Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!

mercoledì 20 agosto 2008

Chi determina il prezzo dei carburanti?

Questa ve la devo raccontare. Questa mattina è stato annunciato in aumento di 0,50 dollari al barile il prezzo del petrolio in Asia rispetto a ieri. Il commentatore radiofonico, citando fonti delle agenzie petrolifere, diceva che questo causerà l'arresto della discesa dei prezzi dei carburanti alla pompa, calato di qualche centesimo nelle ultime settimane.
Proprio ieri, sempre sui canali della radio, l'intervista ad un rappresentante dei petrolieri affermava che il prezzo e le partite di petrolio vengono contrattati con mesi di anticipo rispetto alla messa in vendita finale dei carburanti. Insomma, noi adesso stiamo pagando la benzina e il gasolio derivati dal petrolio acquistato a maggio/giugno, quando era vicino ai 150 dollari al barile.
Personalmente non credo a nessuna di queste due teorie.
Di fatto in Italia, ma come nel resto d'Europa, i carburanti sono una delle maggiori voci del gettito per le casse dell'erario, quindi non vi è alcuna intenzione da parte dei governi di agire da freno sui prezzi.
Dall'altra, i petrolieri hanno margini enormi all'interno di queste fluttuazioni, che usano come fisarmonica, sempre agendo a loro favore e a danno dei clienti, i quali non hanno alcuna possibilità di opporsi. Paga, pantalone!

martedì 19 agosto 2008

Un’Italia a colori

Continuano le Olimpiadi, i nostri atleti si stanno facendo valere, per quanto possibile in una Olimpiade dominata, sportivamente e politicamente, dalla Cina e dalle nazioni che pesano nel CIO; fra queste non c’è l’Italia.
Per rendersi conto di questo, basti vedere quante medaglie sono state “rubate” ai nostri atleti nei concorsi dove c’è una giuria che assegna il titolo e non una linea di traguardo.
La notizia bella di oggi arriva dalla vela, con il bronzo ottenuto da Diego Romero, atleta italiano oriundo argentino. Forse non ci si sarà resi conto, ma gli atleti italiani oriundi o naturalizzati sono davvero tanti. Provo a farne una lista, non credo completa.

Taismary Aguero, pallavolista, nata a Sancti Spiritus (Cuba);
Audrey Alloh, atletica (100 m.), nata a Abidjan (Costa D'Avorio);
Zahra Bani, atletica (giavellotto), nata a Mogadiscio (Somalia);
Noemi Batki, nuoto (tuffi), nata a Budapest (Ungheria);
Mihai Bobocica, tennistavolo, nato a Craiova (Romania);
Libania Grenot, atletica (400 m.), nata a Santiago de Cuba (Cuba);
Andrew Howe, atletica (lungo), nato a Los Angeles (Stati Uniti);
Josefa Idem, canoa, nata a Goch (Germania);
Magdelin Martinez, atletica (triplo), nata a Camaguey (Cuba);
Diego Romero, vela, nato a Cordoba (Argentina);
Angelica Savrajuk, ginnastica, nata a Lutsk (Ucraina);
Wenling Tan Monfardini, tennistavolo, nata a Hunan (Cina);
Natalia Valeva, tiro con l’arco, nata a Tirnauca (Moldavia);
Erzsebet Vallai, pallanuoto, nata a Lajosmizse (Ungheria);
Jiri Vlcek, canottaggio, nato a Mladà Boleslav (Repubblica Ceca);
Hristo Zlatanov, pallavolo, nato a Sofia (Bulgaria).

Ho considerato solo gli atleti che per nome e nascita sono chiaramente “stranieri” , ma esistono altri casi come quello di Jean Jacques Nkouloukidi, giovane marciatore della 20 km., nato a Roma o Giuseppe Rossi, attaccante della nazionale di calcio, nato a Clifton (USA), oppure gli altoatesini dai nomi tedeschi come Silvia Weissteiner o Hannes Kircler.
Personalmente trovo questo bellissimo. Trovo che l’Italia a colori sia una fotografia fantastica del nostro futuro, mentre trovo disgustoso l’atteggiamento di chi vuole mantenere privilegi solo per il fatto di essere italiano e bianco, magari meglio se padano.
La teoria dell’evoluzione insegna che non è la razza più forte a sopravvivere, ma quella che meglio si adegua alle modificazioni della natura.
I dinosauri si sono estinti, anche se erano i più forti ed i più grossi.

lunedì 18 agosto 2008

L'effetto Brunetta potrebbe essere un fuoco di paglia

Il ministro Brunetta ha emanato la circolare n.7/2008, la quale determina il comportamento della pubblica amministrazione (Decreto legge 112 art.71 - assenze dal servizio dei pubblici dipendenti) nei confronti dei dipendenti pubblici assenteisti: ad essi deve essere richiesta visita fiscale anche per le assenze di un solo giorno.
L’effetto, ripreso con grande attenzione e larga pubblicità dai mezzi di comunicazione, è stata la riduzione di oltre il 30% delle giornate di assenza dei lavoratori pubblici durante il mese di luglio.
Tutto bene? Direi di no.
Premetto che un giro di vite sulle assenze dal lavoro per motivi di salute doveva essere data, prima o poi: a fronte di tanti casi leciti ve ne sono purtroppo anche di illeciti, e sappiamo bene che il senso di responsabilità degli italiani non sempre è così limpido e cristallino.
Però ritengo questo risultato poco significativo in rapporto a quelle che sono le esigenze vere degli utenti della Pubblica Amministrazione, addirittura potrebbe avere un effetto negativo sulla bilancia dell’efficienza complessiva della macchina amministrativa, se da questa decisione dovessero nascere poi elementi peggiorativi per quanto riguarda la valutazione ed i premi di tutti i dipendenti pubblici.
Il cittadino chiede una amministrazione pubblica più efficace e questo si traduce in minore burocrazia, maggiore efficienza e conoscenze da parte di chi opera allo sportello, unite ad una più sensibile attenzione all’utente, sopratutto nei rapporti interpersonali.
Una maggiore presenza fisica del personale non dà nessuna garanzia in merito al miglioramento del livello di servizio della pubblica amministrazione; serve invece una riforma della Pubblica Amministrazione, strutturale ed organizzativa, che comporti una reale maggiore efficienza, a tutti i livelli, del sistema pubblico.
Ho avuto già modo di sottolineare in tempi non sospetti (13 giugno 2008, articolo pubblicato su questo blog http://berteotti.blogspot.com/2008/06/rinviata-fine-anno-la-chiusura-degli.html) la questione che senza una riduzione degli enti inutili non si possono reimmettere energie nel sistema, siano esse tanto economiche quanto umane.
La circolare Brunetta fa leva sull’emotività, ma la razionalità dice altre cose.
Dice, ad esempio, che richiedere una visita fiscale domiciliare per chi lamenta anche solo un giorno di assenza rischia di essere un costo enorme per le pubbliche amministrazioni, che finiranno con l’ignorare questo provvedimento nel giro di poco tempo.
Non interviene invece il DL, nel suo complesso, su quello che è il recupero di efficienza legato all’addestramento delle risorse pubbliche, all’adeguamento delle strutture tecnologiche e sulla possibilità di ammodernare gli Enti Pubblici locali e centrali, di dare banche dati ed informazioni più precise a chi amministra il patrimonio pubblico, per arrivare ad una migliore qualità generale del servizio all’utenza.
La comunicazione mediatica ancora una volta ha dato prova di fermarsi all’aspetto emotivo della notizia, senza scavare, senza cercare di capire i veri contenuti. Basti leggere a tale proposito i tantissimi commenti presenti in internet a questa notizia, reperibili sia su blog che su siti pubblici e privati. Alcuni sono estremamente particolareggiati e ricchi di osservazioni che dovrebbero essere colte proprio dagli organi di stampa.
Il recupero vero di risorse è dato, se non altro, da un minor numero di giornate di lavoro rimborsate dall’ENPDEP, ma il resto è tutto da verificare.
Mi piacerebbe che le Amministrazioni Pubbliche indicassero, oltre al numero di giornate di lavoro recuperate, quante ore di coda in meno abbiano fatto i propri utenti, quante pratiche in più siano state portate a compimento nei tempi attesi, come sia migliorata la qualità dei servizi erogati per un minor numero di reclami/contestazioni.
Se questo avvenisse sarebbe davvero un ottimo risultato.

domenica 17 agosto 2008

Famiglia Cristiana, un esempio di stampa libera

In questi giorni di Ferragosto ha tenuto banco la polemica circa la posizione fortemente critica assunta da Famiglia Cristiana nei confronti del Governo. I rilievi mossi dal settimanale sono molto precisi e circostanziati, forse per questo hanno fatto più male ai governanti politici, tanto che sono subito ricorsi alla Curia romana a chiedere di essere tutelati. E così è stato.
Prima di esprimere un parere, ho voluto leggere per intero il numero di questa settimana di Famiglia Cristiana. Devo dire che nei mesi scorsi, quando il governo era di centrosinistra, lo stesso settimanale non aveva risparmiato critiche per le posizioni assunte contro i DICO ed a stimolare provvedimenti seri e innovativi a favore della famiglia che tardavano ad arrivare.
Quali sono allora questi rilievi che vengono sollevati?
Appare forte il sospetto che quando è al potere la Destra i ricchi si rimpinguano e le famiglie impoveriscono. E quanto accaduto durante il precedente governo Berlusconi dal 2001 al 2006 lo dimostra: tutte le misure assunte, nel medio e lungo termine, sono state solo a favore dei ricchi, come ad esempio il cambio delle aliquote che hanno dato somme ingenti solo ai (pochi) redditi molto alti, mentre hanno dato solo spiccioli alle fasce più basse.
FC accusa poi Meloni e Gasparri di irresponsabilità, vista la richiesta fatta agli atleti italiani presenti alle Olimpiadi di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione: saremmo stati l'unico paese al mondo! Ma perchè non lo fanno loro che sono politici, si chiede il settimanale, e me lo chiedo anch'io: perchè le iniziative concrete non le prendono direttamente loro?
Eppure non mancano i rilievi positivi: aver ripulito Napoli, cercare di tenere la prostituzione lontano dalle strade, sono elementi positivi che sono sotto gli occhi di tutti.
Forse è proprio questo che dà fastidio al Governo, un elemento che il Centrodestra non può sopportare: in un quadro di controllo pressocchè totale della stampa nazionale, avere una voce estremamente critica e libera, che si rivolge direttamente al cuore del Paese, che parla a quel "centro moderato" che determina il peso del voto nazionale, è più che una spina nel fianco.
Allora ecco il tentativo di delegittimare la redazione, facendo percepire che questa sia nella linea della Chiesa, a cui don Sciortino, direttore della testata, ha dato a mio giudizio una risposta chiara e senza tentennamenti. Ecco il vero problema: non si riesce a piegare chi ha dalla sua la forza delle proprie idee.
Il Centrodestra plaudiva alle critiche ai DICO, ha cavalcato a lungo questo timore dell'elettorato moderato, non invocava l'intervento della Curia in quel caso.
Allora non si possono usare due pesi e due misure, questo almeno non è l'atteggiamento di un settimanale, a mio parere serio anche nelle critiche, come Famiglia Cristiana. Semmai questo dovrebbe essere l'atteggiamento di tutto il mondo della comunicazione sociale, che invece è troppo spesso prona la potere politico.

venerdì 15 agosto 2008

VIVA Cup: perchè tacere il dissenso?

Era la sera di domenica 27 luglio 2008, rientrati dalla spiaggia intorno alle 19, ci siamo messi a guardare la televisione. Purtroppo la ricezione era scarsa e quindi bisognava accontentarsi dei canali che si riusciva a vedere. In quel momento si vedeva bene RAIDUE e siamo rimasti sintonizzati.
Il servizio era su un evento sportivo particolare, un torneo di calcio in Lapponia, la VIVA world cup, ovvero una sorta di campionato del mondo fra "nazionali" non riconosciute, come la stessa Lapponia, la Provenza, il Kurdistan. E la Padania! Ma da quando la Padania è una nazione ed ha una nazionale?
Per quasi mezz'ora va avanti questa farsa, e rifletto: ci sono degli inviati, la RAI sicuramente ha mandato delle persone per fare questo servizio fondamentale per documentare un campionato mondiale vinto. Inoltre vi erano certamente altri cronisti, di sicuro ho appurato che vi era un inviato del Corriere della Sera. Ora, se i soldi per fare certi servizi ce li mette un privato come l'editore del Corriere, sono fatti suoi; se ce li mette un ente pubblico come la RAI, sono anche soldi miei e sinceramente preferirei che venissero spesi meglio. E si potrebbe andare avanti su questi ragionamenti.
Ma quale non è il mio stupore nello scoprire, qualche tempo dopo, che pure l'amico Marantelli ha avuto parole prima di incoraggiamento e poi di complimenti per "l'impresa" della nazionale di calcio Padana, che tra parentesi si è anche aggiudicata il torneo.
Ritengo l'uscita di Daniele una espressione personale che non condivido. Non ritengo la Padania una nazione, nè una regione. Nell'accezione in cui è stata presentata è solo l'espressione di una parte politica di un'area geografica, della quale non è nemmeno maggioranza.
Hanno partecipato, va bene, ma che si debba anche fare auguri e salamelecchi mi sembra troppo. Anche a costo di essere io la voce che stona, dico che queste cose sono poco più che una sagra paesana e dedicare tutto questo spazio sulla televisione nazionale è un delirio.
Già tutta la televisione è politicizzata e, oltre a Rete4, da dieci anni RAIDUE è espressione della Lega e della lottizzazione politica, quella lottizzazione a cui la Lega si è sempre dichiarata contraria, ma che ormai è diventata ormai parte del DNA anche di questo partito. Ora sì che è un partito "nazionale".

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