Alessandro Berteotti
- Benvenuti nel mio blog
- Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!
giovedì 5 marzo 2009
Un esperimento di democrazia telematica
domenica 7 settembre 2008
Cattolico e antifascista, al servizio della comunità
Dico questo perchè credo che, oggi più che mai, sia necessario uscire da schemi mentali che non hanno più nulla a che vedere con quelli del passato: destra o sinistra, ovvero centro moderato., si fa fatica a comprendere le differenze. Guardando alla nostra geografia politica recente possiamo osservare gente di sinistra che sostiene teorie liberiste e di competizione di mercato, gente di destra che difende le classi più povere e sostiene l'integrazione degli stranieri, gente di centro che continua a dichiararsi "a disposizione", ma sono sempre disponibili per una poltrona, ovunque questo possa servire, ma soprattutto porti denari dentro le saccocce degli interessati.
Vediamo gente eletta oggi in un partito e domani dichiararsi per l'appartenenza ad altri gruppi politici, vediamo sindaci eletti con un programma inesistente eppure sostenere di essere "in linea con gli obiettivi": di chi?
La destra e la sinistra storiche non esistono più, i giovani fanno fatica ad interpretare ideologie del passato ormai sconfitte come ideali a cui appendere la propria passione. Comunismo, Capitalismo, Consumismo sono teorie cancellate dalla storia, di cui sopravvivono solo diafani fantasmi. Oppure dobbiamo assistere a orridi spettacoli come quelli di ieri a Milano per l'inaugurazione della sede di una organizzazione fascista chiamata "Cuore Nero": a loro la storia non ha insegnato nulla. E allora, di fronte a queste cose, mi devo dichiarare profondamente antifascita, quel centro va chiuso e basta.
Permettere di continuare ad accettare queste provocazioni significa dare spazio al qualunquismo, all'uomo comune, che si incarna nel sondaggismo bieco e ignorante, nel populismo.
L'aridità di ideali fa cambiare idea al politico di turno se la percentuale di sostegno della gente cala, per cui bisonga aspettare sempre le ultime statistiche di popolarità per affermare che si sta facendo il meglio per il Paese, quando basta rovistare nelle tasche delle persone, guardare nei loro occhi e leggere le loro labbra per capire se le cose vanno oppure vi sono difficoltà e preoccupazione.
Il PD di Varese è stato citato da Veltroni come esempio perchè questa estate si è messo a disposizione dei cittadini, che potevano prendere appuntamenti con deputati e consiglieri per parlare di politica, approfittando anche del periodo estivo che lasciava più tempo a disposizione. Non è stato solo un colpo di teatro, è qualcosa che va proprio nella direzione del "servizio" che dicevo prima, ed io stesso mi sono messo a disposizione tramite questo blog, il mio sito, e la mia disponibilità personale dimostrata in diversi incontri personali avuti e documentati in queste settimane, anche se in realtà sono pochi rispetto a quanti mi sarei aspettato.
La mia disponibilità non termina con l'estate, ma continua fino a quando potrò svolgere questo servizio con soddisfazione della comunità. La fase della politica nuova nasce dall'ascolto, di questo sono fermamente convinto: c'è qualcuno che vuole parlare?
Il Vangelo odierno parlava della correzione fraterna: potrebbe essere questo uno spunto per capire i mali della nostra società e cercare di risolverli. Abbiamo un potenziale enorme proprio tra quelle persone che non praticano (o non praticano più) la politica, diventata terreno per pochi iniziati o per spericolati avventurieri, che usano impropriamente questo nobile strumento.
Io spero che tutti i cattolici presenti in politica, per qualsiasi schieramento essi parteggino, abbiano sempre chiaro questa finalità della politica: attuare e realizzare il bene comune, non il bene personale o del clan di appartenenza. "I Care", tradotto con "ho a cuore" era il motto di Martin Luther King, ucciso 40 anni fa ma da allora sempre presente nei nostri cuori per la sua battaglia per i diritti umani, prima ancora che di razza o di classe.
La domenica, giorno del Signore, serva anche a permetterci di riflettere su queste cose.
mercoledì 4 giugno 2008
Come vanno le cose
Ma vi sono altri dati che ritengo estremamente positivi: 2 sondaggi pubblicati, 92 pareri espressi. Chi oggi traffica con queste cose a livello amatoriale sa quanto sia difficile avere questi ritorni, perché si tratta di creare un clima di fiducia con chi interpelliamo, e le basi di questa fiducia sono la coerenza e la serietà.
Nel limite del mio essere una persona umana, ho sempre cercato e cercherò sempre di rispettare questo patto che è, prima di tutto, con me stesso.
I miei post hanno finora raccolto 17 commenti: se pensate che in quasi 9 anni di gestione di siti come Popolari e Margherita, oltre a quello personale che ho da circa 2 anni, ho ricevuto in tutto 8 messaggi, direi che è un grossissimo passo avanti!
Di questo devo dire grazie a voi, e se considero anche le mail private che mi sono arrivate, devo dire che sono veramente emozionato. Il mio scopo non è quello di convincere a tutti i costi di una tesi, ma di aprire un dialogo. Questo avviene in una zona neutra: come vedete nel mio blog non vi sono simboli di partito, anche se nella testata dichiaro la mia militanza politica, perché non vi siano fraintendimenti.
In questo senso credo sia lecito ed opportuno andare oltre il sostegno delle tesi politiche, per andare oltre, per fare vedere cosa accade oltre il momento presente e tracciare una direzione verso il futuro. Questo potrebbe essere frainteso da chi opera nella politica tradizionale, la lettura di questi spazi di comunicazione come divulgativi di tesi, come asserzioni assolute del vero. Niente di più sbagliato.
Uno spazio di dialogo non può porre vincoli o preconcetti.
Io penso di proporre, stimolare, provocare fatti e situazioni; addirittura qualcuno mi scrive ringraziandomi del fatto di considerare “divulgativo” il blog. Mi fa piacere, ma questo semmai è un valore aggiunto, non il fine.
L’ultimo sondaggio lanciato ieri vi chiede un parere sul servizio di trasporto pubblico offerto da AGESP: mi auguro che ad esprimere il parere possano essere davvero i cittadini interessati a questo servizio. E’ una occasione di ascolto e di proposta. Sfruttatela.
martedì 27 maggio 2008
La democrazia e la partecipazione
Nell'approcciare questo blog mi ero dato alcune regole: una di queste era di non tornare sull'argomento del giorno precedente per riprendere il medesimo tema. Eppure oggi voglio apparentemente contraddirmi, perchè nei commenti al pezzo di ieri sono stati sollevati alcuni temi che sono da considerare con grande obiettività.
Io capisco ed ammiro la passione che anima chi produce un impegno di qualsiasi genere, nello specifico per affrontare la questione dell'autosilo e della piazza Vittorio Emanuele, ma come al solito si rischia di fare confusione tra chi, parimenti, esprime la propria opinione, per quanto diversa da quella manifestata da altri, e chi invece semplicemente ignora o con leggerezza superficiale lascia le cose scivolare lontano da se.
Io credo che l'amarezza di queste persone vada manifestata non tanto e non solo nei confronti di chi lascia spazi di discussione, di confronto fra le diverse parti, ma verso chi semplicemente si volta dall'altra parte per non guardare.
Il vero male della nostra società è l'indifferenza, il deserto che ormai fa da confine alle nostre menti ed al nostro cuore, al conformismo, alla semplificazione delle idee perchè pensare da soli fa venire il mal di testa ed avere una propria opinione costa fatica.
Io credo che dovremmo giocare contro questo dilagante conformismo una battaglia comune e riconoscere non ciò che è ovvio (l'essere antagonisti nelle opinioni), ma ciò che ovvio non è (attaccare insieme e vincere l'indifferenza).
E perchè questo abbia maggiore valore, dovremmo anche imparare a non denigrare, per semplicità, l'avversario politico, ma a renderci conto che chi ci osserva si aspetta contenuti di rilievo nei nostri discorsi, fatti e riscontri.
La partecipazione tanto auspicata non potrà avvenire se non vi saranno presupposti tali da giustificare il fatto che un qualsiasi cittadino dovrebbe rinunciare a parte del proprio tempo libero, alla famiglia, al proprio divertimento, per fare qualcosa per la città insieme agli altri.
Questo nasce anche e soprattutto dal nostro comportamento, evitando di assumere atteggiamenti da Porta a Porta. Diversamente la prossima volta il disinteresse dei cittadini verso qualsiasi consultazione sarà anche maggiore.
lunedì 26 maggio 2008
Dal Referendum al PGT
La prima è che malgrado gli appelli al voto, pur significativi, il quorum non è stato raggiunto, ma questo sarebbe stata impresa epica se consideriamo l’attenzione che la città ha dato a recenti referendum nazionali, di ben altro livello comunicativo ed emozionale.
Quello che invece mi auguro è che questo referendum abbia scosso l’attenzione della città sul problema dell’urbanistica ed in prospettiva su ciò che accadrà con il prossimo Piano di Governo del Territorio.
Se finora pochi e selezionati cittadini hanno potuto partecipare ai primi atti pubblici che riguardano il PGT, occorre che essi siano meno oggetti e più soggetti, avendo chiaro che ognuno e ciascuno può portare la propria esperienza in questo processo di disegno della nuova città.
Si parla tanto di partecipazione, ma poi sono pochi quelli che veramente partecipano.
Questa costante va invertita, attraverso una migliore comunicazione e migliorando la comprensione dei motivi che portano la gente ad estraniarsi dai fatti pubblici attribuendo deleghe in bianco per poi scoprire che erano mal riposte.
La città è come noi la vogliamo e come noi decidiamo che sia, basta applicare la democrazia e non la demagogia. Anche su questo si dovrà fare una riflessione seria.