che, come per le industrie, le decine di ciminiere e la cultura del cotone andranno a far parte della memoria di una città che si trasforma, che sa cosa lascia, ma che forse non sa ancora cosa vuole.

venerdì 23 maggio 2008

L'insostenibile manutenzione del verde

Ogni anno, si sa, arriva la primavera e con le piogge e la ripresa della vitalità vegetale. Questo significa verde da mantenere, sia per quanto riguarda le piante, che l'erba e quelle formazioni vegetali che stanno alla base di molti alberi e che tecnicamente vengo chiamati "polloni".
Essi hanno il grosso difetto, in un ambito urbano, di occultare la visuale alle auto che si trovano ad uscire da una strada laterale ad una principale alberata, per cui aumenta il pericolo di incidenti anche gravi, per cui vanno rimossi con cura e per tempo, prima che creino questi disagi.
Ebbene, pare che questo eterno susseguirsi di stagioni sia poco noto ai tecnici ed agli amministratori della nostra città, dal momento che immagini come quella che vedete qui a fianco e scattata i primi giorni di maggio 2008 in via Rossini sono all’ordine del giorno (vedi a proposito articolo su Altomilaneseinrete: http://www.altomilaneseinrete.it/notizie/2008/05/04_3.htm ).
La buona volontà di alcuni cittadini porta allo sfalcio volontario di queste minacce alla sicurezza stradale, ma il problema di fondo resta l’azione del Comune, spesso inefficace o poco incisiva.
Chi controlla che i lavori vengano fatti nei tempi e nei modi previsti dai contratti?
Quali sono le sanzioni concordate in questi casi?
I cittadini che ricevono un danno da queste “disinvolte” gestioni hanno diritto ad un risarcimento ed eventualmente di che tipo?
Provate a riflettere su questi argomenti insieme a noi.

METEO