Alessandro Berteotti

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venerdì 5 dicembre 2008

Finalmente la seconda fermata del Malpensa Express a Busto Arsizio

Finalmente abbiamo la seconda fermata del Malpensa Express a Busto Arsizio. Questo è un grande successo dovuto solo alla forza e alla cocciutaggine dei pendolari e dei cittadini che hanno voluto a tutti i livelli, sociale, istituzionale e commerciale (come clienti delle Nord) questa soluzione.
Il riconoscimento che ottiene oggi Busto Arsizio lo deve soprattutto a questo fatto, da solo il Sindaco e tutta la Giunta non avrebbero avuto la stessa importanza.
Ora però vorrei che anche la stazione di Ferno e Lonate venisse aperta: è vero, c'è una promessa perchè questo avvenga all'apertura del tunnel di Castellanza e con la partenza della nuova linea Malpensa-Milano (quella ordinaria, non Express), ma sappiamo anche che ci vorrà tutto il 2009 perchè questo accada.
Ho sentito parlare di campanilismo: sinceramente non capisco in questo caso cosa voglia dire. Che dovrebbe passare una linea ferroviaria in ogni paese, in ogni frazione del circondario? Non diciamo fesserie.
Ho anche letto di chi non può fare a meno di usare la macchina. Non discuto che per alcuni questo possa essere una necessità, ma non per chi si reca a Milano come sede stabile di lavoro. Non esiste un solo posto di Milano che non sia raggiungibile con i mezzi. Il raffronto può essere fatto solo tra entità comparabili: se qualcuno mi dicesse che deve usare la macchina per andare a Melzo o a Vigevano, avrei poco da eccepire. Ma chi va a Milano può con grande tranquillità prendere il suo benedetto trenino e farsela con i mezzi pubblici, avendo un grosso vantaggio economico. Faccia una prova prima di parlare.
Sono convinto che la stragrande maggioranza dei pendolari è contenta di questa soluzione, che ne possa utilizzare direttamente o indirettamente: chi utilizza gli altri treni, li troverà almeno un po' più liberi rispetto a oggi, dove già da Busto si viaggia in piedi.
Purtroppo lamentarsi è lo sport nazionale più popolare.

venerdì 5 settembre 2008

Busto Arsizio alla deriva

Un amico ieri mi ha scritto dicendo che non mi occupo più di Busto Arsizio come quando iniziai a scrivere questo blog: in parte è vero, ma dalla ripresa di agosto dissi che mi sarei occupato anche di altri temi.
In questo momento, poi, il panorama della politica locale è così povero che mi resta anche diffiicile fare dei commenti che abbiano un senso e quindi un valore. Anche i giornali locali parlano dell'ovvio o poco più. Ogni tanto qualche giornalista, preso da chissà quale illuminazione, inizia a fare delle interviste "spericolate", ma quando si avvicina a qualche cosa di sensibile, di interessante, si ferma tutto.
Mi sono reso conto che leggendo di politica nazionale e di qualche fatto internazionale, si può meglio capire la realtà locale. Ad esempio, lo stretto legame tra Alitalia e Malpensa, il fatto che il Sindaco di Milano Letizia Moratti sia contro la cordata di Alitalia perchè i "suoi" aeroporti di Linate e Malpensa non sono compresi nella trattativa. O l'iniziativa di Berlusconi riguardo la Libia, che segue il corso dello sfruttamento delle risorse energetiche, come fece tempo fa con il suo "amico" Putin. Il quale a sua volta, lo ha messo in grosse difficoltà con la crisi in Georgia, e ben sappiamo quale arma di ricatto nei confronti dell'Europa costituiscano le risorse Siberiane.
Busto Arsizio è parte di una conurbazione, con Gallarate, Legnano, Castellanza e Valle Olona, che fa parte dell'Altomilanese (o basso varesotto), di cui Malpensa rappresenta forse il nodo più famoso nel contesto internazionale. Un territorio potenzialmente ancora ricco, ma anche specchio di una crisi che minaccia la nostra società, un territorio che non riesce ad uscire da una specie di atrofia imprenditoriale, ma soprattutto, svilito da una contrazione della capacità di interazione tra pubblico e privato dovuta alla crisi delle istituzioni locali.
Queste sono ormai diventate i satelliti di una serie di poteri, come scrivevo anche ieri, che non governano la città dei cittadini, ma solo la città degli interessi; il lungo isolamento della città dal contesto territoriale ne ha tagliato non solo le relazioni, ma anche il patrimonio di ricchezza di idee ed iniziative che nasce dal confronto di idee e dalla competizione evolutiva propositiva.
Busto Arsizio è l'unico comune in Lombardia che si fa i Piani di Zona per conto proprio, annullando il concetto di distretto dentro una città; a vantarsi di questo "merito" è proprio il nostro sindaco Farioli, operazione che mise a segno quando era consigliere regionale, obbedendo ad una logica protezionistica propria di questi poteri.
Proporre il BAFF nell'Italia degli oltre 3.000 festival di vario genere, vuol dire solo avere paura di restare ai margini di un sistema presenzialista: se ci sei, conti qualcosa, altrimenti 6-1-0.
E poi B.A.Book, B.A.Jazz, Rumba e Cha-Cha-Cha... soddisfano le voglie di pochi, non sono una presenza continuativa di una azione culturale sul territorio: si va a strapponi. Se un anno non si fa l'iniziativa, nessuno ne sente la mancanza.
Solo flash, per cercare di mettere a fuoco qualcosa che non sono ancora riuscito a cogliere fino in fondo, ma che percepisco come parte di questa realtà, come se fosse una ferita da cui sgorga continuamente un male profondo, culturale, antropologico, non intercettabile con i sensi, ma comunque presente e dirompente.
Ciò che negli anni '50 Giorgio Bocca scrisse di Vigevano: "Fare i soldi, per fare i soldi, per fare i soldi ... e non trovi una libreria a pagarla", oggi non vale più. Abbiamo perso quella spinta, non siamo noi motore, ma siamo traino di un carretto che inesorabilmente rallenta.
Questo blog mi ha costretto a pensare "ad alta voce", prima di tutto devo essere coerente con me stesso. E' anche questo un viaggio, una ricerca, è parte della vita e non è giusto sprecarla.
Vorrei anche ringraziare chi mi ha suggerito di leggere "La Deriva": in qualche modo, parla molto di noi.

giovedì 19 giugno 2008

Piccola storia del Malpensa Express – Seconda parte

All’intersezione dei binari tra Nord e Stato, all’altezza di via del Roccolo, si sta costruendo una nuova stazione ferroviaria. Questa dovrà servire i passeggeri che si fermeranno a Busto Arsizio provenendo dalla linea delle FS e vorranno raggiungere Malpensa. Si tratta di viaggiatori non locali, ovviamente, ma quelli che ad esempio provengono dalla Svizzera con futuri treni da Stabio via Arcisate-Varese o da Domodossola-Briga, come il Cisalpino.
Questa ufficialmente sarà la stazione di Castellanza FNM, però. E qui i passeggeri delle Nord vanno in confusione. Cosa succederà con il termine dei lavori del tunnel di Castellanza e del raddoppio dei binari?
Di certo sappiamo che le linee in transito da Busto Arsizio saranno tre: la Milano-Novara, la Milano-Malpensa (nuova) ed il Malpensa Express. Non essendoci ancora un orario ufficiale o un annuncio in questo senso, siamo tutti in attesa. Come sempre.
Da oltre dieci anni auspichiamo che il servizio migliori, che vi siano treni più nuovi e capienti, che vi sia maggiore pulizia… ma questo ritornello lo sentiamo ogni volta che parliamo di trasporto ferroviario, sia sulle brevi che sulle lunghe percorrenze.
Se è concesso fare una ipotesi, è lecito pensare che le occasioni di passaggio dei treni per i pendolari aumenteranno, ma è probabile che si perda il passaggio del Malpensa Express.
Qualcuno si chiederà perché io ce l’ho tanto con il Malpensa Express. Perché odio gli sprechi e vedere un treno che viaggia praticamente vuoto mi fa venire il voltastomaco.
Mentre i pendolari devono aspettare e pagare. Forse non ci si rende conto, e questo dovrebbe essere messo in luce una volta per tutte anche da chi governa, che se un lavoratore passa ogni giorno circa 3 ore sui mezzi pubblici per la mobilità casa-lavoro, questo implica l’impossibilità di poter fare straordinari o di poter dare, in ogni caso, una maggiore presenza in azienda, che si traduce in molti aspetti negativi; che ha maggiori costi di chi prende solo mezzi urbani per recarsi al lavoro e molte volte ha una dose eccessiva di stresso dovuto a ritardi, soppressioni, incidenti dei treni.
Cornuti e razziati, si direbbe. Ecco perché ho sempre sostenuto la necessità di aprire il passaggio di tutte le corse del Malpensa Express ai pendolari, per dare maggiori disponibilità a chi si trova in queste condizioni. Pensate se alla mattina fosse possibile salire sul Malpensa delle 7.32: questo permetterebbe di essere a Milano alle 8.05, ed entro le 8.30 tutti potrebbero essere al loro posto di lavoro, evitando quelle dannosissime pratiche che spesso le aziende adottano nei confronti di chi arriva, in genere, dopo le 9.00
Ditemi voi…

mercoledì 18 giugno 2008

Piccola storia del Malpensa Express

Nel giugno 1996 riprese servizio la stazione delle Ferrovie Nord a Busto Arsizio, dopo che per oltre sette anni rimase chiusa per i lavori di interramento e raddoppio dei binari.

Il 26 ottobre 1998 venne inaugurata Malpensa2000, ma solo nel giugno 1999 iniziò il regolare collegamento con il Malpensa Express tra l’aeroporto e Milano Cadorna.

Dal 2004 il Malpensa Express ferma anche a Busto Arsizio, ma solo un treno ogni ora; l’altro non si ferma. Due treni l’ora su una tratta di collegamento di circa 50 chilometri; due treni che hanno una capacità nominale di 420 passeggeri, ma che per la maggior parte dei loro passaggi raccolgono non più di 40/50 persone, il 10% della potenzialità.

In tutti questi anni ho cercato di sensibilizzare l’attenzione di tutte le parti istituzionali, comune, provincia, Ferrovie Nord, Regione (che è l’azionista di riferimento di FNM) a q1uesto problema. Durante l’inverno tra il 2006 e il 2007 abbiamo raccolto centinaia di firme on-line e tra i cittadini di Busto, riuscendo per la prima volta ad avere un vero ed ampio consenso bipartizan sull’argomento, ma senza ricevere risposta da alcuno dei soggetti cui abbiamo inviato la petizione.

500 firme disperse. 500 persone che ancora oggi attendono una risposta, ammesso che non si siano dimenticati di questa istanza, rassegnati ormai alla più desolante indifferenza.

Le uniche informazioni che ho raccolto mi arrivano per via indiretta. Ho avuto la possibilità di parlare in treno (in modo del tutto causale) con il Presidente di LeNord, il quale mi ha fatto rilevare che il servizio del Malpensa Express esiste come servizio per l’aeroporto, non per un servizio di pendolari; in sostanza, si tratta di un servizio esclusivo.

Talmente esclusivo che esclude persino i passeggeri. Il Malpensa sarebbe stato chiuso da almeno 4 anni, se i pendolari di Busto non lo avessero rimpolpato con centinaia di presenze ogni giorno.

Questa la storia passata. Però qualcosa dovrebbe succedere nei prossimi mesi…. (continua)

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