Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!

venerdì 10 luglio 2009

Presentazione del PUT in conferenza stampa: perchè non in Consiglio Comunale?

Era un caldo pomeriggio del giugno dello scorso anno, quando l'Assessore Lista convocò i consiglieri per presentare lo studio del PUT; una presentazione tecnica, con passaggi anche interessanti, ma che lasciava molti aspetti della questione in sospeso.
La promessa fu di sentire di nuovo i commissari entro le vacanze estive, pianificare una serie di incontri ed arrivare ad una stesura "condivisa" del PUT. Promessa vana.
Proprio in questi minuti si sta presentando un PUT in conferenza stampa. Noi consiglieri non abbiamo avuto modo di vederlo, non possiamo quindi commentarlo nè essere consapevoli di quanto, a questo punto assumendosi in proprio tutte le responsabilità, l'Amministrazione andrà a presentare alla città.
Sono 12 anni che la città aspetta, è da un anno che aspettiamo di essere convocati come consiglieri e di portare il nostro contributo che, anche da queste pagine e da innumerevoli interventi in consiglio comunale, non abbiamo mai fatto mancare e che, in termini di confronto, potremmo sicuramente portare ad un livello di approfondimento molto maggiore, a beneficio dell'intera città.
Ciò che sta avvenendo mi lascia senza parole, non tanto per il fatto che non possa parlare, quanto per l'affronto che viene fatto alla città, e questa settimana questa catena si sta dimostrando lunghissima e pessima, per approccio e risultati.
La tesi non potrà che essere tecnicistica, i problemi visti da esperti "pilotati" dalla giunta, lontani dalla sensibilità dei cittadini e dalle idee che essi vogliono portare attraverso i loro rappresentanti.
L'assenza di confronto è di per se una grave perdita per la costruzione della città.
Ma cos'altro potremmo fare se non denuciare questo stato di cose ai cittadini? Badate bene: non stiamo blaterando come spesso fanno i politici romani, stiamo indicando un modo di affrontare i problemi e, possibilmente di risolverli, a cui teniamo in modo particolare partecipare ed essere presenti. Per cui lo saremo anche in conferenza stampa e diremo chiaramente la nostra, da consiglieri che devono ancora una volta apprendere notizie di rilevanza istituzionale da una conferenza stampa, piuttosto che da uno spettacolo pubblico o da un comunicato del comune...
Fulgidi esempi di democrazia partecipativa... ammesso che qualcuno sappia cosa vuole dire!

mercoledì 8 luglio 2009

Ancora allagati i sottopassi ferroviari

A questo punto, a poco serve ricordare che "io l'avevo detto"; anzi, che io sono stato solo il portavoce in consiglio dei tanti appelli lanciati dall'Associazione "Noi" del quartiere Santi Apostoli, riguardo la percorribilità dei sottopassi di via Tasso e XX Settembre in occasione di forti temporali.
Ieri, puntualmente, al primo vero grosso acquazzone estivo, abbiamo avuto la conferma che le assicurazioni fornite dall'Assessore Girola erano purtroppo frutto di un ottimismo (o di un parziale realismo) che si scontra immancabilmente con la situazione che da tempo conosciamo.
Che ci siano difficoltà tecniche, operative e di finanziamento delle opere per un migliore smaltimento delle acque meteoriche quando accadono fenomeni temporaleschi come quelli di ieri, che sempre di più assumono le dimensioni di un monsone, nessuno lo nega.
Il fatto è che certamente nell'arco della stagione estiva almeno un paio di eventi di questo tipo accadranno, con certezza matematica. Ed è quello che è successo ieri.
Anche ieri qualche pericolo per l'incolumità delle persone è stato corso, la città è rimasta per alcune ore tagliata in due, tutto quanto avevamo ipotizzato si è verificato.
Non so se dovremo attendere un esito meno favorevole per attivare qualche contromisura.
Poco più di un mese fa in Consiglio Comunale ebbi modo di esprimere i miei dubbi in proposito durante il breve intervento libero concesso ai consiglieri, ricordando gli impegni che l'amminsitrazione si era assunta in proposito e che non è riuscita a mantenere. E di questo, vorrei ricordare, ritenni responsabile l'intera Giunta e non solo l'assessore Girola.
Quindi ora ripropongo la questione: cosa volete fare? Qual è la vostra politica in merito, signori della maggioranza che non governa la città, anche se vince le elezioni? E i cittadini che vi votano costantemente, cosa pensano di tutto questo, oltre che lamentarsi cordialmente?
L'acqua dal cielo ce la manda il Buon Dio, ma gli amministratori se li scelgono i cittadini...

venerdì 3 luglio 2009

Apriamo il fronte Cimitero

Ieri ho fatto una visita "guidata" presso il Cimitero Centrale di Busto Arsizio.
Il tutto a partire dal fatto che da alcune settimane, nei giorni di mercoledì (quando il cimitero è chiuso), si è cominciato a riesumare le salme del campo decennale "D". L'operazione durerà mesi, e si è resa necessaria per il fatto che tutto il terreno disponibile nel campo adiacente si sta esaurendo e tra pochi giorni non vi sarà più spazio per nuove inumazioni.
Ma con 8 esumazioni la settimana, ci vorranno tre mesi per liberare il campo. Potrebbe così succedere che si arriverà ad operare contemporaneamente inumazioni ed esumazioni sullo stesso terreno, soprattutto in un periodo estivo che da sempre viene fortemente sconsigliato per questo tipo di operazioni per ragioni di igiene ambientale.
Questo è segno grave di mancanza di programmazione da parte dell'ufficio compentente. Arrivare ad operare in queste condizioni fa pensare che, come per altre attività in carico al Comune, come la manutenzione del verde e la gestione dei luoghi sportivi, esso non sia in grado di provvedere in modo efficace e competente.
Questo è un fatto gravissimo per una citta dell'importanza di Busto Arsizio.
Nello stesso momento ho potuto notare che in più punti dalla struttura di cemento armato a vista emergono i "ferri", cioè le armature in acciaio della struttura: occorre urgentemente una manutenzione conservativa.
Il forno crematiorio poi è fermo, non si hanno notizie su avanzamenti lavori e sulla sua messa in opera.
Succede poi che forni di cui si è acquisito il diritto trentennale da 18 mesi siano ancora con dentro la salma precedente e chi ne ha pagato i diritti (si tratta di 2.750 euro... non scherziamo), non ne ha ancora la disponibilità!
E' evidente che nemmeno da morti si possa riposare in pace...

giovedì 2 luglio 2009

Chi ha visto il nuovo Liceo Artistico?

Oggi mia figlia ha sostenuto l'esame di maturità artistica e praticamente ha terminato il suo corso di studi superiori. Passavo stamani accanto all'area ex-Pensotti che avrebbe dovuto vedere nascere la nuova struttura del Liceo Artistico.
E' stato allora che mi sono ricordato della profezia fatta ai miei figli: finirete il vostro ciclo scolastico e non vedrete neanche un mattone messo al suo posto. Eppure non sono un profeta.
Qualsiasi persona di comune senso pratico avrebbe capito che il cartello esposto ancora nell'area, ormai sommersa da piante di ogni genere che crescono indisturbate, e recante la data di termine dei lavori nel 26 gennaio 2009 costituisce già di suo una colossale baggianata.
Allora andiamo ancora una volta a ricostruire la storia di questa bufala.
Alla fine di febbraio del 2007, durante la campagna elettorale per l'elezione di Presidente della Provincia di Varese (candidato Marco Reguzzoni, già Presidente in carica, della Lega), e con la presenza del sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli (PdL), avveniva la posa della "prima pietra" del nuovo istituto.
Dicono le cronache di allora: "Reguzzoni, orgoglioso, ha dichiarato che la nuova costruzione sarà «la più bella scuola della provincia» (provocando qualche boato di bonario scetticismo fra gli studenti)". Che dire: avevano ragione loro, gli studenti.
Poi il tempo è passato e qualcuno ha cominciato ad accorgersi che in quel luogo dove era stata posta la prima pietra, si aveva qualche difficoltà a trovarne una seconda. Così, quasi nascostamente, si è arrivati a dichiarare che l'azienda a cui era stato affidato il lavoro era fallita. Furono costruiti, un anno dopo il primo annuncio, dei prefabbricati che sostituivano una parte della "villa" fatiscente e poi abbattuta: dovevano durare un paio d'anni, dureranno molto di più.
Gianfranco Bottini, diventato vicepresidente della Provincia, si premurò allora di dare le più ampie rassicurazioni in merito al fatto che entro poco tempo si sarebbe provveduto ad assegnare i lavori ad una nuova impresa, e arrivò a sbilanciarsi: "abbiamo proceduto ad unificare i due lotti dei lavori in un progetto unico, che la Provincia ora riassegnerà entro l'estate (del 2008, ndr)". Poco tempo dopo, nel giugno del 2008, ecco il nuovo annuncio: entro due anni aprirà i battenti il nuovo liceo artistico di Busto Arsizio.
A dare la notizia in conferenza stampa erano, a questo punto, il presidente della provincia Galli, (Lega Nord) il vice Bottini (PdL), il sindaco Farioli (PdL) ed il povero Preside Montenduro, che in mezzo a tanti vasi di ferro faceva proprio la figura del vaso di ciccio destinato ad essere frantumato dall'efficienza lombarda.
Ed ecco i tempi: 20 mesi dalla data della conferenza stampa (17.6.2008) per la consegna dello stabile. Di mesi ne sono già passati 13, senza che si sia mossa foglia.
Evito di riportare l'interezza della dichiarazione, semplicemente vi rimando ai link di questa pietosa storia per verificarne la cronologia. E la verità delle affermazioni.
Ed ora però mi chiedo: quanti cittadini si sentono scandalizzati per questa miserrima storia? Chi pensa che Busto possa ambire ad un ruolo di leadership, per dirla in dialetto, se si ritrova in mezzo a queste secche senza sapere neanche come uscirne, se non inventarsi domani l'ennesima storia che potrebbe solo fare arrossire i concittadini per la vergogna?
Ne ho sentite di tutti i colori in questo periodo: dalla proprietà dell'area non regolata adeguatamente prima dell'inizio dei lavori, a problemi di rischio ambientale. Adesso diranno che gli indiani Sioux la reclamano come parte della loro riserva o qualcosa di simile.
Qui non si tratta di fare marketing, di blaterare che "C'è più Busto", perchè ce n'è meno, molto meno di qualche decennio fa.
Parliamo di un'area a duecento metri da piazza Garibaldi, nella quale corrono i topi e chi si affaccia al balcone delle case prospicenti gode di uno spettacolo ora anche peggiore di quando il fabbricato della Pensotti era ancora edificato. Di fronte si trova la lussuosa struttura di Villa Manara, costata alle casse cittadine come uno jacht di lusso, e di fianco alla splendida e costosissima piscina omonima.
Non c'è due senza tre, ma se possibile questa volta non spendiamo parole prive di senso e vediamo di dare una sede degna ad un istituto fra i migliori della provincia di Varese e di tutta la Lombardia.

Rassegna stampa da VareseNews:

Un'estate di cantieri nelle scuole della Provincia (30.9.2008)
Il nuovo liceo artistico pronto entro due anni (17.6.2008)
Liceo Artistico, lavori a singhiozzo (25.2.2008)
Nuovo Liceo Artistico: "a che punto siamo"? (18.2.2008)
Ampliamento del Liceo Artistico, partono i lavori (28.2.2007)

mercoledì 1 luglio 2009

Il declino del Consiglio Comunale

Domani sera, ovvero tra poche ore, ci sarà consiglio comunale. A Busto Arsizio ormai esso è cosa rara, quasi un evento. In media, poco più di uno al mese.
Vi sono città vicine, anche più piccole della nostra, che come ho già detto in passato effettuano almeno un consiglio la settimana, segno di una vivacità e di una attenzione ai problemi dei cittadini che fa esprimere le parti politiche di rappresentanza nella loro sede istituzionale.
Cosa che non succede a Busto, ed il perchè lo avvertiamo anche da alcuni segnali che si ripetono con incredibile precisione ogni volta che c'è da prendere una decisione importante.
Il primo segnale lo possiamo identificare nelle urgenze: vi sono provvedimenti (classicamente il Bilancio) che arrivano in aula in modo completo solo nell'immediata vigilia del dibattito; e questo vale per tutti i provvedimenti che in qualche modo vedano qualche possibilità da parte della maggioranza di dare evidenza di un contrasto o di una diversità di vedute.
Cosa di cui non ci si dovrebbe spaventare più di tanto in una città che vede assegnare al centrodestra una maggioranza che definire "Bulgara" è quasi eufemistico.
Il secondo segnale è che tutti i punti che non sono urgenti, per decenza diciamo quasi tutti, vengono spesso discussi in commissione, sulla stampa, e poi vengono ritirati in aula o addirittura poco prima del loro dibattito consiliare.
Oggi è il caso della delibera sul revamping di ACCAM , cui si oppone la soluzione Vedelago, il caso per cammuffare da palmizio le antenne per telefonia dell'architetto Riva e, se vogliamo, perfino la questione amletica fra lo stadio e la sistemazione delle vie cittadine.
La presidenza Speroni ha sempre lasciato qualche dubbio sia sulla volontà di affrontare tutti i punti all'ordine del giorno, sia sulla disponibilità del Presidente stesso a convocare il Consiglio: infatti, vi sono punti vecchi di oltre un anno ancora presenti in ordine del giorno.
Cosa fare? Una cosa è certa: la minoranza ha la possibilità di richiedere la convocazione fino a 4 consigli comunali l'anno e credo sia ora di applicare questa norma. Poi sarà necessario rivedere ancora qualche sbavatura nel regolamento, ponendo ad esempio un limite di tempo ai Question Time, onde permettere di avventurarsi anche in qualche mozione, istituto di sindacato che pare essere quasi dimenticato, da quanto tempo non se ne discute.
Allora vedremo domani sera cosa succederà, sperando che ancora vi sia una possibilità di parlare di argomenti che possano davvero interessare alla città e non solo i proponenti.

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