Alessandro Berteotti

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Non ho verità da regalare, se però pensi che dica cose sensate, dillo ai tuoi amici!

martedì 12 maggio 2009

Coerenza e immigrazione

Una campagna fotografica di qualche anno fa di Oliviero Toscani per Benetton, davvero molto dura ma vera, mostrava le immagini di alcuni organi interni di uomini di diverse razze: erano tutti identici.
In questi giorni il nostro governo sta respingendo barconi di immigrati che arrivano sulle nostre coste. Clandestini, sì, ma anche rifugiati politici che vengono respinti contro tutte le convenzioni internazionali.
Ministri e Presidente si dannano l'anima per giustificare questi oltraggi al rispetto degli accordi internazionali, alle stesse regole della Comunità Europea, alla quale l'attuale Governo però ha sempre dedicato scarsa attenzione.
D'altra parte la Lega appartiene al gruppo degli euroscettici, però da quattro legislature il nostro concittadino Francesco Speroni si guadagna la pagnotta facendo avanti e indietro da Bruxelles.
La vita è piena di coerenza e soddisfazioni, per chi è in grado di reggere il gioco.
Ma la coerenza non è un argomento che fa guadagnare voti, anzi semmai li fa perdere.
La campagna contro l'immigrazione, l'immigrato come elemento pericoloso e, soprattutto, diverso da noi nei costumi e nella cultura: questi argomenti fanno guadagnare voti.
Due immigrati irregolari a Palermo hanno fermato un maniaco assassino che ha preso a martellate una coppia di anziani davanti alla stazione ferroviaria, mentre decine di persone stavano a guardare: a loro è stato concesso un permesso di soggiorno straordinario.
Quando accade un incidente sul lavoro ad un immigrato è sempre al primo giorno di lavoro, anche quando lavora lì da mesi o anni. Gli immigrati stanno tenendo alto il nostro tenore di vita, ma per noi sono sempre tutti irregolari, ladri, criminali.
Basta. E' ora di dire basta a queste fesserie, a questi luoghi comuni, a queste banalità che ci fanno sentire più tranquilli, più sicuri. Balle.
Adesso anche la Chiesa si sta preoccupando e prende posizione, ma potranno cambiare idea gli elettori cattolici che votano a destra? Sinceramente, non credo.
Vizi privati, pubbliche virtù è una legge antica ma sempre attuale.

lunedì 11 maggio 2009

Un anno vissuto insieme

Mercoledì 13 maggio questo blog festeggerà il suo primo anno di vita. Per questo primo anno avevo promesso di fare un commento al giorno, questo che sto scrivendo è il 360.mo post: credo di aver mantenuto la promessa dal punto di vista numerico.
Ma la scommessa che mi promettevo era soprattutto qualitativa, e questo lo potete dire solo voi se è vinta oppure no.
Io posso solo dire che spesso i miei commenti sono stati ripresi dalla stampa locale, non sono passati inosservati; ma devo anche dire che ciò che spesso io credevo potesse essere davvero di interesse, è passato ai più praticamente inosservato.
Adesso però vorrei cambiare genere, anche perchè il mio lavoro chiede sempre più tempo e quindi il mio mio impegno sul blog dovrà diventare ancora più qualitativo.
Quindi prossimamente spero potrete trovare qualcosa di interessante anche qui.

venerdì 8 maggio 2009

Il bilancio sociale

Una delle grandi novità promesse dalla Giunta Farioli era il Bilancio Sociale. Non abbiamo mai capito bene cosa fosse, ma il solo nome è affascinante. Allora perchè non provare a leggere il bilancio in una forma diversa, come potrebbe essere quella di verificare, oltre ai numeri, se le attese della città sono riscontrate da questa giunta, o quanto meno, di capire cosa pensano i cittadini di questa città.

Ogni giunta eredita ciò che le precedenti, nel bene o nel male, hanno lasciato alla città. In questi ultimi 15 anni abbiamo assistito a giunte che, in un modo o nell'altro, sono sempre riuscite a lamentarsi di ciò che chi li aveva preceduti aveva lasciato.

Stabilito che nessuno di questa parte della minoranza ha mai fatto parte di maggioranze in questo periodo, possiamo parlare di questo periodo dicendo un generico “voi” per indicare chi governava.

Un bilancio è fatto da numeri, ma non solo.

Abbiamo assistito, come corollario a questo bilancio, alla polemica con la giunta di Gallarate, che lasciamo tutta ai protagonisti, che dimostrano di non riuscire ad intendersi nemmeno stando dalla stessa parte della barricata.

Ma una cosa è innegabile: Busto Arsizio, a differenza di Varese, Gallarate o Legnano, potrà avere una minore imposizione fiscale, ma offre ai propri cittadini un'immagine di gran lunga inferiore a quelli di queste città, che stanno cambiando completamente il loro aspetto, nel bene o nel male.

Se quindi valutiamo il vostro operato partendo da queste due prime considerazioni, dal punto di vista sociale, possiamo dire senza timore di smentite che il debito assunto nel passato è ora un macigno che pesa ora sui nostri conti, ora aggravato dal peso dei derivati, che impedisce di sviluppare un concetto diverso di città, anche quando potremo avere una città più bella, vivibile e pulita. Dal punto di vista sociale queste sono le cose che contano.

Invece abbiamo strade piene di buche come una forma di groviera. I nostri badilanti sono ormai specializzati nel gettare qui e là un po' di bitume per riempire quelle che questa primavera sono ormai delle voragini sull'asfalto.

Ma non è solo questo: provate ad esempio a percorrere via Lonate. Qualche tempo fa l'ho definita un surrogato di Gardaland, l'attrazione “Camel Trophy”, e questo mio giudizio è stato anche condiviso da qualche elemento di spicco della maggioranza, ma non è stato fatto nulla da quasi due anni a questa parte. Così come Via Vespri Siciliani, che ha ospitato migliaia di persone le quali hanno potuto constatare che quella che avevano sotto i piedi a malapena poteva essere definita un viottolo di campagna in cattive condizioni. Così valorizziamo le nostre tradizioni e le nostre bellezze artistiche!

E per quanto riguarda la viabilità, ricordo le opere che attendono da tempo di essere realizzate: le rotonde sul Sempione, il sottopasso di Sant'Anna e tra qualche tempo potremmo mettere anche il sottopasso di Sacconago presso la zona industriale; ma soprattutto, anche perchè è stata una promessa ai cittadini del quartiere Santi Apostoli, la sistemazione dei due sottopassi di via Tasso e XX settembre. Un intervento che ha un costo limitato e che l'Assessore Girola mi ha confermato poter essere realizzato a breve. Certo, a breve, altrimenti i prossimi temporali potranno di nuovo proporre l'allagamento dei sottopassi ed allora potrebbe davvero essere difficile giustificarsi. E questo non lo sto dicendo solo a Girola, ma a tutti coloro che hanno responsabilità in materia.

Gli oneri di urbanizzazione rappresentano una entrata, ma anche l'indice di avanzamento della cementificazione nell'area urbana. Abbiamo tanto discusso lo scorso anno dei piani integrati di intervento, ed oggi non possiamo che constatarne il blocco. Abbiamo una città che sembra sospesa tra ciò che era e ciò che non è ancora e forse non sarà mai. Così come l'intervento sul Campus di Beata Giuliana, che oggi più che mai appare come una chimera elettorale.

Ampie zone del centro città urlano vendetta, ma a parte qualche sistemazione temporanea, regna il degrado. Un esempio per tutti, la zona di San Michele: il prosciuttone. Ma è la stessa storia per tutti i centri storici. E, quasi una legge del contrappasso, la situazione del verde pubblico? Il parco Busto 2000, che fine ha fatto?

La bonifica delle aree presso l'incenitore ACCAM? E su questo punto mi fermo qui, anche se si sarebbe ancora molto da dire.

Ma perfino quando si è fatto qualcosa la situazione è stata deficitaria: basti parlare della zona dei Cinque Ponti e delle passerelle. La gente ricorda i disagi, i commercianti i danni subiti.

Noi oggi ci rattristiamo per i soldi costati quei monumenti all'inutilità. Oppure lo stadio di atletica...

E da ultimo, ma non per ultimo, ecco le vicende che toccano in modo più profondo le nostre convinzioni di cittadini del Profondo Nord: vivere, o meglio convivere, con la criminalità organizzata, scoprirci di botto non più pervasi da qualche birbanteria rintuzzabile con la ronda di turno, ma eufemisticamente “minacciati” da una incombente cappa di criminalità organizzata.

Perfino la nostra sacra ProPatria è stata in pochi mesi gettata nella serie inferiore, riabilita, portata in vetta ed ora in bilico, con il vecchio presidente finito in galera.

Qual è il peso sociale di queste cose, come le sente su di se il cittadino?

La gente vorrebbe sapere cosa vuole fare questa città e chi la governa. Un bilancio consuntivo tira delle somme, e in questo bilancio mi sembra evidente un eccesso di parole ed un difetto di azioni concrete.

mercoledì 6 maggio 2009

Non tutte le buche vengono per nuocere

Mi permetto una segnalazione: da una buca apparsa in fondo a piazza Manzoni, quasi di fronte alla farmacia, si può osservare che il vecchio selciato della piazza fatto di cubetti di porfido rosso esiste ancora.
Della cosa dovrebbe essere conservata notizia, insieme ad una eventuale mappatura di tutti i tratti stradali che, in precedenza fatti di quel materiale, possano un giorno essere riportati, a fronte di una diversa interpretazione urbanistica, ad antico splendore.
A mio modesto parere, la città avrebbe tutt'altro valore ed eleganza se almeno il centro e le zone pedonali o a traffico limitato potessero essere tutte contraddistinte da una pavimentazione in porfido. Non trovate?

Il bilancio dei numeri e il bilancio dei servizi

In certe occasioni mi sembra di essere come il peggiore telegiornale: commento solo le notizie negative, le aspettative della gente disillusa da tante cattive performance delle amministrazioni pubbliche. Purtroppo c'è chi ne dà occasione in modo sconsiderato. Venerdì sera parleremo di bilancio in consiglio comunale, ed oggi i commenti sono tutti improntati alla esaltazione di un bilancio che diminuisce l'incidenza dei mutui e fa calare il costo della politica.
Mi permetto di affermare che sono due falsi in atto pubblico. Il primo, perchè riporta di un ragionamento al netto dell'effetto (devastante) dei derivati sui nostri conti, il secondo perchè fatto in termini assoluti, senza considerare che il "risparmio" è dovuto ai mesi in cui il Sindaco era anche consigliere regionale (e fino a prova contraria, i cittadini che pagano l'IRPEF Regionali mantengono anche quelle persone) ed ai periodi in cui mancavano due assessori, che per mesi non sono stati sostituiti.
Quello che si dovrebbe in realtà misurare è l'efficienza dei costi della politica, in rapporto ai giorni lavorati. In pratica, si dovrebbe ragionare prendendo i costi di assessori e sindaco e dividendoli per la somma dei giorni da loro lavorati, confrontandoli con un indice di gradimento del lavoro svolto. Un indice, sono sicuro, che sarebbe molto basso. Tralascio il lunghissimo elenco che dovrebbe comprendere le condizioni delle strade, del verde pubblico, dei tempi attesi per la burocrazia, la mobilità infernale e le opere buffe e dispendiose. Mi limiterò ad un solo caso, quello dei mezzi pubblici passati da AGESP Trasporti a STIE.
Una cosa che mi ha sempre incuriosito è capire come mai un servizio che alla città (attraverso AGESP) costava un capitale in perdite, ora passato alla gestione di STIE, che già ne era partner (al di là di ritirare con una manciata di euro tutto il parco vetture, un capitale di gran lunga maggiore), come si poteva sperare che il servizio miracolosamente cambiasse. Mi sembra quanto meno surreale.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti (i genitori che hanno figli che usano il servizio scuole): bus in ritardo o che non passano, presidi che si lamentano e si coalizzano per ottenere maggiore attenzione, per chiedere che i ragazzi (che poi con queste cose ci giocano) possano arrivare a scuola per tempo. In alcuni casi, e lo posso testimoniare per esperienza diretta, i ragazzi sono stati lasciati letteralmente per strada: ho un figlio all'ITIS ed una all'Artistico, non è la prima volta che per tornare a casa devono chiamare qualcuno che li vada a recuperare. Oppure che i passaggi delle corse avvengano senza rispettare le coincidenze, con persone che si sbracciano a fermare il bus che sta lasciando la fermata mentre questi scendono dall'altra parte della strada (scena vista qualche giorno fa in via Foscolo).
I fatti riportati in cronaca dai quotidiani non sono che una parte dei tanti casi che accadono; altri spariscono nella rassegnazione di un servizio che viene definito "eufemisticamente non eccezionale". Bisogna fare gli acrobati della lingua italiana per evitare di scivolare nello sconcio per descrivere la situazione.

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