Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!

sabato 23 agosto 2008

Gardaland? No, Busto Arsizio, via Lonate

Il tormentone dei ragazzi questa estate è stato: papà, ci porti a Gardaland? Bene, i cittadini di Busto Arsizio hanno la possibilità di risparmiare almeno su questo. Certo, non ci sono tutte le attrazioni del famoso centro di divertimenti, ma un po' di montagne russe se le possono godere quasi gratis.
Basta un'auto, meglio se di quelle con le sospensioni morbide, un po' di benzina per farla camminare e raggiungere via Lonate, percorrendola dall'ingresso del cimitero centrale alla rotonda della Busto-Molinelli e ritorno.
Non si paga il biglietto e l'unica avvertenza è di rispettare il limite di velocità. D'altra parte, superarlo potrebbe essere pericoloso e non solo per la possibilità di prendersi una multa salata.
Una sorta di Camel Trophy dei bei tempi andati, su e giù dalle dune cittadine create dagli avvallamenti stradali dopo la sistemazione del tratto fognario, che tornano al livello originale in vicinanza del tombino.
Scherzi a parte, questo fondo stradale è estremamente pericoloso, soprattutto in condizioni di pioggia; quindi attenzione alla sua percorrenza, procedete con prudenza.
La sistemazione di questo tratto stradale doveva essere fatta un anno fa, ma ancora non è dato sapere quando ciò avverrà. Il quartiere di Madonna Regina attende da tempo la sistemazione del tratto di via Lonate e la definizione dell'asse di quartiere: le strade del quartiere che fronteggia l'entrata del Cimitero centrale sono un groviglio di strade talora prive di un senso, con vie che si interrompono e riprendono nella numerazione senza una logica e senza una geometria.
Viste dall'alto sembrano uno scarabocchio di un bambino, ma finora l'Amministrazione comunale, oltre che raccogliere un consenso spropositato per l'attenzione effettivamente riservata al quartiere, non ha fatto molto di più. Ma si vede che va bene così.

venerdì 22 agosto 2008

Fare il passo come si ha la gamba

La notizia odierna è che nel giro di 5 anni (2002-2007) gli italiani hanno aumentato il loro indebitamento familiare del 97% (che quindi è raddoppiato), e che purtroppo la provincia di Varese è in Italia la dodicesima in termini assoluti e la settima come indice di crescita. Oggi ho ascoltato il commento anche di eminenti economisti in alcune trasmissioni radiofoniche e devo dire che non sono assolutamente d'accordo con molti di loro che affermano che questo non sia un indice negativo.
Io ragiono col criterio del buon padre di famiglia, almeno spero, e quindi mi rifaccio all'insegnamento dei vecchi: fai il passo come hai la gamba. Avere 19.120 euro di indebitamento medio a famiglia mi fa un po' paura, non tanto per la cifra in se stessa, quanto per le prospettive di breve-medio termine ed il fatto che l'indebitamento non sia destinato a beni durevoli (la casa, un terreno, l'avviamento di una impresa e via dicendo), ma per beni di consumo, alcuni anche voluttuari (viaggi, auto, moto, ecc.).
A mio giudizio questo indica che pur non avendo le disponibilità di qualche anno fa, vogliamo continuare a vivere sopra le nostre possibilità, perchè è aumentata la forbice tra ricchi e poveri. Sappiamo che in molti casi, quando non si riesce più a far fronte alle necessità con impegni "normali", qualcuno si rivolge a persone senza scrupoli che propongono soldi subito con interessi altissimi. Così si finisce nei giri degli strozzini, e allora sì che finisce male.
In alcuni casi essi hanno l'apparenza di finanziarie per bene, ma alla fine il trattamento è lo stesso: lo chiamano "recupero del credito", in realtà sono ricatti, minacce e botte, se non di peggio.
Non seguiamo l'esempio dello Stato italiano, che perseguendo l'ideale di uno sviluppo "facile" triplicò a metà degli anni '80 con il governo Craxi, in soli 5 anni, il debito pubblico, e per questo oggi portiamo sulle nostre spalle un fardello di oltre 70 miliardi di euro di debiti l'anno, che affliggono la nostra politica economica.
Questo è il mio pensiero. Ovviamente siete liberi di pensarla diversamente, e mi farebbe piacere ricevere i vostri commenti in proposito, le vostre esperienze, se ne avete. Perchè in queste situazioni si corre sempre il rischio di rimanere da soli, in tutti i sensi.

giovedì 21 agosto 2008

Governo in confusione? Peggio!

All’annuncio di Bossi di voler rimettere l’ICI sulla prima casa per sostenere il federalismo, gli oppositori hanno commentato che il Governo era in stato confusionale. In realtà la situazione è ben peggiore, e richiedono un’analisi più seria e composta. Un conto è la comunicazione mediatica che richiede tre secondi per commentare un fatto, altro è comprendere e spiegare gli avvenimenti.
Questo è anche lo scopo per cui ho aperto questo blog, per cui se vorrete seguire il mio ragionamento e commentarlo, forse riusciremo insieme a capire un po’ meglio come vanno le cose, in verità, in questo nostro povero paese.
Vorrei introdurre l’argomento con la dichiarazione odierna di Brunetta: “Sui fannulloni io tiro dritto, sessanta milioni di italiani sono con me”. Evidentemente la dichiarazione non è oggettiva, per diversi fattori: 1) nel nostro paese vi sono solo 58 milioni di italiani e non 60; 2) Brunetta comprende nel novero delle persone anche lattanti e bambini, ancora incapaci di un proprio giudizio critico; 3) perfino i fannulloni, di cui è impossibile stimare il numero, sono però con lui, essendo compresi nel totale.
Come ho già scritto nel post di lunedì 18 agosto, i presunti fannulloni hanno già detto come la pensano, ma forse il ministro intende mettere in discussione il contratto del lavoro pubblico, oggi molto più protezionista del passato rispetto al privato.
Arriviamo dunque a Bossi e alla sua uscita sull’ICI. Nella battaglia elettorale della scorsa primavera, hanno a mio giudizio pesato molto due fatti: l’attesa della gente per una tassazione meno aggressiva e lo sconforto causato dal vedere ministri del Governo Prodi in piazza a protestare contro se stessi.
Anche se il Centrodestra è in grado di gestire meglio la propria comunicazione, resta il fatto che le affermazioni del Senatùr ripetono esattamente questi due errori.
L’ICI è stata la prima tassa veramente federale che sia stata introdotta, perché colpisce la ricchezza immobiliare comunale. E’ stato giusto eliminarla dalla prima casa perché essa è un diritto costituzionale. Ma l’ICI è rimasta per tutti gli altri immobili, quindi non vi può essere fraintendimento: ciò che si vuole reintrodurre è proprio la tassa sulla prima casa! Ma come: abbiamo brigato tanto per farla togliere, ed ora il capo del partito più localista che c’è la vuole rimette, alla stregua dei più beceri statalisti pro-meridionali? Questo è un fatto, e non è certo la smentita di Calderoli a ridare credito alla politica del Centrodestra.
Di qui la considerazione che Bossi sia il ministro che parla contro il Governo. Altro che messaggio subliminale per Berlusconi! Bossi non ha l’abitudine di parlare per sottintesi, non ne è capace, e questa è anche la sua forza. Rimescola le carte, e per farlo non ci pensa due volte ad andare giù pesante, anche perché le amministrazioni locali sono oggettivamente in difficoltà con questa strategia del Governo. Quindi il Nord soffre per questa tattica e la conferma di questo stato di agitazione della Lega lo si percepisce evidente anche alle nostre latitudini.

mercoledì 20 agosto 2008

Nessuna notizia della nuova giunta

Siamo alle comiche. Il Sindaco Farioli annuncia per sabato 16 agosto la presentazione della sua "giunta ombra", quella che per lui potrebbe essere la nuova giunta da proporre ai partiti; però nessuno ne ha avuto notizie. Gli stessi funzionari di partito hanno chiamato la stampa per sapere se i giornalisti ne sapessero più di loro.
La questione grave è dunque questa: il Sindaco, come prevede il Testo unico degli enti locali (TUEL), ha il potere di dare e togliere le deleghe ai suoi assessori. Questo è stato fatto per dare più potere al Sindaco, ma oggi torniamo ad una situazione precedente al 1990, quando il sindaco era espresso dalla sua maggioranza e quindi non aveva possibilità di scelte autonome.
Negli ultimi sei anni, dall'elezione di Rosa in poi, la maggioranza della nostra città versa in uno stato confusionale, ma pare che la gente non se ne renda conto. Rosa ha amministrato per un mese, nel maggio del 2005, in completa solitudine, senza nemmeno un assessore, poi gli venne costruita addosso la famosa "cabina di regia", un modo elegante per dire che si tornava proprio a quel modo di governare vecchio di vent'anni.
Questo è il risultato di una maggioranza fatta da persone e partiti che non si stimano, che hanno l'unico fattor comune nella voglia di governare per dividersi il potere, ma non hanno a cuore le scelte migliori per la città. Perfino le linee politiche si sono dimostrate molto diverse fra Lega e FI, anche da prima delle recenti provinciali: in queste condizioni non si governa.
Invece a soffrire è la città, che ha bisogno di essere governata con sensibilità ed attenzione per i tanti, troppi segnali negativi che la stanno soffocando.

La crisi NATO-Russia mette in ginocchio la politica estera italiana

Durante le Olimpiadi dell'antichità, le guerre si fermavano. Oggi i fronti di guerra si aprono proprio con l'inizio delle Olimpiadi. Fortuna che siamo più civili di 2.500 anni fa...
Il fronte in Georgia sta aprendo una crisi gravissima tra NATO e Russia; proprio quella Russia di Putin, grande amico di Berlusconi, il quale ieri ha fatto una "amichevole" telefonata al suo corrispondente.
Begli amici che ha il Silvio! Già lo sapevamo, ma fuori dal gossip ed in termini stretti di politica internazionale, la posizione italiana diventa critica proprio per queste "amicizie". L'Italia è parte della NATO e dovrà fare la sua parte all'interno dell'alleanza, Chi crede che la nostra sia una posizione privilegiata, visti i rapporti con Putin, si sbaglia: qui non si tratta di organizzare vacanze per discutere su come spartirsi i proventi delle risorse energetiche naturali della grande Russia, ma di trovare il bandolo della matassa di una situazione da sempre in bilico in un territorio conteso e controverso, già teatro di gravi scontri e fatti tragici come quello della scuola di Beslan, in Ossezia, oggetto di un folle attacco terroristico che causò circa 500 morti.

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