Alessandro Berteotti

La mia foto
Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
Visualizzazione post con etichetta Trasporto pubblico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Trasporto pubblico. Mostra tutti i post

martedì 11 gennaio 2011

Lo sciopero dei pendolari

Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare sulla stampa dei pendolari, in particolare per due ragioni: i ritardi che in questo periodo hanno accumulato i treni su quasi tutte le tratte e l'annunciato aumento delle tariffe di trasporto pubblico, tra cui quello ferroviario.
Anche io sono stato più volte intervistato come portavoce dei pendolari di Busto Arsizio e non ho mancato di far sentire l'opinione di molte persone che, come me, vedono molte ombre e poche luci in questo momento.
Aumentare le tariffe solo perchè il Governo non riversa più i contributi che dovrebbe alle Regioni per il trasporto pubblico non sembra giusto. I pendolari di Milano sono circa 800.000 e di questi il 60% sono lavoratori, quasi tutti dipendenti, i primi contribuenti dello Stato.
Noi versiamo le tasse fino all'ultimo centesimo di quanto dovuto, quindi abbiamo diritto di ricevere i servizi per cui lo Stato ci tassa; inoltre, in quanto preferiamo il trasporto pubblico anzichè quello privato (automobili, per capirci), dovremmo essere premiati e non ulteriormente "tartassati". Bella dimostrazione di federalismo fiscale...
Questa non è giustizia fiscale, anzi non è proprio giustizia.
Inoltre le tariffe dovrebbero essere proporzionali a tre componenti del servizio: frequenze delle corse, saturazione dei posti a sedere e puntualità. Tutte le tratte lombarde che portano a Milano sono ampiamente carenti, negli orari pendolari, di questi tre ingredienti.
Il risultato è che si viaggia in piedi, scomodi e accalcati, quasi sempre in ritardo e dopo aver atteso un treno per decine di minuti dopo il passaggio del precedente, che magari si è perso per un soffio.
Chi governa la Lombardia, ricca e operosa regione del Nord, si faccia un giro per l'Europa sui treni delle ferrovie svizzere, francesi o tedesche e si renda conto del livello di servizio di questi Paesi. Lo facciano e poi ci pensino prima di applicare aumenti a tariffe che non sono proponibili in raffronto a questi parametri.
Non ci sono giustificazioni, né ragioni che sostengano questa tesi. Immaginatevi se tutti i pendolari delle ferrovie lombarde dovessero per un giorno decidere di andare al lavoro in auto, in una specie di sciopero dei pendolari. Avete presente cosa succederebbe? La paralisi totale del traffico automobilistico in buona parte della Lombardia, questo succederebbe, con un danno economico enorme, sia in termini di perdita di giorni di lavoro che di costi per mancata produzione e distribuzione di beni e servizi.
Questo sarebbe un danno economico ben più grave di qualsiasi mancato introito per il mancato aumento delle tariffe già programmato. Se ne ricordino i nostri amministratori pubblici.

giovedì 12 agosto 2010

Come deveicolarizzare la città - quinta parte

Nessuna città potrà mai essere completamente deveicolarizzata senza una rete integrata di trasporti alternativi pubblici. Ciò che ritengo essere la chiave di volta per realizzare questo progetto è l'integrazione fra diverse possibilità di trasporto e una nuova concezione di città.
In questo quadro assume una particolare rilevanza il trasporto pubblico "tradizionale", quello fatto da linee di mezzi atti al trasporto di persone a trazione elettrica. La rete dovrà essere ampia e articolata, tenere presente la copertura di servizi offerta dagli altri mezzi di mobilità.
Ulteriore variante è data dalle diverse necessità in termini di copertura di servizio e di orari che il sistema dovrà supportare. Ad esempio, la mattina si dovrà tenere conto della quantità di studenti che si dovranno spostare per raggiungere le scuole, così come dei pendolari che dovranno raggiungere le stazioni. Alle stesse stazioni arrivano studenti che dovranno sparpagliarsi nelle diverse scuole.
Tenete presente una cosa, che può facilmente sfuggire: in una città deveicolarizzata gli orari di passaggio dei mezzi pubblici sarà precisa al secondo. non ci sarà infatti traffico a limitare o ritardare la circolazione dei mezzi pubblici, che saranno anzi i veri padroni della città e della mobilità. Uscire di casa con una bicicletta, lasciarla presso una fermata del bus e raggiungere la scuola o la stazione potrà essere facilissimo e con tempi ragionevolmente brevi.
Questo porta ad elaborare un concetto: linee specializzate per le scuole, linee circolari cadenzate per il resto della città. Queste ultime dovranno anche collegare tutti i principali punti di interesse: ospedale, municipio, cimiteri, stazioni ferroviarie, uffici pubblici, scuole, caserme e carceri. In particolare, il centro cittadino sarà completamente pedonalizzato ed il perimetro sarà servito da una circolare di mezzi filoguidati. In relazione ai principali punti nodali, vi saranno stazioni di partenza e arrivo delle linee circolari. Per le linee specializzate ad uso scolastico, vi saranno punti di raccolta specifici all'interno della città e presso le stazioni.
Tutto questo disegno, per aver successo, dovrà però essere accettato e ben compreso dalla gente. Nulla è più difficile da combattere se non l'abitudine, quel tranquillo senso di protezione che dà la consuetudine, il riconoscere tempi e modi della nostra vita come "nostri".
Qualsiasi tentativo di cambiare genera resistenza, resistenza al cambiamento. Ma ci sono cose che se non cambiamo e non cambieremo, saranno loro a cambiare noi. Solo nell'ultimo mezzo secolo sono avvenute tante cose che, se avessimo usato con maggiore intelligenza le risorse che ci venivamo messe a disposizione, avrebbero potuto generare benessere in misura maggiore e per un ben più grande numero di persone.
Ma l'arroganza e l'egoismo del potere ce l'hanno impedito. Il mondo che oggi ci accoglie non è così bello e buono come avrebbe potuto essere, ma solo come ci è stato permesso di poter avere. Quando l'avere vince sull'essere succede che non facciamo le cose migliori per noi e per gli altri, ma solo quelle che stanno alla distanza dei nostri sensi. Ciò che non vediamo, non percepiamo, non esistono, nello spazio e nel tempo.
Abbiamo molte volte detto, anche con convinzione, che il mondo non è nostro, ma che l'abbiamo avuto in prestito dai nostri figli, e che a loro lo dovremo rendere intatto: chi ha fatto qualcosa pensando seriamente a questa frase nella propria vita? Se lo ha fatto, non ha avuto successo.
Consumiamo risorse come se fossero infinite, ma sappiamo che tra 30/50 anni molte delle risorse che oggi sono alla base del nostro benessere saranno esaurite. "Ma la ricerca e la scienza avranno trovato soluzioni a questo problema". Ne siete sicuri?

mercoledì 11 agosto 2010

Come deveicolarizzare la città - quarta parte

Dunque, finora abbiamo tracciato l'immagine di una città dove non ci sono auto e mezzi pesanti a percorrere le strade, ma solo biciclette, auto elettriche e mezzi pubblici totalmente ecologici. Solo occasionalmente le auto possono entrare in città ed unicamente per andare dall'abitazione al varco più vicino o viceversa. Nessuna auto privata a motore a combustione interna può girare per la città.
Mezzi pesanti possono circolare solo se autorizzati e assistiti in modo idoneo.
C'è un'osservazione che mi aspetto, come quando parlavamo dell'uso dell'auto privata: "ma se giro solo in bicicletta, quando piove o fa freddo mi bagno e poi mi ammalo".
Certo, è possibile. D'altra parte, questo succede anche oggi a chi ha solo questo mezzo a disposizione. Ma è possibile fare qualcosa di innovativo per cercare di ridurre questo disagio. Come?
Coprendo alcune vie, in particolare quelle che non saranno raggiungibili da un altro tipo di mezzo pubblico. La copertura potrà essere trasparente e fatta in modo da favorire la circolazione dell'aria, al punto che, anche durante un forte temporale, non solo la struttura resterà al suo posto, ma potranno essere azionate a quel punto delle ventole che potranno produrre energia elettrica. In caso di pioggia, l'acqua raccolta dalla copertura andrà ad azionare un altro meccanismo che sarà in grado produrre a sua volta energia elettrica.
Il tetto della copertura potrà infine essere dotato di pannelli fotovoltaici che potranno assorbire l'energia solare e produrre energia elettrica. Tutta l'energia prodotta andrà ad alimentare i mezzi che circolano e, durante la notte o quando se ne ha bisogno, illuminare le strade con lampade a led e a basso impatto di inquainamento luminoso.
Tutti i tratti coperti da queste strutture avranno l'illuminazione inserita nelle pareti e nella parte superiore; durante le ore meno trafficate della notte, l'illuminazione ridurrà la propria intensità, che potrà ritornare normale al passaggio di persone o mezzi per un tratto di strada sufficientemente ampio per assicurare sicurezza e tranquillità. Il tutto attraverso sensori di movimento, opportunamente posizionati lungo tutto il percorso.
Nel caso di viali alberati, la copertura sarà realizzata tenendo conto degli spazi necessari alla loro vita normale e nel periodo autunnale, potrà essere più facilmente recuperato lo strato a verde delle foglie cadute.
A questo punto, potrete agevolmente percorrere le vostre strade anche in bicicletta elettrica con pedalata assistita: potrà perfino essere divertente!
E i mezzi pubblici? Parliamone...

martedì 10 agosto 2010

Come deveicolarizzare la città - terza parte

La mobilità interna alla città diventa, nell'ottica di questo progetto, affidata in modo pressocchè totale a veicoli leggeri ed ad una diversa concezione anche del piano viabile.
Faccio subito questa osservazione: il fondo stradale non avrà più la necessità di essere asfltato e consumato dal passaggio di auto e mezzi pesanti, ma di accogliere mezzi leggeri, che deformano o consumano poco il fondo stradale. Quindi, in prospettiva, diminuisce la necessità di manutenzione stradale, riducendo i costi e mantenendo più a lungo la qualità del fondo di percorrenza.
Ma quali sono questi mezzi leggeri? Esistono già diverse iniziative che possono rispondere a questo stimolo, prima di tutto le biciclette a pedalata assistita. Ricordo che queste biciclette possono garantire il movimento quasi senza alcun sforzo, essendo dotate di una batteria elettrica e di un servomotore alla ruota. Nelle grandi città esistono già servizi di biciclette a noleggio, etichettate bike sharing. Società specializzate ne curano la manutenzione, permettono la continuità e la qualità del servizio.
Ottime per muoversi in questo contesto, una volta totalmente eliminato il traffico veicolare tradizionale, diventeranno il mezzo migliore per raggiungere qualsiasi punto della città. Una rete capillare di punti di presa e riconsegna dei mezzi, permetterà di accedere in modo estremamente semplice a questo servizio.
Può invece essere necessario muoversi in modo diverso, dove la mobilità si somma alla necessità di viaggiare con un carico, che possono essere le borse della spesa piuttosto che un pacco o oggetti ingombranti e pesanti. In questo caso si potrà usufruire, in funzione del tipo di necessità, a piccole auto elettriche di diversa grandezza, che possano trasportare dal piccolo pacco all'armadio ingombrante. Queste potranno essere prenotate attraverso un semplice SMS o attraverso un sito dedicato; in funzione della zona dove si abita, possono essere prelevate direttamente o possono essere portate a domicilio. La restituzione del mezzo avverrà secondo la medesima modalità.
Pensate poi a coloro che abbiano bisogno di una mobilità particolare, come quella di una carrozzella elettrica: potranno tranquillamente girare in tutta sicurezza per la città. Finalmente una città accogliente anche per loro!
So che qualcuno tra voi ha un paio di osservazioni e domande da fare: tenterò di rispondere al prossimo post. con qualche altra sorpresa...

domenica 8 agosto 2010

Come deveicolarizzare la città - seconda parte

Nella prima parte ho cercato di spiegare come il traffico veicolare privato possa essere gestito all'interno di una città deveicolarizzata, ovvero il primo motivo per cui tutti ci troveremmo a protestare se ci venisse sottoposta una simile possibilità.
Ma c'è un altro aspetto assai impegnativo nella costruzione di una città deveicolarizzata: quello del libero movimento delle merci al suo interno. Pensate infatti a tutti i negozi, i bar, i ristoranti, i servizi che quotidianamente devono essere in grado di essere raggiunti da merci e prodotti da vendere o distribuire. Davvero un volume molto elevato per qualsiasi città.
Come può fare allora a mantenere questi servizi in una città così organizzata? Un sistema c'è.
Si tratta una volta di più di sfruttare il concetto di intermodalità. In città abbiamo già due centri intermodali, uno a Sant'Anna e uno a Sacconago. Lì il concetto è quello di scambiare il tipo di trasporto in un punto sufficientemente ampio, dove possano arrivare contemporaneamente camion e treni per raggiungere le varie destinazioni.
Ora provate a pensare che tutti i punti di destinazione delle merci che devono raggiungere la città, sia su gomma che su ferro, possano essere concentrati in uno di questi due punti e da lì tutte le merci opportunamente indirizzate possano raggiungere la destinazione finale. Questo punto dovrà essere per forza di cose presso un terminale ferroviario, presso cui far convergere i mezzi pesanti su gomma per lo scambio intermodale.
Una rete di camion elettrici opportunamente indirizzati attraverso una teleguida satellitare in grado di effettuare queste consegne in modo assolutamente certo e puntuale sarà in grado di assicurare un servizio completo e preciso. Chi ha ordinato la merce potrà essere avvisato entro pochi minuti dal ricevimento presso il punto di smistamento e preavvertito di quando gli sarà recapitata la merce presso il punto di ricezione finale. In caso di assenza il destinatario potrà chiedere di spostare la consegna o indicare un nuovo punto di ricezione per quel carico. Tutto attraverso un SMS o messaggio sulla posta elettronica del vostro computer.
Un altro tema interessante può essere quello delle macchine da costruzione, camion movimento terra, scavatrici o simili. Ovviamente dentro le aree di cantiere, a meno che nei prossimi mesi la tecnologia non metta a disposizione nuovi mezzi capaci di effettuare questi lavori senza ricorrere a motori a combustione interna, si dovrà operare con tali strumenti. Anche qui però qualcosa si potrà fare, ottimizzando la raccolta della terra di scavo o dei detriti da demolizione ed organizzando il loro smaltimento attraverso contenitori diversi dai cassoni dei mezzi pesanti, magari in contenitori in grado di compattare i residui e di conferirli in modo più pulito, senza inquinare o sporcare le strade.
Solo in caso di estrema necessità e per carichi eccezionali, non destinabili diversamente, si farà ricorso all'accompagnamento di sicurezza, che permetterà ai mezzi di giungere fino all'interno della città, opportunamente scortati.
Una ulteriore deroga potrebbe essere messa in atto, senza particolari accorgimenti, per coloro che hanno necessità di accedere come venditori alle aree di mercato centrale o rionale. Il permesso sarà equivalente a quello dei residenti, solo che avrà valenze temporali limitate ai giorni e alle ore di mercato.

martedì 1 dicembre 2009

Libero ragionamento sul servizio regionale di trasporto ferroviario

Ho iniziato a viaggiare in treno dal 1977, anno della mia maturità e conseguente iscrizione all'università. Da allora, per periodi più o meno continuativi, ho continuato a viaggiare tra Busto e Milano utilizzando soprattutto i mezzi pubblici (la STIE in alternativa al treno nei lunghi anni dell'interramento delle Nord tra Busto e Castellanza).
In questi trent'anni mi sono convinto che se avessi viaggiato in auto per questo lungo periodo avrei avuto maggiori costi e maggiori rischi, dovuti all'altissima possibilità di subire incidenti lungo l'autostrada o sulle strade di Milano.
E se dal lato del servizio pubblico dobbiamo lamentare la scarsa qualità delle linee, i ritardi, la frequentazione su alcune linee al di là dell'umana sopportazione (proprio stamattina sul bus di città a Milano c'era un folto gruppo di persone che si lamentavano del fatto che il treno fosse talmente pieno di gente che nemmeno il capotreno riusciva, tra una stazione e l'altra, a scendere per effettuare il normale servizio a terra per dare il via al convoglio), resta questo il mezzo che garantisce la miglior mobilità possibile nel bilancio costi/benefici.
Detto ciò, nascono i dubbi pensando alla nuova Azienda ferroviaria regionale nata dalla fusione delle Ferrovie Regionali con Le Nord (durata sperimentale di 11 mesi, poi si vedrà) che dovrebbe riuscire a dare un impulso al miglioramento complessivo di questo servizio. Questa è, a mio parere, una pura speranza.
Finchè il Governo sarà concentrato nella realizzazione del progetto dell'Alta Velocità come punto focale della propria politica dei trasporti pubblici ferroviari, si terrà in minor conto il discorso della mobilità regionale e l'area di Milano è il principale nodo esistente in Italia su questo versante.
Oltre 600.000 pendolarei arrivano in città ogni giorno: il 45% della popolazione residente.
Il sindaco Moratti è anche sindaco di queste persone che lavorano, producono e vivono per buona parte della loro vita attiva in questa città, mentre magari nella propria ci passano solo poche ore per dormire? Non dovrebbe e non potrebbe la Moratti far sentire con maggior peso e maggior enfasi la propria voce (per quanto non bellissima), per farsi capire dai propri colleghi di partito e di governo? Non ricorda di essere stata anche ministro del precedente turno legislativo guidato da Berlusconi? Non ritiene Milano la capitale economica d'Italia? Se sì, cosa fa per dare dignità a chi viene trattato alla moda di un pacco postale, senza alcuna cura della qualità del viaggio offerto?
Certe volte mi viene voglia di pagare il viaggio con banconote stropicciate e polverose, così come il servizio che viene offerto ai pendolari. Talvolta sento parlare di "prodotto ferroviario": se fossimo davvero davanti ad un prodotto, ci dovrebbe essere almeno concorrenza e possibilità di scegliere l'offerta, ma qui dopo decenni siamo ancora al monopolio, per cui si fa quel che si vuole ed i pendolari devono solo subire.
E cosa fanno i sindaci delle decine e decine di città che si trovano lungo le linee ferroviarie della Lombardia? Manifestano il loro sdegno per come vengono trattati i loro concittadini? Per lo più si disinteressano completamente del problema, fino a quando i binari dei treni non arrivano a minacciare le case dei concittadini, vedi ad esempio la questione del terzo/quarto binario sulla Rho/Gallarate.
Non lo affronto ora, ma mi riprongo un più serio ed articolato ragionamento sul rapporto tra costo del servizio, qualità del servizio e tipo del servizio pubblico offerto ai cittadini nell'ambito della mobilità, perchè trovo scandaloso che in questi trent'anni i tempi di percorrenza e la qualità del servizio sia rimasta quasi invariata mentre il mondo intorno a noi è cambiato quasi del tutto.
Sulle rotaie corre la muffa.

sabato 2 maggio 2009

Una proposta per l'uso intelligente dell'auto

Il quotidiano "Il Giorno", nell'edizione del primo maggio a pagina 11, riportava il titolo "Serve il car-pooling per ridurre i veicoli", ed il riferimento era alle auto che ogni giorno frequentano la A8 da Varese a Milano. Ho già avuto modo di ricordare la mia proposta "LIBERALASTRADA", che va in questo senso, e che per me costituisce una base di lavoro molto valida per questo tipo di problema.
Riprendo brevemente i contenuti. Attraverso una campagna di sensibilizzazione, reclutare gli interessati alla proposta fornendo loro una alternativa alla percorrenza quotidiana in solitario dell'autostrada. Gli enti che partecipano (comuni, province, regione) dovrebbero formare un ente apposito, dotato di forma giuridica, in grado di provvedere alla raccolta delle iscrizioni e alla formazione delle persone che chiedono di entrare a far parte dell'iniziativa.
Gli utenti verrebbero formati all'uso corretto degli strumenti da applicare all'iniziativa e quindi formati al rispetto di alcune regole di base (comportamentali e funzionali), fornito loro un tesserino di riconoscimento e create le infrastrutture (parcheggi, coordinamento dei mezzi pubblici sul territorio) che permettano l'uso di questo sistema.
I benefici si misurerebbero in minor utilizzo dei mezzi privati (se ne riduce il numero sulle autostrade), minor numero di incidenti, meno morti e feriti sulle strade, maggior prudenza (ai guidatori verrebbe data la possibilità di seguire corsi di guida sicura).
Io mi auguro solo che tra tutte queste proposte ne esca finalmente una che sia in grado di aiutare a risolvere il problema del traffico autostradale e del miglior utilizzo possibile di questa risorsa, affinchè non sia solo un sogno quello di trovarci un giorno a disporre intelligentemente delle risorse che abbiamo a disposizione.

martedì 27 gennaio 2009

La funzione di Amministratore Delegato non è una sciocchezza

La cronaca locale da qualche tempo langue di notizie vere. Abbiamo la solita cronaca politica, ma sono pochi i fatti che intersecano la vita dei cittadini: il nuovo stadio di calcio, la commissione sulla crisi economica, l'area delle Nord, i bisticci in maggioranza... sembra quasi che si voglia nascondere ad arte qualcosa.
Allora, giusto per solleticare qualche curiosità, riprendo i soliti vecchi temi che hanno la caratteristica di essere sempre di attualità, anche perchè le risposte sono poche e di poche parole.
Partiamo da AGESP. Ha chiuso la Trasporti, vendendo tutto a STIE, quasi nel completo silenzio e senza troppi imbarazzi. Peccato che il servizio sia rimasto quello di prima, anzi forse peggio.
Proprio ieri mi hanno segnalato i ragazzi che prendono i mezzi, che il bus della mattina per l'ITIS che passa da Beata Giuliana era quasi impraticabile, pieno d'acqua nei sedili in fondo come se vi fosse piovuto dentro.
Poi vi è la questione dei biglietti: gli abbonamenti di 10 corse hanno qualche problema di reperibilità, pare che si debba cambiare i biglietti per cambiare l'intestazione da AGESP Trasporti a STIE. Correttamente, ma se poi non si trovano i biglietti i controllori fanno le contravvenzioni e magari ci scappa la lite.
Arriviamo alla questione di AGESP Servizi. E' stata nominata Amministratore Delegato la signora Paola Reguzzoni, sorella dell'Onorevole Marco Reguzzoni della Lega. Che è genero di Francesco Speroni, Europarlamentare leghista. C'è chi vede in questo una specie di rettorato di famiglia nei poteri della città, e forse si dovrebbe fare qualche ragionamento serio su questo, che sollecito nel solco della questione morale più volte sollevata.
Nel merito, un Amministratore Delegato è nominato nel contesto del Consiglio di Amministrazione, è il legale rappresentante della società, deve avere conoscenza giuridico amministrativa della materia in cui la società opera ed una certa esperienza nel settore non sarebbe sgradita. Se si tratta di una società pubblica o partecipata, come nel caso di una "In house providing", dovrebbe essere pubblico anche il suo curriculum vitae e lo stipendio, non fosse altro che per ragioni di trasparenza.
Paola Reguzzoni è stata nominata fuori dal contesto del Consiglio, il suo nome era noto 10 giorni prima della sua prima convocazione, non è stato reso pubblico il suo curriculum e quindi non siamo in grado di valutare la sua competenza specifica e, in ultima analisi, il suo compenso economico, che comunque non pare indifferente.
Un AD non dovrebbe essere una carica politica, ma gestionale. Personalmente riconosco a Paola una discreta capacità politica, ma non sono per nulla convinto che se AGESP Servizi deve essere il cuore di un sistema gestionale complesso e articolato, la sola competenza politica possa bastare. Qui si sta mettendo in gioco una grossa fetta del patrimonio cittadino, oltre che il prestigio di una delle più grandi aziende del territorio ed uno dei patrimoni societari più ingenti.
Il rischio che si sta correndo è altissimo.

martedì 16 dicembre 2008

Il Malpensa Express si è fermato a Busto

Da ieri è disponibile il servizio ferroviario completo del Malpensa Express su Busto Arsizio. A giudicare dalle parole degli abituali frequentatori, abbiamo finalmente raggiunto un obiettivo importante non solo per i pendolari, ma per tutta la città.
Una lotta durata anni, che finalmente porta frutti. Permettetemi una volta tanto di essere orgoglioso di questa conquista e di aumentare la mia autostima, per un risultato molto concreto. Penso di essermi sempre battuto su ogni fronte per questo e viste le decine di mail di ringraziamento che ho ricevuto, mi sento di affermare che questo tempo davvero non è stato speso inutilmente.
Abbiamo raccolto firme in stazione, sul treno, in città. La petizione per il completo servizio è stata firmata da persone di spicco della nostra città, e con una trasversalità anche politica che ha segnato, forse per la prima volta in modo così evidente, un passaggio di notevole portata per il messaggio forte che aveva in se: su obiettivi precisi e misurabili, la città intera può mobilitarsi.
Questo fatto ci deve far pensare per il proseguio delle attività di questa amministrazione e per il bene comune della città di Busto Arsizio. Molte cose non funzionano come dovrebbero, ma a questo punto la cosa peggiore sarebbe continuare in uno sforzo estetico più che pratico: di far apparire bello ciò che bello non è, sano ciò che sano non è.
La vecchia politica non funziona più. Certe volte mi sembra che sia messa peggio di chi sta in sala rianimazione, senza speranza di ripresa, ma ostinatamente aggrappata alla propria sopravvivenza più che alla soluzione dei problemi della città e del suo territorio.
Certo, io da solo non avrei mai potuto da solo risolvere il problema, senza l'aiuto esplicito o implicito di tutti coloro che potevano e dovevano muoversi per raggiungere questo obiettivo, ma senza un pungolo costante, insistente e talvolta (lo so e me ne scuso) ossessivo, non saremmo riusciti nell'impresa.
Come pendolare ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutati a raggiungere questo scopo, come politico dico che è una vittoria della città; ma dico anche alla città che presto si dovrà misurare, sullo stesso argomento, con altre opere, prime fra tutti l'area di sosta per le auto ed il trasporto urbano per i pendolari. Senza soluzione a questi due punti, avere il servizio completo del Malpensa Express potrebbe essere solo una vittoria parziale.

venerdì 5 dicembre 2008

Finalmente la seconda fermata del Malpensa Express a Busto Arsizio

Finalmente abbiamo la seconda fermata del Malpensa Express a Busto Arsizio. Questo è un grande successo dovuto solo alla forza e alla cocciutaggine dei pendolari e dei cittadini che hanno voluto a tutti i livelli, sociale, istituzionale e commerciale (come clienti delle Nord) questa soluzione.
Il riconoscimento che ottiene oggi Busto Arsizio lo deve soprattutto a questo fatto, da solo il Sindaco e tutta la Giunta non avrebbero avuto la stessa importanza.
Ora però vorrei che anche la stazione di Ferno e Lonate venisse aperta: è vero, c'è una promessa perchè questo avvenga all'apertura del tunnel di Castellanza e con la partenza della nuova linea Malpensa-Milano (quella ordinaria, non Express), ma sappiamo anche che ci vorrà tutto il 2009 perchè questo accada.
Ho sentito parlare di campanilismo: sinceramente non capisco in questo caso cosa voglia dire. Che dovrebbe passare una linea ferroviaria in ogni paese, in ogni frazione del circondario? Non diciamo fesserie.
Ho anche letto di chi non può fare a meno di usare la macchina. Non discuto che per alcuni questo possa essere una necessità, ma non per chi si reca a Milano come sede stabile di lavoro. Non esiste un solo posto di Milano che non sia raggiungibile con i mezzi. Il raffronto può essere fatto solo tra entità comparabili: se qualcuno mi dicesse che deve usare la macchina per andare a Melzo o a Vigevano, avrei poco da eccepire. Ma chi va a Milano può con grande tranquillità prendere il suo benedetto trenino e farsela con i mezzi pubblici, avendo un grosso vantaggio economico. Faccia una prova prima di parlare.
Sono convinto che la stragrande maggioranza dei pendolari è contenta di questa soluzione, che ne possa utilizzare direttamente o indirettamente: chi utilizza gli altri treni, li troverà almeno un po' più liberi rispetto a oggi, dove già da Busto si viaggia in piedi.
Purtroppo lamentarsi è lo sport nazionale più popolare.

venerdì 14 novembre 2008

Dimissione in massa del CdA di AGESP Trasporti

La notizia è di ieri e dice che l'intero Consiglio di Amministrazione di AGESP Trasporti si è dimesso. La lettura che ne da la stampa è per "contrasti in seno alla maggioranza politica".
La vicenda di AGESP Trasporti vive così un altro capitolo bollente oltre a tutto quanto finora si è detto e scritto in proposito, fino a quello che sembrava essere l'epilogo di questa vicenda, con la votazione avvenuta il mese scorso della mozione di indirizzo che fa cedere l'intero pacchetto di proprietà dell'Amministrazione comunale al socio di minoranza, Zoncada, patron di STIE Trasporti.
Compito di questo CdA era dunque quello di chiudere la partita e vendere il pacchetto azionario, visto quanto disposto dal voto favorevole (della sola maggioranza consiliare di PdL, UdC e Lega) del consiglio comunale; eppure se si è arrivati a questo epilogo, significa che esiste una netta frattura fra la parte politica e quella amministrativa della partitocrazia di governo.
Anzi, viste le cose, parlare di governo sembra essere più un auspicio che una realtà.
Da sempre Bandello, ex (ormai) Presidente di AGESP Trasporti (ma non si ricorda l'esatto numero di volte in cui aveva già annunciato le dimissioni), ha manifestato una linea di condotta differente, se non divergente, da quanto imposto dalla parte politica. Mi farebbe piacere conoscere direttamente la sua posizione in merito a questa vicenda, cosa che forse apparirà presto sui giornali...
Nel frattempo, la sceneggiata continua. Ennesima testimonianza di uno sbando completo dell'Amministrazione cittadina, priva di un'unica visione dell'azione di governo e, soprattutto, troppo condizionata dai fattori esterni alla città.
Manca la schiena dritta per affrontare queste situazioni, specialmente da parte di chi di amministrazione (pubblica o privata) e di gestione aziendale non sa davvero nulla e pensa solo a mettere il proprio fondoschiena su poltrone remunerative.
Troppo poco per poter essere efficaci in questo contesto.

domenica 9 novembre 2008

La situazione dei treni pendolari

Ricevo e pubblico questa nota che mi manda Giorgio Dahò, coordinatore dei comitati pendolari lombardi:

Come è stato ormai ampiamente riportato dalla stampa, nella riunione tenutasi venerdì 7 novembre u.s. presso il Palazzo della Regione, l’assessore Cattaneo ha definito non accettabile la bozza degli orari proposta da Trenitalia.

La decisione della Regione che, affermando la priorità del trasporto regionale sulla lunga percorrenza, ha detto chiaramente no a questo piano, è a mio avviso ampiamente condivisibile.

I nuovi orari ferroviari, previsti per la nostra linea, avrebbero introdotto negli orari degli spostamenti dei pendolari delle modifiche impraticabili o inaccettabili, lontano dalle esigenze di chi si muove per lavoro e studio. In alcuni casi le poche novità interessanti erano state addirittura snaturate nel passaggio tra la prima e la seconda bozza.

In questo momento non è possibile ipotizzare quale sarà lo scenario con cui saremo chiamati a confrontarci: Trenitalia potrebbe attuare ugualmente il progetto, oppure la Regione potrebbe far valere, anche in sede giudiziaria, le proprie ragioni. Considerata l'opportunità per le parti che non si attui un braccio di ferro, è probabile che si arrivi invece ad un compromesso, attuato questa volta senza la pur minima trasparenza che ha consentito ai comitati di avanzare in molti casi delle proposte costruttive.

Ritengo necessario insistere, con tutti gli strumenti di cui disponiamo, perchè ora si attui una trattativa seria e trasparente che, a partire da una revisione del vecchio orario, sfrutti adeguatamente i potenziamenti infrastrutturali con l'obiettivo prioritario di migliorare i tempi di percorrenza, soprattutto per coloro che li hanno più lunghi e senza alterare gli equilibri faticosamente raggiunti tra domanda ed offerta, e recuperando i pochi elementi positivi che i nuovi orari introdurrebbero. Ciò faciliterebbe anche il conciliare le esigenze contrastanti tra servizio regionale e lunga percorrenza.

Per fare ciò mi sembra opportuno incentivare la Regione a seguire coerentemente la strada intrapresa mediante l'adozione di adeguati provvedimenti in modo che si vedano i primi segni concreti già col prossimo cambio d'orario di dicembre.

Cordiali saluti

Giorgio Dahò

Come potete vedere, si tratta di una situazione di contrapposizione tra Trenitalia e Regione, dove confliggono gli interessi dei pendolari a discapito dei treni a lunga percorrenza, Intercity e Alta Velocità. Verrebbe quasi da chiedersi se non sia il caso di separare le due gestioni da Trenitalia, che dimostra in questo contesto un grosso conflitto di interessi...



lunedì 3 novembre 2008

Ricordate Liberalastrada?

Ancora una volta hanno scippato le nostre idee, trasformandole in "originali" qualche tempo dopo che sono state messe nel dimenticatoio proprio da coloro che invece poi le fanno proprie.
E' accaduto così che la mia proposta chiamata "Liberalastrada", un progetto che avrebbe permesso di ridurre enormemente il traffico pendolare sulle autostrade, sia stata in qualche modo riesumata. Un punto specifico prevedeva agevolazoni sui parcheggi e sul transito ai caselli autostradali, con tessere gratuite per i conducenti che avrebbero accolto altri pendolari sulle proprie auto. Piazzali di sosta e di interscambio avrebbero poi permesso di arrivare in prossimità dell'autostrada con mezzi propri; inoltre, nelle città dotate di linee pubbliche, vi sarebbe stata la possibilità di avere fermate per i pendolari che avrebbero voluto accedere a questo servizio.
La proposta arrivò sui giornali, in Regione e fui contattato perfino da alcuni studenti per una tesi di laurea. Grandi consensi, ma dopo poche settimane, tutto finì. Ma non tutto è stato dimenticato: infatti, e qui ringrazio VareseNews che fa da memoria storica, in un articolo del 21 gennaio 2003 >>>leggi<<< ancora disponibile in rete, si segnalava l'iniziativa.
Chi mancò di commentare quella proposta fu l'allora Presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni, ora onorevole, che elargisce questa proposta ai media. Ai quali, tra l'altro, non ho mancato di far pervenire questo stesso commento che anche voi potete leggere.
Sperando di avere un minimo di visibilità, cosa non facile laddove si vada a svelare qualche verità poco gradita. Peccato.

venerdì 17 ottobre 2008

Addio vecchia Trasporti, ma qualcuno ti ha tradito

Permettetemi di tornare su di un tema del consiglio comunale di ieri sera. Perchè a me, sarò anche un romantico, di rinunciare al servizio di AGESP Trasporti proprio non va giù.
Parlo da cittadino prima che da amministratore, ed in entrambe le vesti mi sento di dire che l'indirizzo adottato ieri sera sia profondamente sbagliato. Perchè? E' presto detto.
Tutto si origina dal 2001, quando il Presidente di AGESP, l'attuale onorevole leghista Marco Reguzzoni, decide di assumere un socio privato esperto del settore trasporti, STIE, come partner di AGESP Trasporti. L'accordo è stipulato sulla base di un contratto fitto di clausole e benefici per il socio più che per la nostra Trasporti, e così si va avanti per circa cinque anni con questo scenario. Nel 2006 cominciano le grane: il servizio diventa profondamente inefficiente, i mezzi sempre più vecchi e poco adatti alla percorrenza sulle nostre strade, frequenti rotture ed incidenti minano l'affidabilità di un servizio allo stremo. I conti diventano improvvisamente in profondo rosso.
Cominciano anche i conflitti sindacali, si rischia di non pagare gli stipendi ai dipendenti; a farne le spese sono gli utenti, i quali vedono aumentare il costo del biglietto del 35% e le famiglie vedono aumentare di botto del 50% il costo dell'abbonamento studenti. Questo accadeva lo scorso anno, insieme al fatto che agli studenti esterni alla città veniva richiesta la tariffazione annuale intera, quasi 500 euro.
Fino a questi ultimi giorni, dove con gli ultimi abbonamenti i genitori si sono sentiti raccontare storie di ogni genere, dal fatto che i ragazzi possono prendere il mezzo pubblico solo se la salita sul bus avviene 30 minuti prima dell'entrata. Ora: se il bus fa il giro turistico della città, non è certo colpa degli studenti, i quali resterebbero anche volentieri altri 10 minuti nel loro letto la mattina.
Oppure l'informazione, sempre fornita da AGESP, che ai ragazzi muniti del biglietto di corsa semplice non è permesso accedere ai bus scolastici: incredibile!
Fermate saltate, corse soppresse, autisti che non conoscono il tracciato e lasciano per strada i ragazzi: questa la cronaca recente.
Se questa è la situazione, viene spontaneo chiedersi perchè un imprenditore, la cui missione è fare soldi, si debba mettere sul gobbo una simile carriolata di nefandezze ed essere felice di spendere anche dei soldi per portarsi a casa il 60% di un'azienda fallimentare. Perchè?
Perchè il nostro municipio non vede l'ora di disfarsi di questo bene prezioso per la collettività, senza neanche provare a fare un tentativo (o almeno lo poteva fare nei mesi passati) per vedere se la qualità del servizio poteva essere migliorata e come. Di suggerimenti gliene sono arrivati molti, sicuramente sono arrivati da noi, inteso come PD nel suo insieme.
Ci sono troppe cose che non sono chiare. La forte perdita è stata determinata da una cattiva gestione, questo senza ombra di dubbio, ma nessuno ha ritenuto che gli amministratori siano stati incapaci di governare la situazione. E nemmeno si è valutata (visto che chiediamo tanti pareri su cose da nulla, forse lo si poteva fare anche su questo) una configurazione diversa del servizio, ma si è dato per scontato che il servizio non fosse recuperabile, anche per l'interesse di accedere frettolosamente alla gestione "in house" del patrimonio di AGESP .
Mi piacerebbe conoscere il vostro parere anche su questo punto, ma non posso fare un sondaggio per ogni foglia che cade, ed in questo periodo ne cadono parecchie. Per cui invito chi volesse esprimersi in merito a lasciare un commento o mandarmi un messaggio. Sarà sempre molto gradito, qualsiasi sia il vostro punto di vista.

lunedì 6 ottobre 2008

Si annunciano forti rincari dei costi dei servizi di trasporto pubblico

In questi giorni si sta discutendo in Regione Lombardia il Patto sul Trasporto Pubblico Locale (TPL), una sorta di carta dei servizi che toccherà sia la qualità del servizio offerto, che le tariffe conseguenti. Il tutto in un clima di quasi perfetto silenzio dell'informazione pubblica, anche se nell'aria c'è un sentore di bufera.
Mercoledì prossimo, 8 ottobre 2008, al primo piano del palazzo della Regione (ex grattacielo Pirelli, inizio alle ore 11) inizierà una fase cruciale di confronto tra l'Amminsitrazione Regionale ed i rappresentanti dei pendolari, nel corso della quale verranno affrontanti gli articoli (si inizierà dal'articolo 10) che toccano più da vicino i pendolari, quali tariffe e servizi.
Lo scontro si preannuncia molto duro, anzi durissimo. Basti sapere che in una seduta tenutasi nei giorni scorsi, a fronte di una osservazione da parte dei rappresentanti dei pendolari e delle Provincie sugli adeguamenti dei corrispettivi (per intenderci, la parte di soldi che viene data dallo Stato attraverso la Regione per pagare i servizi), adeguamenti che non andrebbero oltre il 2011, la risposta data è (testualmente): "i corrispettivi sono vincolati per legge e non possiamo modificare gli indici fissati dal patto di stabilità; delle tariffe possiamo fare quello che vogliamo".
Infatti all'articolo 18 sta scritto: "le parti concordano... un incremento straordinario delle tariffe pari al 10% per il 2009".
Senza contare che sono peraltro previsti meccanismi, non chiaramente definiti, di adeguamenti tariffari automatici non legati all'inflazione e quindi potenzialmente anche molto superiori.
In un momento dove la crisi economica e finanziaria si sta manifestando in tutta la sua intensità, dove il ristagno dell'economia pone seri problemi in ordine all'occupazione, dove i pensionati vedono erodere il loro potere di acquisto di giorno in giorno, dove i costi per l'energia e le tariffe dei servizi pubblici aumentano con un ritmo impressionante, tanto che ogni tre mesi si annunciano nuovi rincari, questo tipo di atteggiamento della Regione proprio non si giustifica.
Sembra quasi che tutti stiano giocando al "tanto peggio, tanto meglio", laddove a rimetterci sono proprio i ceti medi e medio-bassi, ovvero quelli che hanno un reddito fisso.
Anche perchè sono gli unici sicuri da sempre di pagare le proprie tasse fino all'ultimo centesimo...

mercoledì 10 settembre 2008

Prossimo Consiglio e Solita AGESP...

Inizio segnalando la convocazione del Consiglio Comunale di Busto Arsizio per martedì prossimo 16 settembre alle ore 21.00 presso la Sala consiliare del Comune, in via Fratelli d'Italia.
Detto questo, il tema di oggi è: "Riprendono le scuole e riprendono i problemi per chi viaggia con i mezzi pubblici di AGESP". Alcune scuole superiori della città non sono raggiunte in modo utile dai mezzi che abitualmente dovrebbero portare gli studenti ai loro istituti, in quanto in atto un orario provvisorio di inizio lezioni. Anche se hanno pagato l'abbonamento.
Altri genitori mi segnalano proprio che al momento della richiesta dell'abbonamento abbiano ricevuto richiesta, tra i documenti da allegare, anche dell'orario ufficiale della scuola di appartenenza, avendo diritto a viaggiare solo mezz'ora prima e dopo gli orari di inizio e fine lezioni. E i rientri pomeridiani? E le altre occasioni per cui sarebbe necessario poter prendere il bus, come ad esempio attività sportive scolastiche extra-orario? Laboratori e ricerche?
A tale proposito ho presentato interrogazione, proprio per sapere se ciò risponda a verità, ma se qualcuno tra voi ha notizie certe in merito, lo prego di aggiornarmi.
Purtroppo il problema AGESP è una ferita aperta da troppo tempo. Da quasi un anno giace induscussa una nostra (come PD) richiesta di convocazione di consiglio comunale straordinario per parlare di questo argomento con i vari Presidenti delle società che compongono la galassia AGESP.
Tra queste, quella che da sempre dà le maggiori preoccupazioni è AGESP Trasporti, vista la partita aperta col partner di servizio commerciale (STIE) e la necessità di chiarire i rapporti per la prossima Global Service, la quale può essere aperta solo in presenza di "in house providing" (in altre parole il completo possesso delle quote azionarie da parte del Comune di Busto Arsizio).
Nel frattempo, studenti e cittadini possono continuare ad usufruire del solito servizio: l'aggettivo qualificativo decidetelo voi...

martedì 26 agosto 2008

La precisione svizzera alle FNM è solo negli aumenti

Con una tempestività degna di Superman, le Ferrovie Nord Milano, ora semplicemente LeNord, adeguano le proprie tariffe dal 1. di settembre. Uso il presente e non il futuro perchè tale aumento è già operativo da ieri, diversamente da quanto accadeva in passato dove, fino al giorno precedente la decorrenza dell'aumento, venivano emessi i biglietti ancora con la vecchia tarifazzione. Per la cronaca, l'aumento di una abbonamento mensile di seconda classe sulla tratta Milano-Busto Arsizio è pari ad €1,50.
Bell'esempio di efficienza simil-elvetica delle Ferrovie Nord per quanto concerne l'applicazione delle nuove tariffe, ma che resta invece deficitaria per tutto il resto. Facciamo qualche esempio.
Le emettitrici automatiche non hanno annullato le code, ma hanno elevato il livello di esasperazione delle persone, poco informate e per nulla pratiche delle nuove procedure. Stupendo il fatto di dover abilitare elettronicamente il biglietto appena acquistato: per che cosa?
La comunicazione non rappresenta certo l'eccellenza per LeNord: viene distribuito un opuscoletto mensile ("Andata e Ritorno"), nel quale si leggono talvolta storie fantastiche, ma con pochi agganci alla realtà quotidiana. Si sarebbe potuto usare questo strumento per preparare gli ignari utenti a questa novità.
Ma la cosa fantastica è comprendere perchè si sia arrivati a questa innovazione, se nessuna delle sue corrispondenti, in realtà, è operativa. LeNord avevano intimato di convertire tutte le precedenti tessere elettroniche al nuovo formato di Itinero entro il mese di agosto 2007, sono state poste le barriere di ingresso a Cadorna (lo dico a beneficio di chi non transita da quella stazione), ma a distanza di un anno ancora i varchi non funzionano (per fortuna!!! Altrimenti al mattino ci vorrebbe mezz'ora solo per uscire dalla stazione). La tessera Itinero non può, almeno per la nostra tratta, essere utilizzata come pass per accedere ai mezzi ATM anche se si effettua un abbonamento integrato. Allora a che serve? Tenete presente che le vecchie tessere sono state per la stragrande maggiornaza rinnovate in anticipo rispetto alla naturale scadenza e le nuove emesse scadono alla fine del 2008: esse sono costate 4 euro l'una, inutilmente. A chi serve?
Il servizio non è per nulla migliorato, i treni sono sempre gli stessi. E verrebbe da dire di nuovo "per fortuna", perchè i nuovi treni sono orribili, scomodissimi ed ancora meno capienti dei precedenti TAFF. Ma è possibile che non se ne azzecchi una?
Se fossero così precisi come nell'applicazione degli aumenti, dovremmo avere un servizio straordinariamente preciso e puntuale, mentre non è così. Basti vedere cosa accade alle stazioni, che crollano ancora prima di essere terminate... speriamo bene! Nel prossimo futuro dovremo buttarci sottoterra per due volte al giorno per attraversare Castellanza ed io odio la metropolitana ed i tunnel inutili, tanto che avevo proposto di sopraelevare la linea anzichè interrarla, con minori costi e minori tempi per la realizzazione dell'opera. Ma tant'è... chi se lo fila un Berteotti qualsiasi?
Padroni a casa nostra, Lumbard paga e tas... mi verrebbe voglia di snocciolare qualche antico slogan padano, ma temo che sarei frainteso, che qualcuno intendesse che voglia aderire alla causa leghista quando il mio intento sarebbe invece solamente ironico.
Nuove tariffe in vigore dal 1.settembre sulla tratta Milano-Busto Arsizio:
Biglietto ordinario di sola andata..: 1.classe €4,55 ...... 2.classe €3,05
Abbonamento settimanale.............: 1.classe €22,90 .... 2.classe €15,20
Abbonamento mensile....................: 1.classe €80,00 ... 2.classe €53,50
Cambio classe per Malpensa Express: €1,50

martedì 15 luglio 2008

La schizofrenia del trasporto pubblico regionale

La schizofrenia è una malattia psichiatrica che si evidenzia per la persistenza dell'alterazione del pensiero, del comportamento e dell'emozione; il termine, derivante dal greco, significa "scissione del cervello". Possiamo quindi adottare questo termine per definire la situazione che si sta creando nel trasporto pubblico, mettendo a confronto il piano locale e regionale con le azioni del governo centrale.
Ieri, inaugurando un tratto del Passante ferroviario tra Porta Vittoria e Rogoredo, il Governatore della Regione Formigoni ha affermato che per quanto riguarda la rete ferroviaria milanese "la sufficienza è ben lontana dall'essere raggiunta". Io sono perfettamente d'accordo con lui, e credo lo siano anche i pendolari che ogni giorno partono da Busto Arsizio, come da tutte le città della cintura milanese, per raggiungere il centro della metropoli.
Ma Formigoni è anche uomo di potere centrale, è stato eletto senatore per due volte negli ultimi due anni nelle file del PdL- Forza Italia, rinunciando alla carica per restare al suo posto in Regione. Dunque Formigoni sa che il Governo ha finanziato l'abolizione dell'ICI con i soldi dedicati all'ammodernamento delle reti pendolari metropolitane (mi scusi chi mi legge regolarmente, ma questa cosa non mi va giù nè come politico nè come pendolare).
Questo braccio di ferro tra potere centrale e locale non fa certo bene a chi vuole usufruire delle strutture di trasporto pubblico; però Formigoni è persona esperta e forse, prima di altri, ha colto un problema tecnico che la situazione contingente sta portando alla ribalta.
L'aumento del costo dei carburanti, insieme alla crisi economica, sta spingendo sempre più gente ad usare il mezzo pubblico invece di quello privato. I dati sono precisi: L'osservatorio Audimob ha certificato un aumento del 7,8% del trasporto pubblico, a fronte di una riduzione del 2,1% di quello privato nel primo trimestre 2008. Questo significa che, vista la contrazione continua e forte del mercato dell'auto e, più in generale, dei consumi, questa forbice è destinata ad allargarsi nel corso dell'anno, a favore del trasporto pubblico. Che però versa in gravi condizioni, e non da oggi.
I pendolari ferroviari lo sanno bene: sui treni, negli orari di punta, circa la metà delle persone viaggia in piedi ed in condizioni di viaggio tali per cui i controllori ben si guardano dal chiedere la verifica dei biglietti. E' stato dimostrato che anche i ritardi sono dovuti, in molti casi, alla maggiore affluenza di utenti, che rallentano le operazioni di arrivo e partenza dei treni, i quali, cumulando tanti microritardi quante sono le fermate, arrivano ai nodi ferroviari perdendo le priorità e quindi accumulando ulteriore ritardo. Anche per questo motivo avevamo chiesto di poter accedere come pendolari al Malpensa Express, il treno più inutile e contestato della storia ferroviaria regionale.
Una situazione complessa e paradossale, schizofrenica appunto, considerando ad esempio che la Regione Lombardia è la maggiore azionista di Ferrovie Nord, uno dei maggiori vettori di trasporto pubblico della Regione.
Comprendo la preoccupazione di Formigoni, ma gli chiedo: chi ha amministrato la Regione Lombardia negli ultimi 13 anni? Lui dovrebbe saperne qualcosa e credo che, politicamente, il suo dovrebbe essere un "mea culpa" prima che un "j'accuse"...

venerdì 11 luglio 2008

Presentate le prime analisi del Piano Urbano del Traffico

E' stato presentato ieri sera il primo passo del Piano Urbano del Traffico (PUT). Si tratta solo dei primi risultati delle analisi che la società TAU, incaricata dal Comune, ha voluto ieri sera condividere con i membri consiliari.
Il PUT è uno dei documenti per i quali mi batto con più convinzione. La legge prevede che questo piano venga rivisto ogni due anni per adattarsi alle necessità di mobilità che la città presenta. Dal 1996 siamo in attesa di avere la nuova stesura e, di ritardo in ritardo, siamo arrivati all'evento di ieri. Ma non facciamoci illusioni: ci vorranno ancora mesi per vederne i risultati e forse anni per completare gli interventi.
Limitandoci quindi a quanto presentato, i rilievi dimostrano che in città entrano oltre 13.000 auto al giorno (il 15% in più rispetto a 4 anni fa), che i parcheggi sono aumentati (soprattutto quelli a pagamento), ma che non bastano per le necessità, in particolare al mattino (scuole e pendolarismo pesano notevolmente).
Gi incidenti sono apparentemente stabili come numero, ma la sensazione è che questa rilevazione sia parziale e priva di molti riferimenti (rilievi della sola polizia urbana, mancano Polizia e Carabinieri e non ci sono i tanti piccoli incidenti che non vengono rilevati). Caso emblematico il Sempione, passato da 4 a 18 incidenti nel giro di 4 anni; inoltre manca un'analisi della gravità degli incidenti.
Un aspetto di critica da parte dei consiglieri presenti è stata la viabilità intorno all'Ospedale, piazza Solaro e Via Formazza in testa, sia per la pericolosità degli attraversamenti pedonali, che per la sosta dei bus di città. Legato a questo aspetto, è mancato un riferimento al peso e alla dimensione della circolazione dei mezzi pubblici in città, visto anche la necessità di coordinare l'attività del PUT a quello del piano della mobilità dei mezzi pubblici predisposto dalla provincia di Varese.
Sempre su questo tema, è stato sollevato il problema della viabilità in relazione alle città nostre vicine, tema da me ampiamente toccato nei post dei giorni precedenti, e che le rilevazioni presentate in linea di massima confermano e, in qualche modo, amplificano.
Ora partiranno le osservazioni: singoli cittadini, associazioni, sindacati, enti, privati e politici potranno dire la loro per contribuire a rendere migliore la viabilità e la sicurezza delle nostre strade.
Ma di certo sarà un percorso lungo e difficile, visto come la cosa è stata gestita fino ad oggi.

lunedì 7 luglio 2008

Il bus dei bambini


Vi sono alcune cose che sono difficili da comprendere. Una di queste è sicuramente il mistero dei bus che girano vuoti per le nostre strade. Tutti si lamentano, ma nessuno si industria per trovare una soluzione.
Credo allora che siano necessarie due considerazioni. La prima, è che tutto questo è diseducativo nei confronti soprattutto dei più piccoli, che si fanno un'idea sbagliata del trasporto pubblico; la seconda invece è economica, e riguarda il futuro del servizio stesso.
Oggi vorrei trattare dell'aspetto educativo e di ciò che queste considerazioni mi hanno suggerito, insieme ai suggerimenti di Marianna, la signora di cui ho già parlato nei giorni scorsi.
E' importante che i ragazzi capiscano da subito l'importanza del trasporto pubblico, e di come questo lo sarà sempre nel futuro. Altrettanto importante è che i genitori di questi ragazzi possano tornare ad apprezzare il servizio pubblico, se non altro per il fatto che (lo dico alla bustocca) quando una cosa è gratis bisogna approfittarne.
Allora, ecco la mia proposta, illustrata in una mozione presentata all'ordine del giorno del consiglio comunale: adottare le condizioni che a Milano pratica ATM, per cui potranno essere trasportati gratuitamente bambini fino a 5 anni senza limite di numero, e 2 fino a 10 anni, purché accompagnati da un adulto pagante.
Potranno allora andare sul bus i nonni con i nipotini, baby sitter con i bambini, genitori con figli, ed insieme riscoprire anche il bus come mezzo per attraversare la città.
Il fatto di avere assunto le condizioni di ATM non è, inoltre, casuale: se Movibus verrà adottata anche dal piano provinciale di Varese, sarà importante avere fissato subito delle condizioni che potranno essere poi replicate in un futuro contratto di servizio.

METEO