Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!

giovedì 5 giugno 2008

Parcheggi alle Ferrovie Stato, non solo pendolari

I mondiali di ciclismo di Varese potrebbero dare una mano a risolvere l’ormai antico problema dei parcheggi presso le Ferrovie dello Stato, sbloccando la trattativa per l’ex area Hupac.
Sono già 10 anni che lo spazio adiacente la Stazione Centrale non è più destinato all’azienda svizzera che si occupa di logistica integrata ed intermodalità, ma finora ogni tentativo di riuscire ad entrare in sintonia con l’Ente ferroviario ha avuto esito negativo.
A soffrire di questa situazione non sono solo i pendolari, che ovviamente hanno il problema primario di poter lasciare il proprio mezzo di locomozione per la tratta casa-stazione (auto, moto o bicicletta) in un posto un minimo sicuro da furti o da contravvenzioni.
Nel marzo del 2003 l’allora sindaco Luigi Rosa annunciò che nell’ambito delle trattative per il progetto per il collegamento tra le linee ferroviarie di Nord e Stato si erano ricevute assicurazioni circa l’imminenza della liberazione delle aree, ma forse l’esperienza non proprio felice di Metropolis a Gallarate, o altri fatti sconosciuti, non hanno mai fatto concludere questo accordo.
L’apertura del sottopasso pedonale ha reso possibile sfruttare anche aree di parcheggio lungo via Palermo e sino al quartiere dei Santi Apostoli, ma come si accennava, questo crea grossi problemi anche ai cittadini che abitano nei pressi della Stazione Centrale, così come accade alla Stazione Nord.
Durante i giorni feriali la viabilità dei quartieri Frati e Santi Apostoli diventa caotica per il fatto che le auto lasciate in sosta vi restano fino a sera, danneggiando i residenti. Inoltre, i recenti provvedimenti in materia di parcheggio pubblico a pagamento, che hanno visto aumentare le tariffe fino ad un euro l’ora, lasciano ancora più amareggiati i cittadini.
A Roma il Codacons e associazioni di cittadini sono riusciti a far togliere i parcheggi a pagamento facendo ricorso al TAR del Lazio laddove non era garantita la sosta gratuita: credo che qui siamo molto prossimi alle condizioni che hanno fatto emettere quella sentenza.
Accetto ben volentieri suggerimenti in merito, per attivare qualche azione consiliare per alleggerire il problema, in attesa di conoscere l’esito con l’ente Ferrovie ed evitando che, per l’ennesima volta, si debba masticare amaro su questo tema.

mercoledì 4 giugno 2008

Come vanno le cose

Sono trascorse circa tre settimane dall’apertura di questo blog e posso cominciare a trarre le prime considerazioni. A partire, come al solito e come mi piace fare, dai numeri. Con questo sono 23 comunicati in 23 giorni, finora ho mantenuto la promessa di un diario “giornaliero”. So che non potrà essere sempre così, ad esempio a luglio andrò in ferie e non potrò pubblicare.
Ma vi sono altri dati che ritengo estremamente positivi: 2 sondaggi pubblicati, 92 pareri espressi. Chi oggi traffica con queste cose a livello amatoriale sa quanto sia difficile avere questi ritorni, perché si tratta di creare un clima di fiducia con chi interpelliamo, e le basi di questa fiducia sono la coerenza e la serietà.
Nel limite del mio essere una persona umana, ho sempre cercato e cercherò sempre di rispettare questo patto che è, prima di tutto, con me stesso.
I miei post hanno finora raccolto 17 commenti: se pensate che in quasi 9 anni di gestione di siti come Popolari e Margherita, oltre a quello personale che ho da circa 2 anni, ho ricevuto in tutto 8 messaggi, direi che è un grossissimo passo avanti!
Di questo devo dire grazie a voi, e se considero anche le mail private che mi sono arrivate, devo dire che sono veramente emozionato. Il mio scopo non è quello di convincere a tutti i costi di una tesi, ma di aprire un dialogo. Questo avviene in una zona neutra: come vedete nel mio blog non vi sono simboli di partito, anche se nella testata dichiaro la mia militanza politica, perché non vi siano fraintendimenti.
In questo senso credo sia lecito ed opportuno andare oltre il sostegno delle tesi politiche, per andare oltre, per fare vedere cosa accade oltre il momento presente e tracciare una direzione verso il futuro. Questo potrebbe essere frainteso da chi opera nella politica tradizionale, la lettura di questi spazi di comunicazione come divulgativi di tesi, come asserzioni assolute del vero. Niente di più sbagliato.
Uno spazio di dialogo non può porre vincoli o preconcetti.
Io penso di proporre, stimolare, provocare fatti e situazioni; addirittura qualcuno mi scrive ringraziandomi del fatto di considerare “divulgativo” il blog. Mi fa piacere, ma questo semmai è un valore aggiunto, non il fine.
L’ultimo sondaggio lanciato ieri vi chiede un parere sul servizio di trasporto pubblico offerto da AGESP: mi auguro che ad esprimere il parere possano essere davvero i cittadini interessati a questo servizio. E’ una occasione di ascolto e di proposta. Sfruttatela.

martedì 3 giugno 2008

Il ruolo del trasporto pubblico locale

Eccoci finalmente a parlare di trasporto pubblico. Chi mi conosce sa bene quale sia il mio interesse per la mobilità sostenibile ed il mio punto di vista sull’integrazione fra tutte le forme di trasporto pubblico e privato per arrivare ad una qualità della vita elevata anche in questo ambito.
La struttura urbana della città di Busto Arsizio, il suo essere all’interno di una conurbazione con altre città come Gallarate, Castellanza e Legnano, che costituiscono un continuo non distinguibile nei confini, ci fa perdere la cognizione di essere di fronte ad una realtà di ormai 200.000 abitanti, che costituisce il terzo agglomerato urbano della Lombardia per numero di abitanti.
In questo contesto non ha molto senso pensare ad un servizio di trasporto pubblico autonomo per ogni città, ma sarebbe più opportuno costituire un consorzio che assicuri l’interconnessione tra tutti i punti nodali che sono sul territorio e che interessano la mobilità personale.
Ad esempio, pensando alle possibilità di intermodalità, ovvero interconnessioni di mobilità, abbiamo stazioni ferroviarie a Gallarate, Busto Arsizio (Nord e Stato), Castellanza e Legnano, le quali mettono in relazione il territorio con Milano, Malpensa, Domodossola e la Svizzera, Varese e il nord della provincia, Como, Novara e attraverso Rho fino a Torino.
Progettare aree e modalità di interscambio è fondamentale per lo sviluppo dei collegamenti di area, considerando la funzione di Malpensa come aeroporto (al di là di tutte le polemiche) centrale per l’economia del Nord Italia e dei traffici con tutta l’Europa.
Sempre sul territorio osserviamo la collocazione degli ospedali: ve ne sono a Gallarate, Busto Arsizio e Legnano ed abbiamo cliniche private a Castellanza (Santa Maria e Mater Domini), oltre ad altri ospedali in valle Olona (cito solo l’ospedale Raimondi di Gorla Minore); inoltre vi sono diversi centri diagnostici sparsi sul territorio. Esistono poi altri luoghi di ricovero per lungodegenti, come La Provvidenza a Busto Arsizio o l’istituto Barbara Melzi a Legnano, ed altri nel territorio. Tutti questi luoghi sono oggetto di frequentazione giornaliera da parte di migliaia di persone, che spesso hanno problemi a trovare un parcheggio (che risulta spesso a pagamento). Laddove ci sia la possibilità di una adeguata copertura, sia per frequenza che per comodità di mezzi pubblici, è logico pensare che molte persone potrebbero scegliere questo mezzo.
Il commento che chiedo a voi è dunque: ritenete che il trasporto locale possa diventare motore della mobilità sostenibile?

lunedì 2 giugno 2008

Tanti auguri, signora Repubblica

Una signora di 62 anni, molto ben portati e che molti ci invidiano, ma che noi abbiamo lentamente fatto scivolare in secondo piano. Credo sia più che giusto soffermarsi oggi a riflettere sulla nostra Repubblica Italiana e sulla sua Costituzione, atto fondante del nostro essere cittadini italiani oggi.

Una Costituzione che qualcuno vorrebbe cambiare, addirittura stravolgere, ma che invece attira l'ammirazione e l'interesse di molti paesi nel mondo ancora oggi. Partendo dall'articolo 1, che afferma: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, l'Associazione Mazziniana Italiana ha diffuso un comunicato in cui, tra l'altro, si può leggere: “La traduzione delle prime parole della nostra Costituzione in alcune delle principali lingue dell'immigrazione vuole ricordare a noi italiani, innanzitutto, come il lavoro sia quotidianamente tradotto nelle nostre città in tante lingue straniere.”

Il richiamo all'integrazione degli stranieri in un contesto di legittimità e di legalità è evidente. Continua: “Ma il nostro manifesto vuole anche presentare, con le prime parole introduttive, la nostra intera Carta Costituzionale a persone che provengono da paesi diversi, spesso lontani dalla democrazia. E' un segnale, un richiamo a loro come a noi, per scoprire - o riscoprire - i valori forti della Repubblica, quelli che tengono insieme una Nazione e che la fanno diventare Patria.”

A loro come a noi: questo è il punto. La Costituzione non viene più insegnata nelle scuole, come l'educazione civica, ed il risultato è il lento ma costante scomparire dei principi fondanti della carta costituzionale dal tessuto sociale. Non abbiamo bisogno di ronde per sentirci più sicuri.

Famiglia Cristiana di questa settimana attacca duramente questi atteggiamenti e punta il dito: “Il megafono della Lega sulle paure degli italiani”. Si legge, tra l'altro: “E' più sicura una città senza immigrati o Roma, dove si rischia di morire ogni sera, travolti da pazzi italiani ubriachi o drogati al volante? E' più sicuro un territorio senza extracomunitari o intere regioni in mano a mafia e camorra?”. Poi l'accusa si fa precisa: “Diamo atto al sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi, d'essere stato l'unico nel Governo a dire che il reato di immigrazione clandestina è una follia, ... ma gli altri cattolici, Rotondi, Scajola, Gianni Letta, non hanno nulla da dire?”.

Questo è anche il problema di tutti i cattolici: professare la propria fede che dice di amare il prossimo e poi fermarsi a coloro che ci stanno più vicini. L'appello è allora anche ai media, perchè non enfatizzino singoli fatti di cronaca, seppur gravi, ricordando che anche i nostri nonni emigrarono per fame.

Da ultimo, ricordando che gli immigrati producono il 9 per cento del PIL e che spesso fanno quei lavori sporchi e umili che non permettiamo più di fare ai nostri figli, ecco emergere il decreto “salvabadanti”. Si sta preparando un decreto flussi ad hoc per regolarizzare le lavoratrici straniere che si occupano dell'assistenza di persone non autosufficienti. Certo, altrimenti come potrebbero gli onesti cittadini italiani continuare a produrre ricchezza per se e per garantirsi un adeguato tenore di vita?

Ecco perchè è essenziale far comprendere e assimilare agli stranieri che restano sul nostro territorio il testo della nostra Costituzione, per permettere di accedere, da cittadini italiani a tutti gli effetti, alla nostra vita sociale.

Garantire l'integrazione a loro è la migliore assicurazione per la continuità dei valori dei nostri padri.


domenica 1 giugno 2008

In pericolo lo sviluppo delle infrastrutture in Italia

Questo grido d'allarme non lo lanciamo noi ma alcune testate specializzate del settore delle costruzioni. I fondi per finanziare le misure previste dal DL n. 93 del 27 maggio 2008, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, sono stati sottratti ad altre previsioni di spesa fissate dalla Finanziaria 2008, dalla Finanziaria 2007 e dal decreto Milleproroghe (Legge 31/2008). Gran parte dei tagli riguarda il settore delle infrastrutture e dei trasporti, e lo stesso decreto ha stanziato l'erogazione del prestito ponte all’Alitalia, mescolando in modo cinico il sociale con il salvataggio della compagnia di bandiera, di cui non si vedono però acquirenti all'orizzonte. Quante storie raccontate in campagna elettorale!

Per finanziare questo DL, i soldi sono stati reperiti da altri provvedimenti, tra cui:

- Fondo per il trasporto pubblico locale (taglio di 353 milioni di euro);

- Sistemi innovativi di trasporto urbano (taglio di 36 milioni di euro);

- Trasporto verde nei centri storici (taglio di 12 milioni di euro);

- Fondo per le isole minori (taglio di 60 milioni di euro);

- Incentivi per lo spostamento del traffico pesante verso il trasporto marittimo (taglio di 231 milioni di euro);

- Misure per trasporto ferroviario delle merci (taglio di 45 milioni di euro);

- Infrastrutture ferroviarie (taglio di 30 milioni di euro);

- Ammodernamento collegamenti ferroviari tra Pescara e Roma (taglio di 168 milioni di euro);

- Sviluppo della banda larga (taglio di 49 milioni di euro);

- Monitoraggio del rischio sismico (taglio di 15 milioni di euro);

- Ammodernamento della rete idrica nazionale (taglio di 70 milioni di euro);

- Fondo forestazione e riforestazione (taglio di 150 milioni di euro);

- Fondo demolizione ecomostri (taglio di 45 milioni di euro);

- Fondo solidarietà per i mutui prima casa (taglio di 20 milioni di euro nel biennio 2008-2009);

- Incentivi all’occupazione (taglio di 165 milioni di euro);

- Potenziamento dell’informatizzazione pubblica (taglio di 31,5 milioni di euro).

Basta leggere queste voci per rendersi conto di quale sia il disastro che si va profilando. Domanda: chi tra voi aveva questa notizia? Allora fatevi sentire!

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