Alessandro Berteotti
- Benvenuti nel mio blog
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lunedì 21 novembre 2011
L'Ambrosia tradita
domenica 16 maggio 2010
La natura democratica
Esistono varie forme di politica, non solo quella classica che conosciamo fatta sui banchi del Parlamento o di un qualsiasi consiglio di Ente locale: esiste la politica economica, la politica aziendale, la politica sociale, e via dicendo. In pratica ogni aspetto della nostra vita si traduce in politica.
La democrazia è una delle forme di espressione della politca, una delle sue manifestazioni primarie, attuabile proprio nei settori più inattesi: il goveno popolare si può concretizzare, ad esempio, nella gestione delle azioni di un'azienda attraverso l'azionariato popolare.
Io qui vorrei riprende il contenuto di una recente intervista che mi fece Andrea Aliverti qualche giorno fa, sulla presentazione dell'iniziativa di AGESP Energia sui "1.000 tetti fotovoltaici".
Fare in modo che mille famiglie possano dotarsi di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica dal sole, mettendo a disposizione il proprio tetto, fa pensare che si sia voluto fare comunque una scelta politica non democratica: dare questa opportunità ad alcuni è, infatti, una scelta consapevole e discriminate. Perchè?
Perchè se non ho un tetto da mettere a disposizione, non posso accedere a questa offerta. Quindi i cittadini sono discriminati non sulla propria volontà di accedere o meno, ma su quella di avere un determinato tipo di proprietà. Se non avete un tetto su cui mettere il vostro impianto, questa offerta ve la sognate.
Anche per questo motivo non mi è piaciuta questa iniziativa, oltre a quanto avevo già dichiarato a riguardo.
Ho avuto modo di confrontarmi con Broggi, il Presidente di AGESP, il quale mi ha chiesto quale sarebbe la mia idea, la mia proposta su questo argomento. Ho già detto che per me la soluzione è nei campi solari, ampie aree attrezzate con una quantità industriale di pannelli fotovoltaici.
In questo modo si può meglio gestire e sfrutare la potenzialità delle celle, il campo può crescere in modo strutturato e può essere aggiornato con maggiore semplicità ed economicità rispetto ai singoli impianti. E si può dare davvero una dimensione democratica a questo intervento. Come? Semplice.
Basta che ogni cittadino venga messo nella condizione, a prescindere dalla disponibilità di un tetto da adibire a fotovoltaico, di acquistare i propri kilowatt di potenza direttamente dal campo. In altre parole: se io metto in atto un campo fotovoltaico di 3.000 kilowatt, dò la possibilità a 1.000 cittadini di poter avere il beneficio dei classici 3 kilowatt, così come da progetto presentato. Solo che così si allarga a tutti i cittadini la possibilità di aderire all'iniziativa, senza limitarla a chi dispone di un tetto adatto.
Il problema è quello della reperibilità dell'area? Mi sembra che presso la zona industriale di Sacconago abbiamo ampie aree che potrebbero essere adibite a questo scopo; il Comune poi, potrebbe proprio essere uno dei primi interessati a questa proposta.
Un azionariato popolare, dove i cittadini potrebbero avere tutti le stesse possibilità di accesso e godimento, una vera istanza democratica che non sia discriminante all'origine. Se vi pare poco...
Dimenticavo una cosa: il sole è per sua natura democratico. Dà la propria luce ed il proprio calore a tutti, e a nessuno chiede quale sia il colore della pelle, quali siano le proprie idee politiche o se hanno un tetto adatto per il fotovoltaico. Lui fa il suo mestiere e basta, un vero esempio democratico.
sabato 29 agosto 2009
Via Vesuvio, Busto Arsizio, Padania
Solo che qui ci si apparta con più tranquillità, senza occhi indiscreti se non quelli dei cittadini che vi abitano e che si trovano con l'immondizia all'uscio. Sicuramente gioca l'ignoranza e la prepotenza di pochi stupidi, ma queste persone si sono sentite rimbalzare dal Comune all'AGESP e viceversa fino allo sfinimento, tanto che da tempo hanno abbandonato la speranza di un intervento da parte dell'Amministrazione.
Triste storia, vista la vicenda aperta tra AGESP e Comune, dove pare che quest'ultimo stia rovesciando sulla ex municipalizzata tutta l'operatività che questa pubblica amministrazione non è più in grado nè di gestire, nè di garantire.
I cittadini trovano quotidianamente immondizia, rifiuti di ogni genere abbandonati anche davanti alla propria recinzione, quasi fossero loro stessi ad abbandonare questi rifiuti. Ovviamente d'estate questo significa, oltre che una desolante immagine davanti ai propri occhi, anche mosche e tafani che invadono la brughiera quando vi sono rifiuti organici; odori di ogni genere in funzione degli altri rifiuti. Perfino tossici e pericolosi, come si vede dalle latte di vernice o altro abbandonate tra gli alberi.
Alberi che a loro volta, dopo bufere o tempeste di vento, una volta abbattuti dagli eventi atmosferici, restano al suolo, schiantati. In attesa che la natura faccia il suo corso?
Direi che gli assessori alla partita dovrebbero interessarsi e, una volta per tutte, porre rimedio a questa situazione. O no?






















giovedì 23 aprile 2009
L'idioma dei soldi
venerdì 17 aprile 2009
Abbiamo stracciato le schede per il bene della città
- si impedisce in questo modo alla minoranza di esercitare un suo sacrosanto dovere di controllo, a garanzia di tutti i cittadini;
- l'AD di AGESP è di nomina politica (Lega, Paola Reguzzoni, sorella dell'Onorevole Marco, in precedenza già Presidente della Provincia di Varese mentre la sorella era assessore a Busto Arsizio, in evidente violazione della legge 267/2000);
- il rappresentante del Consiglio comunale, ora eletto nella figura della consigliera Ruffinelli, è rappresentante dello stesso partito.
In considerazione di questo atteggiamento, noi abbiamo stracciato in modo plateale le nostre schede elettorali, ma non è intenzione fermare la nostra civile protesta a questi fatti. Attendiamo di sapere, a questo punto, qualche chiarimento dalle parti politiche.
martedì 10 marzo 2009
Del bilancio sociale si sono perse le tracce
martedì 27 gennaio 2009
La funzione di Amministratore Delegato non è una sciocchezza
sabato 27 dicembre 2008
La neve agli irti colli...
Provo farne solo un breve elenco, i contenuti li discuteremo in prossimi post: AGESP Servizi, il rimpasto (eterno) di giunta, la chiusura dell'affare Corte dei Conti, la preparazione del bilancio preventivo, il piano urbano del traffico e molte altre.
Ma la notizia di oggi sa davvero di danno oltre la beffa. Parliamo dei Cinque Ponti.
La scorsa notte una piccola bufera di neve ha sparso qualche centimetro di neve e ghiaccio (non più di tre o quattro) sulle strade. Nessun mezzo si è mosso, anche se era la vigilia di Natale i mezzi dovevano essere pronti. Fatto sta che il sottopasso delle meraviglie si è bloccato per il ghiaccio ed il traffico è stato bloccato. Forse si poteva pensare di attrezzare al volo una pista di bob, considerata anche la dimensione della strada.
Lo spettacolo non è stato diverso nel resto della città. Certo, il freddo è stato polare, se tre giorni dopo in periferia si vede ancora parte di quella spolverata di neve. Bianco Natale.
Ma questo non giustifica l'ennesima brutta figura dell'amministrazione. Nessun mezzo pronto ad uscire per spargere sale o sabbia, oppure mezzi spartineve. Nell'occasione della precedente nevicata si era disposto che ogni cittadino provvedesse a liberare lo spazio davanti la propria casa dalla neve; praticamente una dichiarazione di fallimento da parte dell'amministrazione. Seguendo questo ragionamento, prossimamente ogni famiglia dovrà provvedere a manutenere il verde, l'asfalto e il marciapiede davanti a casa; e nel caso si spegnessero i lampioni, a mettere qualche lampada a olio per illuminare la via. Sono ironico, ovviamente, lo preciso perchè non vorrei che qualcuno lo prendesse come un buon suggerimento.
I Cinque Ponti sono l'emblema di questo stato di cose a Busto Arsizio. Un percorso tortuoso e incomprensibile a chiunque abbia il pregio di non capire nulla di viabilità.
Le passerelle ciclabili sono la ciliegina sulla torta. Rubo l'idea ad un amico e faccio una proposta: nel momento in cui tutta la città ride o si vergogna di quell'orribile opera, facciamo una bella operazione di marketing e diciamo al mondo che abbiamo realizzato la pià grande opera d'arte moderna inserita ed integrata in un contesto urbano.
Forse con questa idea riusciremo a salvare almeno le apparenze.
venerdì 19 dicembre 2008
Le nomine dell'amministrazione: flessibilità morale
venerdì 14 novembre 2008
Dimissione in massa del CdA di AGESP Trasporti
venerdì 24 ottobre 2008
ACCAM: si tenta il golpe istituzionale?
venerdì 17 ottobre 2008
Addio vecchia Trasporti, ma qualcuno ti ha tradito
mercoledì 10 settembre 2008
Prossimo Consiglio e Solita AGESP...
mercoledì 2 luglio 2008
Non di sola AGESP vivrà Busto Arsizio

A preoccuparmi è, però, l’intera situazione di AGESP, nel senso di ex municipalizzata, patrimonio economico, sociale ed occupazionale della città. Anni di gestione spericolata ne hanno minato molte delle particolarità che caratterizzavano l’azione imprenditoriale di AGESP. Una volta unica società, aveva una missione chiara e ben indirizzata; ma la fantasia creativa di una certa politica ed il liberismo dilagante, hanno creato una situazione paradossale, per cui AGESP è diventata da un lato parafulmine di parte delle incapacità amministrative del Comune e parte cassaforte gestionale.
Costituire una società privata da una ex municipalizzata dovrebbe richiedere uno sacrificio alla politica: allontanarsi dalla gestione di un patrimonio pubblico per assicurare a questo una vita autonoma, in grado di rispettare le regole del libero mercato e di poter agire da operatore qualificato di settore.
Questo nella nostra città non è avvenuto. La società da unica che era è stata spaccata e diversificata, in parte correttamente per motivi di legislazione o business, in altri solo per generare le condizioni politiche che permettono migliore governabilità degli equilibri interni, e migliori opportunità per avere nuovi seggi nei consigli di amministrazione (CdA).
Se non fosse intervenuto il DDL del Governo Prodi sulla riduzione del numero dei consiglieri nei CdA, oggi avremmo che in alcuni settori la perdita sarebbe stata anche maggiore rispetto all’1,8 milioni di euro che viene dichiarato nel bilancio di AGESP Holding, presentato la scorsa settimana.
Settori tradizionalmente forti, come il gas ad esempio, rischiano di avere difficoltà nel mantenere la propria posizione visto le vicende di Preapli Gas, una delle eterne incompiute della nostra amministrazione: mentre noi giocherelliamo, gli altri (Varese, Legnano, l’Altomilanese) agiscono e precludono sempre più le possibilità di sviluppo.
Abbiamo una bella piscina, ma abbiamo anche un mucchio di debiti e la gestione non gode nemmeno del favore della stagione.
Abbiamo sentitole novità sul teleriscaldamento qualche mese fa, poi è caduto il silenzio, forse anche per l'enormità degli investimenti, in questo momento superiori alle disponibilità.
I costi orari dei parcheggi sono aumentati, anche quello dei pendolari alle Nord passato da 15 a 18 euro al mese, tra lo stupore e la rabbia dei cittadini e la sufficienza dell’Amministrazione. Sembra prevalere l’effetto struzzo: metto la testa nella sabbia e faccio finta che i problemi non ci siano.
Poi mi vengono a parlare di efficienza lombarda… ma va là…
sabato 28 giugno 2008
Il giudizio sull'Amministrazione di Busto Arsizio
Se c'è un aggettivo che si può dare a questa amministrazione penso sia “lenta”. Forse seguendo una linea di pensiero che va di moda, la nostra amministrazione e gli enti a lei collegata riescono perfino a dichiarare questa come una virtù. Non mancano le perplessità in città, anche da parte di persone che filosoficamente e politicamente sono vicine agli amministratori in carica e non mancano di fare, in pubblico e in privato, dei severi commenti alla situazione.
Ieri è stato presentato il bilancio consuntivo di AGESP Holding, che presenta una perdita notevole, quasi due milioni di euro: il Presidente Castiglioni non si scompone ed anche sul fatto di dover riacquisire le quote azionarie degli altri comuni, onde procedere con gli atti della Global Service, afferma che non c'è fretta.
Lunedì passerà in Consiglio il Bilancio Consuntivo: nessuno si aspetti sorprese, tutto filerà liscio.
Però si coglie la stanchezza della città su argomenti come il tira e molla del Sindaco combattuto tra il restare al suo posto e l'andare in Regione, così come si coglie che questo fatto non sia dettato da prudenza politica ma da qualcosa di molto più concreto.
Si coglie l'insicurezza della linea politica di una maggioranza che tentenna e litiga, tra una Lega che vuole posti per i propri uomini (e donne) e chi i posti non li vuole mollare anche se ha già dato le dimissioni.
Maggior chiarezza non farebbe male nemmeno all'opposizione, con qualche figura combattuta tra il restare confinato fuori dalle sale dei bottoni e il trovare nuovi spazi in vecchie strutture di partito.
E allora mi sembra giusto chiedere alla gente cosa pensa di questa amministrazione, lanciando un altro sondaggio, questa volta rivolto a chi vive la realtà della città.
Fate girare la voce...
giovedì 26 giugno 2008
Movibus: qualcosa cambia nello scenario locale del trasporto pubblico
Movibus è una nuova società di trasporto pubblico che nasce dalla unione tra ATM, ATINOM e STIE, aziende specializzate nel settore ed operanti nell’area dell’Altomilanese. A seguito di questa unione, Movibus andrà a produrre quasi 61 milioni di chilometri l’anno di copertura dei mezzi, avendo a disposizione circa 210 autisti: una media di 30.000 chilometri l’anno su percorsi per lo più extraurbani. La preoccupazione sindacale è per il basso numero di addetti (250 in tutto) rispetto al servizio prodotto e la sicurezza del salario, volendo continuare a garantire il servizio di trasporto, ma nel rispetto dei diritti dei lavoratori.
Questa iniziativa non tocca direttamente la nostra città, ma è ovvio che essendo STIE socia al 40% di AGESP Trasporti, è ipotizzabile che nel prossimo futuro una soluzione di bacino di trasporto e di forma consortile per l’espletamento del servizio possa essere ipotizzata. Personalmente, ma credo di poter parlare anche a nome dei colleghi consiglieri, staremo tutti con le orecchie ben aperte in proposito.
mercoledì 25 giugno 2008
Immobilismo e voglia di cambiamenti
Di certo non posso che unirmi al coro di coloro che vogliono rendere omaggio a Monsignor Livetti, sapendo che questo è un saluto più formale che sostanziale, perché potremo continuare a vivere con lui un pezzo di cammino della nostra vita restando prossimi.
Rendo merito all’istituto che lascia e all’opera che in questi anni ha svolto a favore della città: alcuni suoi Te Deum hanno fatto storia, nel coniugare la fede che proclama e testimonia ogni giorno con la necessità di essere nel mondo e nelle cose del mondo, politica locale compresa.
Ecco perché non mi ha sorpreso apprendere delle sue “bacchettate” alla Giunta e al Sindaco, il che ovviamente non significa nulla dal punto di vista politico, ma deve indurre a riflettere sulla qualità del prodotto di questa Amministrazione.
Ciò che afferma da sempre l’opposizione, almeno quella di cui anch’io sono membro, è rimarcare la completa assenza di iniziativa di questa Giunta, troppo divisa al suo interno e troppo attenta a dividere i suoi incarichi attuando in pieno il concetto del “Manuale Cencelli” (vedi altro articolo: http://berteotti.blogspot.com/2008/05/dal-manuale-cancelli-alla-lottizzazione.html ).
Posso fare decine di esempi estremamente chiari e puntuali: dalla vicenda delle varie Prealpi Gas, Prealpi Servizi, AGESP (con tutti i relativi Consigli di Amministrazione). Parliamo di Trasporti, di Area Vasta (roba da mandare due righe a “Chi l’ha visto”), di ferrovie e parcheggi pendolari, di parcheggi. O la replica, sempre attuale durante il mese di giugno, del dramma dei nidi comunali.
Arriviamo poi ai fatti della Corte dei Conti, dove l’attivismo declamato dalle colonne della stampa si riduce al minimo di legge nella realtà dei fatti: pagheranno tutti i responsabili, ma pagheranno anche degli innocenti.
Perfino per la questione dei Cinque Ponti/Passerelle, una delle opere ingegneristiche più inutili e brutte che sia possibile riscontrare in tutta la Lombardia, non si è voluto prendere una posizione chiara e rescissoria di un aborto urbanistico, ma si è ostinatamente continuato a chiedere il completamento dell’opera.
Le sedie che alcuni assessori hanno dichiarato di voler lasciare restano occupate anche dopo le dimissioni pubbliche per motivi che nulla hanno a che vedere con il bene della città, ma solo degli equilibri di spartizione politica del potere.
Si ha la sensazione che si viva in un continuo precariato, per cui non si assumono iniziative di largo respiro, progettualmente coraggiose, pur in un contesto dove il Centrodestra ha la più ampia maggioranza possibile tra tutte le zone d’Italia. Un record invidiato ed invidiabile di consenso che non si traduce in altrettanta capacità di governo.
E’ quindi evidente la delusione e la voglia di cambiamento, ma sarebbe opportuno che la città ed i suoi cittadini cominciasse a valutare la possibilità non solo di cambiare i governanti, ma soprattutto di cambiare le linee politiche cui affidare la gestione della città.Va bene essere conservatori, ma qui siamo arrivati all’antiquariato.
venerdì 6 giugno 2008
Ex municipalizzate, dove siete andate a finire?
E da oggi ricorderò, a piede di articolo, il santo del giorno, così se qualcuno si è dimenticato di fare gli auguri a qualche persona cara, potrà velocemente recuperare.
Ma il tema (ostico) che volevo toccare oggi è quello del “servizio pubblico locale”.
La definizione di "servizi pubblici locali" è contenuta nell’art. 112 del D. Lgs 267/2000 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti Locali”: sono tali, infatti, “i servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”.
Ci sarebbe un grosso discorso da fare, parlando di ente pubblico, del concetto di mercato, di concorrenza, di affidamento in gara che oggi sono richiamati dalla normativa vigente; una volta il servizio pubblico cercava di dare servizi essenziali ai cittadini a prezzi minori di quelli di mercato, o comunque vantaggiosi per i cittadini o ancora, impraticabili per qualsiasi azienda privata.
Da questo punto di vista, è chiaro che molte “ex municipalizzate” lavoravano in perdita; essendo diventate società per azioni, quindi private, devono avere per statuto l’obbligo minimo del pareggio di bilancio.
Di conseguenza non fanno più l’interesse del cittadino, ma quello dell’azionista, che è, in tutto o in parte, l’Ente pubblico stesso.
La “tutela della concorrenza” ha fatto esprimere la Corte Costituzionale (sentenza 272/2004) per l’incostituzionalità della lettera b) del comma 5 dell’art. 113 d. lgs 267/00 sulle società miste nelle quali il socio privato deve necessariamente essere scelto attraverso la procedura dell’evidenza pubblica. E’ il caso, ad esempio, di AGESP Trasporti.
Ben diversa, invece, quella prevista dalla lettera c) del comma 5 dell’art. 113 TUEL: si tratta, infatti, del modello “in house providing” nel senso che la Pubblica Amministrazione per produrre beni e servizi non si rivolge all’esterno ma si avvale di società costituite per lo scopo fissato.
In tal caso, in deroga alla procedura dell’evidenza pubblica, l’affidamento del servizio pubblico locale è gestito direttamente dalla società che risponde integralmente all’ente stesso: è il caso della “Global Service” del comune di Busto Arsizio.
La Corte di Giustizia (atto 6/4/2006 C-410/04) è stata chiara nel ritenere che l’affidamento diretto costituisce una eccezione alle regole generali della concorrenza, per cui, i requisiti indicati nel comma 5 dell’art 113 TUEL devono essere interpretati restrittivamente e la loro effettiva sussistenza deve essere dimostrata in concreto da chi intende avvalersene.
Questi sono i fatti. Immagino che non sia stato semplice per voi essere arrivati fino a qui nella lettura, ma se lo avete fatto, ora cosa ne pensate della care, antiche Municipalizzate e dei rapporti col Mercato della Pubblica Amministrazione?