Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
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venerdì 9 agosto 2013

Volano entrambi, però...

Visto che ci ho ripreso gusto a commentare fatti e situazioni, mi sembra giusto riprendere un concetto molto semplice che in queste ora divampa proprio come gli incendi che l'hanno generato.
Si tratta di questo: spendiamo un fortuna per acquistare F35 da guerra, velicoli sofisticati che difficilmente potranno aiutare gli italiani in situazioni difficili e pericolose, ma tagliamo i Canadair che aiutano a spegnere gli incendi.
Se la Regione Sardegna si indigna, ha ragione. Ma non lo deve fare solo la Regione Sardegna, perchè quelle migliaia di ettari di territorio che bruciano non sono solo di quella splendida isola, ma di territorio italiano per il quale tutti ci dobbiamo sentire parte e al mantenimento del quale tutti contribuiamo.
Non sono solo i Sardi, quindi, che insorgono e chiedono al ministro Mauro di ripensarci, ancora una volta, a quel benedetto acquisto scellerato di aerei da guerra, ma tutte le persone di buona volontà che ai muscoli di acciaio preferirebbero  avere la forza della tecnologia a prendersi cura del territorio, delle risorse e delle persone.
Non mi sembra ci voglia un mostro di intelligenza per tutto questo, forse basterebbe solo un briciolo di buon senso che la nostra classe politica, nel solco di una presunta difesa degli interessi nazionali (?? di chi ??) e di impegni assunti (altri li cancellano senza problemi), contraddice alla volontà popolare ed assume di fatto oneri che il popolo sovrano non ha loro concesso.
E' vero che si tratta di aerei, ma personalmente preferirei avere più Canadair, eliambulanze e mezzi per Polizia e Carabinieri che non fantastici F35 da guerra totale. Ma io sono solo un poeta...

venerdì 16 dicembre 2011

La democrazia tradita

Se questa crisi economica e politica ha un merito, è quello di portare alla luce i nervi scoperti che in questi ultimi quattro anni hanno avvelenato e quasi ucciso la nostra democrazia.
Lo scellerato patto politico tra Lega e Pdl per il governo del Paese, ha portato a risultati decisamente catastrofali per la nostra economia, fiaccata e drogata per puri interessi di poltrona. Da parte di Berlusconi, per potere avere finalmente una liberatoria per tutti i malaffari combinati negli anni, puntualmente registrati e perseguiti dai magistrati; da parte della Lega, per un'interesse di corporazioni e di categorie, oltre che di dirigenza di partito, che poco o nulla hanno a che fare con una base militante che crede in certi valori.
Il condizionamento operato tramite i media, nella gran parte controllati dal centrodestra e non, come dice il suo capo, dal centrosinistra (a cui deve essere semmai riconosciuto un ruolo di "resistenza" e di contestazione alle populistiche iniziative di questa mal assortita compagine), ha fatto sì che la trasparenza e l'indipendenza dell'informazione giornalistica, di per se garanzia primaria per la democrazia, sia stata messa in dubbio proprio tramite questi sistemi.
La gente è stata condizionata a ragionare per fronti opposti, prima inculcando la pratica del bipolarismo come scienza esatta, poi fornendo, proprio tramite la stampa, le ragioni e le giustificazioni all'azione di partito e di governo, anche quando le azioni erano inefficaci, inefficienti e soprattutto distruggevano quello che di buono il nostro Paese era riuscito faticosamente a costruire in questi anni dal dopoguerra in qua.
L'azione è sicuramente cominciata molto tempo prima, ma gli effetti peggiori si sono manifestati proprio in questi anni. Ricordo un'affermazione di Di Pietro che disse all'indomani del voto del 2008: "Siamo di fronte ad una dittatura dolce". Di Pietro si è sbagliato solo su di una cosa: non è stata dolce.
Il Governo di Berlusconi ha operato contro la volontà parlamentare, imponendo il voto di fiducia ad ogni sintomo di malessere interno. L'imposizione dei candidati e degli eletti, attraverso la preselezione di segreteria politica, il "Porcellum" di Calderoli, è stato il grimaldello col quale si sono fatti i danni peggiori a questo sistema democratico. Per questo ritengo che la sua eliminazione debba essere la priorità di questo attuale Governo Tecnico, subito dopo la sistemazione dei conti pubblici. Le manovre in atto proprio in queste ore mandano un segnale chiaro di minaccia di intoccabilità, cosa che non deve succedere.
L'esito è, piaccia oppure no, quello che abbiamo visto su LA7 nelle scene con Razzi. Vedere un deputato vendersi alla maggioranza solo per conquistare un effimero beneficio personale, mettendo in ginocchio il Paese e l'economia è squallido e disonorevole. Faccio spesso raffronti col Giappone, un paese distrutto dalle bombe atomiche alla fine della seconda guerra mondiale e che ha saputo rinascere, ma anche alla sua logica del dovere e della civiltà, tanto distanti da noi, quanto invece dovremmo essere a loro vicini. Se fosse successo là quello che diceva il parlamentare nel video, quello avrebbe fatto harakiri la sera del video. Qui invece continua a sperare di prendere il vitalizio.
Non so se la magistratura vorrà riscontrare un reato in quello che quell'uomo afferma, ma forse lo dovrebbe fare. Lo dovrebbe fare con lui e per tutti quelli che ora stanno imponendo agli italiani un giro di vite che colpirà i più deboli, i più indifesi dalla tasse e dalla cospirazione che era in atto con quel modello di antidemocrazia.
A quei leghisti che ora protestano in aula si dovrebbe dire, al di là delle battute, che spieghino ai loro elettori perchè li hanno traditi fino a questo punto, li hanno venduti a questo sistema e ora agitano simboli e adottano atteggiamenti da bambini dell'asilo. Spieghino loro agli elettori perchè l'ignoranza e l'interesse personale dovrebbero stare o restare al Governo, grazie alla loro legge balorda e agli interessi che hanno sostenuto a danno dei veri poveri, dei veri operai.
Non basta vestirsi da operaio per esserlo veramente, bisognerebbe vivere con il loro stipendio anzichè prenderne solo le vesti. Avrebbe fatto meglio la signora Numerato a vestirsi da pagliaccio, forse le sarebbe stato più consono il travestimento.

domenica 11 dicembre 2011

Paghino anche loro, che cavolo!

Dunque, i parlamentari ritengono una ingerenza nelle loro specifiche competenze il fatto che il Governo abbia richiesto di adeguare il loro stipendio alle medie europee, con una conseguente riduzione di circa 5.000 euro mensili per questa azione. Con mille parlamentari che affollano la Camera e il Senato, questa semplice azione equivale, facendo due conti, a circa cinque milioni di euro al mese e sessanta milioni l’anno di risparmio. Una sciocchezza, verrebbe da dire. Per cui questo atto avrebbe più che altro una valenza simbolica… mi sia concesso: Col cavolo!
Percependo al minimo 14.000 euro al mese, toglierne 5.000 equivale a lasciare a questi nostri rappresentanti istituzionali 9.000 euro, che equivalgono allo stipendio di un ottimo dirigente aziendale privato. Che di solito lavora 10 o più ore al giorno per almeno 5 giorni alla settimana, se va bene ha l’auto come benefit e poche altre cose. Sempre molto di più di un lavoratore dipendente a stipendio fisso, che a sua volta ha molto di più di un giovane precario a stipendio variabile.
In questa sorta di “catena alimentare” dei valori, si rende evidente che i signori chiamati a rappresentarci lavorano poche ore alla settimana, a giudicare dalle aule parlamentari semivuote che si vedono sugli schermi dei telegiornali e dei canali digitali dedicati. Sono presenti tutti solo quando c’è un voto di fiducia o un atto dove le telecamere e i commentatori di tutte le televisioni si affollano a dimostrare quanto essi siano attivi nel sostenere o nell’opporsi alle misure proposte dal Governo di turno.
Ma mentre costoro, pur avendo un taglio del 30% del loro stipendio continuano a vantare un reddito ben sopra le necessità di una famiglia normale, oltre agli altri benefici che ricevono di rimorchio a questo loro ruolo (non dimentichiamoci che adesso che viene Natale ci sarà un proliferare di regali e regalini da parte di “simpatizzanti”, sostenitori e altro), ai pensionati al minimo, a coloro cui si propone di tagliare la rivalutazione della pensione, a tutti i cittadini che hanno una prima casa a cui viene rimessa l’ICI, a tutti coloro che stanno pagando ora ulteriori accise sul carburante e che vedranno di conseguenza aumentare i costi di beni di consumo dovuti all’aumento dei costi di trasporto, a tutte queste persone non è stato chiesto alcuna “specifica competenza”, si è chiesto di pagare per gli errori di questi anni di politicanti di bassissimo livello e basta. Che paghiamo profumatamente ancora oggi, però.
Abbiamo avuto per quasi quattro anni un Parlamento rissoso che si è occupato più di fare propaganda che non di amministrare un Paese; una maggioranza larghissima si è assottigliata  e si è dispersa in lotte intestine, camuffate in vario modo, ma che come hanno prodotto il solo risultato di metterci con il culo per terra. Le frasi del Ministro Fornero, più che le sue lacrime, relative alla questione economica, danno un quadro allucinante eppure estremamente chiaro e nitido di come il precedente Governo Berlusconi abbia creato un autentico cratere nei conti pubblici, tanto da averci portato alle condizioni attuali.
La precedente manovra da 60 miliardi infatti risulta spalmata su di un periodo troppo lungo per portare ad effetti evidenti, ha generato caos e incomprensibili interpretazioni di norme, non ha risanato la situazione economica, spingendo tutti gli indicatori della nostra stabilità economica al limite dei paesi del Terzo Mondo, senza offesa per questi.
L’intervento di Monti e del suo Governo, per quanto criticabilissimo per non essere equo, come dichiarato prima della presentazione della manovra, avendo chiesto ai “soliti noti” di stringere ancora un buco la cinta, senza incalzare sceicchi e ricconi a pagare il dovuto, senza avere posto in essere misure destinate al recupero di liquidità dai capitali scudati o dai redditi più alti, era comunque un intervento doloroso ma necessario perché chi era prima ha demolito lo stato sociale, ha rapinato l’Italia. E questo lo dicono i conti pubblici, l’Unione Europea e tutti i grandi istituti di misura dello stato dei vari Paesi.
Non ci sono giustificazioni: l’incompetenza e l’inefficacia del Governo Berlusconi è definitivamente sancita, anche se però questo non aiuta né l’attuale Governo, né la situazione dei nostri redditi, a sentirci risollevati.
Dovremo patire per anni, per recuperare questa situazione, come dopo Craxi ereditammo un debito pubblico catastrofico: questi fatti li vedo equiparabili alla caduta del muro di Berlino e della crisi mondiale del Comunismo. Questa è la crisi del Buongoverno, del mito della ricchezza per tutti, delle agevolazioni date agli amici e del “tiriamo a campare”. Questo è il risultato del Porcellum e del Parlamento eletto dalle segreterie di partito. Così non funziona, non ha funzionato e non funzionerà. Occorre una svolta, una sterzata decisa negli usi e nei costumi.
Ecco perché è importante allora che questi parlamentari si riducano lo stipendio e magari, come fanno in Giappone, vadano tutti in televisione a chiedere scusa a tutto il Popolo Sovrano degli errori commessi e del danno arrecato al Paese. Di questo, che sarebbe un atto di umiltà dovuto, non c’è però traccia nei programmi di nessuno, se non alla prossima occasione affermare che questo è stato colpa di un avversario politico scorretto.

sabato 10 dicembre 2011

Italialand insegna

Dopo aver visto il pezzo di Crozza con Gasparri di venerdì 9 dicembre 2011 a Italialand, penso che forse ci sia in giro ancora qualcuno che crede alle favole, a Babbo Natale e perfino che a portare l'Italia sull'orlo del tracollo sia stata la Banda Bassotti. Perbacco, in quest'ultimo caso avrebbero anche ragione, ma peccato che il Bassotto sia uno solo, gli altri erano solo suoi amici come Gasparri.
Leggo poi che uno degli emendamenti che si vogliono proporre alla manovra che Monti sta portando avanti al Parlamento parla di eliminare i tagli alla casta. Spero che questa volta la gente sappia finalmente reagire nel modo che sarebbe più giusto al potere che impone condizioni senza appello a chi percepisce poche centinaia di euro di pensione dopo una vita passata in officina o dietro una scrivania, mentre emenda una norma che andrebbe a togliere privilegi economici a chi in realtà finora non ha fatto molto per meritarsi quello stipendio.
Questo modo di agire e di pensare sembra abbia ormai contaminato tutta la vita politica di questo povero Paese. Chi l'ha impoverito per incapacità comprovata in quasi nove anni di governo su undici, afferma che sarebbe stato in grado di fare le stesse cose che ha fatto l'attuale Governo Monti. Viene spontanea una domanda: perchè non lo ha fatto? Perchè, se fossero stati davvero così bravi, perchè non l'hanno fatto quando potevano?
Ma la casta non si ferma a Roma e non solo avvengono misfatti di grandezza cosmica.
Pensiamo alla nostra amata Milano: diamo un'occhiata al Consiglio Regionale che abbiamo eletto meno di due anni fa. Fare il vicepresidente pare che voglia dire finire in galera: sia Penati prima che Nicoli Cristiani si trovano indagati e incarcerati (almeno quest'ultimo, l'altro per ora è ancora fuori, ma non sappiamo fino a quando) per reati connessi alla loro attività politica. E si tratta di mazzette, di soldi presi per se o per il partito.
Oppure abbiamo figure come quella della Minetti, che più che colpirmi per il fatto (tristissimo) del gruppo delle "Olgettine", ormai passato nel vocabolario popolare come sinonimo di bordello, mi scandalizza per le motivazioni addotte e presenti nelle intercettazioni della Procura per diventare consigliere regionale e di cosa avrebbe voluto fare per salire ancora un gradino nella scala della politica. Senza esperienza specifica, senza valore concreto, senza intelligenza politica, solo grazie al buon uso delle sue parti intime. 
E infine abbiamo l'abuso del nepotismo più tetro, quello che la Lega degli albori contestava a Roma Ladrona e alla sua banda di affamatori: il mitico Trota, figlio del Senatùr, può vantare solo la genealogia e qualche aiuto criminale per essere diventato rappresentante del popolo lombardo alla massima istituzione regionale.
Ecco, amici, questo è il quadro da cui dobbiamo liberarci. Le tasse di Monti, alla fine, non sono il peggiore dei mali, se lui almeno riuscirà a tirarci indietro dal baratro che abbiamo sotto i piedi. Il vero male sono i politici che non sono riusciti a cambiare rotta dopo Tangentopoli e la Prima Repubblica, che di fatto ha continuato ad esistere, così come la P2 ha continuato a lavorare dietro le quinte e non si è nemmeno mascherata più di tanto, lasciando i suoi esponenti di spicco, da Berlusconi a Cicchitto, ai vertici del potere, riuscendo a combinare affari per centinaia di miliardi di euro alle spalle dei cittadini che ora si trovano a dover, ancora una volta, tirare la cinghia.
Caro Gasparri, la gente ieri sera l'ha fischiata non perchè lei sia del PdL, perchè sia anticomunista ed ex (solo ex?) fascista e lo spettacolo era di sinistra: no, Gasparri, la gente l'ha fischiata per l'arroganza ed il disprezzo con cui ha affrontato il problema dei problemi. L'idiozia di una classe politica che per quasi vent'anni si è ritenuta sopra le cose e le persone di questa nazione e che ancora continua a tenere questo atteggiamento. Ci pensi, Gasparri. Ah, scusi, forse le sto chiedendo troppo.

sabato 3 dicembre 2011

Equità, equità

In questi giorni, in queste ore sentiamo una sola parola sulla bocca di tutti: equità. La gente chiede, pretende che la nuova supermanovra che il governo sta per varare abbia questa precisa caratteristica. D'altra parte, lo stesso Monti nei primi discorsi dopo l'insediamento affermava che le nuove misure avrebbero dovuto far pagare chi finora non lo ha fatto o non lo ha fatto in modo equo.
Così, la pretesa che i parlamentari si riducano in modo consistente sia il vitalizio che lo stipendio, riportandoli a valori almeno allineati agli altri paesi europei maggiori, proprio quella Francia o Germania con cui stiamo trattando le sorti dell'Euro e dell'Europa, non è lontana dal principio che se volete che i vostri cittadini siano in grado di supportare il prossimo massacro che la manovra proporrà, voi per primi dovrete dare l'esempio, anche se con i vostri denari non salverete l'economia dell'Italia. Ma la sua immagine e la sua credibilità, sì.
Questo però è solo l'inizio. Già, perchè a sentire le prime notizie sulla manovra, viene da chiedersi quanto questa abbia la caratteristica di equità. Se parliamo di rimettere l'ICI alla prima casa, stiamo dicendo di colpire milioni di famiglie che avevano trovato giusto, una volta tanto, che l'abitazione presso cui si vive non venga pagata di nuovo con le tasse, dopo che la si è pagata col sudore di anni di lavoro. A questo proposito, i comuni hanno messo anche altre tasse per lenire l'effetto negativo del mancato gettito dell'ICI: non vorrei che questa misura non annullasse le altre. Ad esempio, per Busto Arsizio, che non venga cancellata l'IRPEF Comunale. Non sarebbe equo.
Non è equo alzare l'IVA, per chi ha redditi fissi, come i lavoratori dipendenti pubblici e privati, i pensionati, dal momento che non la possono scaricare; mentre altri, con la partita IVA, scaricano perfino il panino al bar. Non sarebbe equo alzare l'IRPEF, almeno per i redditi fino a 80/100 mila euro, perchè quelli sono i redditi che permettono ad una famiglia di sopravvivere in modo decoroso. Si dovrebbe poi fare l'altro discorso sulla distribuzione del reddito sul numero di familiari presenti, perchè sono stufo di dire che famiglie monoreddito numerose sono quelle più tartassate in assoluto.
Non sarebbe equo non tassare i capitali scudati da una infame legge sul rientro dei capitali. Quelli hanno impoverito l'Italia e sarebbe giusto imporre una tassa di compensazione sui capitali rientrati scudati e riaprire ad altri capitali finora non dichiarati, ma con una tassa minima del 20% e con l'imposizione di reato per chi non apporfittasse di questa ulteriore occasione, ponendo una condanna fino a 5 anni di carcere per coloro che venissero trovati poi con capitali all'estero.
Questo è il momento del sacrificio e del tirare la cinghia, ma non può e non deve essere in carico solo alle famiglie, ai lavoratori dipendendi e ai pensionati. ORA BASTA!
Se si vogliono aiutare le aziende, lo si potrà fare, ma imponendo un rientro dei capitali pubblici offerti come aiuto, attraverso piani concordati a medio e lungo termine. In partica, se ad una azienda viene dato un beneficio fiscale pari ad un milione di euro, essa dovrà risarcire allo Stato (cioè ai cittadini) una quota dei propri utili realizzati dopo questa operazione, fino al raggiungimento del beneficio avuto. 
Il lusso deve essere colpito. Non deve essere un diritto, come dice un ignobile spot pubblicitario, che in questi tempi è perfino uno schiaffo alla moralità. E' finita l'ora del marketing al governo, siamo alle cose concrete e sulle cose concrete si deve basare questa azione di rilancio del Paese.
Non dimentichiamo, sempre per equità, che solo quattro mesi fa è stata fatta una manovra da oltre 60 miliardi di euro. Ci si è per anni scandalizzati per la manovra Amato del 1992 o del piano Prodi per entrare in Europa, adesso avremo il piano Monti per restarci, ma banchieri o non banchieri, queste persone devono ricordarsi che governano nel nome del Popolo Italiano e non delle loro lobby. 
Altrimenti il popolo potrebbe anche dichiararsi stufo di queste vicende e cacciare davvero a casa tutti.
Gli strumenti per azioni legale e legislative di massa ci sono. Si tratta di far capire a chi ci sta governando ora che anche i cittadini adesso fanno sul serio.
O equità, o tutti a casa.

mercoledì 16 novembre 2011

La crisi infinita

Questa mattina alcuni amici sul treno mi hanno chiesto perchè non scrivo qualcosa sulla situazione attuale del Governo sul blog. In particolare, perchè non mi sono dilettato, come hanno fatto in tanti, a parlare male del vecchio Premier e non abbia espresso pubblicamente la mia soddisfazione sulla sua caduta e quella del suo Governo.
Semplice: perchè sarebbe stupido festeggiare il giorno prima di salire sul patibolo. Berlusconi era finito da tempo, ma quest'ultima fase della sua agonia politica ha portato conseguenze gravi che si sommano alle precedenti che già avevano devastato il Paese in questi ultimi anni.
Lui ha governato per nove anni sugli ultimi undici ed ha di fatto impedito che il governo Prodi potesse fare quelle riforme che lui, in tutto questo tempo, non è riuscito a fare. Alla fine perfino Visco è stato rivalutato, e le motivazioni che il centrodestra aveva addotto nel 2008 per farlo cadere sono state fatte proprie da Tremonti.
L'unica vera macchia che aveva contraddistinto il Governo Prodi erano stati i ministri di Rifondazione che erano andati in piazza a contestare se stessi. Per il resto, dobbiamo solo compiangere noi stessi.
Anche il Governo Monti che oggi si presenterà, non sarà la cura di tutti i nostri mali: attenti a non addossare poi a lui soltanto la colpa di ciò che non riuscirà a fare, perchè tutto sarà conseguenza di quanto non fatto o fatto male in questi anni dal precedente governo Berlusconi. Monti eredita una situazione drammatica e compromessa, solo un uomo della sua levatura può tentare di garantire all'Europa una maggiore consistenza della nostra economia, ma senza la certezza di questo fatto.
Bisognava continuare a far lavorare Prodi sul risanamento del debito pubblico e Visco sulla persecuzione degli evasori fiscali. Quando Prodi cadde, nel 2008, il famigerato spread con i bond tedeschi era a 38 (sì, andate a controllare, era a trentotto centesimi di punto sopra i bond tedeschi!). Visco aveva recuperato in 8 mesi 36 miliardi di euro di imponibili sottratti al fisco. Se avessero potuto continuare a lavorare, oggi il nostro debito sarebbe stato sotto i 1.700 miliardi, invece dei 1.887 di ieri, ci sarebbero state più risorse per lo sviluppo economico e lo spread forse sarebbe stato meno di quello francese, non ci sarebbe stata la iniqua e maldestra manovra di luglio, ma solo una finanziaria più aggressiva verso le spese dello Stato e la ripartizione delle risorse fra gli enti.
Forse avremmo avuto già anche la legge che diminuiva o aboliva le province ed i trasferimenti relativi. Forse avremmo avuto anche qualche riforma in più, magari quelle del lavoro e per una nuova fiscalità.
Ma è inutile pensare a ciò che avremmo potuto avere e non abbiamo. Guardiamo alla Spagna: il governo socialista ha fallito, domenica vincerà il centrodestra e si prenderà tre quinti del parlamento. Lo sanno tutti, nessuno contesta, nessuno osa dire nulla, nè da una parte nè dall'altra. Si lavora per salvare la nazione e chi ha sbagliato se ne va.
E' quindi giusto il silenzio che è caduto su Berlusconi ed il mio solo augurio è che se ne esca una volta per tutte dalla politica e non si faccia vedere mai più, anche se temo che siano ancora in molti a credere che l'Italia sia la nazione dei furbi che ce la fanno. Peccato che oramai lo sappiano anche all'estero e ci aspettino al varco.

giovedì 3 novembre 2011

Qualsiasi alternativa è meglio di questo Governo

Sarò banale nel dire che il momento è drammatico, sia economicamente che politicamente. Forse non lo è mai stato in modo così chiaro, limpido e derterminato nelle cause e negli effetti in tutta la storia della nostra Repubblica. Ed anche sapere di chi sia la responsabilità diretta di tutto questo, parrebbe non aiutare a risolvere il problema.
Invece il punto è proprio questo. La debolezza del nostro sistema economico è determinata in campo internazionale dalla fragilità del nostro sistema politico, in particolare dalla fragilità della maggioranza che sta governando il Paese.
Quando il Governo pone la fiducia per assicurarsi una sopravvivenza temporanea fino alla prossima fiducia, compie un'operazione di facciata perchè di fatto esistono due fatti inconfutabili: l'oggetto (qualsiasi esso sia) in approvazione non è condiviso dalle parti che poi lo voteranno e comunque lo faranno solo perchè l'accordo politico fra le parti è sempre frutto di una mediazione al livello più basso possibile.
Di conseguenza le decisioni assunte sono sempre frutto di un'azione di mediazione che lascia sempre più scontente le basi elettorali di PdL e Lega, ormai fra loro distanti anni luce.
Un inciso: non mi sono mai spiegato come mai un partito politico diverso da quelli storici di rappresentanza costituzionale delle minoranze come l'Unione Valdotaine o la SudTirol Volk Partei, privo di una rappresentanza nazionale, possa governare il Paese in nome di una porzione dello stesso (la presunta Padania).
Detto questo, da questo conflitto permanente o pace armata, se preferite, non può venire niente di buono. Questo stato può soddisfare una parte dell'elettorato italiano, ma non inganna l'Europa. la quale però, a sua volta, si trova prigioniera di una situazione di garanzie incrociate che permette all'Italia di andare a vendere fumo e di ottenere riconscimenti alla propria non-azione (si legga in proposito il testo della famosa lettera d'intenti presentata da Berlusconi al Consiglio d'Europa).
Ma i mercati finanziari se ne possono fregare di tutto ciò e mettono l'Italia in castigo con lo spread dei bond, che detto così sembra un film d'azione.
No, da questa situazione si esce solo con un grosso messaggio di discontinuità, di volontà di uscire da questa viscida palude politica. L'attuale governo ha conquistato e mantiene un livello di potere non riconosciuto a livello internazionale e si mantiene solo "comperando" il consenso di ignobili transfughi di partiti di minoranza, assetati di denaro e di una effimera notorietà. Essendo venuto meno quello "spirito di servizio" di De Gasperiana memoria, essendo ormai dimenticata ogni forma di umiltà, vissuta e letta come una debolezza e non come un valore, mai questo governo rassegnerà volontariamente le proprie dimissioni.
In un momento in cui tutti i sondaggi indicano l'inesistenza della maggiornanza attuale nel corpo elettorale, il Presidente del Consiglio non trova altro da dire che "non esiste alternativa a questo Governo".
Il mondo intero invece gli sta dicendo che QUALSIASI ALTERNATIVA E' MEGLIO DI QUESTO GOVERNO, solo lui pare non se ne sia accorto: perfino i suoi stanno ormai suonando la ritirata.

venerdì 21 ottobre 2011

Fine di un dittatore

Tutto il mondo oggi commenta la fine di Gheddafi. I titoli dei nostri giornali sono emblematici della varietà di pensieri che si possono intrecciare su un fatto come questo: "Morto Gheddafi", "Ucciso Gheddafi", "Giustiziato Gheddafi". Se li leggiamo bene, non dicono esattamente la stessa cosa e non esprimono lo stesso livello emotivo.
La morte di un uomo non può essere un fatto che lascia indifferenti, soprattutto se l'uomo di chiama Gheddafi o Saddam o Ceausescu. Tutti i dittatori che possiamo dire di aver visto nella nostra vita recente hanno fatto una brutta fine, segno e conseguenza dell'odio e della repressione che essi hanno per primi posto nella loro azione politica e che sempre portano a conseguenze di questo tipo.
Ma un conto è dire che un uomo è stato ucciso, segno di un atto violento, in questo caso conseguenza delle azioni di un dittatore; un altro che è stato giustiziato. Un uomo non viene mai giustiziato. La giustizia che invoca la morte non è giustizia. La giustizia deve difendere la vita e proteggere i diritti umani di tutti gli uomini. Se si condanna la pena di morte per le persone che hanno commesso anche gravi crimini, la si deve condannare anche nel caso di questi dittatori, spesso sanguinari e repressori della libertà dell'uomo.
Nessun processo potrebbe mai ridare la vita e la libertà alle persone da loro uccise, torturate, seviziate, incarcerate. Per questo, quando un dittatore arriva ad essere catturato vivo, come nel caso di Gheddafi, non potrà mai arrivare alla fine naturale della propria esistenza. Qualcuno si prenderà cura di toglierlo di torno quanto prima.
Però, in questo caso particolarmente, mi viene il sospetto che lo si sia voluto togliere di torno con particolare sveltezza. E se vogliamo dare credito ad alcuni commentatori indipendenti, pare proprio che l'Italia fosse in prima fila nel volerlo far tacere per sempre. D'altra parte, Berlusconi è stato uno degli ultimi capi di stato occidentali a vederlo vivo e a prendere accordi commerciali e politici con lui. Chi non ricorda lo scorso anno la tenda da circo a Villa Borghese, chi non ricorda il baciamano di Berlusconi, la sua sottomissione a colui che oggi disprezza?
Pochi mesi fa lo osannava, poi lo ha bombardato quando ha capito che il vento girava e alla fine, esulta per la fine del crudele dittatore, che gli permette di togliersi anche il fuggevole impiccio di dover rispondere a qualche piccante accusa che l'anziano leader libico (ohps, scusate, aveva sei anni in meno del nostro Premier Berlusconi...) avrebbe sicuramente rivolto al nostro presidente del consiglio.
Forse è meglio così: l'Italia è già abbastanza derisa per lo squallido teatrino che offre quotidinamente il nostro Parlamento, la politica Estera, il bunga-bunga, i faccendieri, le varie "P" (due, tre, quattro...), le escort (che non sono macchine), la lotta per il potere, che un altro scandalo ce lo saremmo anche potuti evitare. Mi viene in mente un film di Woody Allen: "Il dittatore dello stato libero di Bananas"...

venerdì 7 ottobre 2011

La fine del Governo

Alcuni amici mi scrivono e mi contattano per chiedermi perchè non scrivo più o scrivo così poco. Credo che la risposta sia fin troppo evidente: a che scopo scrivere su di un blog, parlando di argomenti che vorrebbero essere di approfondimento e di comunicazione, quando nel mondo intorno a noi accadono (o non accadono, il che è anche peggio) cose che non hanno nessun contatto con la realtà?
Il riferimento a cosa stia succedendo alla nostra democrazia, agli attacchi che una politica sconsiderata del Governo e perfino a certi atteggiamenti dell'opposizione in Parlamento e fuori, è chiaro e voluto.
Il Governo è allo sbando e ogni giorno in più che passa è un indebolimento del nostro Paese e dei nostri mercati. La manovra finanziaria che si è posta in essere dopo 4 tentativi tra loro completamente differenti ha scombussolato tutti ed ha generato incertezza. Al punto che oggi nelle aziende le persone si chiedono se il santo patrono c'è o non c'è, se il ponte delle Madonna (e non quello di Messina...) a dicembre a Milano si potrà fare come al solito, congiunto con Sant'Ambrogio oppure no. Ma questo sarebbe il meno!
La manovra si è dimostrata una volta di più iniqua, ha colpito attraverso l'aumento dell'IVA le fasce sociali più deboli perchè togliere l'1% ad un povero è molto più grave che togliere l'1% ad un ricco.
In momenti come questi è fondamentale difendere il potere d'acquisto delle fasce più deboli, perchè sono quelle che determinano anche i flussi commerciali. Visto e considerato che il sistema economico si basa sulla progressione del PIL per mantenere il livello di stato sociale e di qualità di vita, assumere decisioni che possono portare ad una recessione dei consumi è quanto meno improvvida.
Per oggi mi limito a questa considerazione, unita solo ad un'altra piccola riflessione: oggi alla maggioranza non basta più sostenere che non c'è alternativa a questo Governo, perchè qualsiasi alternativa a questo sarebbe meglio, Governo tecnico o di unità nazionale. La storia ce lo insegna.

lunedì 12 settembre 2011

Governo e dignità delle famiglie

Ormai siamo la delirio. Non voglio farla lunga perchè ormai di parole ne sono state dette e scritte fin troppe, mentre avremmo follemente bisogno di azione.
Sto parlando della manovra finaziaria, dell'operato di questo indegno Governo e del suo Presidente. Le notizie odierne sul fatto che non si presenti dal Giudice per rispondere dell'ennesima figuraccia, se non proprio di azione di reato, che lo coinvolge, ormai fa venire il dubbio anche al suo sostenitore più sfegatato che qualche cosina proprio non chiarissima anche il Silvio ce l'abbia.
Ma sostenere di avere dato soldi ad una famiglia in difficoltà fa venire il vostastomaco ai milioni di famiglie italiane che in questi anni di suo malgoverno in difficoltà ci sono e ci rimangono, alla faccia di tutte le promesse di calo delle tasse e di miglioramenti della Pubblica Amministrazione.
Non rispettare le promesse elettorali è quasi un rito a cui nessuno si sottrae, ma vessare con tasse e balzelli sempre i soliti, questo no, non è più accettabile.
Manovra puzzle, l'ha definita un onorevole dell'UDC, forse voleva dire qualcosa di peggio. Infatti non di puzzle stiamo parlando. L'aumento dell'IVA comporterà una aumento indistinto ed ingiustificato dei prezzi, non subito, ma nel giro di due o tre mesi.
Nel frattempo i costi dei servizi pubblici sono aumentati e quelli locali aumenteranno anche di più, vista la stretta data a comuni e regioni. Aboliamo le provincie? Ma questi enti non spariscono in una notte ed anzi, la loro scomparsa, non integrata in un disegno di ridisegno della politica locale attraverso una riforma seria e non in emergenza, potrebbe causare seri danni anche all'economia, oltre che alla pazienza dei cittadini.
Ma torniamo alle famiglie. Questo Governo, come i precedenti d'altra parte, non ha fatto nulla, assolutamente nulla, per difendere il potere d'acquisto delle famiglie e dare una dignitosa collocazione all'impegno familiare. Eppure il buon Silvio si permette di dare mezzo milione di euro ad una famiglia in difficoltà. In cattive acque, forse per questo aveva bisogno di una nuova imbarcazione... per favore!!!
Un Presidente sotto scacco e sotto ricatto è una minaccia per l'intera nazione. Silvio Berlusconi se ne deve andare non solo perchè ha dimostrato ampiamente la sua incapacità a governare la situazione politica attuale e del recente passato, ma perchè ormai non è più uomo delle istituzioni, non ha più credibilità internazionale, ammesso che ne abbia mai avuta.
Chi sta facendo ancora restare a galla questo Paese è il Presidente Napolitano e forse sarebbe ora di smettere di guardare a figure meschine e fragili come quella di Silvio per ricominciare da chi oggi incarna il valore di un Popolo e la dignità di una nazione.
O dobbiamo farci dare lezioni da un ragazzino tedesco, come è stato ieri a Monza, dove Vettel si è messo sul casco il 150 che indica gli anni della nostra storia di Stato? Riflettete, se potete.

venerdì 12 agosto 2011

La più grande provocazione

In nome del Popolo Italiano:
  • constatato che negli ultimi 17 anni, in diversi periodi e per un totale di anni 10, il dottor Berlusconi Silvio ha sottoposto il suo Paese ad ogni forma di malgoverno, godendo di una impunità garantita dal controllo degli organi di stampa anche pubblica, che doveva per prima dare corretta informazione su quello che accade nel Paese;
  • verificato che negli ultimi tre anni il suo Governo ha costantemente operato, diversamente da quanto promesso al Popolo sovrano, per l'aumento di privilegi a singoli soggetti privati o aziende, ovvero con l'assegnazione di cariche istituzionali a persone incapaci o indegne di esserne rappresentanti, tanto da determinare a tutti i livelli una perdita di capacità e di concretezza politica e amministrativa;
  • appurato, per sua medesima affermazione, che egli ha operato azioni nel privato al limite della censura e del reato, in ogni caso mettendo a repentaglio la propria reputazione e quella dell'intera Nazione, e creando i presupposti perchè il mondo politico internazionale abbia a ritenere meno seria l'azione del nostro Governo, classificandoci come il Paese del "Bunga-Bunga";
  • dimostrato di aver assunto atteggiamenti e posture non affni al ruolo istituzionale che ricopre, come nel caso in cui si rivolse a "Mister Obama", suscitando lo sconcerto della Regina Elisabetta, o quando fece "cucù" da dietro un palo alla signora Merkel, sotto l'occhio delle telecamere di tutto il mondo, o quando ospitò recentemente a Roma il colonnello Gheddafi, attirando le ire di tutti i Paesi occidentali;
  • verificata l'incapacità totale della gestione della Cosa Pubblica, diventata origine e fonte di privilegi, attraverso i quali si è allargato il debito pubblico, non si sono ridotte le tasse, si è costretto il Popolo Italiano a sacrificarsi in misure di risanamento che nulla sembrano risanare, non si è protetto il potere di acquisto dei cittadini, non si sono poste misure di contenimento a farabutti che hanno operato ogni sorta di malaffare ai danni dei cittadini;
  • dimostrata l'incapacità a gestiere le risorse finanziarie del Paese e a contenere e controllare in modo efficace che operartori privati potessero arricchirsi alle spalle dei cittadini, soprattutto nell'ambito della gestione delle Energie, del gas, del petrolio e affossando pericolosamente lo sviluppo delle fonti di energia naturale, ecologica e riciclabile;
  • constatato che l'azione di Governo, in un periodo critico per il Paese, è stata inopportunamente concentrata verso misure "ad personam" volte a tutelare la persona e gli interessi del Presidente del Consiglio, oltre che a rendere le sue attività private più remunerative e detassando parte dei proventi da queste generate;
  • considerato che una volta tanto il Presidente del Consiglio Berlusconi Silvio dispone di un ingente patrimonio personale;
tutto questo visto e considerato, il Popolo Sovrano decreta:
  • che a titolo di risarcimento per tutti i danni causati alla Nazione, vengano confiscati tutti i beni di Berlusconi Silvio comunque e dovunque riconducibili alla sua proprietà, e rilevati dal Tesoro come beni demaniali;
  • che al Berlusconi Silvio venga assegnato un appartamento in casa economico-residenziale gestita dall'Aler di Arcore ed un assegno vitalizio pari all'importo di una pensione al minimo, così che possa provare personalmente cosa voglia dire vivere con una pensione da operaio, lui che si dichiarò Presidente Operaio.
Tutto quello che avete letto finora è frutto di fantasia, ma pensate che davvero sia così lontana dalla realtà una ipotesi di questo genere? A voi la sentenza.

martedì 9 agosto 2011

Con le pezze al culo

Le notizie di questi giorni si rincorrono per darci il senso di come si distrugga l'economia mondiale. O per meglio dire, di come stia per finire l'epoca del capitalismo mondiale. Ormai non ci sono più Stati virtuosi e Stati spendaccioni, tutti fanno il possibile per parare la prossima mossa di un mercato impazzito, ben sapendo che non ci sono molti margini di manovra.
Se perfino l'America perde la tripla A di S&P, se la Francia la maniene solo perchè ha le redini della Banca Mondiale, se tutti gli altri paesi Europei scoprono che da soli non ce la possono fare, per cui danno una mano più o meno concreta ad Italia e Spagna... beh, provate a pensare a tutti gli Stati che vivono al margine della civiltà, di chi campa con una manciata di euro al giorno qui da noi e con meno di due dollari nel resto del mondo. Poi torniamo a parlare di come si brucino 200 miliardi di euro in poche ore, di quale possa essere la dignità dei nostri governanti di fronte a queste cose, di come ci si possa sentire, se solo si ha una coscienza.
Chi cerca facili guadagni nel mondo azionario, speculando senza muovere un dito e senza meritare un centesimo, ma decidendo le sorti dell'economia mondiale, meriterebbe la galera. Purtroppo il mondo odierno è stato plagiato, la coscienza cancellata e resa incapace di condurre l'azione di governo nella linea del "bene comune"...
Bene, e allora? Si chiederà chi sta leggendo queste righe... La sai davvero lunga, ma allora cosa facciamo? Amico che leggi, se ti è venuta questa domanda, ricordati JFK: "non chiedere cosa può fare il tuo Paese per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese". Ora il nostro Paese è il mondo.
Ma anche se ci limitassimo alla nostra povera Italia, chiediamoci (e lo chiedo a chi sostiene da anni questo Governo di incapaci): cosa posso fare per cambiare? La cosa più semplice di tutte: dire a tutti che questo Governo non ti piace! Proprio stamattina, parlando con un amico, mi veniva posta la solita domanda: "ma se mandiamo a casa questi, poi chi ci arriva?". Sinceramente non lo so, ma le regole di questo gioco non mi piacciono, non mi piace che si continui a guardare a questo Governo come il minore dei mali quando invece è un male incurabile.
Nel nostro Paese si è instaurato un gioco di potere che non permette la libera espressione della democrazia. Questa espressione non è tanto dettata dal fatto di avere un sistema elettorale da burla (nel senso che se ne infischia di lasciare scelta all'elettore, essendo figlio di una strategia monocratica di partito, quindi antidemocratica per definizione), da cui poi discendono tutti i giochi di potere, le cariche, le nomine che questo comporta a tutti i livelli, per certe cose con la complicità dell'opposizione (dal momento che una carica non si rifiuta mai). Il vero problema nasce dalla coscienza delle persone, dall'essere ormai corrotti dalla metafora del boia (è un brutto mestiere, ma qualcuno lo deve pur fare... "deve"?), per cui se qualcuno ruba tutti possono rubare, se qualcuno è corrotto tutti possono essere corrotti, e via dicendo.
La cosa più triste per me è che ancora una volta, dentro questo discorso, a rimetterci le ossa, alla fine, saranno le famiglie, quelle che hanno il reddito fisso, quelle che vivono solo con l'assistenza economica dei genitori anziani, quelle che non riescono a formarsi perchè manca il lavoro e non ci sono abbastanza soldi, quelle che hanno bambini o genitori malati, quelle che non possono più godere dell'assitenza sociale perchè questa non c'è più... perchè quelli che lavorano e prendono uno stipendio fisso tra poco saranno solo dei cimeli da cui liberarsi il più presto possibile, perchè gli errori dei padroni li pagano i lavoratori quando perdono il posto.
E poi perchè il Governo anzichè abbassare le tasse o ridurre il debito pubblico (nel nostro paese non si possono fare entrambe le cose), ha deciso di lasciar crescere le tasse e di aumentare il debito pubblico. Questo è il padre di tutti i problemi. Se il meglio che abbiamo dal punto di vista della gestione economica del Governo si chiama Tremonti, siamo messi male.
Il giudizio non è mio, ma del presidente dell'Associazione delle Famiglie numerose.
Dopo 25 anni di battaglia non sono riuscito ad ottenere nessun riconoscimento per le famiglie numerose e monoreddito. Ho speigato decine e decine di volte quali siano le difficoltà in cui si dibatte questa tipologia di famigla, peccato che in Italia tocchi solo il 5% della popolazione e quindi non vi sia alcuna possibilità di avere un riconoscimento del reddito famigliare alla francese, ad esempio, proprio per il principio del Padre dei Problemi: non si può perdere base imponibile, altrimenti addio tasse.
Sempre per questo motivo, non si riuscirà ad estinguere l'evasione fiscale ed il lavoro nero. Anche chi ha pochi soldi se può fa la cresta sulla badante, si arrangia con le fatture del'artigiano che deve fare il lavoretto a casa... altrimenti non ce la fa. Perfino la ditta e l'imprenditore più onesto non può fare a meno di fare qualche acquisto o erogare qualche lavoro in nero, se vuole arrivare a fine mese.
Il sistema sta crollando perchè l'abbiamo drogato a tal punto da non sapere più quali siano le vere regole del gioco. Non sta più in piedi da solo, ecco perchè non ci decidiamo a cambiare Governo: sappiamo che cambiare le perosne potrebbe non bastare, se non si cambia radicalmente l'impronta dello Stato e non si ritrova una valenza di comportamento etico, che detto così sembra una vera utopia.
La nave affonda e l'orchestra suona... proprio come il Titanic. Un'amica mi dice: credo nella profezia degli Antichi Maya, la Terra chiuderà il suo ciclo nel dicembre 2012... vero, forse finirà l'epoca capitalistica, ma ancora non siamo pronti con cosa la potrà sostituire, se non il caos. Londra insegna.

domenica 17 luglio 2011

Vergogna

Questa volta il Governo ha davvero esagerato. La Finanziaria che è stata approvata dalla Camera venerdì scorso 15 luglio è drammaticamente l'affondamento delle speranze di ceti medi e medio-bassi di vedere un minimo di luce in fondo al tunnel.
Lavoratori dipendenti, pensionati, piccoli imprenditori, commercianti ed artigiani sono i più colpiti da questa manovra, sfacciatamente iniqua e che ancora una volta LASCIA LE MANI DEL GOVERNO DENTRO LE TASCHE DEGLI ITALIANI E IN PARTICOLARE DI QUESTE CLASSI SOCIALI.
Questi tre anni di Governo sono stati un disastro ed hanno dato modo solo al Premier di fare leggi ad personam o ad impresam (Fininvest e Mediaset, oltre alle coperture ed agli aiuti ricevute da Mediolanum), lasciando tutti i cittadini senza alcuna difesa, senza alcuna garanzia.
Mi rivolgo a coloro che hanno votato nel 2008 Berlusconi perchè delusi dalla politica di Prodi: sapete che tutto ciò che accadde in quei mesi fu pilotato dalla comunicazione di potere occulto che Berlusconi poteva ancora esercitare grazie alle sue persone messe in posti chiave? Tutto merito della sua esperienza di Piduista, del fatto di essere il padrone di Mediaset e di aver messo le proprie persone in RAI. Anche il successo delle elezioni del 2008 ed il quasi clamoroso recupero (compiuto negli ultimi giorni di campagna elettorale) su Prodi nel 2006 fu in buona parte dovuto alla gestione delle leve di questo potere occulto.
Poi per tre anni la sua unica preoccupazione fu quella di procurarsi giovani e procaci ragazze per le proprie feste quasi quotidiane, con tutta l'Europa e il mondo che ci guarda ormai con occhi sconsolati e diffidenti.
L'attacco dei cosiddetti "speculatori" non è altro che l'atto finale di una incapacità quasi totale di rispondere in modo adeguato a sollecitazioni internazionali di un livello tale per cui la nostra "cultura padana" non riesce a fornire adeguate interpretazioni. Quindi, una volta concesso ai ricchi di potersi riportare in casa i soldi trafugati all'estero con lo scudo fiscale (si è esasperato il concetto sulla cifra che si è recuperata, mentre il vero dramma è che quel misero 5% sarebbe dovuto essere almeno il 40% se le tasse fossero state pagate per intero), non restava, come a tutti i precedenti governi, mettere sotto torchio i redditi fissi e tassabili (dipendenti e pensionati), gli unici che garantiscono un flusso costante.
Nessuna intenzione di attaccare le fasce di reddito più alte, nessuna intenzione di colpire ville, castelli, patrimoni o altri valori (yacht o barche di valore, ad esempio). No, perchè questi beni ormai se li può permettere solo la Casta.
Dopo il libro di Rizzo e Stella ne sono usciti a decine per denunciare con fatti e circostanze una situazione vergognosa per chi in teoria ci dovrebbe dare l'esempio. L'ultimo fatto emblematico dei giorni scorsi era quello che vede protagonista il mio ex Presidente di Consiglio Comunale, Francesco Speroni, che corre con la sua potente auto a 316 all'ora sulle autostrade tedeche. Al di là del fatto che mi sembra delirante solo a pensarlo (uno come lui potrebbe permettersi di correre anche più forte di così se se ne andasse in pista, lui lo potrebbe fare), nessuno si chiede quale sia la macchina che corre a quella velocità e quanto possa costare? E quanto possa costare compiere simili bravate?
Ma la Casta ne fa di tutti i colori. Vedo spesso Bossi col sigaro in bocca in locali chiusi, nelle hall di hotel, in sale riunioni al chiuso dove è vietato funare ai semplici umani. La legge per lui non vale e con lui non si applica? Lui, Ministro del Governo Italiano, deve rispettare la legge per primo, altrimenti se ne vada, non lo trattiene nessuno.
E poi, tutte le perle di Papa, di Milanese e di tutti coloro che recentemente nella maggioranza sono sotto la lente della magistratura per ogni tipo di reato. Romano, neoacquisto di questo Governo, indagato per reati di mafia compiuti nel 2001...
Ma dove siamo? Certo, anche la minoranza non deve lamentarsi, nè per fatti del passato, nè per altri più recenti. La denuncia poteva essere fatta anche un po' più pressante, un po' più clamorosa. Avete mai pensato che l'aumento del prezzo della benzina di queste ultime settimane sia uno dei volani maggiori della maggiorazione delle spese delle famiglie italiane? Eppure nessuno ha minacciato di darsi fuoco, dentro la casta, magari perchè la tanica di benzina costava troppo perfino per lui?
Ultima perla: c'è chi questa Casta l'ha vissuta da vicino, ed ora trova la forza di parlare. Non so come mai solo ora, forse perchè prima questo gli permetteva di avere un lavoro, voglio pensare che sia così, In ogni caso, in questo momento non aggiunge, a mio giudizio, molto di più a quanto già sappiamo, anche se certi privilegi offendono parecchio chi domani comincierà a pagare l'ennesimo conto al quale non ha partecipato.
Anzi, no, in verità. In qualche modo abbiamo partecipato dando il nostro voto, e chi ha votato per questo Governo più di altri dovrebbe sentire la responsabilità di quella decisione ed in qualche modo dovrebbe pentirsi. A loro chiedo conto di questo ennesimo atto di pirateria finanziaria che colpisce le famiglie, indebolisce un sistema economico già in crisi e non fa pagare nemmeno un centesimo ai veri responsabili della crisi.
Vergogna!

martedì 12 luglio 2011

Alberto la sa lunga

Alberto Pirani l'aveva detto: "lasciate un po' di tempo e la questione dello spread per i nostri titoli vedrete che ci metterà tutti al tappeto". Alberto è uno che la sa lunga, e avendo lavorato in banca per molto tempo ha avuto modo di conoscere bene l'ambiente.

Quindi può meglio e prima di ogni altro aver capito quelle che erano le dinamiche finanziarie che stavano dietro questa situazione. Già più di un anno fa.

Però Alberto non è un fenomeno da baraccone, non è un mago modello Harry Potter o chissà cosa. E' una persona normalissima, che conosce il proprio mestiere (anche se ora è in pensione) e sa far lavorare bene il proprio cervello.

Cosa che purtroppo non accade a chi ci governa. Anche perchè, lo diceva molto bene ieri sera su RaiTre Oscar Giannino, le colpe di quello che accade sono principalmente del malgoverno a cui siamo stati sottoposti negli ultimi tre anni.

Aver anteposto interessi personali del Premier a quelli del Paese è stato l'errore più grave e più reiterato di questa legislatura, che ormai volge al suo declino definitivo.

Un fatto grave, gravissimo. Ora, l'elettore medio di centrodestra queste dinamiche le conosce, sa benissimo quali tipi di errore (e soprattutto, la portata e l'entità degli errori) ha compiuto questo Governo. Tremonti ha fatto da argine all'inconsistenza sul lato economico e finanziario, apparendone alla fine il salvatore perfino agli occhi della comunità internazionale e gli speculatori non hanno esitato un attimo a scatenare la bufera sui nostri mercati non appena il povero Giulio è stato attaccato ed ha perso di peso politico all'interno del Governo.

Ora siamo davvero in cattive acque. Non siamo ancora al fallimento come qualcuno ventilava già ieri, ma siamo comunque in una situazione difficile, determinata soprattutto dall'entità del nostro debito pubblico.

Sarà una fissa, ma continuo a dire che Prodi aveva iniziato un'azione di risanamento che, se da un lato non mollava la presa delle tasse, dall'altra avrebbe con maggior facilità portato l'Italia in una zona più sicura e non ci avrebbe esposto alla speculazione, soprattutto di origine tedesca e americana.

Già, altro effetto di questa crisi: la cannibalizzazione dei mercati occidentali. Non andiamo contro i colossi dell'Est, Cina e India, ma combattiamo una guerra interna, fratricida, per il mantenimento di uno stato di fatto delle economie occidentali. In questo modo, però, indeboliamo l'intero sistema e arriveremo a perdere i pezzi (Irlanda, Grecia, Portogallo ...) di un'area che ha come riferimento l'Euro.

Inutile chiedere alla Lega di pagare dazio su queste cose: chissenefrega, risponderebbe il suo capo Bossi, sempre incline ai bei modi e alle gentilezze. Peccato che in questo Governo lui ci sia dentro fino al collo e prima o poi dovrà spiegare anche ai suoi elettori perchè non ha difeso gli interessi "padani", lasciando andare in malora l'intero sistema economico nazionale.

martedì 14 giugno 2011

La linea dei referendum

Lo si prenda come si vuole, l'esito dei referendum è inequivocabile: la maggioranza assoluta degli elettori italiani, col suo dire SI, boccia la politica del Governo. Senza attenuanti e su tutti i settori in cui si è distanta la sua azione, se così si può dire, il 52% vero degli elettori boccia il suo operato. Un numero molto più alto di coloro che hanno votato nel 2008 per questo Governo.


Vediamo di capire i singoli punti su cui si è votato cosa vogliono dire.


Sul Legittimo Impedimento, che già chiamarlo legittimo oggi è cosa impropria, si basa prima di tutto la bocciatura politica. Berlusconi ha impostato questa legislatura ponendosi al centro dell'azione legislativa con tutta una serie di provvedimenti "ad personam", che lo mettessero al riparo da azioni inquisitorie dei giudici e, quindi, fuori dalle leggi dello Stato. Mai nessuno ha osato tanto in uno stato democratico, se non forse nei film di 007 con "Licenza di uccidere". Ma si trattava di un film.


Qui invece è stata sottratta capacità ed impegno legislativo al Parlamento, lasciando per mesi (se non anni) il nostro Paese senza leggi efficaci per l'economia e la finanza, pur essendo al centro di una crisi congiunturale profonda di tutto il sistema mondiale. Non si sono prese iniziative a favore del potere di acquisto delle categorie più deboli, anzi, si è insistito nel tenere elevate le tasse, anche perchè non si poteva fare altrimenti, comunque tradendo le aspettive della gente e le seppur generiche promesse elettorali.


Se poi davvero adesso il Governo dovesse mettere in atto qualsiasi manovra tesa ancora ad aggirare questa indicazione così chiara del popolo sovrano, dovrà fare i conti con lo stesso, quanto prima.


Sull'Acqua Pubblica è stata fatta saltare quella sporca manovra che aveva portato a promulgare una legge al 9 di agosto, in un Parlamento quasi deserto, all'ultimo giorno prima delle vacanze estive del 2009. Un'azione indegna di un Governo responsabile e che ha a cuore le esigenze primarie di un Paese come il nostro, con un grave squilibrio idrico, una dispersione che mediamente supera il 40% dell'acqua prelevata e con buona parte del Sud dove la captazione e distribuzione sono in mano ad organizzazioni malavitose.


L'esito reale di questa azione è ora il caos. Le amministrazioni locali che hanno creduto che questo tipo di gestione si potesse realizzare da subito, hanno messo in atto contratti che ora dovranno necessariamente essere rivisti, e non sappiamo ancora a cosa porteranno in caso non sia possibile per i comuni adesso adempiere agli obblighi contrattuali.


E infine il Nucleare, una delle poche azioni veramente politiche di questo Governo. Perchè almeno era il tentativo di dare un indirizzo, sebbene non condiviso, ma era un indirizzo. Magari lo avessero fatto anche su altre cose... Ma tant'è.


Ora, tutto questo non ribalta assolutamente nulla, anche perchè il piano energetico nazionale che già non prevedeva il nucleare, può andare avanti senza problemi. Semmai, si tratta di dare concretezza ad alcune decisioni che finora erano state prese con le molle, tipo il piano energia, il fotovoltaico pubblico e tutte le altre forme di produzione energetica che nel breve possono essere messe in atto con risultati integrati e che porteranno sicuramente ad un risultato concreto ben prima degli ipotetici 10 anni del piano nucleare. Per inciso, si dovranno anche rivedere determinate voci che incidono sulla fatturazione dell'energia, visto che adesso non c'è più alcun impianto da attivare o mantenere e quelli che ci sono vanno definitivamente smantellati.


Se la Germania rinuncia al nucleare, i paesi nostri confinanti quasi tutti stanno rivedendo il loro programma energetico per ridurre il peso del nucleare, una ragione ci sarà. Chiaro che dietro ogni scelta c'è un fondo di attività dettato da grandi società multinazionali dell'energia, interessi di capitali che spingono una soluzione piuttosto che un'altra. Non facciamoci illusioni: succede così anche con l'eolico o il fotovoltaico. Non per caso in Sicilia è successo quel che è successo per l'eolico.


Ma questo è il nostro sistema, piaccia o no, e lamentarsi senza proporre alternative è stupido e demagogico. Bisogna avere invece un minimo di senso pratico perchè, è naturale, il fronte che oggi ha detto SI per dire NO alla linea di Governo, domani si spaccherà ancora sulle linee di azione da tenere e su questo punta il Governo, insieme al fatto che le vacanze non sono lontane, per allontanare la crisi ormai devastante di questa maggioranza.


Ma sarà il caso che tutto il Governo, non solo Berlusconi, valuti con attenzione ciò che sta accadendo e con un impeto di responsabilità comincia a guardare con più serietà ai problemi veri del Paese, e oltre ai punti che ho prima indicato, dia una risposta al riordino del mondo del lavoro, alla ricerca scientifica, alla capacità imprenditoriale senza però mettere a repentaglio lo stipendio dei lavoratori ed il suo potere di acquisto. Altrimenti tutti i piani di rilancio si fermeranno un passo dopo.


Riflettano, questi signori. E visto che la Presidenza del Consiglio onora questo blog con la lettura di ciò che scrivo (ovviamente non penso che il Presidente in persona si prenda questa briga...), vorrei che le mie parole in qualche modo possa anche aiutare il Governo a capire che non sempre le parole di critica sono parole "contro", che non sempre chi ci rimprovera ci vuole male, ma che è meglio apprezzare una critica piuttosto che gongolare per una lode di piaggeria.

martedì 24 maggio 2011

Io sto con Pisapia

Non scopro certo io come il ballottaggio di Milano stia diventando l'ago di una bilancia molto più importante, non solo limitata all'elezione del Sindaco forse più importante d'Italia, ma anche quella cui si legano le sorti di questo Governo e, in ultima analisi, la fine della parabola storica di Silvio Berlusconi.

Questo anche perchè, ormai è quasi lampante, tutti stanno aspettando solo il pretesto per mettere la parola fine a questo quasi ventennio di tragica agonia della democrazia costituzionale.

Da subito vorrei portare alla vostra cortese attenzione le motivazioni per cui è veramente il caso di considerare l'elezione a Sindaco di Milano di Giuliano Pisapia un atto di giustizia.

Gli eventi di queste ultime settimane ci hanno presentato una persona garbata e molto presente ai problemi della città, mai invadente, mai sopra le righe nei modi, ma soprattutto nei contenuti di quanto andava affermando.

Il fatto di essere simpatizzante di una sinistra più a sinistra di quanto oggi sia disposta ad accettare una certa borghesia benpensante, non lo può in nessun modo far confondere con quelle che sono state le frange eversive e terroristiche di qualche decennio fa. La macchina del fango, da sempre nelle mani di una destra incapace di sviluppare un pensiero di governo concreto, si è ora inceppata ed ha trascinato in quello stesso fango proprio chi (anche involontariamente, la Moratti, ne sono certo) l'ha usata senza comprenderne i delicati meccanismi.

L'ultimo delirante attacco all'Arcivescovo di Milano tramite l'organo di stampa della famiglia Berlusconi (Il Giornale) ne è la prova più concreta. Se non ci credete, documentatevi e poi chiedo a certi elettori che si dichiano cattolici come possano pensare di votare per la proposta politica di Centrodestra. Vorrei anche ricordare che Berlusconi era capolista PdL a Milano, tanto perchè qualcuno non dica e non pensi che lui non c'entra in questa storia.

Basterebbe questo a spiegare perchè io sto con Pisapia.

Ma ancora di più, mi convince in questo frangente la becera e goffa campagna elettorale di questo "Centrodestra", sempre meno Centro e sempre più Destra conservatrice e ottusa, volto a denigrare l'avversario, nel personale, nel privato, attribuendo falsità enormi e cercando sempre una materia di odio con la quale rendere antipatico il profilo dell'avversario.

Ebbene, in questo periodo io non ho mai sentito la signora Moratti dire cosa vorrebbe fare per Milano, come costruire la Milano di domani (non quella dell'Expo, quella sappiamo come la vorranno costruire, vero?), se non facendo uscite clamorose e anche un po' inverosimili come quelle sulle cancellazioni delle multe.

Una volta di più si andrebbe a vanificare l'idea di rispetto delle regole e di rigore morale solo per accaparrarsi il benvolere di ristrette fasce della popolazione, cui peraltro questo tipo di concessioni ormai non fanno più molta impressione, visto che poi esistono enormi difficoltà nel trasformare queste battute in azione.

Per cancellare una regola ne serve un'altra, e quando questa ha un riscontro economico a livello di bilancio pubblico, serve una nuova entrata (o una pari riduzione di spesa) per controbilanciare il mancato introito. Questo lo può sapere chi fa (o ha fatto) l'amministratore pubblico, ma lo può facilmente comprendere anche il normale cittadino.

A Milano hanno dato dei torroristi rossi ai giudici e chi lo ha fatto ha raccolto un ben misero bottino. Forse avesse fatto una campagna elettorale classica avrebbe avuto più consensi. Poi hanno dato del criminale incallito al Pisapia e sono andati sotto di oltre 6 punti percentuali.

Ormai questi sistemi non funzionano più. La gente di Milano, l'elettore di Milano è troppo scaltro per essere preso in fallo da queste cose, e l'hanno dimostrato col voto di dieci giorni fa.

Chi non capisce questo non potrà vincere a Milano. Non solo.

Bossi e la Lega hanno ormai scoperto le carte: sapendo di non poter mai diventare forza di Governo autonoma, avevano bisongo di un alleato forte a livello nazionale da imbrigliare e da utilizzare come Cavallo di Troia per raggiungere gli obiettivi cari al "Popolo del Nord".

Ma quando la gente del Nord comincia a capire, e sta arrivando quel momento, che questo giochino ha permesso solo a qualche "gerarca" padano di sistemare la propria progenie incapace di realizzare il proprio futuro in modo autonomo, senza riuscire a rendere stabile ma soprattutto convincente anche per il resto del Paese la propria azione politica, ecco che la fiducia anche nell'alleato si farà meno concreta perchè quando la barca affonderà ognuno cercherà di salvare prima se stesso.

Chiarissima a questo proposito la situazione di Gallarate, dove la Lega è rimasta vittima di se stessa e ora non parteciperà al ballottaggio. A chi andranno i voti leghisti? Solo la PdL? Non credo. Penso che piuttosto vi sarà un'emorragia di voto leghista al ballottaggio.

Stessa condizione a Varese, dove Luisa Oprandi raccoglierà più di quel 30% da cui parte.

E grande è il rammarico per Busto Arsizio, che una volta di più, mentre la partita si fa interessante sotto tutti i profili, resta mestamente alla finestra a veder passare gli altri e a compiangere il neoeletto sindaco, quasi a preparargli un De Profundis che fa assomigliare la sua rielezione vagamente al più triste dei tracolli.

Se Milano cambia, cambia tutta l'Italia. Questa non è una minaccia, ma una speranza. Milano ha la possibilità di fare di più e meglio di quanto non abbiano fatto il 14 dicembre i deputati romani, determinando le sorti di questa legislatura e spazzando via, in un colpo solo, quegli irresponsabili che meglio non hanno saputo fare che darsi il nome meno adatto al momento politico nazionale: "I Responsabili".

Milano, se vuole davvero ritornare la capitale morale d'Italia, deve riprendere il ruolo di leader su Roma non a parole, ma con i fatti: cacciando il folle vecchietto con evidenti perversioni sessuali e tendenza alla mistificazione dalla poltrona più alta del potere reale.

Se vi par poco....

sabato 14 maggio 2011

Restiamo cittadini

Un ragazzo italiano ha deciso qualche anno fa di andare ad aiutare il popolo palestinese perchè voleva la pace: si chiamava Vittorio Arrigoni ed era delle nostre parti. Il suo motto era "Restiamo Umani", e credo che la sua lezione di vita ci debba fare riflettere.
Soprattutto noi Italiani che viviamo qui in Italia. Noi non ci accorgiamo di molte cose che succedono nel mondo perchè, per certi versi, hanno anestetizzato le nostre emozioni, le nostre aspirazioni; hanno trasformato la passione in lotta contro il nemico, per cui non si ragiona più, ma si odia e basta.
Anche per questo ho scelto liberamente e da parecchio tempo di non candidarmi più a queste elezioni comunali. In molti mi hanno chiesto come mai, adesso chi voteranno e perchè. Io anche per questo non ho parlato, non ho scritto, non ho voluto dare indicazioni di voto.
Se si decide di non intervenire lo si deve fare davvero, coerentemente, anche se lo spirito vorrebbe altro, anche se la volontà sarebbe ancora quella di dare il proprio contributo alla politica, ma in questo momento mi sembra difficile anche assicurare un corretto indirizzo in relazione a quanto succede intorno a noi.
Abbiamo qui a Busto una situazione al limite della barzelletta, con un candidato leghista in opposizione al sindaco uscente Farioli, già presentato, che viene tolto di mezzo pochi giorni prima di depositare le candidature, per volere del "Capo"... e con grandi mal di pancia da parte di tutta la base. Già è stato per loro difficile digerire tutto quanto successo a Roma nei giorni e nelle settimane precedenti e seguenti. Come credere che la città potrà, nel caso di loro vittoria, essere governata nell'interesse dei cittadini?
Guardate la città: opere ferme per anni hanno cominciato a muoversi solo pochi mesi prima delle elezioni. Strade asfaltate, ma solo per mimetizzare l'incapacità di una Giunta inesistente per il resto della legislatura. Chiedete a chi opera nel sociale, ai cittadini che hanno attraversato e attraversano difficoltà. Chiedetelo a chi non ha voce nè voglia per raccontarvi i propri problemi perchè sono talmente grossi che non hanno tempo da perdere in sciocchezze.
Se ribatiamo questo scenario a livello nazionale, da comico lo scenario si fa grottesco.
Un Premier che lascia dietro di se una scia incredibile di scandali e reati, per cui si sente di dover accusare la magistratura che non lo lascia in pace. Ogni giorno una novità, che se fossimo in un paese davvero civile, lui stesso si sarebbe già dimesso. Già, ma siamo in Italia e qui non si dimette nessuno.
Per coprire le sue mascalzonate sta mettendo in crisi l'Italia, dichiarando continuamente che il problema più grosso è quello della Giustizia, ignorando scientificamente che i salari perdono potere d'acquisto, che le tasse hanno raggiunto livelli insopportabili essendo due punti più alte rispetto a quando fu fatto fuori Prodi (proprio con l'accusa delle tasse troppo elevate) e con la benzina che ha superato 1,6 euro al litro, con effetti disastrosi sull'economia e sull'inflazione reale. Senza contare la figuraccia in politica estera rimediata con il caso Gheddafi e le continue reprimende della Comunità Europea nei nostri confronti, per l'inosservanza delle direttive comunitarie.
Eppure noi continuiamo a far finta di niente.
Domani e lunedì si andrà al voto, vedremo se gli italiani che hanno questo privilegio lo useranno nella maniera corretta oppure no.
Io mi sono convinto in questo periodo che l'unica cosa per tornare ad un minimo di democrazia sia ricostruire i cittadini, ridare una coscienza a questi benedetti cittadini che oggi non sanno più a che santo votarsi (anzi, votare) per avere un po' di considerazione in più.
Dopo aver demolito le coscienze critiche, aver censurato la Scuola e svilito la Sanità, aver denigrato la Costituzione e avere perfino messo in dubbio la cristallina trasparenza istituzionale del Quirinale, non c'è più posto per un Presidente del Consiglio che vuole essere solo padrone e non servitore dell0 Stato.
Di questo i cittadini devono rendersi coscienti e per farlo occorre ricostruire un tessuto di civiltà della Politica, una capacità di leggere i fatti e gli argomenti della politica senza isterismi da stadio, ma nell'ottica del servizio e della cautela della gestione della "Cosa Pubblica", res publica, repubblica appunto.
Per questo prendo in prestito il motto di Vittorio Arrigoni, per rendergli omaggio e per farlo sentire ancora più vicino ai suoi compatrioti, in questo centocinquantesimo anniversario dell'unità: la sua morte è stata forse l'unico atto che ci ha davvero uniti in un segno fraterno di unità.
In suo onore dico "Restiamo Cittadini".

lunedì 20 dicembre 2010

Meno risorse, meno civiltà

Siamo alla frutta. Con l'ultima manovra finanziaria, i tagli ai comuni comporteranno minori erogazioni dallo Stato alla Regione Lombardia per oltre 200 milioni di Euro, di cui 15 milioni a carico della provincia di Varese.
Al comune di Busto Arsizio verranno tagliati €1.960.460,64 una cifra estremamente significativa.
Tradotto, significa che ci saranno meno risorse per garantire i servizi ai cittadini e la buona amministrazione dei nostri comuni, con un aggravio secco di costi a danno delle famiglie, delle imprese e dei cittadini. Il governo di Bossi e Berlusconi sta affossando gli enti locali. Questi tagli contraddicono nei fatti tutti i proclami federalisti. Invece di colpire chi cerca di aiutare le comunità locali a superare questo momento di crisi, il governo farebbe bene a tagliare la spesa pubblica inefficiente dei ministeri romani che è cresciuta negli ultimi due anni del 10 per cento.
Tagli profondi anche per le politiche sociali: oltre 2 miliardi e 800 milioni di euro in meno a livello nazionale. Mettiamoci anche la riduzione d'ufficio dei soldi destinati per il 5 per mille al volontariato, e ci troviamo in prospettiva in una situazione decisamente precaria per tutto il mondo che gravita intorno ai deboli, alla povertà, alle emergenze.
La notizia di ieri della morte di un senza dimora a Varese dà un primo segno tangibile di questo discorso. In uno scenario come quello attuale, dove tutti tagliano e dove non esistono più risorse per le fasce sociali più deboli, sono proprio costoro quelli che rischiano di più.
Dobbiamo allora chiederci: siamo davvero una società che può definirsi "civile" se crediamo che solo chi è produttivo, solo chi ha forze autonome ce la può fare ad andare avanti? Anche dal punto di vista della sopravvivenza fisica delle persone?
O siamo invece alla legge della giungla, alle prove di sopravvivenza modello Isola del Famosi, alla soppressione dei rami secchi, includendo in questi anche le persone fisiche? Chi si batte per salvare cadaveri viventi, chi si strappa le vesti per persone che per anni e anni continuano a vivere solo grazie all'aiuto di macchine costosissime, ha in mente quante persone sono invece costrette a vivere ai margini della società, senza più casa nè cose, che rischia di morire assiderato o di schiattare di caldo d'estate? Quale vita vale di più? O la vita ha lo stesso valore per tutti?
Ha più valore la vita di un uomo o di una donna, di un italiano o di un extracomunitario? Ha più diritti un barbone o una persona che produce?
Io non voglio dare risposte, ognuno le dia per la sua parte e la sua coscienza, ma almeno una volta ponetevi queste domande nella vostra vita e smettetela di girarvi dall'altra parte quando qualcuno vi chiede di ragionarci sopra.

mercoledì 15 dicembre 2010

Dopo la fiducia

Dopo gli avvenimenti parlamentari di ieri, il voto di sfiducia negato al Premier Berlusconi, sembra che questo Governo abbia vinto i 200 milioni del SuperEnalotto.
In realtà abbiamo assistito per giorni, settimane, ad un teatrino insulso, al rincorrersi di ipotesi giornalistiche e voci di corridoio, vuoti istituzionali e chiusure di aule parlamentari in attesa che un pugno di deputati potesse essere vilmente comperato con trenta denari.
Nel frattempo, l'Italia ha visto in questi mesi salire il proprio debito pubblico fino a cifre che ormai ci fanno sentire sempre più deboli sul piano internazionale e soprattutto su quello della credibilità finanziaria.
Vorrei ricordare che il debito pubblico di oltre 1.800 miliardi di euro "ruba" alle risorse vere dello Stato italiano qualcosa come 80 miliardi di euro l'anno di interessi, e questo solo perchè i tassi sono in questo momento bassi causa crisi. Calcolando che la manovra di luglio è stata di circa 24 miliardi, possiamo avere un'idea di cosa significhi questo debito.
Sempre su questo piano, nel tentativo di mascherare la nave che affonda, il Governo ha applicato la legge dei tagli, sui quali il popolo non ha un'immediata sensazione di avere le mani nel portafoglio come con una tassa diretta o indiretta, ma se ne accorge quando accede ai servizi della pubblica amministrazione.
Parliamo di Sanità, Scuola, Sicurezza, di enti locali che non ce la fanno più ad andare avanti ed il Governo che dice che ora la mannaia colpisce gli enti che hanno sperperato. Abusi e sperperi ce ne sono sempre stati, ma ora più che mai la situazione si fa drammatica anche per gli enti più morigerati. I ticket aumentano e così i costi dei servizi. Ne sanno qualcosa i pendolari e i minacciati aumenti del prossimo mese...
Queste non sono tasse, ma possono incidere in modo decisivo sull'economia di una famiglia. Può voler dire sacrifici e non sempre questa parola piace, ma sta ritornando in voga.
E allora scopriamo che la pressione fiscale in Italia è cresciuta. Torno a dire, a costo di ripetermi, che Prodi fu messo in croce quando la pressione fiscale era al 42% e almeno un punto e mezzo di questa pressione era determinato dal recupero dell'evasione che la Guardia di Finanza stava riuscendo a portare a casa.
Notizia di oggi, la pressione fiscale è ad oltre il 43%, il terzo paese al mondo. Ma i servizi che otteniamo sono sicuramente per una posizione ben inferiore.
Allora, dobbiamo preoccuparci della sopravvivenza di un Governo che dice di fare ma non fa, o di pensare a mettere a posto i veri problemi della società italiana? Non è la giustizia il primo problema, sono le risorse economiche per il rilancio dell'economia, sono una pressione fiscale più giusta e meno incidente per le famiglie e le classi economiche più disagiate, sono servizi migliori per il cittadino e più efficaci, in linea con i tempi e le tecnologie, una scuola che finalmente impari ad anticipare le necessità del mondo economico/imprenditoriale e sappia formare giovani che sappiano essere professionisti seri e preparati, anche quando la preparazione è tecnica e non arriva alla laurea.
Dobbiamo dare risorse alle forze dell'ordine perchè i fatti come quelli di Roma ieri non si ripetano e perchè gruppi di mascalzoni e delinquenti non diventino dei provocatori che giocano solo la partita di chi detiene il potere. Genova 2001 docet.
Signori, aprite gli occhi e svegliatevi.

martedì 21 settembre 2010

Alla ricerca di una via di uscita

Ancora una volta ci troviamo a discutere, non senza un vago senso di frustrazione, dell'attuale situazione politica in Italia.
L'occasione arriva dalla pubblicazione dei dati di alcuni sondaggi di diverso orientamento, ma tutti pressocchè d'accordo nel dire che il Governo è in forte ribasso di credito, che Berlusconi è al minimo storico, che l'opposizione "tradizionale" (PD, IdV) è in affanno e che invece si avvantaggiano Lega e UdC.
Un quadro che non facciamo fatica ad immaginare, il valore di questo sondaggio sta solo nella conferma esplicita di questi dati.
Affiora allora, come la punta di un iceberg dal mare, la tesi del Sindaco di Firenze, Renzi, che spinge per un rinnovamento dei quadri del partito (PD), cosa peraltro da me già da tempo segnalata e richiesta (ma da questo blog, chi se la fila?).
Non è solo per una questione di forma, ma anche si sostanza. Chi ha portato l'Italia a questo stato di asfissia politica non può pretendere di continuare a proporsi per il Governo, dopo che in qualche modo si è più volte alternato tra maggioranza e minoranza. Servono forze nuove e in grado di dare un nuvo impulso alla politica.
Ma non è solo questo. Il Presidente Napolitano ha chiesto a viva voce la nomina del Ministro dello Sviluppo Economico, assente ormai da 140 giorni. Ed ha ragione da vendere. In questo momento le pagine economiche ci dicono delle traversie della più grande banca italiana, Unicredit, e del suo manager di spicco, Alessandro Profumo, in rapporto all'entrata di forze libiche nella banca. Si ventila di crisi in Alitalia, con taglio di almeno 1.200 persone. Continua il braccio di ferro tra Marchionne (FIAT) e sindacati, ormai non più solo CGIL, ma con la mossa serba, il manager di Torino è riuscito in qualche modo a ricompattare il fronte sindacale.
La crisi stringe ancora d'assedio l'economia italiana, la finanza fa fatica a trovare sfoghi sicuri alle sue iniziative di finanziamento. il piano casa del Governo cozza contro questa crisi, l'edilizia è comunque sotto il normale livello di attività.
L'Italia ha indici industriali ancora troppo ballerini e, tendenzialmente, negativi. Non ripartendo l'industria, non riparte l'indotto e la piccola impresa ormai rischia davvero di non avere più risorse per una eventuale ripresa, se non in tempi brevi.
Eppure il Governo si balocca in attese da giocatore di scacchi, alla ricerca di una strategia che permetta al Premier di tenersi lontano dalle aule giudiziarie.
Questa è la madre di tutte le nostre disgrazie: avere un Primo Ministro troppo intento a curare i propri affari ed interessi, piuttosto di quelli della nazione intera. Ogni volta si torna a questo concetto, eppure sembra che nessuno riesca a capire l'importanza di liberarsi di un uomo che non permette al Paese di vivere. Il non averlo privato di tutte le risorse economiche, come si fa in tutti i paesi civili e democratici nei confronti dei leader politici, ha lasciato nelle sue mani il potere di "comprare voti", alla stregua del voto di scambio, andando contro sia quella democrazia che spesso ignora, sia contro la volontà degli elettori.
Eppure ben sa, perchè i sondaggi li fa soprattutto lui, che l'opinone pubblica oggi ha un giudizio politico molto distante dal voto espresso nel 2008, che il suo personale gradimento è infimo.
L'unica via di uscita che vedo è antica, ma forse ancora valida: fornire al nostro una specie di salvacondotto per un tranquillo esilio in qualche paradiso terrestre, senza insistere sulle sue tribolazioni giudiziarie. Finchè questa situazione continuerà ad essere al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica, ma senza una vera via di uscita, non saremo mai liberi di pensare al nostro futuro in termini costruttivi e positivi.

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