Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
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lunedì 21 novembre 2011

L'Ambrosia tradita

Egregio Signor Sindaco,
in data 28 luglio 2011 le scrivevo per segnalarle il mancato sfalcio di un terreno in via Guido d'Arezzo, dove l'ambrosia cresceva incolta.
In data precedente, il 25 luglio 2011, la sua ordinanza n.48405 imponeva ai proprietari di terreni incolti o coltivati e di tutte le aree verdi, oltre ad altre casistiche, di vigilare e di eseguire "interventi di manutenzione e pulizia ... per evitare la fioritura dell'Ambrosia" e che ai trasgressori sarebbe stata comminata una ammenda da 25a 500 euro, se non avessero provveduto al taglio entro 10 giorni dal verbale di notifica di violazione dell'ordinanza.
In data 19 ottobre 2011 (!)  ricevo lettera a firma di Maria Paola Reguzzoni, Presidente di AGESP Servizi, con numero di protocollo quasi illeggibile (parrebbe 8156), che Lei facilmente potrà reperire, nella quale si afferma che"il terreno di cui all'oggetto non risulta di proprietà comunale".
Ora le chiedo come sia possibile una risposta di questo tipo.
Sembrerebbe che il braccio e la mente siano svincolati l'uno dall'altra, e forse non è solo una sensazione.
Pur essendo AGESP titolare del Verde, la mia segnalazione era in sintonia con la sua ordinanza, e poco importa se il terreno fosse di proprietà comunale oppure no.
Come altre persone hanno potuto notare passando presso quel terreno, esso fu sfalciato la settimana successiva alla segnalazione, ed io intesi che questo atto fu il frutto della segnalazione eseguita.
Scopro ora che non fu così.
Per altri versi, il bordo strada rimase incolto e fiorente di ambrosia per tutto il restante periodo estivo e mai fu sfalciato da alcuno, anche se lo sfalcio bordo strada sarebbe dovuto essere competenza proprio di AGESP, visto che si richiede la medesima azione al Responsabile di ANAS per le strade di competenza.
Il Responsabile di AGESP Servizi era in copia nella trasmissione dell'ordinanza, come Lei ben conosce.
La ringrazio per i chiarimenti che mi vorrà dare a margine di questa vicenda.

Con i migiliori ossequi

Alessandro Berteotti

domenica 16 maggio 2010

La natura democratica

Una delle cose di cui raramente ci si rende conto, è che la politica è ovunque; più noi cerchiamo di starne lontano, più essa ci circonda, ci abbraccia, ci inzuppa.
Esistono varie forme di politica, non solo quella classica che conosciamo fatta sui banchi del Parlamento o di un qualsiasi consiglio di Ente locale: esiste la politica economica, la politica aziendale, la politica sociale, e via dicendo. In pratica ogni aspetto della nostra vita si traduce in politica.
La democrazia è una delle forme di espressione della politca, una delle sue manifestazioni primarie, attuabile proprio nei settori più inattesi: il goveno popolare si può concretizzare, ad esempio, nella gestione delle azioni di un'azienda attraverso l'azionariato popolare.
Io qui vorrei riprende il contenuto di una recente intervista che mi fece Andrea Aliverti qualche giorno fa, sulla presentazione dell'iniziativa di AGESP Energia sui "1.000 tetti fotovoltaici".
Fare in modo che mille famiglie possano dotarsi di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica dal sole, mettendo a disposizione il proprio tetto, fa pensare che si sia voluto fare comunque una scelta politica non democratica: dare questa opportunità ad alcuni è, infatti, una scelta consapevole e discriminate. Perchè?
Perchè se non ho un tetto da mettere a disposizione, non posso accedere a questa offerta. Quindi i cittadini sono discriminati non sulla propria volontà di accedere o meno, ma su quella di avere un determinato tipo di proprietà. Se non avete un tetto su cui mettere il vostro impianto, questa offerta ve la sognate.
Anche per questo motivo non mi è piaciuta questa iniziativa, oltre a quanto avevo già dichiarato a riguardo.
Ho avuto modo di confrontarmi con Broggi, il Presidente di AGESP, il quale mi ha chiesto quale sarebbe la mia idea, la mia proposta su questo argomento. Ho già detto che per me la soluzione è nei campi solari, ampie aree attrezzate con una quantità industriale di pannelli fotovoltaici.
In questo modo si può meglio gestire e sfrutare la potenzialità delle celle, il campo può crescere in modo strutturato e può essere aggiornato con maggiore semplicità ed economicità rispetto ai singoli impianti. E si può dare davvero una dimensione democratica a questo intervento. Come? Semplice.
Basta che ogni cittadino venga messo nella condizione, a prescindere dalla disponibilità di un tetto da adibire a fotovoltaico, di acquistare i propri kilowatt di potenza direttamente dal campo. In altre parole: se io metto in atto un campo fotovoltaico di 3.000 kilowatt, dò la possibilità a 1.000 cittadini di poter avere il beneficio dei classici 3 kilowatt, così come da progetto presentato. Solo che così si allarga a tutti i cittadini la possibilità di aderire all'iniziativa, senza limitarla a chi dispone di un tetto adatto.
Il problema è quello della reperibilità dell'area? Mi sembra che presso la zona industriale di Sacconago abbiamo ampie aree che potrebbero essere adibite a questo scopo; il Comune poi, potrebbe proprio essere uno dei primi interessati a questa proposta.
Un azionariato popolare, dove i cittadini potrebbero avere tutti le stesse possibilità di accesso e godimento, una vera istanza democratica che non sia discriminante all'origine. Se vi pare poco...
Dimenticavo una cosa: il sole è per sua natura democratico. Dà la propria luce ed il proprio calore a tutti, e a nessuno chiede quale sia il colore della pelle, quali siano le proprie idee politiche o se hanno un tetto adatto per il fotovoltaico. Lui fa il suo mestiere e basta, un vero esempio democratico.

sabato 29 agosto 2009

Via Vesuvio, Busto Arsizio, Padania

Immagini di normale degrado urbano, ne hanno parlato le cronache di tutto il territorio, ma questo accade da anni in una via della periferia a Nord-Ovest della città, dietro i boschi della celebrata Madonna in Veroncora, ma anche a poche centinaia di metri da un plesso scolastico come le scuole Pertini di via Rossini, dalla Comunità Marco Riva e a meno di un chilometro dal Cimitero Centrale.
Solo che qui ci si apparta con più tranquillità, senza occhi indiscreti se non quelli dei cittadini che vi abitano e che si trovano con l'immondizia all'uscio. Sicuramente gioca l'ignoranza e la prepotenza di pochi stupidi, ma queste persone si sono sentite rimbalzare dal Comune all'AGESP e viceversa fino allo sfinimento, tanto che da tempo hanno abbandonato la speranza di un intervento da parte dell'Amministrazione.
Triste storia, vista la vicenda aperta tra AGESP e Comune, dove pare che quest'ultimo stia rovesciando sulla ex municipalizzata tutta l'operatività che questa pubblica amministrazione non è più in grado nè di gestire, nè di garantire.
I cittadini trovano quotidianamente immondizia, rifiuti di ogni genere abbandonati anche davanti alla propria recinzione, quasi fossero loro stessi ad abbandonare questi rifiuti. Ovviamente d'estate questo significa, oltre che una desolante immagine davanti ai propri occhi, anche mosche e tafani che invadono la brughiera quando vi sono rifiuti organici; odori di ogni genere in funzione degli altri rifiuti. Perfino tossici e pericolosi, come si vede dalle latte di vernice o altro abbandonate tra gli alberi.
Alberi che a loro volta, dopo bufere o tempeste di vento, una volta abbattuti dagli eventi atmosferici, restano al suolo, schiantati. In attesa che la natura faccia il suo corso?
Direi che gli assessori alla partita dovrebbero interessarsi e, una volta per tutte, porre rimedio a questa situazione. O no?























giovedì 23 aprile 2009

L'idioma dei soldi

In questi giorni si è molto discusso sulla stampa in merito all'interrogazione fatta dal PD circa un conflitto di interessi che esisterebbe tra il ruolo di Presidente ed Amminstratore Delegato di AGESP Servizi, rispettivamente Sergio Bellani e Paola Reguzzoni, entrambi imprenditori nei settori immobiliare ed edile. Visto che all'interrogazione hanno già risposto i diretti interessati, ed in attesa della risposta ufficiale dell'Amministrazione, voglio anch'io dire che ovviamente (ma l'ho già detto) secondo me il conflitto esiste eccome.
Vi sono tutta una serie di ragioni di opportunità che consiglierebbero già ai diretti interessati di ripensare al loro ruolo, senza che questo significhi che si voglia attribuire alcuna preventiva responsabilità agli stessi, nè si voglia insinuare qualsiasi atto di malafede da parte loro.
Di certo però è ora di mettere maggiore attenzione a ciò che avviene nel governo della pubblica amministrazione ed il compito della minoranza è proprio quello di controllare che chi governa lo faccia in modo chiaro, trasparente e disinteressato. Da questo punto di vista Bellani e Reguzzoni dovrebbero ringraziarci, non innervorsirsi e dare risposte stizzite, che semmai contribuiscono a dare segnali di senso opposto.
Non dimentichiamoci che sulla città sono ancora puntati gli occhi della Corte dei Conti, che non ha chiuso le sue indagini con la richiesta di risarcimento ai dipendenti comunali, ma ha ancora altri punti su cui sta indagnado: un conflitto anche veniale potrebbe, in questo momento, apparire meno veniale.
Oggi leggo che l'area di via Einaudi, da tempo parcheggio libero ma sterrato e luogo in pessime condizioni, sul quale l'Amministrazione aveva progettato una sistemazione a parcheggio da quasi mezzo milione di euro, sia stata bocciata dai vertici di AGESP Servizi e proposta la costruzione di un parcheggio sotterraneo qualora vi fosse il via libera per l'edificazione sull'area.
Ricordo che in prossimità si trova dell'area delle Nord per cui il consiglio comunale ha espresso il proprio parere favorevole per un rilevante intervento edilizio, ormai ben noto in città. Ruotando lo sguardo nell'intorno dell'area si vedono gru ed altri interventi edilizi in atto, in una città che oggi ha già oltre 2.000 appartamenti sfitti. Molte nuove costruzioni sono occupate in maniera parziale, alcune anche da anni.
Ma restano ancora una volta estranei a questi discorsi sia la definizione del PGT, il Piano di Governo del Territorio, nuovo strumento urbanistico che sostituisce il vecchio piano regolatore, sia soprattutto il PUT, il mitico Piano Urbano del Traffico, di cui ormai abbiamo smesso di contare gli annunci di un imminente avvio ed ogni volta da uno studio all'altro facciamo passare talmente tanto tempo che il precedente non ha più senso.
Dal giugno dello scorso anno il PUT era prossimo, tanto che avevamo visto gli studi. Ma ad oggi, 10 mesi dopo, non ne abbiamo più sentito parlare. Desaparecido, svanito.
Ecco perchè assume ancora meno senso la disquisizione se sia meglio il parcheggio o il fabbricato: di fatto si ignora completamente la questione del "cosa serve al cittadino", mentre le due massime cariche di AGESP Servizi toccano solo la questione economica. Forse perchè ben sanno che quello dei soldi è l'unico idioma che tutti i bustocchi comprendono bene.

venerdì 17 aprile 2009

Abbiamo stracciato le schede per il bene della città

A volte viene da chiedersi quale sia, ammesso che esista, il limite della decenza. Questo concetto, a metà tra il morale e l'etico, ovvero tra il divino e l'umano, mi ha colpito ancora l'altra sera durante il consiglio comunale. Viene annunciato dal Presidente Speroni il punto in discussione: elezione DEL rappresentante del Consiglio Comunale presso la commissione di sorveglianza AGESP.

Il Presidente nomina gli scrutatori (il tutto deve avvenire a scrutinio segreto): Bottini, Salomi e Grandi. Mentre vengono distribuite dai messi comunali le schede per la votazione, già qualcuno aveva scritto il nome sulla scheda e l'aveva messa nell'urna che raccoglieva i voti.

Il tutto mentre dai banchi dell'opposizione si chiedeva di sapere chi fosse il candidato della maggioranza. Mariani interviene, fa notare a tutti l'anomalo comportamento, ma quasi viene irriso. Si scoprirà, alla fine di questa tragicommedia, che la prescelta è Luciana Ruffinelli della Lega.

Della commissione fanno parte di diritto Sindaco, ovvero, in sua vece, un Assessore delegato dal Sindaco, il Segretario Comunale, dal Presidente del Collegio dei Revisori del Conti del Comune ed un Consigliere Comunale, non specificando se di maggioranza o di minoranza.

Cornacchia ha accusato la minoranza di non aver supportato il suo emendamento che chiedeva di mettere due consiglieri nell'organo di controllo, garantendone uno alla minoranza, ma forse l'amico Diego ignora che a votare contro questo emendamento non è stata la minoranza, ma la sua maggioranza. Inoltre, trattandosi di un organismo di controllo, di fatto il consigliere spettava alla minoranza, nello spirito della legge Testo unico 267/2000.

Restano a questo punto da considerare le ricadute che si verificano a margine di questa scelta, che rafforza i nostri dubbi in merito alle nomine di Amministratore Delegato e Direttore Generale di AGESP e alle questioni di merito intorno ad AGESP Servizi:

- la valenza politica della nomina di Ruffinelli è un ennesimo contributo che il sedicente Popolo delle Libertà paga alla Lega;
- si impedisce in questo modo alla minoranza di esercitare un suo sacrosanto dovere di controllo, a garanzia di tutti i cittadini;
- l'AD di AGESP è di nomina politica (Lega, Paola Reguzzoni, sorella dell'Onorevole Marco, in precedenza già Presidente della Provincia di Varese mentre la sorella era assessore a Busto Arsizio, in evidente violazione della legge 267/2000);
- il rappresentante del Consiglio comunale, ora eletto nella figura della consigliera Ruffinelli, è rappresentante dello stesso partito.

In considerazione di questo atteggiamento, noi abbiamo stracciato in modo plateale le nostre schede elettorali, ma non è intenzione fermare la nostra civile protesta a questi fatti. Attendiamo di sapere, a questo punto, qualche chiarimento dalle parti politiche.

martedì 10 marzo 2009

Del bilancio sociale si sono perse le tracce

Ieri sera vi è stata la prima commissione bilancio preparatoria per il Consiglio Comunale che dovrà approvare il Bilancio preventivo 2009. Qualche tempo fa, all'inizio di questa amministrazione, l'allora Assessore al Bilancio Cattaneo annunciò una rivoluzione per cui Busto Arsizio prese perfino un premio: il Bilancio Sociale. Ma dalle parole ai fatti non si è mai arrivati.
Oggi non so spiegarmi le ragioni di quel premio, oltretutto assegnato ad una amministrazione che ha dovuto passare dalle forche caudine della Corte dei Conti con un autentico massacro, ma di quell'annuncio oggi rimane solo la curiosità di capire cosa ci siamo in realtà persi.
Ieri sera, uno dei temi più sentiti è stato il diminuire della rendita delle partecipate, ovvero di AGESP Holding, che da tempo non è più la gallina dalle uova d'oro. Anche aver perso il debito più grosso, ovvero AGESP Trasporti, non ha aiutato a risollevare le sorti.
A Busto Arsizio si pagano poche tasse, afferma la Giunta, ed in parte è vero. Ma adesso che non c'è più l'ICI sulla prima casa, i conti rispetto alle altre città andrebbero rivisti e la forbice si chiude.
Oggi leggo le dichiarazioni della Presidente AGESP Paola Reguzzoni, che dice di non essere in grado di fare miracoli, e di conseguenza, deduco io, già il pareggio è un mezzo miracolo. Ma senza le perdite di AGESP Trasporti, significa che quest'anno saremmo andati sotto di qualche centinaio di migliaia di euro!
Altro aspetto della questione: i costi della Tassa Rifiuti. Tempo fa si sosteneva la necessità di dover passare da tassa a tariffa, ma questo tema non è più stato portato avanti.
Per passare a tariffa occorre rilevare con uno strumento idoneo la quantità di rifiuto prodotto da ogni famiglia. In qualche città questo è stato fatto, ma da noi non si è mai nemmeno cercato di trovare una soluzione. Allora continuiamo a vantarci di essere degli incapaci, tanto che l'amministrazione ripiana i costi, contribuendo con quasi il 30% della tassa. Se vi fosse una quantificazione esatta del rifiuto raccolto per ogni singola unità abitativa, sarebbe possibile attribuire i costi sulla base del rifiuto generato, e di conseguenza faremmo tutti molta attenzione a non esagerare nel produrli. Invece no.
Siamo sicuri che sia un buon affare in tempo di crisi?

martedì 27 gennaio 2009

La funzione di Amministratore Delegato non è una sciocchezza

La cronaca locale da qualche tempo langue di notizie vere. Abbiamo la solita cronaca politica, ma sono pochi i fatti che intersecano la vita dei cittadini: il nuovo stadio di calcio, la commissione sulla crisi economica, l'area delle Nord, i bisticci in maggioranza... sembra quasi che si voglia nascondere ad arte qualcosa.
Allora, giusto per solleticare qualche curiosità, riprendo i soliti vecchi temi che hanno la caratteristica di essere sempre di attualità, anche perchè le risposte sono poche e di poche parole.
Partiamo da AGESP. Ha chiuso la Trasporti, vendendo tutto a STIE, quasi nel completo silenzio e senza troppi imbarazzi. Peccato che il servizio sia rimasto quello di prima, anzi forse peggio.
Proprio ieri mi hanno segnalato i ragazzi che prendono i mezzi, che il bus della mattina per l'ITIS che passa da Beata Giuliana era quasi impraticabile, pieno d'acqua nei sedili in fondo come se vi fosse piovuto dentro.
Poi vi è la questione dei biglietti: gli abbonamenti di 10 corse hanno qualche problema di reperibilità, pare che si debba cambiare i biglietti per cambiare l'intestazione da AGESP Trasporti a STIE. Correttamente, ma se poi non si trovano i biglietti i controllori fanno le contravvenzioni e magari ci scappa la lite.
Arriviamo alla questione di AGESP Servizi. E' stata nominata Amministratore Delegato la signora Paola Reguzzoni, sorella dell'Onorevole Marco Reguzzoni della Lega. Che è genero di Francesco Speroni, Europarlamentare leghista. C'è chi vede in questo una specie di rettorato di famiglia nei poteri della città, e forse si dovrebbe fare qualche ragionamento serio su questo, che sollecito nel solco della questione morale più volte sollevata.
Nel merito, un Amministratore Delegato è nominato nel contesto del Consiglio di Amministrazione, è il legale rappresentante della società, deve avere conoscenza giuridico amministrativa della materia in cui la società opera ed una certa esperienza nel settore non sarebbe sgradita. Se si tratta di una società pubblica o partecipata, come nel caso di una "In house providing", dovrebbe essere pubblico anche il suo curriculum vitae e lo stipendio, non fosse altro che per ragioni di trasparenza.
Paola Reguzzoni è stata nominata fuori dal contesto del Consiglio, il suo nome era noto 10 giorni prima della sua prima convocazione, non è stato reso pubblico il suo curriculum e quindi non siamo in grado di valutare la sua competenza specifica e, in ultima analisi, il suo compenso economico, che comunque non pare indifferente.
Un AD non dovrebbe essere una carica politica, ma gestionale. Personalmente riconosco a Paola una discreta capacità politica, ma non sono per nulla convinto che se AGESP Servizi deve essere il cuore di un sistema gestionale complesso e articolato, la sola competenza politica possa bastare. Qui si sta mettendo in gioco una grossa fetta del patrimonio cittadino, oltre che il prestigio di una delle più grandi aziende del territorio ed uno dei patrimoni societari più ingenti.
Il rischio che si sta correndo è altissimo.

sabato 27 dicembre 2008

La neve agli irti colli...

La tregua di Natale è terminata. Messi da parte i buonismi e i buoni propositi natalizi restano solo le tante mezze verità e i tanti problemi messi a nudo in questo periodo.
Provo farne solo un breve elenco, i contenuti li discuteremo in prossimi post: AGESP Servizi, il rimpasto (eterno) di giunta, la chiusura dell'affare Corte dei Conti, la preparazione del bilancio preventivo, il piano urbano del traffico e molte altre.
Ma la notizia di oggi sa davvero di danno oltre la beffa. Parliamo dei Cinque Ponti.
La scorsa notte una piccola bufera di neve ha sparso qualche centimetro di neve e ghiaccio (non più di tre o quattro) sulle strade. Nessun mezzo si è mosso, anche se era la vigilia di Natale i mezzi dovevano essere pronti. Fatto sta che il sottopasso delle meraviglie si è bloccato per il ghiaccio ed il traffico è stato bloccato. Forse si poteva pensare di attrezzare al volo una pista di bob, considerata anche la dimensione della strada.
Lo spettacolo non è stato diverso nel resto della città. Certo, il freddo è stato polare, se tre giorni dopo in periferia si vede ancora parte di quella spolverata di neve. Bianco Natale.
Ma questo non giustifica l'ennesima brutta figura dell'amministrazione. Nessun mezzo pronto ad uscire per spargere sale o sabbia, oppure mezzi spartineve. Nell'occasione della precedente nevicata si era disposto che ogni cittadino provvedesse a liberare lo spazio davanti la propria casa dalla neve; praticamente una dichiarazione di fallimento da parte dell'amministrazione. Seguendo questo ragionamento, prossimamente ogni famiglia dovrà provvedere a manutenere il verde, l'asfalto e il marciapiede davanti a casa; e nel caso si spegnessero i lampioni, a mettere qualche lampada a olio per illuminare la via. Sono ironico, ovviamente, lo preciso perchè non vorrei che qualcuno lo prendesse come un buon suggerimento.
I Cinque Ponti sono l'emblema di questo stato di cose a Busto Arsizio. Un percorso tortuoso e incomprensibile a chiunque abbia il pregio di non capire nulla di viabilità.
Le passerelle ciclabili sono la ciliegina sulla torta. Rubo l'idea ad un amico e faccio una proposta: nel momento in cui tutta la città ride o si vergogna di quell'orribile opera, facciamo una bella operazione di marketing e diciamo al mondo che abbiamo realizzato la pià grande opera d'arte moderna inserita ed integrata in un contesto urbano.
Forse con questa idea riusciremo a salvare almeno le apparenze.

venerdì 19 dicembre 2008

Le nomine dell'amministrazione: flessibilità morale

Oggi avrei tante cose da scrivere, ma ho poco tempo e devo fare una promessa: quella di cercare di essere più breve. Alcuni tra di voi mi hanno scritto dicendomi di fare post più stringati, puntando all'essenziale e semmai riprendendoli più avanti. Cercherò di accontentarli, ma intanto invito anche queste persone a pubblicare le loro osservazioni. Non è difficile e se si vuole si può anche mantenere l'anonimato, anche se personalmente avrei piacere di conoscere i vostri nomi.
Dunque, l'argomento di oggi è vecchio di mesi e, se giriamo la boa del 31 dicembre, possiamo dire di essere entrati nel terzo anno dall'annuncio del famigerato rimpasto di giunta.
L'elemento nuovo è il più antico di tutti: la lotta per le poltrone.
In questo quadro l'UDC blinda il nuovo assessore Fazio ad accettare l'incarico (voluto personalmente dal Sindaco) solo se al partito verrà concessa una poltrona in AGESP. Alla faccia della partitocrazia, della partecipazione e perfino della democrazia. Ormai non esiste più alcun ritegno a chiedere ed ottenere poltrone per gestire il potere sotto gli occhi di tutti, senza nemmeno cercare di mitigarne la forma.
Così la richiesta di Cornacchia di avere il rispetto delle incompatibilità per motivi di parentela, può essere accettata se questa si limita al primo grado (colpendo Castiglioni e Fraschini, marito e moglie), e preservando il terzo grado, che implicherebbe l'incompatibilità di Paola Reguzzoni.
Dunque, principi flessibili. Elastici. Applicabili ad personam. Il Presidente del Consiglio insegna.
La questione morale si approfondisce.

venerdì 14 novembre 2008

Dimissione in massa del CdA di AGESP Trasporti

La notizia è di ieri e dice che l'intero Consiglio di Amministrazione di AGESP Trasporti si è dimesso. La lettura che ne da la stampa è per "contrasti in seno alla maggioranza politica".
La vicenda di AGESP Trasporti vive così un altro capitolo bollente oltre a tutto quanto finora si è detto e scritto in proposito, fino a quello che sembrava essere l'epilogo di questa vicenda, con la votazione avvenuta il mese scorso della mozione di indirizzo che fa cedere l'intero pacchetto di proprietà dell'Amministrazione comunale al socio di minoranza, Zoncada, patron di STIE Trasporti.
Compito di questo CdA era dunque quello di chiudere la partita e vendere il pacchetto azionario, visto quanto disposto dal voto favorevole (della sola maggioranza consiliare di PdL, UdC e Lega) del consiglio comunale; eppure se si è arrivati a questo epilogo, significa che esiste una netta frattura fra la parte politica e quella amministrativa della partitocrazia di governo.
Anzi, viste le cose, parlare di governo sembra essere più un auspicio che una realtà.
Da sempre Bandello, ex (ormai) Presidente di AGESP Trasporti (ma non si ricorda l'esatto numero di volte in cui aveva già annunciato le dimissioni), ha manifestato una linea di condotta differente, se non divergente, da quanto imposto dalla parte politica. Mi farebbe piacere conoscere direttamente la sua posizione in merito a questa vicenda, cosa che forse apparirà presto sui giornali...
Nel frattempo, la sceneggiata continua. Ennesima testimonianza di uno sbando completo dell'Amministrazione cittadina, priva di un'unica visione dell'azione di governo e, soprattutto, troppo condizionata dai fattori esterni alla città.
Manca la schiena dritta per affrontare queste situazioni, specialmente da parte di chi di amministrazione (pubblica o privata) e di gestione aziendale non sa davvero nulla e pensa solo a mettere il proprio fondoschiena su poltrone remunerative.
Troppo poco per poter essere efficaci in questo contesto.

venerdì 24 ottobre 2008

ACCAM: si tenta il golpe istituzionale?

Una lettera d'intenti firmata dai tre sindaci di Busto Arsizio, Gallarate e Legnano decreta l'avvio di una nuova fase per la vicenda del termovalorizzatore ACCAM.
Nella sostanza si tratterebbe di passare la gestione operativa di ACCAM, conferendo le quote di partecipazione azionaria, alle rispettive società ex-municipalizzate convertite in SpA, le quali gestirebbero la filiera del rifiuto in modo più dinamico rispetto alle pastoie politiche di enti abituati a tirare le cose in lungo.
Non conosco ancora i dettagli della lettera, attendo particolari specifici, ma vi sono già alcune indicazioni che possono essere considerate interessanti per trarre alcune considerazioni.
Prima di tutto, le modalità: da dove nasce questa necessità per cui, in un consorzio di 27 comuni, i tre maggiori possano determinare l'esigenza di un indirizzo così forte? Tutti i comuni coinvolti hanno la possibilità di effettuare, ad esempio, lo stesso tipo di delega verso le proprie ex-municipalizzate, o vi potrebbero essere problemi per alcuni? Un passaggio di questo tipo sarebbe vincolante per tutti, o alcuni potrebbero continuare a gestire la propria partecipazione attraverso il controllo del Consiglio comunale? Questo passo potrebbe rimettere in discussione gli accordi fissati con il comune di Busto Arsizio in merito al futuro del termovalorizzatore e se si, in che modo?
Sempre connessi alla gestione dell'azienda ACCAM: giuridicamente questo passaggio è possibile? Gli statuti delle aziende controllanti sarebbero ora adatti ad adeguardsi a questo tipo di gestione?
Come avverrebbe il conferimento delle quote azionarie? A titolo gratuito o oneroso? E quale potrebbe essere l'interesse reale delle SpA a prendersi carico di questo ulteriore carico, quali le specifiche conoscenze? Quali le attribuzioni?
Da qui, le considerazioni politiche: non è che con questa operazione si vuole semplicemente sottrarre l'ennesimo tassello al controllo del Consiglio Comunale, attribuendolo ad una società "privata" attraverso la quale Sindaco e Giunta possano controllare meglio tutte le operazioni, avendo mano libera? Continunando di questo passo, quale potrà essere allora il ruolo del Consiglio Comunale, sempre più compresso nella propria azione? Quale potrà essere l'operatività della minoranza, il suo ruolo di controllo, dal momento che rimettendo tutte le operazioni ad aziende controllate si riduce (e di molto) il controllo reale che il consiglio ed i consiglieri possono esercitare verso queste società?
Non si pone un problema di democrazia reale, demandando a consigli di amministrazione quello che fino a ieri, sicuramente con molti problemi di carattere politico, ma anche di garanzia per i cittadini, era un compito istituzionale?
La collega Pecchini ha già posto il problema a livello di consiglio comunale, e credo che sicuramente sulla questione, se prenderà forma nei modi che sono stati ipotizzati, vi sarà molto da discutere.

venerdì 17 ottobre 2008

Addio vecchia Trasporti, ma qualcuno ti ha tradito

Permettetemi di tornare su di un tema del consiglio comunale di ieri sera. Perchè a me, sarò anche un romantico, di rinunciare al servizio di AGESP Trasporti proprio non va giù.
Parlo da cittadino prima che da amministratore, ed in entrambe le vesti mi sento di dire che l'indirizzo adottato ieri sera sia profondamente sbagliato. Perchè? E' presto detto.
Tutto si origina dal 2001, quando il Presidente di AGESP, l'attuale onorevole leghista Marco Reguzzoni, decide di assumere un socio privato esperto del settore trasporti, STIE, come partner di AGESP Trasporti. L'accordo è stipulato sulla base di un contratto fitto di clausole e benefici per il socio più che per la nostra Trasporti, e così si va avanti per circa cinque anni con questo scenario. Nel 2006 cominciano le grane: il servizio diventa profondamente inefficiente, i mezzi sempre più vecchi e poco adatti alla percorrenza sulle nostre strade, frequenti rotture ed incidenti minano l'affidabilità di un servizio allo stremo. I conti diventano improvvisamente in profondo rosso.
Cominciano anche i conflitti sindacali, si rischia di non pagare gli stipendi ai dipendenti; a farne le spese sono gli utenti, i quali vedono aumentare il costo del biglietto del 35% e le famiglie vedono aumentare di botto del 50% il costo dell'abbonamento studenti. Questo accadeva lo scorso anno, insieme al fatto che agli studenti esterni alla città veniva richiesta la tariffazione annuale intera, quasi 500 euro.
Fino a questi ultimi giorni, dove con gli ultimi abbonamenti i genitori si sono sentiti raccontare storie di ogni genere, dal fatto che i ragazzi possono prendere il mezzo pubblico solo se la salita sul bus avviene 30 minuti prima dell'entrata. Ora: se il bus fa il giro turistico della città, non è certo colpa degli studenti, i quali resterebbero anche volentieri altri 10 minuti nel loro letto la mattina.
Oppure l'informazione, sempre fornita da AGESP, che ai ragazzi muniti del biglietto di corsa semplice non è permesso accedere ai bus scolastici: incredibile!
Fermate saltate, corse soppresse, autisti che non conoscono il tracciato e lasciano per strada i ragazzi: questa la cronaca recente.
Se questa è la situazione, viene spontaneo chiedersi perchè un imprenditore, la cui missione è fare soldi, si debba mettere sul gobbo una simile carriolata di nefandezze ed essere felice di spendere anche dei soldi per portarsi a casa il 60% di un'azienda fallimentare. Perchè?
Perchè il nostro municipio non vede l'ora di disfarsi di questo bene prezioso per la collettività, senza neanche provare a fare un tentativo (o almeno lo poteva fare nei mesi passati) per vedere se la qualità del servizio poteva essere migliorata e come. Di suggerimenti gliene sono arrivati molti, sicuramente sono arrivati da noi, inteso come PD nel suo insieme.
Ci sono troppe cose che non sono chiare. La forte perdita è stata determinata da una cattiva gestione, questo senza ombra di dubbio, ma nessuno ha ritenuto che gli amministratori siano stati incapaci di governare la situazione. E nemmeno si è valutata (visto che chiediamo tanti pareri su cose da nulla, forse lo si poteva fare anche su questo) una configurazione diversa del servizio, ma si è dato per scontato che il servizio non fosse recuperabile, anche per l'interesse di accedere frettolosamente alla gestione "in house" del patrimonio di AGESP .
Mi piacerebbe conoscere il vostro parere anche su questo punto, ma non posso fare un sondaggio per ogni foglia che cade, ed in questo periodo ne cadono parecchie. Per cui invito chi volesse esprimersi in merito a lasciare un commento o mandarmi un messaggio. Sarà sempre molto gradito, qualsiasi sia il vostro punto di vista.

mercoledì 10 settembre 2008

Prossimo Consiglio e Solita AGESP...

Inizio segnalando la convocazione del Consiglio Comunale di Busto Arsizio per martedì prossimo 16 settembre alle ore 21.00 presso la Sala consiliare del Comune, in via Fratelli d'Italia.
Detto questo, il tema di oggi è: "Riprendono le scuole e riprendono i problemi per chi viaggia con i mezzi pubblici di AGESP". Alcune scuole superiori della città non sono raggiunte in modo utile dai mezzi che abitualmente dovrebbero portare gli studenti ai loro istituti, in quanto in atto un orario provvisorio di inizio lezioni. Anche se hanno pagato l'abbonamento.
Altri genitori mi segnalano proprio che al momento della richiesta dell'abbonamento abbiano ricevuto richiesta, tra i documenti da allegare, anche dell'orario ufficiale della scuola di appartenenza, avendo diritto a viaggiare solo mezz'ora prima e dopo gli orari di inizio e fine lezioni. E i rientri pomeridiani? E le altre occasioni per cui sarebbe necessario poter prendere il bus, come ad esempio attività sportive scolastiche extra-orario? Laboratori e ricerche?
A tale proposito ho presentato interrogazione, proprio per sapere se ciò risponda a verità, ma se qualcuno tra voi ha notizie certe in merito, lo prego di aggiornarmi.
Purtroppo il problema AGESP è una ferita aperta da troppo tempo. Da quasi un anno giace induscussa una nostra (come PD) richiesta di convocazione di consiglio comunale straordinario per parlare di questo argomento con i vari Presidenti delle società che compongono la galassia AGESP.
Tra queste, quella che da sempre dà le maggiori preoccupazioni è AGESP Trasporti, vista la partita aperta col partner di servizio commerciale (STIE) e la necessità di chiarire i rapporti per la prossima Global Service, la quale può essere aperta solo in presenza di "in house providing" (in altre parole il completo possesso delle quote azionarie da parte del Comune di Busto Arsizio).
Nel frattempo, studenti e cittadini possono continuare ad usufruire del solito servizio: l'aggettivo qualificativo decidetelo voi...

mercoledì 2 luglio 2008

Non di sola AGESP vivrà Busto Arsizio


Ieri è iniziata ufficialmente l’attività di MOVIBUS, di cui pare io sia l’unico a parlare. Eppure esiste anche un sito ( http://www.movibus.it/ ) che ne racconta le gesta, e la realtà ci vede non solo confinanti per bacino di utenza, ma anche per fornitore di servizio in quanto STIE è partner sia di MOVIBUS che di AGESP Trasporti.
A preoccuparmi è, però, l’intera situazione di AGESP, nel senso di ex municipalizzata, patrimonio economico, sociale ed occupazionale della città. Anni di gestione spericolata ne hanno minato molte delle particolarità che caratterizzavano l’azione imprenditoriale di AGESP. Una volta unica società, aveva una missione chiara e ben indirizzata; ma la fantasia creativa di una certa politica ed il liberismo dilagante, hanno creato una situazione paradossale, per cui AGESP è diventata da un lato parafulmine di parte delle incapacità amministrative del Comune e parte cassaforte gestionale.
Costituire una società privata da una ex municipalizzata dovrebbe richiedere uno sacrificio alla politica: allontanarsi dalla gestione di un patrimonio pubblico per assicurare a questo una vita autonoma, in grado di rispettare le regole del libero mercato e di poter agire da operatore qualificato di settore.
Questo nella nostra città non è avvenuto. La società da unica che era è stata spaccata e diversificata, in parte correttamente per motivi di legislazione o business, in altri solo per generare le condizioni politiche che permettono migliore governabilità degli equilibri interni, e migliori opportunità per avere nuovi seggi nei consigli di amministrazione (CdA).
Se non fosse intervenuto il DDL del Governo Prodi sulla riduzione del numero dei consiglieri nei CdA, oggi avremmo che in alcuni settori la perdita sarebbe stata anche maggiore rispetto all’1,8 milioni di euro che viene dichiarato nel bilancio di AGESP Holding, presentato la scorsa settimana.
Settori tradizionalmente forti, come il gas ad esempio, rischiano di avere difficoltà nel mantenere la propria posizione visto le vicende di Preapli Gas, una delle eterne incompiute della nostra amministrazione: mentre noi giocherelliamo, gli altri (Varese, Legnano, l’Altomilanese) agiscono e precludono sempre più le possibilità di sviluppo.
Abbiamo una bella piscina, ma abbiamo anche un mucchio di debiti e la gestione non gode nemmeno del favore della stagione.
Abbiamo sentitole novità sul teleriscaldamento qualche mese fa, poi è caduto il silenzio, forse anche per l'enormità degli investimenti, in questo momento superiori alle disponibilità.
I costi orari dei parcheggi sono aumentati, anche quello dei pendolari alle Nord passato da 15 a 18 euro al mese, tra lo stupore e la rabbia dei cittadini e la sufficienza dell’Amministrazione. Sembra prevalere l’effetto struzzo: metto la testa nella sabbia e faccio finta che i problemi non ci siano.
Poi mi vengono a parlare di efficienza lombarda… ma va là…

sabato 28 giugno 2008

Il giudizio sull'Amministrazione di Busto Arsizio

Se c'è un aggettivo che si può dare a questa amministrazione penso sia “lenta”. Forse seguendo una linea di pensiero che va di moda, la nostra amministrazione e gli enti a lei collegata riescono perfino a dichiarare questa come una virtù.

Non mancano le perplessità in città, anche da parte di persone che filosoficamente e politicamente sono vicine agli amministratori in carica e non mancano di fare, in pubblico e in privato, dei severi commenti alla situazione.

Ieri è stato presentato il bilancio consuntivo di AGESP Holding, che presenta una perdita notevole, quasi due milioni di euro: il Presidente Castiglioni non si scompone ed anche sul fatto di dover riacquisire le quote azionarie degli altri comuni, onde procedere con gli atti della Global Service, afferma che non c'è fretta.

Lunedì passerà in Consiglio il Bilancio Consuntivo: nessuno si aspetti sorprese, tutto filerà liscio.

Però si coglie la stanchezza della città su argomenti come il tira e molla del Sindaco combattuto tra il restare al suo posto e l'andare in Regione, così come si coglie che questo fatto non sia dettato da prudenza politica ma da qualcosa di molto più concreto.

Si coglie l'insicurezza della linea politica di una maggioranza che tentenna e litiga, tra una Lega che vuole posti per i propri uomini (e donne) e chi i posti non li vuole mollare anche se ha già dato le dimissioni.

Maggior chiarezza non farebbe male nemmeno all'opposizione, con qualche figura combattuta tra il restare confinato fuori dalle sale dei bottoni e il trovare nuovi spazi in vecchie strutture di partito.

E allora mi sembra giusto chiedere alla gente cosa pensa di questa amministrazione, lanciando un altro sondaggio, questa volta rivolto a chi vive la realtà della città.

Fate girare la voce...

giovedì 26 giugno 2008

Movibus: qualcosa cambia nello scenario locale del trasporto pubblico

Alla lettura del precedente post, un amico mi sollecita una riflessione su Movibus, anche alla luce di recenti rilancio giornalistici in merito alla questione.
Movibus è una nuova società di trasporto pubblico che nasce dalla unione tra ATM, ATINOM e STIE, aziende specializzate nel settore ed operanti nell’area dell’Altomilanese. A seguito di questa unione, Movibus andrà a produrre quasi 61 milioni di chilometri l’anno di copertura dei mezzi, avendo a disposizione circa 210 autisti: una media di 30.000 chilometri l’anno su percorsi per lo più extraurbani. La preoccupazione sindacale è per il basso numero di addetti (250 in tutto) rispetto al servizio prodotto e la sicurezza del salario, volendo continuare a garantire il servizio di trasporto, ma nel rispetto dei diritti dei lavoratori.
Questa iniziativa non tocca direttamente la nostra città, ma è ovvio che essendo STIE socia al 40% di AGESP Trasporti, è ipotizzabile che nel prossimo futuro una soluzione di bacino di trasporto e di forma consortile per l’espletamento del servizio possa essere ipotizzata. Personalmente, ma credo di poter parlare anche a nome dei colleghi consiglieri, staremo tutti con le orecchie ben aperte in proposito.

mercoledì 25 giugno 2008

Immobilismo e voglia di cambiamenti

Il giorno dopo la patronale, la cronaca ci rende edotti dei tanti discorsi, dei premi, delle promesse, dei ringraziamenti che più persone in più circostanze hanno proclamato.
Di certo non posso che unirmi al coro di coloro che vogliono rendere omaggio a Monsignor Livetti, sapendo che questo è un saluto più formale che sostanziale, perché potremo continuare a vivere con lui un pezzo di cammino della nostra vita restando prossimi.
Rendo merito all’istituto che lascia e all’opera che in questi anni ha svolto a favore della città: alcuni suoi Te Deum hanno fatto storia, nel coniugare la fede che proclama e testimonia ogni giorno con la necessità di essere nel mondo e nelle cose del mondo, politica locale compresa.
Ecco perché non mi ha sorpreso apprendere delle sue “bacchettate” alla Giunta e al Sindaco, il che ovviamente non significa nulla dal punto di vista politico, ma deve indurre a riflettere sulla qualità del prodotto di questa Amministrazione.
Ciò che afferma da sempre l’opposizione, almeno quella di cui anch’io sono membro, è rimarcare la completa assenza di iniziativa di questa Giunta, troppo divisa al suo interno e troppo attenta a dividere i suoi incarichi attuando in pieno il concetto del “Manuale Cencelli” (vedi altro articolo: http://berteotti.blogspot.com/2008/05/dal-manuale-cancelli-alla-lottizzazione.html ).
Posso fare decine di esempi estremamente chiari e puntuali: dalla vicenda delle varie Prealpi Gas, Prealpi Servizi, AGESP (con tutti i relativi Consigli di Amministrazione). Parliamo di Trasporti, di Area Vasta (roba da mandare due righe a “Chi l’ha visto”), di ferrovie e parcheggi pendolari, di parcheggi. O la replica, sempre attuale durante il mese di giugno, del dramma dei nidi comunali.
Ricorderà, il Sindaco, le promesse che fece al comitato Genitori durante la sua campagna elettorale.
Arriviamo poi ai fatti della Corte dei Conti, dove l’attivismo declamato dalle colonne della stampa si riduce al minimo di legge nella realtà dei fatti: pagheranno tutti i responsabili, ma pagheranno anche degli innocenti.
Perfino per la questione dei Cinque Ponti/Passerelle, una delle opere ingegneristiche più inutili e brutte che sia possibile riscontrare in tutta la Lombardia, non si è voluto prendere una posizione chiara e rescissoria di un aborto urbanistico, ma si è ostinatamente continuato a chiedere il completamento dell’opera.
Le sedie che alcuni assessori hanno dichiarato di voler lasciare restano occupate anche dopo le dimissioni pubbliche per motivi che nulla hanno a che vedere con il bene della città, ma solo degli equilibri di spartizione politica del potere.
Si ha la sensazione che si viva in un continuo precariato, per cui non si assumono iniziative di largo respiro, progettualmente coraggiose, pur in un contesto dove il Centrodestra ha la più ampia maggioranza possibile tra tutte le zone d’Italia. Un record invidiato ed invidiabile di consenso che non si traduce in altrettanta capacità di governo.
E’ quindi evidente la delusione e la voglia di cambiamento, ma sarebbe opportuno che la città ed i suoi cittadini cominciasse a valutare la possibilità non solo di cambiare i governanti, ma soprattutto di cambiare le linee politiche cui affidare la gestione della città.Va bene essere conservatori, ma qui siamo arrivati all’antiquariato.

venerdì 6 giugno 2008

Ex municipalizzate, dove siete andate a finire?

Oggi è San Norberto e colgo l’occasione per fare gli auguri di buon onomastico a don Norberto Brigatti, parroco uscente di Santa Maria Regina in Busto Arsizio. Un ottimo prete e un grande uomo, che ricorderemo e apprezzeremo anche nel suo futuro e non facile impegno pastorale a Casciago.
E da oggi ricorderò, a piede di articolo, il santo del giorno, così se qualcuno si è dimenticato di fare gli auguri a qualche persona cara, potrà velocemente recuperare.
Ma il tema (ostico) che volevo toccare oggi è quello del “servizio pubblico locale”.
La definizione di "servizi pubblici locali" è contenuta nell’art. 112 del D. Lgs 267/2000 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti Locali”: sono tali, infatti, “i servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”.
Ci sarebbe un grosso discorso da fare, parlando di ente pubblico, del concetto di mercato, di concorrenza, di affidamento in gara che oggi sono richiamati dalla normativa vigente; una volta il servizio pubblico cercava di dare servizi essenziali ai cittadini a prezzi minori di quelli di mercato, o comunque vantaggiosi per i cittadini o ancora, impraticabili per qualsiasi azienda privata.
Da questo punto di vista, è chiaro che molte “ex municipalizzate” lavoravano in perdita; essendo diventate società per azioni, quindi private, devono avere per statuto l’obbligo minimo del pareggio di bilancio.
Di conseguenza non fanno più l’interesse del cittadino, ma quello dell’azionista, che è, in tutto o in parte, l’Ente pubblico stesso.
La “tutela della concorrenza” ha fatto esprimere la Corte Costituzionale (sentenza 272/2004) per l’incostituzionalità della lettera b) del comma 5 dell’art. 113 d. lgs 267/00 sulle società miste nelle quali il socio privato deve necessariamente essere scelto attraverso la procedura dell’evidenza pubblica. E’ il caso, ad esempio, di AGESP Trasporti.
Ben diversa, invece, quella prevista dalla lettera c) del comma 5 dell’art. 113 TUEL: si tratta, infatti, del modello “in house providing” nel senso che la Pubblica Amministrazione per produrre beni e servizi non si rivolge all’esterno ma si avvale di società costituite per lo scopo fissato.
In tal caso, in deroga alla procedura dell’evidenza pubblica, l’affidamento del servizio pubblico locale è gestito direttamente dalla società che risponde integralmente all’ente stesso: è il caso della “Global Service” del comune di Busto Arsizio.
La Corte di Giustizia (atto 6/4/2006 C-410/04) è stata chiara nel ritenere che l’affidamento diretto costituisce una eccezione alle regole generali della concorrenza, per cui, i requisiti indicati nel comma 5 dell’art 113 TUEL devono essere interpretati restrittivamente e la loro effettiva sussistenza deve essere dimostrata in concreto da chi intende avvalersene.
Questi sono i fatti. Immagino che non sia stato semplice per voi essere arrivati fino a qui nella lettura, ma se lo avete fatto, ora cosa ne pensate della care, antiche Municipalizzate e dei rapporti col Mercato della Pubblica Amministrazione?

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