Alessandro Berteotti
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martedì 13 gennaio 2009
Neve e ghiaccio ancora padroni di strade e parcheggi
domenica 21 dicembre 2008
Dallo spazzamento strade allo spazzamento tasche
Una situazione solo in parte riconducibile alla necessità di fare cassa, quanto invece (ancora una volta, mi spiace dirlo), all'incapacità di innovazione che la nostra amministrazione dimostra su questi argomenti e sul conseguente accanimento contro i cittadini che impongono difficoltà organizzative, quali ignorare il divieto di lasciare le auto in strada durante le notti e negli orari indicati per lo spazzamento.
Qui mi dispiace non essere in sintonia anche con qualche mio amico, ma l'amministrazione ha come primo dovere quello di essere di servizio al cittadino e di attivare al meglio ogni propria iniziativa, al fine di elevare la qualità della vita e non di deprimerla.
Cosa voglio dire con queste parole? Semplicemente che quando il Comune ha scelto di iniziare con lo spazzamento notturno delle strade, doveva considerare tutte le situazioni cui avrebbe dovuto fare fronte e trovarvi una soluzione che fosse la meno invasiva e adeguata alla situazione.
La scelta è stata quella di avvisare e reprimere, non quella di trovare una soluzione migliorativa.
A Milano (e non solo) sono, a tale proposito, operativi dei mezzi di spazzamento delle strade che operano con dei bracci meccanici che sono in grado di agire sotto l'auto senza doverne chiedere la rimozione. Anche in Germania è da parecchio tempo funzionante un medesimo sistema.
Per apprendere tali notizie è oggi sufficiente consultare Internet per pochi minuti con l'aiuto di un motore di ricerca e dati precisi su cosa si voglia reperire. Ci sono nomi, indirizzi, riferimenti, perfino costi.
Ma prima bisogna avere l'idea di ciò che si vuole fare, e purtroppo questa non sempre c'è, si agisce per analogia a ciò che meglio conosciamo, senza avere la chiara percezione di antefatti e conseguenza.
Un mezzo così attrezzato, permetterebbe di svolgere ogni attività di spazzamento stradale in qualsiasi condizione, di giorno e di notte.
Il problema di chi lascia l'auto per strada, oltre a quello che anche io ho spesso condannato come il male di quest'epoca, ovvero la precisa volontà di compiere a piedi il minor tragitto possibile per ogni cosa, è quello della difficoltà a lasciare la propria auto in altre zone, anche poco distanti dalla propria abitazione.
Questo, a mio parere, principalmente per due motivi: il primo psicologico, per cui aumenta il pericolo di furto dell'auto (non si capisce perchè), il secondo che qualche cittadino poco civile, vedendo ridursi lo spazio a disposizione per la propria auto, indulga in atteggiamenti poco civili e danneggi l'auto dell'invasore, cosa peraltro già riscontrata anche in altre occasioni.
In entrambi questi casi, comunque, la condizione di base è che esista uno spazio per distribuire decine di macchine in altre vie senza incorrere in divieti e dispetti.
Se l'alternativa è quella della multa, è facile comprendere l'ira di molti cittadini, per i quali il bene prodotto è di gran lunga inferiore al danno subito.
Provare per credere.
martedì 16 dicembre 2008
Il Malpensa Express si è fermato a Busto
venerdì 31 ottobre 2008
Fioccano le multe per i parcheggi
mercoledì 22 ottobre 2008
Pendolari sull'orlo di una crisi di nervi
sabato 21 giugno 2008
Problemi di parcheggio? No, ho le quattro frecce!
Questa settimana ho dedicato molto spazio alla mobilità pubblica e alle condizioni stradali. Quasi a voler chiudere il cerchio, vorrei oggi farvi riflettere sull'uso del mezzo privato. Ormai non sappiamo resistere all'uso squinternato dell'auto privata. La prendiamo per andare a prendere il giornale all'edicola a 100 metri da casa, il caffè al bar in fondo alla via o il pane dietro l'angolo. Certe volte ci vuole più tempo a tirar fuori la macchina e rimetterla in garage che non per l'uso che poi ne dobbiamo realmente fare. Potremo andare a piedi o in bicicletta, ma riusciamo sempre a darci delle giustificazioni per l'uso dell'auto.
Ora con il carburante a costi da gioielleria, forse qualcosa potrebbe cambiare, ma le cattive abitudini sono dure da perdere. E poi: pedoni e ciclisti sono quelli che rischiano di più, i mezzi pubblici fanno schifo, sia per la pulizia che per i tempi di percorrenza, il traffico è spaventoso, allora mi prendo il SUV, così io rischio di meno (peccato che rischino di più gli altri).
Parcheggi liberi sono pochi e quelli a pagamento favoriscono solo il lavoro gli ausiliari del traffico, l'ICI ce la recuperano così e ormai se ne sono accorti anche gli sciocchi.
Ma chi è il vero sciocco?
Proviamo a prendere il problema da un altro punto di vista: la nostra città ha consumato molto territorio negli ultimi 40/50 anni, basta vedere ancora oggi quante sono le imprese che stanno costruendo in città. Ma le strade non sono molto diverse da allora, soprattutto nel centro cittadino.
Se rispetto ad allora il numero delle macchine circolanti è aumentato di 6, 7, 10 volte e le strade sono sempre le stesse, è normale che non si riesca a circolare in modo fluido e che spesso trovar parcheggio possa essere solo una flebile speranza.
A questo punto saltano i nervi e si finisce a fare cose che, quando le fanno gli altri imprechiamo, ma poi troviamo noi stessi la giustificazione per fare altrettanto come, ad esempio, fermarsi in doppia fila con le quattro frecce lampeggianti, credendo così di aver maturato il diritto ad abbandonare il mezzo. Gli agenti devono contestare l'uso "improprio" delle quattro frecce accese che devono essere usate ad hoc (vedi articolo 153 comma 7 del codice della strada) e non tutte le volte che il veicolo è in sosta in posizione irregolare ed il suo conducente è, ad esempio, a sorseggiare un caffé.
E sulle cattive abitudini durante la giuda penso che scriverò uno dei prossimi post, magari ispirandomi a Gioele Dix...
giovedì 5 giugno 2008
Parcheggi alle Ferrovie Stato, non solo pendolari
I mondiali di ciclismo di Varese potrebbero dare una mano a risolvere l’ormai antico problema dei parcheggi presso le Ferrovie dello Stato, sbloccando la trattativa per l’ex area Hupac.Sono già 10 anni che lo spazio adiacente la Stazione Centrale non è più destinato all’azienda svizzera che si occupa di logistica integrata ed intermodalità, ma finora ogni tentativo di riuscire ad entrare in sintonia con l’Ente ferroviario ha avuto esito negativo.
A soffrire di questa situazione non sono solo i pendolari, che ovviamente hanno il problema primario di poter lasciare il proprio mezzo di locomozione per la tratta casa-stazione (auto, moto o bicicletta) in un posto un minimo sicuro da furti o da contravvenzioni.
Nel marzo del 2003 l’allora sindaco Luigi Rosa annunciò che nell’ambito delle trattative per il progetto per il collegamento tra le linee ferroviarie di Nord e Stato si erano ricevute assicurazioni circa l’imminenza della liberazione delle aree, ma forse l’esperienza non proprio felice di Metropolis a Gallarate, o altri fatti sconosciuti, non hanno mai fatto concludere questo accordo.
L’apertura del sottopasso pedonale ha reso possibile sfruttare anche aree di parcheggio lungo via Palermo e sino al quartiere dei Santi Apostoli, ma come si accennava, questo crea grossi problemi anche ai cittadini che abitano nei pressi della Stazione Centrale, così come accade alla Stazione Nord.
Durante i giorni feriali la viabilità dei quartieri Frati e Santi Apostoli diventa caotica per il fatto che le auto lasciate in sosta vi restano fino a sera, danneggiando i residenti. Inoltre, i recenti provvedimenti in materia di parcheggio pubblico a pagamento, che hanno visto aumentare le tariffe fino ad un euro l’ora, lasciano ancora più amareggiati i cittadini.
A Roma il Codacons e associazioni di cittadini sono riusciti a far togliere i parcheggi a pagamento facendo ricorso al TAR del Lazio laddove non era garantita la sosta gratuita: credo che qui siamo molto prossimi alle condizioni che hanno fatto emettere quella sentenza.
Accetto ben volentieri suggerimenti in merito, per attivare qualche azione consiliare per alleggerire il problema, in attesa di conoscere l’esito con l’ente Ferrovie ed evitando che, per l’ennesima volta, si debba masticare amaro su questo tema.