Alessandro Berteotti
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giovedì 5 agosto 2010
Una città deveicolarizzata
mercoledì 18 febbraio 2009
Strade senza pace: anziana muore travolta da un'auto
venerdì 27 giugno 2008
Ancora un grave incidente stradale coinvolge una bicicletta
Al di là della dinamica dei fatti, è chiaro che il mezzo ciclabile sia esposto, nel traffico odierno della nostra città, a rischi gravissimi. Quando parliamo di qualità della vita, ed oggi se ne parla davvero poco rispetto al passato, bisogna pensare ad una città, ad una mobilità, con al centro la persona.
Può sembrare un'affermazione banale, ma se osserviamo bene, oggi il caos regna in una società che ha perso i propri valori di riferimento, tra cui la persona. Ce ne ricordiamo soltanto in occasioni particolari, quando il dramma si affaccia nella nostra vita, ma poi ci riteniamo vittime di un destino immutabile e quindi abdichiamo al nostro dovere civico ed intellettuale.
Credo sia davero giunto il momento di fare i conti con la nostra dignità.
sabato 14 giugno 2008
Ennesimo morto della strada a Busto Arsizio
Domani ricorderò con la mia famiglia il primo anniversario della morte di mia suocera, avvenuta in un tremendo incidente stradale che aveva coinvolto anche mia moglie e mio figlio.
Oggi però piango e mi sento vicino ai familiari di Pierina Valenti, la ciclista deceduta a seguito dell'incidente che l'ha vista travolta sulla strada da una betoniera.
Un anno di distanza e duecento metri di strada dividono queste due tragedie.
La via è sempre quel Viale Togliatti che insieme a Viale Trentino e Via Cadore crea un tratto di via che congiunge L'Ospedale o, più precisamente, la Casa Mortuaria, con il Cimitero.
Una via costellata di incidenti mortali, quasi sempre però con il coinvolgimento di mezzi pesanti, come quello dell'11 novembre 2004, con un ciclista travolto alla rotonda di Viale Rimembranze. Stessa sorte toccata, qualche anno prima, ad un altro ciclista in Via Quintino Sella, all'angolo con viale Trentino, schiacciato da un camion; ora, per iniziativa dell'Ulivo, quel semaforo è regolato da un sistema particolare che permette il passaggio di pedoni e biciclette in tempi separati dalle auto e da altri mezzi.
Ma ancora, lungo viale Trentino, appena realizzata la pista ciclabile, avvennero a breve distanza di tempo, due incidenti che videro la morte prima di una bimba appena tredicenne e poi di una signora, entrambe in bicicletta.
Sembra una ironia del destino dover rilevare come tutte questi morti siano avvenute lungo l'unico asse viario dotato di una vera pista ciclabile.
E questa strada è, a sensazione di chi ci vive, la più trafficata dai mezzi pesanti. Chi sta studiando, per l'ennesima volta, il piano urbano del traffico, raccolga questo appello: fate presto! Personalmente sono stufo di dover contare i morti, soprattutto dover sottolineare che la bicicletta è statisticamente il mezzo stradale più pericoloso, almeno a Busto Arsizio.