Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!

mercoledì 7 ottobre 2009

Allora sono di sinistra

Questa sera la Consulta ha annullato il Lodo Alfano. Oggi sembra facile dire che eravamo convinti che questo era il solo esito cui questo organo di Giustizia sarebbe potuto arrivare perchè la Costituzione parla chiaro, ma non è proprio così.
Ci si dovrebbe chiedere come mai nei 2001 Silvio Berlusconi si fece confezionare il Lodo Schifani su misura, proprio per annullare gli effetti della Magistratura: nessun Presidente del Consiglio aveva osato farsi una legge su misura come fece lui.
Già allora la Consulta aveva spento quel principio di incendio istituzionale.
Appena ripreso il potere (in questo momento mi sembra che questa sia l'unica definizione adatta al nostro), eccolo riproporre, prima ancora di accertarsi dei veri problemi del Paese, un nuovo lodo, il lodo Alfano, con lo stesso intento del precedente: impedire alla magistratura di fare il suo corso.
Proprio in questi giorni il suo omologo Fini ha rinunciato alle possibilità che il lodo gli offriva, ed ha accettato di essere sottoposto al giudizio ordinario. Una lezione di stile.
Ma qui forse non è nemmeno questione di stile, ma di mero interesse, della paura concreta che durante un processo qualcuno dica qualcosa che non dovrebbe menzionare, che un giudice non addomesticato a dovere possa usare liberamente il proprio cervello e dare forma concreta a quelle paure che agitano i sonni del Cavaliere.
Le offese che ha rivolto questa sera al Presidente Napolitano, sono infime, non degno di una figura istituzionale. Soprattutto perchè allude ad un fatto noto a tutti, quasi fosse di per se una cosa squallida, ovvero che il Presidente provenga da un partito di opposizione. Questo è veramente vergognoso.
Ma non solo. Ormai qualsiasi cosa che sia contro di lui è di sinistra, anzi, sinistra.
E' di sinistra la Consulta che boccia il suo amato Lodo, è di sinistra il Presidente Napolitano, è di sinistra la stampa, è di sinistra l'opposizione, tutta.
Allora sono anch'io di sinistra. Ma è di sinistra anche tutta la stampa estera, tutte le maggiori testate internazionali riportano la notizia con evidenza e senza mezzi termini lodano la decisione della Consulta, alla faccia di chi (i TG nostrani) da tempo hanno cancellato questa opinione dal proprio palinsesto.
Viva la Costituzione, viva la vera Libertà.

El Constitucional abre la puerta al procesamiento de Silvio Berlusconi (El Pais)
Berlusconi fights for career as court ends immunity
(The Times)
Italian Court Rejects Prime Minister’s Immunity (The New York Times)
Italie : les Sages invalident la loi d'immunité protégeant Berlusconi (Le Monde)

domenica 4 ottobre 2009

Altomilaneseinrete si rinnova

Lo so, sono stato via un po' di tempo... ma avevo un buon motivo, ho celebrato il 25.mo di matrimonio. Ora, al rientro da qualche giorno di vacanza, con gli amici di Altomilaneseinrete.it abbiamo fatto l'ultimo passo per il rinnovo del sito, che abbiamo presentato ieri alla stampa.
Già, ma vi chiederete: chi sono questi amici di Altomilaneseinrete.it?
AMR è un'associazione che si propone di far conoscere il territorio dell'Altomilanese, le attività, la storia, la cultura e l'umanità che abita queste terre.
Nei sei anni di attività, finora, abbiamo organizzato alcuni incontri pubblici che sono stati ripresi dalla stampa con ampia enfasi e con la partecipazione di centinaia di persone e con le relazioni di esperti di valore nazionale.
Quando abbiamo parlato di trasporti è venuto il professor Sasso dell'Università di Genova, oppure abbiamo fatto un incontro sulla città metropolitana a cui aveva assicurato la sua presenza l'allora ministro Lanzillotta, che poi diede due clamorose cantonate (la stessa che venerdì era assente al voto sulla vile legge del condono sul rientro dei capitali).
Il nuovo sito, realizzato con la collaborazione di una Web Agency, la Matic, che nell'Altomilanese ha la propria sede, tende a dare maggiore freschezza alle notizie e alla partecipazione dei cittadini. Già oggi il sito ha più di 1.000 visite al giorno.
Provate anche voi l'emozione di entrare in questa nuova realtà, cliccate il sito www.altomilaneseinrete.it e fatemi sapere cosa ne pensate! Grazie.

venerdì 11 settembre 2009

Il pubblico amministratore strumento di libertà e giustiza

Ogni volta che entro in consiglio comunale provo una sensazione strana. E' come per un calciatore di una squadra di club entrare in campo con la maglia della nazionale. Quello che dovrebbe essere un compito di parte, per me diventa una responsabilità che non può essere confinata solo dentro dettagli di tipo personale.
Eppure, trovo che molte delle sessioni di consiglio che ho visto in questi 12 anni di presenza, siano state segnate da personalismi accesi e da liti certamente poco hanno a che fare con fatti di politica. Questo atteggiamento confonde e sconforta il pubblico, anche se talvolta le battute sono anche azzeccate. Purtroppo il fatto è che la città non vive di battute, ma di fatti concreti e non saranno certo le goliardate di alcuni a rendere più felice la vita sociale cittadina.
Ho ricordato nell'ultimo consiglio di giovedì 10 settembre alcune parole di Anacleto Tenconi, primo sindaco della Legnano post bellica. Diceva Tenconi che il primo cittadino è al di sopra delle parti e quindi deve essere il sindaco di tutti e non solo dei suoi elettori: "una volta eletti dobbiamo pensare al bene di tutti e specialmente di quelli che non ci hanno votato, in quanto con il nostro operato, se onesto, potranno ricredersi".
Questo vale per il sindaco, ma anche per tutti gli eletti che non svolgono il loro compito per investitura divina, ma per mandato popolare.
Cosa è cambiato in questi 60 anni di storia perchè cittadini e politici non abbiano più questo senso della cosa comune, del rispetto delle responsabilità personali ed altrui, della percezione di ciò che è giusto e ciò che non lo è o anche, in modo meno prosaico, cosa sia più conveniente per la città e cosa non lo sia?
La sceneggiata accaduta giovedì sera mi ha lasciato per l'ennesima volta sconvolto. Il tema di ACCAM è importante per la città, per lo sviluppo del territorio, per la salute dei cittadini e per il mantenimento di un livello accettabile di vita. Non possono gli interessi di alcuni prevaricare quelli di tutti. Busto ha offerto la propria disponibilità ad essere sede dell'inceneritore (quando questo rappresentava l'innovazione più avanzata) del consorzio, nella speranza di diventare sede della provincia. Finito questo sogno, si deve guardare la realtà e pensare al tema dei rifiuti in chiave più efficace ed anche più efficente in termini economici.
Ho anche sollevato il tema, da molti sussurrato a mezza voce, che a Busto comandino centri di potere che nulla hanno a che vedere con la città, e questo è chiaro: abbiamo risorse economiche ingenti, accumulate dalla storia passata, ma anche persone che sono state e sono in grado di confrontarsi con questi centri di potere. Non tanto e non solo le industrie e le attività commerciali sono importanti nella definizione del territorio, ma quanto la città stessa lo è, per molti affari che non si debbono necessariamente pubblicizzare.
Alcuni, forse molti lo sanno e sperano di ricavare un utile, perchè questo è ormai l'indirizzo verso cui si volge l'attenzione e l'interesse di singoli e gruppi.
Forse che il signor Tesoro sarebbe presidente della ProPatria se non avesse interessi in città? E sto facendo solo un esempio, tra l'altro un esempio pubblico ed onesto che tutti conoscono.
Sono quelli che non hanno un nome e cognome preciso, chiaro, conosciuto che mi preoccupano.
Sono un idealista? Forse. Anzi, lo spero. Spero fortissimamente di poter sognare ancora libertà e giustizia vere e sincere, libertà e giustizia in atti e non solo nelle parole. Il futuro della città dipende da queste cose.

mercoledì 9 settembre 2009

I fallimenti di Silvio e l'addio a Mike

Per alcuni giorni sono rimasto a guardare, distrattamente, gli avvenimenti del mondo, senza trovare spunti per commentare in maniera diversa la realtà, rispetto a quanto ho fatto negli ultimi tempi.
La speranza era che qualcosa potesse cambiare. Sbagliavo.
Nelle ultime due settimane sono successe cose che in qualsiasi paese civile, fino a 10/15 anni fa, avrebbero fatto venire la pelle d'oca al comune cittadino, lo avrebbero fatto arrabbiare, avrebbero scatenato commenti al vetriolo da parte della stampa.
La vita del nostro paese, invece, continua, pur tra mille traversie, pur tra un milione di bugie, pur tra l'indifferenza e l'insensibilità che invece dovrebbe scaldare il cuore delle persone, a prescindere dal proprio pensiero politico.
Il problema è sempre lui, Berlusconi. Se la spassa con allegre signorine pagate da facoltosi faccendieri e nessuno si indigna. La ex moglie Veronica, che aveva denunciato lo stato patologico del marito di fronte al sesso è stata fatta passare per schizofrenica se non peggio. Le ragazze che sono state protagoniste di questa triste storia (D'Addario e Noemi) hanno conquistato le copertine dei settimanali, dei giornali, fanno serate in disco e vengono fotografate ad ogni passo.
Un giornalista che per primo ha osato intralciare la strada del nostro cavaliere è stato bellamente fatto fuori, professionalmente parlando, attingendo a scandali che, a confronto di ciò che capita quotidianamente al Premier, sono da scuola materna del gossip. Eppure Boffo, da serio profesisonista, ha dato le dimissioni, caso più unico che raro.
Il nostro amatissimo Presidente, ha poi dato dei "cospiratori" ai giudici di Milano, Palermo e, in generale, a tutti quei giudici che si permettono di mettere il naso in affari che lo riguardano o riguardano suoi amici parlamentari e non: un atteggiamento intimidatorio incredibile, in un paese libero. Giustizia e Politica devono restare poteri disgiunti e indipendenti per garantire la democrazia.
Eppure non siamo alla dittatura, dice ieri sera ai telegiornali un Silvio più tirato del solito, quasi affiora il suo malessere dal ghigno ironico col quale cerca invano di mascherare tutto il suo nervosismo. E qui gli arriva il primo vero siluro mediatico, frutto di un'azione politica del Centro che ormai sembra essere prossima a sferrare il suo attacco definitivo.
Subito dopo il servizio del TGUno che mostra il sorriso smagliante e indeformabile del Presidente che nega l'esistenza di attriti ed incomprensioni con Fini, ecco partire quello con la smentita del Presidente della Camera, che invece rincara la dose.
Silvio fa la figura del bugiardo e viene data una importante spallata alla sua credibilità: per la prima volta gli viene dato, pubblicamente e nel TG nazionale più fedele, del bugiardo, con tanto di prova documentale. Senza possibilità di smentite, perchè le parole di Fini si odono distinte e chiare.
Un distacco, come ho già avuto modo di indicare in altri post, dalla sua storia che ne ha fatto un personaggio vincente: lo ha ripudiato la moglie, lo ha ripudiato il suo "delfino" Fini (forse anche un po' stanco di fare il delfino da una vita, prima di Almirante ed ora di Silvio) e lo ha ripudiato pure, nello stesso giorno e, seppure in modo diverso e molto più drammatico, il suo mentore televisivo, il caro vecchio Mike Bongiorno.
Ecco, questo mi sembra il giusto giro di boa. Mike ci lascia, finisce la sua storia umana per entrare nel mito. Negli ultimi trent'anni, è stato compartecipe e protagonista dei successi mediatici di Berlusconi, che però lo aveva già scaricato tempo fa, come dichiarò a "Che tempo che fa".
Quasi per contrappasso, lo stesso giorno Berlusconi viene scaricato dal sistema televisivo che lui ha voluto e governato.

martedì 1 settembre 2009

Ricordando Teresa Sarti Strada

Questa sera apprendo della morte di Teresa Sarti Strada, moglie di Gino Strada e cofondatrice di Emergency. Io non l'ho mai conosciuta personalmente, ma penso che sia una di quelle persone che teniamo dentro di noi come una cosa preziosa, come un frammento di bellezza che vorremmo brillasse sempre per indicarci la via della verità.
In questi giorni in cui leggiamo di cose terribili, eppure effimere, che sfiorano tanto la libertà personale e istituzionale quanto l'insulso aggrovigliarsi delle vere menzogne, la perdita di una persona come lei ci rende tutti più poveri, più tristi.
Annoto questo fatto in questo mio diario, quasi più per ricordare a me che per dire a voi che le cose che contano nella vita sono le opere di bene che compiamo per gli altri, non certo le ricchezze che riusciamo ad ostentare nella nostra fragile esistenza.
Grazie Teresa per la tua vita.

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