Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!

domenica 31 maggio 2009

Mamma, ho perso la pazienza

Parafrasando il titolo di un film di successo, verrebbe da gridare "Mamma, ho perso la pazienza".
Questa politica del gossip, del minimalismo, dell'improvvisazione, del teatrino delle parti, del "sappiamo sempre dopo quello che dovevamo fare ma non l'abbiamo fatto", uno scandalo al giorno per cancellare dalla memoria delle persone i guai della vita reale... e potrei continuare.
Questo "Matrix" (il film, non il programma di Mentana) continuo che fa della nostra vita uno spettacolo che è vero solo se ci sei... Ma dove stiamo vivendo?
Un continuo gioco al massacro per negare intenzioni presenti e passate, per usare il fatto del giorno ora a favore e domani contro, cambiando parere di continuo. Un esempio: Il caso FIAT.
La FIAT annuncia il matrimonio con Chrisler? Merito del Governo che elargisce denaro pubblico a sostegno dell'imprenditoria italiana; la FIAT resta fuori dall'affare OPEL? Colpa di quei governi che si sono scherati politicamente per favorire i propri pupilli. Si dice e si nega, come se fossimo alle giostre dei bambini.
Sul caso di Noemi ora si stanno costruendo le favole più immaginifiche: dall'amante che Veronica ha da anni, alle foto di Silvio a Capodanno, alle proposte fatte a settimanali per notizie "bufale" che diventano veri boomerang contro chi le ha scagliate, confusione di ruoli, stampa che disinforma, governanti che non governano (già, ma in definitiva cosa fanno?), cittadini che boccheggiano dietro a tutto questo ben di dio, che rende indispensabile l'esistenza di giornali scandalistici e di notizie da pattumiera.
Nel frattempo il Paese si arrovella dentro questa crisi che ogni giorno lascia a casa qualche nuovo cassintegrato, anche quando le aziende paiono avere mercato e forza di proseguire, come per l'IBICI, marchio storico della nostra città. Sette milioni di italiani hanno un reddito inferiore alle necessità primarie e vitali: vanno avanti per la carità di chi ha senso della solidarietà e con qualche aiuto straodinario.
Alla ripresa o ci pensano le imprese da sole, o non ci pensa nessuno. Il quadro internazionale dà qualche speranza, ma le misure necessarie alla ristrutturazione complessiva del nostro tessuto industriale e sociale non si percepiscono.
Questa crisi, tanto per essere chiari, sta mettendo fine alle grandi multinazionali, soprattutto nel settore agroalimentare. Sarà la vittoria del "food miles", il cibo prodotto vicino a te, che non ha bisogno di essere prodotto in Cile per essere consumato in Italia; sarà la vittoria di Internet che governerà traffici e notizie, anche se questo finirà con il renderlo meno libero di quanto lo sia oggi.
Sarà la fine della società organizzata con i tempi delle sirene per entrare nelle fabbriche, ma sarà l'inizio della vita che dura 24 ore, che piaccia o no.
Sarà la vita che segue il sole e il vento, perchè saranno loro che ci daranno vita ed energia. Sarà la fine dell'economia creativa basata solo sui soldi che non ci sono, che Tremonti voleva farci credere essere la sua ricetta ai nostri mali economici, e che invece ci ha portato al collasso economico.
Ci aspettano anni duri, non mesi o settimane. Questa crisi richiede persone capaci di governare con competenza le diverse situazioni nelle quali ci troveremo, che saranno completamente nuove rispetto a quello che conosciamo, non vecchi babbioni capaci solo di tenersi giovani signorine sulle ginocchia e di bearsi di essere così potenti da poterselo permettere.
E guardate che, alla fine, questi personaggi non fanno altro che sfruttare l'immenso potere che hanno tra le mani: vedete il caso Sicilia? Uno della squadra sfugge al controllo, si propone immediatamente una regola per togliergli potere. Indecente.
Ciò che questa società sta perdendo è la coscienza di popolo che sia in grado di far sentire a chi governa che sono sempre sotto controllo, e per fare questo non servono i sondaggi. Avete votato un candidato che è stato eletto? Seguitelo, chiedetegli come si comporta e qual è il suo intendimento su di un certo punto di programma. Se non lo fate voi, lo farà di sicuro il suo padrone, e non certo per il vostro benessere.
A poco serve ridurne il numero se poi essi non sono al servizio del popolo che li ha eletti, ma del primo sgherro che se li prende...

giovedì 28 maggio 2009

Il Tutor in autostrada, un nuovo Grande Fratello

La notizia di oggi è "Attenzione al tutor in Autolaghi" e la domanda che sorge spontanea è: perchè? Perchè ci si dovrebbe preoccupare di questo tutor? Per chi non lo sapesse, il tutor è un apparecchio che legge le targhe e rileva il tempo di passaggio fino ad un altro apparecchio identico che rilegge la targa ed il momento di passaggio. Essendo la velocità media determinata dal tempo impiegato per percorrete un certo tratto di strada, se la velocità media è superiore rispetto a quella attesa, vi è la certezza che il mezzo abbia viaggiato sopra il limite e quindi è perseguibile.
Ora, proprio per questo principio scientifico, e per la conoscenza diretta di qualsiasi persona che abbia percorso quell'autostrada, tranne che per le ore centrali della notte e qualche raro momento nell'arco del giorno, l'Autolaghi è sicuramente l'autostrada più intasata d'Italia e forse del mondo.
Basta ascoltare l'Onda Verde alla radio per rendersi conto che non c'è mattina nè sera dell'anno in cui il tratto tra Busto Arsizio e Milano non sia impregnato di auto, ed in questo caso sarebbe anche auspicato che si potesse tenere una media oraria almeno prossima ai 90 all'ora, e non ai 30/40, come di fatto è.
E questa non è l'unica perla di questo tratto stradale, per cui si paga un casello ogni 25 chilometri (facendo pure altra coda) ed il cui costo cresce sempre incredibilmente più delle altre autostrade. Alla faccia del Nord! Alla faccia di quei presidenti di provincia di Varese che avevano minacciato cose turche (sic!) per il penultimo aumento, ma che non hanno ricevuto nemmeno l'attenzione dei propri compagni di partito al parlamento romano (e perciò ladrone).
In compenso, nessuno sistema le protezioni in modo adeguato, in caso di necessità, anche per un piccolo incidente, le code diventano bibliche e i tempi di percorrenza eterni. Certe volte basta la presenza di una pattuglia della stradale a rendere congestionato il transito, e questo non è bello.
Insomma signori, qualcuno doveva vendere questi Tutor come prima qualcuno aveva venduto i TRed, i semafori che facevano le foto col rosso. Invece di puntare all'educazione stradale, alla cura delle persone, lavoriamo sempre di più col Grande Fratello, l'occhio elettronico, la morbosità dentro la tua vita. Non mi piace. Io mi considero un po' più liberale di questo modello. Ed amo la responsabilità delle persone assunta in piena coscienza, anche e soprattutto sulla strada.

mercoledì 27 maggio 2009

L'Europa critica molto duramente Berlusconi

L'Europa intera attacca Berlusconi, non più solo qualche giornale di centrosinistra. Oggi, per chi ha la possbilità di leggere qualcosa nel mondo della stampa libera e indipendente, ci sono pesanti attacchi contro il nostro Premier che, naturalmente, in Italia viene difesa da una cortina impenetrabile di omertà e silenzio.
Tutto va bene, alle domande basta non rispondere; ma non viviamo più nell'era dell'oscurantismo conservatore e sebbene oggi si stia assistendo a fenomeni di analfabetismo di ritorno (si tratta di milioni di persone!) anche nel nostro avanzatissimo paese, a qualcuno la curiosità e l'intelligenza rimane per capire da solo come stanno le cose.
Così accade che due grandi giornali inglesi, il Financial Times e l'Independent, usino oggi la medesima espressione parlando del Premier: Silvio Berlusconi "non è chiaramente un altro Mussolini" e il suo potere non comporta il rischio di un ritorno al fascismo, "ma è un pericolo per l'Italia e un maligno esempio". Perchè? Secondo il Finacial Times per il modo con cui tratta la stampa ed in particolare Repubblica, il quotidiano che ha posto 10 domande a Berlusconi (come fanno tutti i maggiori giornali in Europa con personaggi pubblici), ricevendo in cambio l'accusa che queste sono viziate da un pregiudizio politico; per "come ha attacato i magistrati che lo hanno giudicato corruttore dell'avvocato inglese David Mills, definendoli militanti di sinistra, sebbene il parlamento lo abbia reso immune dall'essere processato. E insoddisfatto anche di un così utile parlamento, ha detto che dovrebbe essere drasticamente ridotto a 100 deputati, mentre il potere del premier dovrebbe essere accresciuto".
L'Indipendent invece ricostruisce la storia recente di Berlusconi ed avvicina il caso Noemi al Watergate di Nixon, anch'esso nato da un piccolo fatto di cronaca, apparentemente insignificante.
La questione dei suoi rapporti con Noemi Letizia, afferma il giornale, "non è triviale". Vivere in Italia oggi è "come essere intrappolati in un campo di lava che sta lentamente ma inesorabilmente scivolando giù da un pendio".
Ma sono solo questi giornali a parlare del caso? Niente affatto.
Nei giorni scorsi sono apparsi due editoriali molto critici sul Times (conservatore) e sul Guardian (laburista) di Londra, sempre molto critici nei confronti del Premier italiano, e altrettanto lo sono i giornali del resto d'Europa.
In Spagna, oggi spara a zero "El Pais", "ABC News" riporta le disavventure con Noemi sul proprio blog; la Reuters riporta la notizia dell'attacco della Chiesa cattolica a Berlusconi e sempre su questo fatto scrivono sia "Die Welt", tedesco, che "El Clarin" argentino.
Ormai l'affare ha una dimensione mondiale, anche se da noi, tranne qualche chiara presa di posizione di giornali come Famiglia Cristiana, per il resto si fa finta solo di fare cronaca.
Con qualche giornalista che arriva a chiedersi perchè parlare di un fatto personale del Premier quando esistono problemi più gravi che affliggono la nostra società: esattamente per questo!
Malgrado tutti i problemi e le disgrazie che affliggono il popolo italiano, colui che ci governa è troppo impegnato in affari personali per dedicare la necessaria attenzione al paese. Per molto meno, in un paese civile, lo avrebbero già cacciato.

martedì 26 maggio 2009

Busto Arsizio su RaiUno, non per merito

L'introduzione alla trasmissione dice: "milioni di euro sprecati, per opere ardite, spesso inutili, a volte perfino curiose, che restano (sempre e comunque) inutilizzate…".
Se non lo avete ancora visto, guardate il filmato cliccando qui

domenica 24 maggio 2009

Saviano e Cantone, letture dure ma vere

Non so quanti di voi abbiano letto entrambi i libri di Saviano e di Cantone, che parlano della camorra campana. Sembra di leggere due libri allo specchio: ciò che uno afferma con gli atti di cronaca trova riscontro nell'altro sotto forma di atti giudiziari.
Se non li avete letti, fate uno sforzo e cercate di leggerli, ora che viene estate e forse avrete tempo. Ma vi avverto: dovrete anche confrontarvi con la vostra coscienza.
Già perchè credo che nessuno di noi possa dire che il Nord sia estraneo alle malefatte del Sud. Se ne volete una prova, andate al'ultimo capitolo di Gomorra, il libro di Saviano, e leggete cosa dice degli "stakeholder", ovvero quei personaggi in giacca e cravatta che trattano "l'imbucamento" dei rifiuti, soprattutto quelli più pericolosi, a costi molto più bassi di quelli necessari per lo smaltimento in sicurezza.
Si legge nel libro: "Molte aziende settentrionali erano riuscite a crescere, assumere, erano riuscite a rendere competitivo l'intero tessuto industriale del paese al punto da poterlo spingere in Europa, liberando le aziende dalla zavorra del costo dei rifiuti che gli era stato alleggerita dai clan napoletani e casertani...". L'operazione Cassiopea del 2003 dimostrò che ogni settimana partivano dal Nord al Sud quaranta TIR ricolmi di rifiuti, ma questa non è stata l'unica strada: altri ne arrivavano da Toscana, Umbria e Molise.
L'operazione "Mosca", coordinata nel 2004 dalla piccola procura di Larino, ha dimostrato lo smaltimento illecito di 120 tonnellate di rifiuti speciali provenienti da industrie metallurgiche e siderurgiche di fonderie settentrionali.
"Vicino a Grazzanise era stata accumulata tutta la terra di spazzamento della città di Milano", afferma Saviano, ma soprattutto i più grandi traffici avvengono tra Veneto e Sud. L'operazione "Houdini" del 2004 che un unico impianto in Veneto gestiva illegalmente circa 200 tonnellate di rifiuti l'anno. Per dirla sempre come lui, lo smaltimento è un costo che nessun imprenditore italiano sente necessario.
Per questa ragione lo stakeolder di cui Saviano racconta ad un tratto afferma: "Ma lo sai che gli stakeholder hanno fatto andare in Europa questo paese di merda? Lo sai sì o no? Ma lo sai quanti operai hanno avuto il culo salvato dal fatto che io non facevo spendere un cazzo alle loro aziende?". Ci sarebbe quasi da ringraziare queste persone.
Ma se la legge, la legalità, la salute delle persone, l'integrità di una nazione fosse in mano a gente così, io preferirei mille volte essere illegale. Se i rifiuti di Napoli dicono qualcosa è che sono stati elemento, causa e determinante di una elezione politica nazionale, dove i valori ed i riferimenti sono stati stravolti e chi era illegale è diventato un galantuomo.
Essi infatti, come ha dimostrato anche recentissimamente la trasmissione Report, non sono per nulla spariti, ma sono semplicemente stati fatti sparire. L'inceneritore di Acerra è l'ultimo anello di questa catena della menzogna: inaugurato due mesi fa, di fatto non lavora. Mancano ancora delle parti e sarà completato solo dopo giugno, ma era importante dare questo segnale in chiave di messaggio elettorale.
Sul sito www.emergenzarifiuticampania.it è possibile controllare le webcam in funzione ma in molti che hanno visitato il sito osservano camini con assenza di fumo e vapori e nessun passaggio nei corridoi di camion che sversano rifiuti. Ogni tanto è possibile notate una jeep della protezione civile e pochi tecnici negli ingressi. Secondo il Presidente Berlusconi "il sito funziona benissimo e l’inquinamento è vicino allo zero nonostante non stia sempre funzionando e che gli stop sono dovuti alla complessità dell’impianto che partirà a pieno regime solo a fine giugno". Sono sfortunati i cittadini che guardano l’inceneritore solo quando non funziona?
Noi abbiamo bisogno di tornare a credere alla verità, non ad una piacevole menzogna e a ciò che qualcuno vuole farci credere, ma per fare questo abbiamo bisogno di tornare a pensare col nostro cervello e non con quello del Grande Fratello.

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