Alessandro Berteotti

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lunedì 9 giugno 2008

Non è solo una questione di regolamento

Domani martedì 10 giugno alle ore 21.00 vi sarà Consiglio Comunale. Da inizio anno il nostro comune dispone di un nuovo regolamento di funzionamento del Consiglio, che in questi mesi qualche risultato positivo è riuscito a portarlo.
A cominciare dal numero di punti all’ordine del giorno.
Infatti, come si può facilmente verificare dagli ordini del giorno ancora presenti sul sito del comune (vedi: http://www.comune.bustoarsizio.va.it/?channel=32 ), nella seduta del giorno 6 marzo 2008 erano iscritti 93 punti, diventati 80 il 18 marzo, 72 il 13 maggio, 70 il 27 maggio e “solo” 57 previsti per il consiglio di domani.
36 punti in meno in tre mesi, potrebbe significare arrivare a 20/25 punti per la fine dell’anno.
Questo purtroppo sarà difficile, perché se si è riusciti a far passare il principio che i “question time” rispondono in modo semplice e veloce a questioni di vario genere, ma comunque urgenti per la città, ancora non si è potuto risolvere il nodo delle mozioni e delle interrogazioni tradizionali in consiglio, quelle per cui si apre dibattito.
Aggredire quest’area è difficile perché la personalizzazione esasperata delle discussioni porta spesso i consiglieri a dimenticare il ruolo di rappresentanza che essi svolgono, privilegiando l’insulto personale o eccessi che la politica fa fatica a considerare come opportuni.
Analizziamo nel contesto la composizione del prossimo ordine del giorno: a parte i primi tre punti, sempre presenti, abbiamo 2 punti deliberativi, 5 interrogazioni in “question time” (2 PD, 2PdL e 1 RC), 17 interrogazioni “tradizionali” (8 VdC e 9 RifCom) e 30 mozioni (15 VdC, 6 RifCom, 3 PD, 4 PdL 2 Gruppo Misto). Come si può vedere, in questi ultimi due capitoli vi sono 47 punti totali, di cui 23 della Voce della Città e 15 di Rifondazione, per un totale di 38 su 47. Solo 9 sono attribuibili al resto dei gruppi consiliari.
Di conseguenza, si verifica un intasamento nella parte di proposta più che in quella di discussione, e pertanto, sarà ben difficile riuscire ad esaurire questi 47 punti entro l’anno, visti i tempi che si va a dedicare mediamente per la loro discussione.Per questo, dare una maggiore consistenza ai lavori consiliari è dovere di chi ne scandisce l’attività, sia in termini di proposta (i Gruppi Consiliari), che di calendario dei lavori (la Presidenza): da entrambi mi aspetterei una seria riflessione.

domenica 8 giugno 2008

Il buongoverno della città

Tempo fa il centrodestra nazionale vantava il diritto del buongoverno della nazione, poi rendendosi conto di come forse stavano davvero le cose, ha abbandonato questo slogan.

Ieri pomeriggio, sabato 7 giugno 2008, sulla città di Busto Arsizio si è abbattuto il primo vero temporale estivo, con un'ora di pioggia scrosciante intensa, cosa di cui i meteorologi ci mettono in guardia e con cui dovremo imparare a convivere vista la tendenza del tempo ad eventi di forte intensità.

Dieci giorni prima, nell'ultimo consiglio comunale tenuto il 27 maggio, avevo posto una interrogazione per chiedere se si avesse intenzione di svolgere una manutenzione straordinaria sulle caditoie dei sottopassi FS di via Tasso e XX Settembre, ottenendo assicurazione che l'intervento era già stato fatto.

Per fortuna, così ieri sera nei sottopassi c'era “solo” mezzo metro d'acqua; diversamente avremmo avuto altre due piscine olimpioniche.

Quei due punti sono cruciali sia per quanto riguarda la viabilità, permettendo l'accesso dalle zone est della città verso il centro cittadino e la stazione ferroviaria FS, ma anche per il traffico locale. Restare bloccati in mezzo metro d'acqua non è piacevole, e basta un mezzo in difficoltà per creare disagio a tutta la circolazione.

Ribadisco il concetto già citato in altre occasioni: prevenzione e programmazione sono alla base di una buona gestione, qualsiasi sia l'oggetto del bene di cui stiamo parlando, da una bicicletta ad una città.

E se l'evento è straordinario, le misure che lo dovrebbero mitigare non possono essere ordinarie, questo chi vuole praticare il “buongoverno” lo dovrebbe sapere.

sabato 7 giugno 2008

Brevissima sul Referendum

Solo due parole per rispondere ad una sollecitazione: mi informano che nei commenti ad un articolo su VareseNews, ancora su questo benedetto Referendum sull'autosilo, qualcuno abbia chiesto un mio intervento e poi abbia commentato il mio silenzio.
Quello che volevo dire l'ho detto nell'articolo che è su questo blog: "Dal Referendum al PGT" del 26 maggio. Per il resto, credo che si sia già parlato fin troppo ed anche a sproposito di questo argomento.
La città ha altre priorità ed aspetta risposte concrete.
Credo però, fuori sacco, di poter dire una cosa: chi lavora ostinatamente su questo argomento credo stia proprio facendo il gioco della maggioranza, arrogandosi il diritto di stabilire tempi, modi ed interlocutori della discussione, anche saturando le vie istituzionali del confronto politico, che sono nell'ambito consiliare, e mettendo la stampa nelle condizioni di dover dare loro spazi anche oltre ciò che sarebbe giusto dare.
E' semplicemente ora di finirla.

Finisce un altro anno di scuola

Oggi si conclude un altro anno di scuola, e come ogni percorso che giunge al termine si dovrebbe fare qualche riflessione, che risulta più facile se si pensa a cosa sia successo nell'anno trascorso.

Cominciamo dunque dall'acquisto dei libri di testo: quanti di voi si sono sentiti dire che un libro doveva essere acquistata nella nuova edizione, ed avendo a disposizione la precedente, scopre che le diversità sono minime, talvolta addirittura insignificanti, ma che ugualmente abbiamo dovuto sborsare 15, 20, 30 e più euro per la nuova versione?

Di questo ne riparleremo a settembre.

Poi ci sono i ragazzi che devono raggiungere la scuola utilizzando i mezzi pubblici: se abitate a Busto, quest'anno ne sono successe di tutti i colori, a cominciare dal costo dell'abbonamento, cambiato più di una volta, con aumenti e sconti che si sono alternati alla discussione sulle famose tratte brevi. Quanti hanno in realtà richiesto il rimborso?

E credo ve ne sarebbe stato ben diritto, visto il numero delle corse in ritardo, soppresse, non effettuate che anche quest'anno hanno costellato l'anno scolastico.

I problemi all'interno delle scuole poi sono più o meno sempre i soliti da decenni, ma il tira e molla sulla questione degli esami di riparazione rischia di rasentare il ridicolo. Il precedente ministro Fioroni ha detto che si dovevano ripristinare gli esami di riparazione: apriti o cielo! Cambiamo Governo, arriva la Gelmini e cosa fa? Ripristina gli esami di riparazione, che dovranno essere preceduti da corsi di recupero da organizzarsi a cura dei singoli istituti (quando, con che soldi?) e che si dovranno concludere entro il 31 agosto.

Silenzio, nessuna reazione. Perbacco, come ha fatto presto la gente a cambiare idea. O forse no? Forse è solo così confusa e stanca di queste cose che aspetta solo di capire come va a finire. Attenzione alle ferie, però: si rischia di saltare...

venerdì 6 giugno 2008

Ex municipalizzate, dove siete andate a finire?

Oggi è San Norberto e colgo l’occasione per fare gli auguri di buon onomastico a don Norberto Brigatti, parroco uscente di Santa Maria Regina in Busto Arsizio. Un ottimo prete e un grande uomo, che ricorderemo e apprezzeremo anche nel suo futuro e non facile impegno pastorale a Casciago.
E da oggi ricorderò, a piede di articolo, il santo del giorno, così se qualcuno si è dimenticato di fare gli auguri a qualche persona cara, potrà velocemente recuperare.
Ma il tema (ostico) che volevo toccare oggi è quello del “servizio pubblico locale”.
La definizione di "servizi pubblici locali" è contenuta nell’art. 112 del D. Lgs 267/2000 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti Locali”: sono tali, infatti, “i servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”.
Ci sarebbe un grosso discorso da fare, parlando di ente pubblico, del concetto di mercato, di concorrenza, di affidamento in gara che oggi sono richiamati dalla normativa vigente; una volta il servizio pubblico cercava di dare servizi essenziali ai cittadini a prezzi minori di quelli di mercato, o comunque vantaggiosi per i cittadini o ancora, impraticabili per qualsiasi azienda privata.
Da questo punto di vista, è chiaro che molte “ex municipalizzate” lavoravano in perdita; essendo diventate società per azioni, quindi private, devono avere per statuto l’obbligo minimo del pareggio di bilancio.
Di conseguenza non fanno più l’interesse del cittadino, ma quello dell’azionista, che è, in tutto o in parte, l’Ente pubblico stesso.
La “tutela della concorrenza” ha fatto esprimere la Corte Costituzionale (sentenza 272/2004) per l’incostituzionalità della lettera b) del comma 5 dell’art. 113 d. lgs 267/00 sulle società miste nelle quali il socio privato deve necessariamente essere scelto attraverso la procedura dell’evidenza pubblica. E’ il caso, ad esempio, di AGESP Trasporti.
Ben diversa, invece, quella prevista dalla lettera c) del comma 5 dell’art. 113 TUEL: si tratta, infatti, del modello “in house providing” nel senso che la Pubblica Amministrazione per produrre beni e servizi non si rivolge all’esterno ma si avvale di società costituite per lo scopo fissato.
In tal caso, in deroga alla procedura dell’evidenza pubblica, l’affidamento del servizio pubblico locale è gestito direttamente dalla società che risponde integralmente all’ente stesso: è il caso della “Global Service” del comune di Busto Arsizio.
La Corte di Giustizia (atto 6/4/2006 C-410/04) è stata chiara nel ritenere che l’affidamento diretto costituisce una eccezione alle regole generali della concorrenza, per cui, i requisiti indicati nel comma 5 dell’art 113 TUEL devono essere interpretati restrittivamente e la loro effettiva sussistenza deve essere dimostrata in concreto da chi intende avvalersene.
Questi sono i fatti. Immagino che non sia stato semplice per voi essere arrivati fino a qui nella lettura, ma se lo avete fatto, ora cosa ne pensate della care, antiche Municipalizzate e dei rapporti col Mercato della Pubblica Amministrazione?

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