Alessandro Berteotti

La mia foto
Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!

venerdì 31 luglio 2009

l misteri del Piano di Comunicazione

Per il mio 400.mo post voglio replicare al nostro Sindaco Gianluigi Farioli sul Piano di Comunicazione.
Nei giorni scorsi, insieme a Erica D'Adda, abbiamo affrontato in maniera responsabile e con gli strumenti istituzionali il problema che si è innescato con il Piano della Comunicazione del Comune di Busto Arsizio. Il Sindaco ha replicato che eravamo noi, e nella fattispecie io, ad avere sollevato il problema tempo fa e che la sua Giunta agiva in risposta a quella sollecitazione e in ottemperanza della legge. La cosa è vera, ma essa è stata strumentalizzata.
Allora vorrei anch'io fare qualche precisazione da questo blog, dal momento che la stampa non so fino a che punto ospiterebbe una mia replica. Per quello che mi riguarda, mi limiterò alle affermazioni sul metodo, il merito e il contesto verranno trattati nell'ambito del Consiglio comunale.
Partiamo dal fatto che sia stato io, a nome del gruppo consiliare, a sollecitare un piano della comunicazione. In effetti, in una interrogazione datata 7 agosto 2006, chiedevo al Sindaco quale fossero le intenzioni "in merito alla garanzia di uno spazio di comunicazione per tutte le forze politiche presenti in città, soprattutto quelle di minoranza, ed in particolar modo come essi intendano garantire i pari diritti a tutti". Il Sindaco rispose facendo delle promesse nell'ambito della dichiarazione delle linee programmatiche del bilancio di previsione 2007, ma dovemmo ritornare alla carica con un'altra interrogazione, datata 22 ottobre 2007, dove facevamo presente che il Sindaco non aveva mantenuto le sue promesse ed ancora una volta non dava risposta alle nostre domande. Questo veniva sottolineato dal passaggio dove si diceva: "Se ed eventualmente come intende il Sindaco proporre una soluzione praticabile in tempi brevi per attuare quanto ebbe a dire in sede di discussione di Bilancio di Previsione sullo stesso argomento".
Avevamo già aperto il capitolo sull'informatizzazione del consiglio, dal quale si staccava anche la questione della rassegna stampa, temi che sono giunti ad un positivo sviluppo.
Abbiamo quindi iniziato questo percorso tre anni fa. Ma ancora più antichi sono gli atti citati per giustificare il Piano di Comunicazione, dal momento che risalgono addirittura al 2002 e prima ancora. Tutti questi anni per arrivare ora ad attuarlo, con una fretta ed un dirigismo davvero fuori sintonia rispetto a tutti i tempi dell'Amministrazione, che come noto non brilla per i tempi di attuazione.
Ho parlato di metodo, e vorrei sottolineare come noi siamo arrivati a conoscere le intenzioni dell'Amministrazione solo attraverso una determina, un atto esecutivo che taglia fuori qualsiasi dibattito e partecipazione dei consiglieri. Questo potrà stare bene ai consiglieri di maggioranza, come al solito ossequiosi con la propria maggioranza, ma non a noi che siamo opposizione ed abbiamo il compito istituzionale di sorvegliare l'operato dell'Amministrazione. C'è molto da approfondire su questo argomento, e diverrà chiaro a tutti quando arriveremo anche a discutere del merito, che risulterà decisamente sorprendente a chi non ha ancora avuto modo di valutarlo nel suo insieme.

martedì 28 luglio 2009

Lo scudo fiscale allarga la forbice sociale

In queste ore il Governo sta approvando la legge Anticrisi che contiene anche un decreto che passa sotto il nome di "Scudo fiscale". «La norma prevede - si legge nella relazione tecnica - l'istituzione di un'imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali, detenute fuori dal territorio dello Stato» e a «condizione che le stesse vengano rimpatriate in Italia da paesi extra Ue, nonché regolarizzate, ovvero rimpatriate, purché in essere in paese dell'Unione europea». Al modico costo del 5% del capitale rimpatriato.
Ora, considerato che chi esporta capitali all'estero debba essere persona facoltosa, imprenditore o libero professionista di un certo livello, non si può dire che questa manovra potrà interessare la maggior parte degli italiani. E se qualcuno ha esportato all'estero, in qualche paradiso fiscale, ingenti somme di denaro, al di la del come se le sia procurate, è evidente che nella maggior parte dei casi si tratta di qualcuno che ha almeno evaso le tasse su questi capitali.
Ecco perchè, come lavoratore dipendente a reddito fisso, impossibilitato per legge ad evadere anche un solo euro del mio reddito dalla tassazione, sono costernato e assai incazzato per queste misure che permettono, in ogni caso, di evadere almeno il 35% delle tasse dovute su quei capitali in qualsiasi modo esportati. E comunque generati.
Questo Governo non ha compiuto alcuna azione a favore della legalità finanziaria, ma ancora una volta, come nel 2002, permette a chi evade il fisco di poter operare nella più assoluta impunità, chiede quasi un favore a chi illecitamente ha esportato capitali affinchè ritornino in patria e consente loro l'impunità a fronte di questi fatti.
Questo Governo non pensa ai lavoratori, milioni di lavoratori e pensionati, che hanno tassato il loro reddito fino all'ultimo centesimo e costituiscono l'ossatura fiscale del Paese, alla faccia di coloro che invece se la filano altrove con i loro capitali chissà come guadagnati.
Dire solo che tutto questo è una vergogna sarebbe parziale, senza chiedersi come mai nessuno dica nulla e gli organi di stampa non facciano altro che assecondare la condotta del Governo, riportando le notizie che anche in altre nazioni europee e mondiali questo "Scudo fiscale" è stato adottato (pur con condizioni assai diverse). Chi governa oggi lo fa con l'appoggio del Quarto potere, alla faccia dei cittadini che non hanno nemmeno il coraggio di protestare, e con blande azioni di replica da parte della stessa opposizione parlamentare.
Il Governo Prodi cadde anche per la politica della pressione fiscale sugli evasori parziali e totali, unica forma di giustizia fiscale applicata in Italia in questo secolo, ma manipolata ad arte da chi ha fatto diventare pressione fiscale generale ciò che era semplicemente recupero di tassazione dovuta. Se le tasse le paghiamo tutti, ne paghiamo meno ed aumenta il beneficio per tutti.
Allora dico ai cittadini che di fronte a questo atto, come di fronte ad altri che indeboliscono la struttura sociale del paese, come l'assoluta mancanza di azioni verso la famiglia ed in particolare le famiglie numerose e monoreddito (tema sul quale sempre si alzerà la mia protesta), è tempo di agire anche attraverso l'azione sociale.
Il periodo di ferie, quest'anno, porti ai cittadini la responsabilità di pensare ad uno stato sociale diverso e più articolato, ma soprattutto fuori da uno schema preordinato di "allargamento della forbice sociale": chi più ha, più avrà. Questa è la più grande ingiustizia di questo Governo.

giovedì 23 luglio 2009

Bacco, tabacco e Venere

Un vecchio adagio recita: "Bacco, tabacco e venere riducono l'uomo in cenere".
Forse per aver preso troppo sul serio questo antico detto, il nostro Governo di Centrodestra, ha provveduto a mettere delle limitazioni affinchè gli uomini (e non solo) non finiscano così male come prospettato. Come hanno fatto? Semplice.
Vi ricorderete tutti della legge antifumo voluta dal Ministro Sirchia, titolare del ministero della Salute e pure medico: indicò le misure che misero fine al fumo libero presso locali e mezzi pubblici, oltre che sui luoghi di lavoro.
A Venere ci ha pensato un'altra donna, competente in materia di eros, ora trasformata in educanda, tale Carfagna, già nota soubrette che, evidentemente, ben conosce i retroscena legati ad un certo stile di vita, e ha quindi chiesto di eliminare dalle strade ogni segno di indecenza morale, sanzionando quelle ragazze (e certi ragazzi noti come trans) ed i loro clienti.
A Bacco ci pensa ora la Moratti, sindaco di Milano. Basta alcol ai minori di sedici anni. Ma già si parla di riprendere l'iniziativa a livello nazionale e farla diventare una legge.
Oh, finalmente! Adesso sì che possiamo guardare al futuro con soddisfazione e fiducia. O no?
Io che non sono un fumatore, non bevo e non mi trastullo con escort di vario tipo, posso dire che tutto questo mi lascia un tantino perplesso. Se non altro dal punto di vista della coerenza politica.
E vado a spiegarmi. I tre titolari di queste iniziative di legge appartengono al movimento politico noto con la sigla PdL, ovvero Popolo della Libertà. Eppure negli ultimi 10 anni hanno messo più divieti che permessi.
L'ispirazione liberale del movimento si è ormai frantumata, dispersa, perfino polverizzata sotto una catasta di provvedimenti di volta in volta più restrittivi sulle attività umane, di ingegno e di commercio. Si sono accaparrati in esclusiva la comunicazione mediatica e personalmente attendo solo che vengano messi limiti alla libertà di navigazione in Internet come in Iran.
Visto che sulle strade di femmine procaci non ce ne sono più, un esponente di rilievo di questa formazione, prima stimato padre di famiglia, ora Pierino e libertino, accetta "regali" da amici sotto forma di procaci femmine ben disposte a seguirlo in luoghi appartati. Il suo commento: "Non sono un santo". E non è il Papa, semmai si dovrebbe cambiare l'ultima "a" in "i".
C'è poco da ridere; se qualcuno ha trovato ironico e divertente qualche passaggio di questo testo, si ricordi che queste cose sono ormai parte della nostra vita, per qualcuno sono state giuste, per altri sono stati degli errori. Ma la moralità non si impone per legge, la rettitudine delle persone non è un fatto di "vizi privati e pubbliche virtù". E' semmai questione di coerenza e di trasparenza, di sapere che quando una persona ha un incarico pubblico di una certa importanza, come può essere un ministro, la sua vita anche privata diventa un elemento che ha a che fare con il suo lavoro, la sua serietà, la sua affidabilità.

mercoledì 22 luglio 2009

ECCO COSA REALMENTE DICE IL “ DDL SICUREZZA ” SUL “ PERMESSO di SOGGIORNO ” E SUE CONSEGUENZE

Abbiamo voluto sviscerare il senso e le parole esatte del decreto all’art.45, comma 1, lett. F !!!

Ecco il testo e le spiegazioni dell’ articolo della legge che parla del “permesso di soggiorno”:

1) L'art. 45, comma 1 lett. F del “pacchetto sicurezza”, ossia del Disegno di legge 733-B, approvato dal Senato, dice testualmente: “all’articolo 6, comma 2 (riferendosi all'art- 6 del D.Lgs 286/98, la legge Bossi-Fini, per intenderci), le parole: «e per quelli inerenti agli atti di stato civile o all’accesso a pubblici servizi» sono sostituite dalle seguenti: «e per quelli inerenti all’accesso alle prestazioni sanitarie di cui all’articolo 35»”.

Ora, cosa diceva l'art. 6, comma 2 della Legge Bossi-Fini?
2.) Fatta eccezione per i provvedimenti riguardanti attività sportive ricreative a carattere temporaneo e per quelli inerenti agli atti di stato civile o all'accesso a pubblici servizi, i documenti inerenti al soggiorno di cui all'articolo 5, comma 8, devono essere esibiti agli uffici della pubblica amministrazione ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero comunque denominati.

Ora, il nuovo testo dell'articolo suona così:
2.) Fatta eccezione per i provvedimenti riguardanti attività sportive e ricreative a carattere temporaneo e per quelli inerenti all’accesso alle prestazioni sanitarie di cui all’articolo 35, i documenti inerenti al soggiorno di cui all'articolo 5, comma 8, devono essere esibiti agli uffici della pubblica amministrazione ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero comunque denominati.
Cioè: si toglie di mezzo l'eccezione alla regola generale, (regola: obbligo di esibizione del permesso di soggiorno), eccezione che era stata fatta per le questioni riguardanti lo stato civile ed i pubblici servizi ove, se prima, per ovvie ragioni, non veniva chiesto il permesso di soggiorno, adesso lo è.
Solo un esperto in questa materia lo sa, così come solo un esperto può capire cosa si nasconde dietro queste parole apparentemente innocue. Ecco invece il vero significato:

3) “per compiere qualsiasi atto di stato civile, non solo per il matrimonio di un cittadino o cittadina straniera o tra cittadini stranieri, ma per ogni atto di stato civile, dovrebbe preventivamente essere esibito il titolo di soggiorno del richiedente. Diversamente non si potrebbe perfezionare l’atto di stato civile. Si tratta di atti che riguardano l’esercizio dei diritti fondamentali delle persone, in quanto esseri umani, indipendentemente dalla regolarità o meno del soggiorno.

Per esempio, questi atti riguardano la registrazione della nascita di un figlio, o la registrazione della morte, anche se ovvio, l’omissione di quest’ultima produrrebbe danni meno gravi (anche se potrebbe comportare problemi ai fini ereditari o pensionistici).
La registrazione della nascita, come pure il riconoscimento del figlio naturale da parte di uno o dell’altro o di entrambi i genitori, sarebbero impediti dalla mancata esibizione del permesso di soggiorno, condannando alla morte civile chi ha il “torto” di nascere da genitori privi del titolo di soggiorno. Oppure, nel caso di figlio nato da regolarmente soggiornante e da padre irregolare, con quest’ ultimo privato della possibilità di riconoscere la propria paternità.
Le conseguenze di questa preclusione sono ancora tutte da comprendere anche perchè bisognerebbe immaginare che se un bambino nasce da una coppia di cosiddetti “clandestini” su suolo italiano, non essendo riconoscibile da parte dei genitori, sarebbe figlio di nessuno ed in questo caso l’art. 1 della legge 91 del 92 in materia di cittadinanza prevede che ad egli venga riconosciuta la cittadinanza italiana per nascita. Così come accadrebbe se la legge del paese d’origine dei genitori non prevedesse l’automatico acquisto della cittadinanza di quel paese nel caso di nascita all’estero. Che rapporto si verrebbe a creare tra due genitori naturali, effettivi, ed un figlio cittadino italiano fin dalla nascita?

Quello che risulta fin troppo evidente è la violazione della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo che prevede espressamente l’obbligo di registrazione della nascita di un qualsiasi bambino nato in qualsiasi paese che abbia sottoscritto la Convenzione stessa, a prescindere dalla cittadinanza dei genitori e ovviamente dalla regolarità del loro soggiorno. Si tratta in buona sostanza di una disposizione aberrante che non produrrebbe nessuna utilità dal punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico. Il figlio nato da una coppia di genitori che intendono riconoscerlo, ma non possono farlo, ancorché irregolari, non sarebbe a loro carico, ma diventerebbe figlio di nessuno e completamente a carico delle strutture pubbliche italiane. Semmai quindi, le conseguenze si tradurrebbero in aumenti di spesa pubblica, oltre che ovviamente in una violazione drammatica dei diritti del fanciullo.

Carissimi amici tutti, di fronte a questa legge, che viola i diritti dei bambini, come possiamo tacere? Vescovi, sacerdoti, suore, cristiani, possiamo continuare a tacere e non renderci conto di quanto succede nel nostro paese ? Con questo articolo della legge si è voluto solo castigare e punire degli innocenti. Si è voluto infierire sui diritti fondamentali dei bambini di tutto il mondo per fare paura agli stranieri e agli italiani. Per dire con chi si può avere un figlio e con chi no!! Varrebbe più un pezzo di carta che non l’amore di una famiglia ?

Cominciamo a chiamare le cose con il loro nome: questa azione lancia del fango sul nome dell’Italia e sulla nostra tanto vantata civiltà. I principi assoluti di difesa del bambino e del suo diritto ad avere un padre e una madre sono stati volutamente violati !
Ora succederà che mamme senza permesso di soggiorno, compiranno parti privati, con pericolo di morte per emorragia nei casi complicati, … sempre per paura di andare all’ospedale ed essere denunciati come clandestini o di perdere il proprio bambino nelle grinfie della burocrazia !!
Si possono avere divergenze di opinioni, ma ormai è messa in crisi la dignità stessa di tutti gli italiani. Con premesse di questo genere, tutto può succedere !
Purtroppo è già successo nella storia! I Faraoni insegnano! Come è possibile continuare a tacere?

Roma 20 luglio 2009 Presentato da: P. Claudio Crimi, cittadino italiano, sacerdote e Missionario Comboniano

domenica 19 luglio 2009

E voi siete capaci di raccontare le barzellette?

C'è una barzelletta che mi ha sempre fatto ridere ed un po' riflettere. Parla di un medico psicologo che assume un nuovo incarico in un ospedale psichiatrico. Il primo giorno si aggira per i reparti per osservare i pazienti e ad un certo punto li trova tutti riuniti in una sala. Al centro, uno dei pazienti guarda gli altri e ad un certo punto afferma serio: "cinquantaquattro". Gli altri ridono divertiti.
Si alza poi un altro paziente e, allo stesso modo, dichiara: "quindici". E di nuovo tutti ridono a crepapelle. A quel punto il medico nota che in mezzo ai malati c'è anche un medico, e gli si avvicina. Lo saluta e gli chiede cosa stia succedendo. "Raccontano barzellette", risponde l'altro medico. "Ma come? Dicono numeri a caso..". "No, è che le barzellette sono sempre quelle, per cui hanno dato un numero ad ognuna e quindi quando dicono il numero, tutti sanno già il significato".
Stupito, il giovane medico pensa a quello che potrebbe essere un ottimo modo per entrare in confidenza con i pazienti. Si butta quindi al centro della scena e, assunta una posa plastica, declama: "ventuno!". Nessuno ride. Allora riprova: "trentaquattro". Ancora silenzio compassionevole. A quel punto rivolge lo sguardo verso il collega e chiede: "Ma perché non ridono?". "Eh, caro amico", afferma il collega, "le barzellette bisogna saperle raccontare".
Questa situazione mi sembra molto simile a quella che stiamo vivendo in questo periodo in Italia. Se poniamo a confronto i diciannove mesi di governo precedenti del Centrosinistra con Prodi, non si può negare che, al di là delle polemiche e delle controversie, si era raggiunto un grado di affidabilità economica invidiabile, con un debito pubblico in diminuzione, abbiamo toccato il picco di occupazione degli ultimi 60 anni, insomma uno stato di grazia messo in discussione dai ministri del Governo che scendevano in piazza a contestare se stessi.
La pressione fiscale era cresciuta ma, come hanno poi appurato sia organi internazionali che lo stesso ministero, ciò era dovuto unicamente al lavoro della Guardia di Finanza che in quel periodo ha recuperato oltre 30 miliardi di evasione!!!
Allora, ricordiamo la barzelletta: noi siamo i pazienti, che ci facciamo raccontare le barzellette che più ci piacciono, e ci crediamo pure, divertendoci felici. Ma quando arriva qualcuno che cerca di entrare in sintonia con noi, raccontandoci di cose vere, ma forse meno piacevoli, noi non ci divertiamo più e non gli diamo ascolto.
Preferiamo le solite cose raccontate dai soliti pagliacci, piuttosto che capire come vanno le cose del mondo. Perché le barzellette bisogna saperle raccontare...

METEO